Moltissimo si discute del latte artificiale, ma ogni giorno nascono comunque nuovi dubbi e domande. Molte famiglie si trovano spesso di fronte alla necessità di scegliere il latte artificiale per il neonato e di capire le differenze tra le varie formule presenti in commercio. Il fine di questo articolo non è esprimere giudizi, la rinuncia all’allattamento al seno a volte scaturisce da motivi clinici, a volte da una libera scelta, mentre molte altre, purtroppo, dal mancato sostegno fisico ed emotivo della mamma. Affronteremo in dettaglio le ragioni per cui un neonato potrebbe non finire il latte artificiale, analizzando le difficoltà digestive, i comportamenti di rifiuto e le problematiche legate alle coliche, offrendo al contempo soluzioni pratiche e basate su evidenze.
Il Latte Artificiale: Cos'è e Come Sceglierlo
Non si tratta propriamente di “latte” ma di una formulazione “artificiale”, in quanto creata in laboratorio a partire, nella maggioranza dei casi, da latte vaccino. Gli alimenti per lattanti sono accomunati da caratteristiche precise, concepite per supportare la crescita e lo sviluppo dei più piccoli. Ogni azienda, muovendosi nell’ambito dei limiti stabiliti dalla normativa, lavorerà su aspetti secondari come una differente gradevolezza del gusto, prodotti base di differente provenienza, o una composizione implementata da probiotici, prebiotici o postbiotici, HiMO (Human identical Milk Oligosaccharides, zuccheri che tentano di mimare la capacità degli oligosaccaridi del latte materno di nutrire i batteri buoni), GOS e FOS (oligoelementi che provano ad imitare la capacità del latte materno di aumentare la conta dei lactobacilli intestinali).
Differenze tra Latte in Polvere e Liquido: Praticità e Sterilità
La differenza tra formula artificiale in polvere o liquida è prevalentemente pratica. La formula artificiale liquida viene commercializzata in brick in genere da circa 500 ml, è sterile e una volta aperta può essere conservata in frigo per 24h. Sicuramente la formula liquida risulta sterile e di comodo impiego, non presentando il rischio di contaminazione connesso alla preparazione e alla più lunga conservazione. La formula in polvere, al contrario, non è sterile; è suscettibile di contaminazione nel corso della conservazione e manipolazione. Per essere resa sicura, la sua preparazione richiede l’ebollizione dell’acqua, con la polvere che va aggiunta quando la temperatura arriva a 70°C, per poi essere raffreddata fino a diventare tiepida.

Come orientarsi, quindi, per scegliere? Nel corso di integrazione dell’allattamento al seno materno, ovvero nell'allattamento misto, laddove meno di 500 ml di formula al giorno vengano assunti dal bambino, scegliere una formula liquida può comportare degli sprechi di prodotto aperto e non impiegato. A tale riguardo, sono entrati di recente nel mercato prodotti in polvere confezionati in porzioni, come blocchetti incapsulati singolarmente. Questi permettono di aprire uno stick per volta, mentre gli altri restano intonsi, durando fino alla data di scadenza, riducendo così gli sprechi.
Requisiti Nutrizionali e Differenze con il Latte Materno
Quali sono i valori nutrizionali del latte artificiale? E quali le differenze tra latte artificiale e latte materno? Tutte le formule artificiali, per poter essere immesse in commercio, devono rispettare dei requisiti precisi. Assodato questo presupposto, tutte le formule artificiali risultano adeguate per la nutrizione dei lattanti, garantendo un apporto nutrizionale bilanciato.
Il latte materno, tuttavia, è una matrice complessa, la cui composizione è dinamica e cambia nel tempo, adattandosi alle esigenze del bambino in crescita. È composto per l’87% da acqua, il 3,8% da grassi, l’1% da proteine e per il 7% da lattosio. Il grasso ed il lattosio forniscono rispettivamente il 50% ed il 40% dell’energia totale. Le formule artificiali tentano di riprodurre questo cambiamento di nutrienti del latte materno, modificando le proprie caratteristiche nutrizionali tra i principali tipi 1, 2 e 3. Le differenze tra proteine contenute nel latte materno e proteine della formula artificiale sono anche qualitative. Infatti, la seconda presenta in proporzione una maggiore quantità di caseina (rispetto alle sieroproteine del latte umano), la quale risulta meno digeribile e tende a formare dei precipitati nell'apparato digerente del neonato. Dal compimento del primo anno di vita è possibile e raccomandato ricorrere al latte vaccino, in quanto il sistema digestivo del bambino è ormai sufficientemente maturo per elaborarlo.
