Ninna nanna a un bambino bello ma capriccioso: una guida all'ascolto e all'affetto

Cara mamma, caro papà, io so che mi volete tanto bene e che desiderate che io cresca sano, forte, intelligente e con il miglior carattere del mondo. So anche che fate di tutto per non farmi mancare nulla. Vorrei però che ogni tanto vi ricordaste che non sempre mi servono giochi o abiti nuovi, cibi speciali, corsi e attività straordinarie, che se sono capriccioso, o aggressivo, o triste, o…insopportabile, magari è per dirvi, a modo mio, che ho bisogno di voi, del vostro tempo, dei momenti ed esperienze da vivere assieme, delle emozioni (a cui forse non so nemmeno dare un nome) da condividere. Non sapete come fare? Io so che c’è qualcuno che può aiutarvi: si chiama LIBRO ed è un compagno di carta che non ha bisogno di elettricità né di istruzioni particolari per funzionare. E’ sempre disponibile e pronto: basta che qualcuno lo prenda in mano e lo apra. Io sono piccolino e non so leggere le parole, ma so che dentro questa “cosa” c’è un mondo meraviglioso di fantasia. Per questo ho bisogno della vostra voce: così capirò quando avere paura e quando sorridere, quanto è bello trovare degli amici e quanto è triste perderli, come giocare a “se fossi… “ e come imparare a capire il mondo. Ecco, cari genitori, sono convinto che adesso, sapendo quanto sono importanti per me le storie (e lo dice anche il pediatra!) e quanto desidero troviate il tempo per leggermele, ce la metterete tutta per farlo.

genitore che legge un libro a un bambino

Il potere delle storie: una selezione preziosa

La lista di titoli “irrinunciabili - edizioni 2007” è stata scelta dai bibliotecari NPL della regione Friuli Venezia Giulia dopo aver guardato e letto con attenzione le centinaia di albi illustrati che sono stati pubblicati lo scorso anno dalle tantissime case editrici italiane, fra cui alcune nate recentemente. La selezione si è basata su alcuni criteri guida: la piacevolezza della storia (tenera, allegra, originale), la particolarità ed efficacia delle immagini e la leggibilità sia individuale (genitori/bambino) che di gruppo (educatori, insegnanti e lettori volontari/bambini). Infine una delle modalità indiscusse è stata l’attenzione a quei prodotti che più di altri rappresentano il mondo dell’infanzia e rispettano il diritto di essere Bambini.

  • Albero magico / Mathilde Stein & Mies van Hout. Matteo aveva paura di tutto. Allora cercò sulle Pagine Gialle e, alla voce Soccorso per Grandi Paure, il bambino trovò: Albero Magico. Successo garantito.
  • Avevo detto cane / Ilaria Pigaglio. "Credevo di essere stata chiara… avevo chiesto un cane! Non un mostro che mi sbava tutte le bambole… " Una bambina chiede in regalo a mamma e papà un cucciolo di cane. Al suo posto invece arriva… una sorellina!
  • Cocco e la luna / Emilio Urberuaga. Il piccolo coccodrillo Cocco ha avuto un'idea: rapire la luna. Adesso risplende nascosta nella sua cadetta, è tutta per lui e… con la sua luce non lo lascia dormire! Ma il vero guaio è che tutti gli amici di Cocco, senza la luna, sono davvero molto tristi.
  • Giochi di streghe, giochi di fate / scritto e illustrato da Eva Montanari. Inutile dirlo; fate e streghe sono molto diverse. E fanno giochi diversi. Le streghe si divertono con giochi da strega, come trasformare principi in ranocchi. Le fate si divertono con giochi da fata, come ritrasformare i ranocchi in principi.
  • Giorno di neve / Komako Sakai. Oggi mi sono svegliato e la mamma mi ha detto che posso restare ancora a letto perché non c’è scuola. Il pulmino della scuola è rimasto bloccato dalla neve. LA NEVE? Non ho voglia di restare a letto! Voglio subito vestirmi e andare a giocare fuori! Tutto è tranquillo, non ci sono automobili né passanti.

Oltre la fiaba: filastrocche e rime

Il primo incontro del bambino appena nato con le parole avviene attraverso la voce di chi le pronuncia. Spesso si tratta di ninne nanne o di tiritere e poi, quando sono un po’ più grandicelli, di strofe in rima. I bibliotecari NPL hanno voluto scegliere le migliori raccolte di filastrocche, molte derivate dalla tradizione popolare, per offrire un bagaglio straordinario di materiali da usare nelle più svariate occasioni (la pappa, la nanna, il gioco) e consentire anche ai bambini stranieri di imparare i suoni della lingua italiana in modo divertente.