Quanto Latte Artificiale Dovrebbe Bere un Neonato? Comprendere le Quantità Indicative e Individuali
Una frequente domanda relativa all’alimentazione del bambino riguarda la quantità del latte artificiale. Orientativamente si sfrutta una formula che prevede di moltiplicare 150/160 ml per il peso del bambino e dividere questo volume (quantitativo di formula) per il numero di poppate che effettivamente assume nel corso di 24h. Questa “regola” rappresenta, tuttavia, solo un’indicazione generale che deve necessariamente essere adeguata al bambino, che va rispettato nel suo senso di fame e sazietà.
Le esperienze dei genitori testimoniano questa variabilità. Ad esempio, una mamma si chiedeva il motivo per cui la sua bambina di due mesi non finisse quasi più le poppate da 120 ml di latte artificiale. Nonostante avesse provato a cambiare tettarella e latte, il problema persisteva. Un altro genitore riportava come il suo bambino di tre mesi, che seguiva un allattamento misto, finisse il latte materno ma lasciasse quasi a metà l'aggiunta di latte artificiale, pur sembrando sazio e non lamentandosi. Il suo bambino, pur mangiando sui 700 ml nelle 24 ore, aveva avuto un periodo in cui aveva assunto 800 ml e poi era tornato alle quantità precedenti, mostrando meno interesse per il biberon. La pediatra, in questi casi, spesso consiglia di dare il latte a seconda della fame del bambino, considerando che il calcolo delle quantità può partire dal peso alla nascita. È normale che un neonato che alla nascita pesava 2,550 kg e ora pesa 4,9 kg, pur assumendo circa 600 ml di latte al giorno (a un mese e mezzo di vita effettiva, essendo nata a 37 settimane), sia cresciuta bene e che gli basti il latte che beve, autoregolandosi. Un aumento delle mani in bocca o il mordicchiare le magliette, come ipotizzato da una nonna, potrebbe anche essere un segno di dentizione, che può influenzare l'appetito e il comfort durante la poppata. Queste situazioni dimostrano che, nonostante le linee guida, ogni bambino è unico e le sue esigenze alimentari possono variare significativamente di giorno in giorno.
Quando il Neonato non Digerisce Bene il Latte Artificiale: Segnali e Cause
Digerire il latte artificiale può essere una sfida per alcuni neonati. Il loro sistema digestivo, ancora immaturo, può faticare a elaborare questo tipo di latte, causando disagi e sintomi che preoccupano i neogenitori. Quando si sceglie l’alimentazione giusta per il proprio bambino, le domande si moltiplicano: come capire se il piccolo non digerisce bene il latte artificiale? È normale che rigurgiti spesso o che abbia singhiozzo dopo la poppata? Questi segnali, sebbene comuni, possono far nascere dubbi e insicurezze. Ogni bambino è unico, e il suo apparato digerente, ancora immaturo, può reagire in modi diversi. Per questo è importante riconoscere i segnali di un’eventuale difficoltà digestiva e sapere come intervenire con accorgimenti semplici e sicuri.
Sintomi Comuni di Difficoltà Digestiva
Riconoscere i segnali di una possibile difficoltà nella digestione del latte artificiale può aiutare a intervenire rapidamente. I sintomi più comuni da osservare e che possono indicare che il latte artificiale non è ben tollerato includono:
- Gonfiore addominale: l’addome del neonato appare teso e dolorante.
- Rigurgiti frequenti o vomito: difficoltà a trattenere il latte dopo la poppata. È importante distinguere il rigurgito fisiologico, che è normale, dal vomito vero e proprio, che può essere un segnale di disagio.
- Stipsi o diarrea: alterazioni delle normali funzioni intestinali. Notare eventuali cambiamenti dell’alvo può aiutare a capire meglio le sue esigenze digestive; per esempio, i bambini che soffrono di coliche si scaricano spesso ma con poche feci (sporcano appena il pannolino).
- Irritabilità: il bambino appare più irrequieto del solito, soprattutto dopo i pasti. Anche rigurgiti e colichette, molto comuni nei primi mesi, possono indicare difficoltà di digestione.
- Difficoltà a digerire: il bambino può fare rutti rumorosi e avere mal di pancia anche a distanza dalla poppata.
Ruttini e singhiozzi sono fisiologici dopo la poppata e non rappresentano per forza sintomi di cattiva digestione. Diverso è il discorso della consistenza e la frequenza delle sue evacuazioni. Questi segnali di disagio spesso si manifestano entro poche ore dall’assunzione del latte. Se si notano con una certa frequenza, è sempre utile consultare un pediatra, che potrà suggerire rimedi specifici o un cambio di latte.
Anatomia gastrointestinale nel Neonato
Tempo di Digestione e Fattori Contribuenti alle Difficoltà Digestive
La digestione del latte artificiale richiede solitamente più tempo rispetto al latte materno, spesso fino a tre ore. Ciò è normale e fa parte del processo di adattamento del piccolo. Tuttavia, alcuni bambini, soprattutto quelli con stomaci più sensibili, possono impiegare più tempo. Le difficoltà di digestione del latte artificiale in polvere ricostituito sono spesso causate da una combinazione di fattori. Tra questi vi sono:
- L’intolleranza alle proteine presenti nel latte artificiale, che il corpo del neonato può avere difficoltà a scomporre. Il latte artificiale è più pesante da digerire e non contiene - a differenza del latte materno - enzimi naturali che favoriscono la digestione.
- Il sistema digestivo del neonato è ancora in fase di sviluppo, e nei primi mesi di vita potrebbero mancare alcuni enzimi necessari per una corretta scomposizione delle proteine del latte. Questa carenza può dare origine a sintomi fastidiosi, rendendo il momento della poppata difficile sia per il piccolo che per i genitori.
- Alcuni bambini, inoltre, possono essere particolarmente sensibili ad altri ingredienti del latte artificiale, come i grassi o gli zuccheri aggiunti, che possono influire sulla digestione.
- Anche la consistenza più densa del latte artificiale rispetto a quella del latte materno può rappresentare una difficoltà per l’intestino del neonato, che ha bisogno di tempo per abituarsi.

Con piccoli accorgimenti e la scelta degli alimenti giusti, è possibile facilitare questo percorso, rendendo la digestione più semplice e il momento della poppata più sereno per il bambino.
Aiutare il Neonato a Digerire Meglio il Latte Artificiale: Consigli Pratici
Per aiutare il tuo piccolo a digerire meglio il latte artificiale, ci sono alcune semplici soluzioni pratiche che possono fare la differenza. È fondamentale prestare attenzione a ogni dettaglio, dalla preparazione alla somministrazione del latte.
Accorgimenti nella Preparazione e Somministrazione
- Regola la quantità e la temperatura del latte: assicurati che non sia né troppo caldo né troppo freddo, e che la quantità corrisponda alle necessità del tuo bambino. Un latte a temperatura corporea (circa 37°C) è solitamente il più gradito e facilmente digeribile.
- Usa un biberon adatto: scegli un biberon anti-colica per ridurre l’ingestione d’aria, che spesso causa gonfiore e rigurgito. I biberon con valvole speciali o sistemi a sacchetto interno possono aiutare a minimizzare l'aria ingerita.
- Scegli la tettarella giusta: se il bambino mangia troppo velocemente o lentamente, potrebbe avere difficoltà a digerire. Assicurati che la tettarella sia adatta alla sua età e al suo ritmo di suzione. Il foro della tettarella deve permettere un flusso lento e controllato; non deve uscire una goccia di latte dal foro quando il biberon viene capovolto, se non quando il bambino ciuccia attivamente.