  • Filastrocche / Lella Gandini.
  • Millanta la gallina canta / Nicoletta Codignola. 366 filastrocche illustrate che compongono un affettuoso bestiario.
  • Staccia, buratta, la micia e la gatta.. / Francesca Lazzarato. Filastrocche, indovinelli, conte, canzoncine, incantesimi e tante rime tratte dalla più antica e nota tradizione popolare.
  • Ninne nanne di parole / Roberto Piumini. "Ninna nanna al bambino, ninna nanna al suo cuscino, ninna nanna alle lenzuola, ninna nanna alla parola." Una raccolta di ninne nanne da ascoltare, da ripetere, e canticchiare finché dolce, piano piano, viene il sonno…

libri illustrati per bambini

Il rito dell'addormentamento

Torni a casa dal lavoro, prepari la cena, sistemi, sono tante le attività delle quali occuparsi ogni giorno. Ma quando arriva la sera, tutto si placa: è l’ora della nanna. Il momento in cui mettere a posto i giochi, abbassare le luci, spegnere televisione, smartphone, tablet. Nella ninna nanna musica e linguaggio stabiliscono un’unione e fusione unica e irripetibile. Le ninne nanne permettono al bambino di apprendere le basi della musica, stabilendo un collegamento con le note e la realtà che lo circonda, attraverso le melodie e le parole delle canzoncine. Esiste un vero e proprio patrimonio di filastrocche tradizionali che si tramandano da generazioni. Oltre a questo ricco repertorio, oggi possiamo attingere a un bacino più ampio di canzoncine moderne.

La consapevolezza corporea dei genitori

Immagina una mamma o un papà che culla la sua bimba cantando una canzone: sta cercando di aiutarla a rilassarsi e così addormentarsi, ma qualcosa non funziona. Forse, come è normale che sia, nel mentre sono arrivati pensieri legati alla giornata trascorsa, preoccupazioni, frustrazione e anche una buona dose di stanchezza. Forse la schiena fa male, le braccia pesano e i muscoli del volto sono in tensione. Il corpo del genitore attraversato da queste sensazioni e pensieri, come sarà? Morbido e accogliente o in tensione e agitato? E il suo respiro? E il battito cardiaco? Ecco, ciò che quella bimba capirà in quel momento è quello che il tono muscolare ed emotivo del genitore le sta facendo sentire e non l’intenzione dettata dalla mente di aiutarla a rilassarsi. Questo accade perché il linguaggio dei neonati e dei piccolini è del tutto non verbale. L’intenzione era proprio quella di aiutarla a trovare una sua pace personale fatta di respiri più lunghi e lenti che potesse poi diventare anche quella della sua bimba. Prova anche tu a metterti alla ricerca di una musica che ti riporti all’intimità del tuo corpo. Potrebbe essere la canzone che ti cantava la tua mamma o che ballavi con il tuo papà, oppure la canzone d’amore che ti fa pensare al tuo partner. Potrebbe essere una musica che non rilassa nessun altro all’infuori di te, non è importante.

Patrimoni culturali: le ninne nanne nel mondo

Una ninna nanna è una melodia rasserenante cantata ai bambini per farli addormentare. L'idea alla base della ninna nanna è che un canto eseguito da una voce familiare induce i bambini ad addormentarsi. Ninna nanne scritte da famosi compositori di musica classica prendono il nome di berceuse, che è il termine francese per ninna nanna, come la Berceuse scritta da Fryderyk Chopin nel 1844. La Commissione europea ha creato il progetto Lullabies of Europe per raccogliere tutte le ninne nanne nelle diverse lingue della Comunità per preservarne il patrimonio culturale.

  • Spi, Janíčku, spi (Dormi, Janíček, dormi): Questa vivace ninna nanna fu raccolta in Moravia da František Sušil.
  • Ukolébavka (Ninna nanna): Pubblicata nel 1633 ne ‘L'Informatorium della Scuola Infantile' di Johan Amos Comenius.
  • Elefantens vuggevise (La ninna nanna dell'elefante): Una delle ninna nanne più popolari ed è considerata un classico delle ninna nanne danesi.
  • Lavender's blue (La lavanda è blu): È una canzone tradizionale usata come ninna nanna, risalente almeno al XVII secolo.