- Mantieni il bambino in posizione verticale: dopo la poppata, tienilo in posizione verticale per aiutarlo a espellere l’aria in eccesso. Puoi appoggiarlo sulla tua spalla o tenerlo seduto sul tuo grembo, supportando bene testa e petto. Questa posizione favorisce il ruttino e riduce il rischio di rigurgito.
- Prova diversi tipi di latte: alcuni latti artificiali sono più pesanti di altri. Potrebbe essere necessario sperimentare per trovare quello che meglio si adatta al tuo bambino, sempre sotto consiglio del pediatra.
L'Importanza della Scelta dell'Acqua: Una Guida per i Genitori
Anche l’acqua che utilizzi per preparare il latte artificiale gioca un ruolo fondamentale nel benessere digestivo del tuo bambino. Non tutte le acque sono uguali, e la qualità dell’acqua può influire notevolmente sulla digestione del piccolo, contribuendo a un’esperienza di allattamento più serena e confortevole. L’acqua del rubinetto, ad esempio, può contenere sostanze come il cloro, che purifica ma può risultare pesante per il delicato sistema del tuo bambino. Invece, alcune acque imbottigliate hanno un contenuto di minerali che potrebbe aumentare il carico di nutrienti già presente nel latte in polvere, complicando la digestione.
Per garantire la salute del tuo piccolo e favorire una digestione più semplice, è importante scegliere un’acqua minerale specifica per neonati. Le acque adatte alla preparazione del latte artificiale sono quelle a basso contenuto di sali minerali, come l’acqua oligominerale, che ha un residuo fisso tra i 50 e i 500 mg/l, bilanciando leggerezza e qualità. Una valida scelta per il tuo bambino è l’acqua oligominerale Fontenoce, che con un residuo fisso di 103,4 mg/l e un basso contenuto di sodio (7,2 mg/l), è indicata dal Ministero della Salute per la preparazione del latte artificiale e per l’alimentazione dei bambini (DMS. n° 4123 del 16/12/2013). La ricerca scientifica condotta su neonati a termine e pretermine presso il Policlinico di Messina testimonia che acqua Fontenoce è indicata per la preparazione degli alimenti dei lattanti e dei bambini, con l’approvazione del Ministero della Salute. Per una maggiore sicurezza e qualità, è consigliabile scegliere la linea pediatrica di Fontenoce, confezionata in bottiglie di vetro sterili monouso che proteggono l’acqua e ne conservano tutte le proprietà.
Il Rifiuto del Biberon e lo "Sciopero del Lattante": Un Momento di Crisi per Molti Genitori
La situazione è disperata: il tuo neonato improvvisamente rifiuta il biberon, si attacca e si stacca dal seno, e piange disperato. Sei confusa, preoccupata, e non sai cosa fare. Potresti essere di fronte a un fenomeno noto come "sciopero del lattante", una fase delicata e stressante per ogni mamma. Questo comportamento può essere estremamente destabilizzante per i genitori, che si trovano a dover fronteggiare un neonato che rifiuta il latte senza un'apparente ragione.
Cos’è lo Sciopero del Lattante e le Sue Forme
Lo sciopero del lattante, noto anche come sciopero del poppante, si verifica quando un neonato improvvisamente rifiuta il seno o il latte in formula nel biberon, nonostante fino a quel momento si sia alimentato senza problemi. Non si tratta di una semplice fase di inappetenza, ma di un rifiuto deciso e spesso accompagnato da pianti, urla e agitazione.
Lo sciopero del lattante può manifestarsi in diverse forme, rendendo difficile per i genitori capire subito cosa stia accadendo. Ecco alcune delle forme più comuni:
- Rifiuto del seno: il neonato non si attacca al seno o, se lo fa, si stacca immediatamente e piange. Questo comportamento può essere estremamente frustrante, soprattutto se il bambino sembrava precedentemente soddisfatto dell’allattamento.
- Rifiuto del biberon: anche il rifiuto del biberon è un segnale chiaro di sciopero. Il neonato rifiuta il biberon e piange, manifestando un chiaro disagio al momento dell’alimentazione. Molto spesso potrebbe proprio esserci un problema con la formula. Magari non è stato conservato bene il latte, ha un sapore alterato o potrebbe avere all’interno dei grumi che bloccano la tettarella, innervosendo il bimbo. In questi casi, il bambino sta rifiutando il contenuto del biberon.
- Agitazione durante la poppata: il neonato si attacca e stacca dal seno e piange, o sembra irritabile e nervoso durante l’alimentazione. Questo comportamento può essere interpretato come un segno di disagio o di insoddisfazione.

Le Molteplici Cause del Rifiuto
Comprendere le cause del rifiuto improvviso del seno o del biberon è fondamentale per poter intervenire nel modo più efficace. Le ragioni possono essere molteplici e variano da bambino a bambino:
- Dolore o malessere: una delle cause più comuni è un disagio fisico, come il dolore dovuto a un’infezione all’orecchio, gengive doloranti per la dentizione, o una malattia in corso. Il neonato potrebbe associare l’alimentazione al dolore e rifiutare di nutrirsi.
- Cambiamenti nell’ambiente: un ambiente nuovo o un cambiamento nella routine quotidiana possono provocare stress nel neonato, portandolo a rifiutare il latte. Anche un forte odore di profumo o un cambiamento nel sapore del latte materno, dovuto a ciò che la madre ha mangiato, può scatenare lo sciopero del lattante.
- Frustrazione: se il flusso di latte è troppo lento o troppo rapido, il neonato potrebbe sentirsi frustrato e reagire rifiutando il seno o il biberon.
- Problemi con la suzione: se il neonato ha difficoltà a succhiare correttamente, potrebbe stancarsi rapidamente o provare disagio, rifiutando così di continuare a poppare.
- Rifiuto dello strumento (biberon): se il vostro bambino non vuole il biberon, prima di tutto evitate la frustrazione ed armatevi di pazienza. Spesso, soprattutto tra i piccoli abituati al seno materno, attaccarsi non vuol dire solamente “fare la pappa” ma anche essere coccolati e rassicurati. In questi casi, il bambino sta semplicemente chiedendo il contatto con la mamma e non accetta questo oggetto perché vuole il seno.
Strategie per Superare lo Sciopero del Poppante
Affrontare lo sciopero del lattante può sembrare una missione impossibile, ma con pazienza e qualche strategia, è possibile superare questo momento difficile:
- Rimani calma e paziente: è fondamentale mantenere la calma. L’ansia e lo stress possono influenzare negativamente il neonato, rendendo più difficile il ritorno alla normalità. Il neonato avverte lo stato emotivo della madre e potrebbe reagire con ulteriore agitazione.
- Offri il seno o il biberon più spesso: prova a offrire il seno o il biberon più frequentemente, soprattutto quando il neonato è mezzo addormentato, poiché in questi momenti è più probabile che accetti di nutrirsi.
- Crea un ambiente sereno: riduci le distrazioni durante l’allattamento, scegliendo un ambiente tranquillo e rilassante. Una luce soffusa e un’atmosfera calma possono aiutare il neonato a concentrarsi sull’alimentazione.
- Verifica la salute del neonato: se sospetti che il rifiuto del latte possa essere dovuto a un problema di salute, consulta il pediatra per escludere infezioni o altri malesseri.
- Prova nuove posizioni: a volte, semplicemente cambiando la posizione in cui allatti, puoi migliorare la situazione. Una posizione più comoda potrebbe aiutare il neonato a sentirsi più sicuro e a nutrirsi meglio.
- Considera l’utilizzo di un paracapezzolo o di un diverso tipo di biberon: se il problema è legato alla suzione, un paracapezzolo potrebbe aiutare il neonato a succhiare meglio. Allo stesso modo, provare un biberon con una tettarella diversa potrebbe fare la differenza. Ci sono quelle in silicone, caucciù, anticolica, quelle che assomigliano maggiormente al capezzolo o quelle a goccia. Fai poi caso ai forellini sulla tettarella, spesso ci dimentichiamo che a ogni età corrisponde un numero, che a sua volta corrisponde a dei buchi.