mappa delle tradizioni musicali infantili

Il sonno come esigenza naturale e relazionale

Dormire è un bisogno naturale, eppure a volte per un bambino o una bambina può essere una questione complicata! La scienza ci dice chiaramente che i nostri geni ci spingono a rimanere svegli quando non ci sentiamo sicuri e ad addormentarci quando ci sentiamo sicuri. Certo, un bambino piccolo può sentirsi spesso insicuro, data la sua inesperienza e l’impossibilità di provvedere a se stesso da solo. E’ interessante allora chiedersi: di cosa ha bisogno il mio bambino per sentirsi sicuro? Spesso è la mancanza di chiarezza che confonde le cose: i nostri figli e le nostre figlie percepiscono, al di là delle parole e della razionalità, le nostre emozioni, il nostro sentire, i nostri pensieri reconditi. Il momento di andare a letto e dormire, sia per i neonati che per i bambini, può rappresentare un fattore di ansia e stress, soprattutto perché avviene la separazione dai genitori per diverse ore. Per questo motivo bisogna trovare un modo per fargli vivere serenamente questo momento e tranquillizzarli una volta giunta la sera.

Ninna Nanna Ninna Oh - Canzoni per bambini di Coccole Sonore

L'importanza del contatto umano vs tecnologia

Infatti, è sconsigliato tentare di far venire sonno ai bambini mettendoli davanti alla televisione o a dei giochi al computer: questo non farà altro che provocare in loro eccitazione e andrà a intaccare la qualità del sonno, perché le immagini che avranno guardato alla tv potrebbero rendere il sonno poco profondo e sereno. Nella società contemporanea, inoltre, i bambini sono sempre più sottoposti alle luci e alle stimolazioni degli schermi, che comportano per gli occhi una notevole fatica e sono fonte di stress per l’organismo. Invece la voce familiare, che li rassicura, li protegge e li culla mentre si abbandonano al mondo dei sogni, ha un effetto benefico per i figli, contribuisce a rinforzare il legame affettivo e donare loro maggiore fiducia in voi e in loro stessi. Rimboccare le coperte, leggere una storia, dare il bacio della buona notte e cantare una bella ninna nanna al proprio bambino è un atto prezioso a cui nessun genitore dovrebbe rinunciare. Le ninne nanne non hanno come unico scopo quello di far addormentare i bambini. Inoltre, possono rivelarsi utili anche per le mamme, perché cantare una ninna nanna per bambini ha un effetto rilassante anche su chi la canta e può servire a distrarsi e a superare i momenti di noia, mentre si eseguono le ripetitive operazioni legate al prendersi cura del bambino. Infine, man mano che crescono, le ninne nanne possono essere utili per l’acculturazione dei propri bambini: sono infatti un piccolo campionario di parole nuove che i bambini, a forza di sentirle ripetere dalla bocca di mamma e papà, memorizzeranno ed impareranno, inserendole nel loro piccolo vocabolario mentale.

Evoluzione storica della ninna nanna

Per l’antropologo Dean Falk la comunicazione vocale attraverso la ninna nanna risale probabilmente a molto prima che venisse in uso il marsupio, più di un milione e mezzo di anni fa. Le madri preistoriche, infatti, quando dovevano occuparsi delle faccende quotidiane, mettevano a terra i loro neonati. Questi sicuramente avranno protestato piangendo e lamentandosi, non gradendo di essere separati dalle loro mamme. È probabile che le madri abbiano iniziato a mantenere il contatto con i figli vocalmente. La voce rasserenante avrà ogni tanto sostituito il conforto dell’abbraccio, mentre la madre altrimenti occupata conciliava il sonno del bimbo, assicurandolo della sua presenza. Le ninne nanne sono canzoni speciali, si riconoscono anche se cantate in una lingua non familiare. Attraverso il ritmo uniforme, la regolarità e la ripetizione delle parole, la semplicità della struttura musicale, l’andamento lento della melodia, aiutano i bambini a crearsi dei modelli e a controllare le emozioni. E se assieme al canto, una mamma addormenta i propri piccoli cullandoli, il movimento dondolante, stimolando il sistema vestibolare del bimbo, aumenta l’attenzione, contribuisce allo sviluppo dell’equilibrio, soddisfa il suo bisogno di movimento. Le madri tendono ad attirare l’attenzione del loro bambino cantando più velocemente all’inizio; poi rallentano l’esecuzione per mantenere alta quell’attenzione. In passato, nella famiglia patriarcale, il canto della ninna nanna spettava alle donne della famiglia, non solamente alla mamma. Tra i vari rituali dell’addormentamento dunque, la ninna nanna dovrebbe occupare un posto privilegiato. Ogni mamma può dunque inventare una ninna nanna per il suo piccolino. Oppure, può cambiarne una che conosce, adattandola con la propria fantasia al suo mondo.

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