- Alternative alla suzione diretta: se il bambino è abbastanza grande, si potrebbe fare una piccola pausa e provare a somministrare il latte con un cucchiaino (in commercio esistono cucchiaini e contenitori appositi per l’allattamento o uno strumento indiano noto come paladai e perfetto anche per i piccolini). Un’alternativa potrebbe essere alternarsi con un’altra persona, poiché il seno lo pretende ovviamente dalla mamma, ma se fosse il papà o un nonno a dargli il biberon, il bambino potrebbe accettarlo più facilmente.
Lo sciopero del lattante è una fase temporanea, ma richiede attenzione e cura. Non si deve smettere di allattare, soprattutto se il bambino non è ancora stato svezzato. Con pazienza e perseveranza, è possibile aiutare il neonato a superare questo momento e tornare a nutrirsi serenamente. Ricorda sempre che ogni neonato è unico e ciò che funziona per uno potrebbe non funzionare per un altro.
Latte Artificiale e Coliche del Neonato: Capire le Vere Cause e i Rimedi Efficaci
Le coliche del neonato sono una delle problematiche neonatali più diffuse e fastidiose per mamma e bambino. Le mamme e i papà dei bambini che ne soffrono si sentono spesso stanchi, frustrati e nervosi davanti al proprio bambino che piange e sta male.
Le Coliche: Da "Immaturità Intestinale" a "Infiammazione Intestinale"
Fino a pochi anni fa (e spesso anche tutt’ora) si diceva che la causa delle coliche fosse una fatidica immaturità intestinale o il fatto che il neonato ingurgitasse aria mentre poppava. Nulla di più falso. Studi scientifici recenti provano che le coliche gassose non sono causate da una fatidica ”immaturità intestinale” ma da una vera e propria ”infiammazione intestinale”. Lo dimostra senza ombra di dubbi un recente studio scientifico del 2018 (Tu Mai et al., ”Infantile Colic, New Insights into an Old Problem”, pubblicato sulla rivista Gastroenterology Clinics of North America).
Solo conoscendo tutte le cause che infiammano l’intestino del bambino (rendendolo gonfio e teso - ecco perché tuo figlio ha la pancia dura e fa aria), si troveranno i rimedi per le coliche del neonato e come far passare davvero il mal di pancia. Le coliche gassose NON sono causate da un’immaturità intestinale (un intestino immaturo può dar dolore). Infatti, risulta siano causate da un quadro infiammatorio intestinale, causato principalmente dal latte - artificiale o al seno - e altri fondamentali fattori. Ecco perché il bambino ha la pancia gonfia (infiammazione), dura e tesa ma soprattutto ecco perché il neonato ha mal di pancia e soffre d’aria.
Sintomi Rivelatori delle Coliche Gassose
Come accorgersi se il bambino ha le coliche e quali sono i sintomi? In generale, per capire se un neonato ha le coliche puoi osservare numerosi sintomi. Durante le ‘’colichette’’ il bambino piange, contrae la pancia, tira le gambe verso l’addome (flessione delle cosce sul bacino). Accanto a questi sintomi, si può inoltre notare un certo grado di tensione addominale (pancia dura e tesa), accompagnato da ripetute emissioni di gas (il bambino fa aria) che giustificano l’appellativo “coliche gassose del neonato”. Il sintomo principale per capire se il neonato soffre di colichette rimane sempre la forte irritabilità del bambino in relazione a un pianto doloroso che rende impossibile calmarlo. Il bambino può piangere mentre è allattato al seno, subito dopo o anche a distanza dalla poppata. Se allattato artificialmente, il bambino si potrebbe staccare spesso dal biberon e piangere, oppure piangere successivamente alla poppata, fare fatica a digerire, fare dei rutti rumorosi e avere mal di pancia anche a distanza.
Altri sintomi delle coliche includono:
- Alterazioni del transito gastro-intestinale (dischezia, stipsi, ecc.).
- Il bambino piange finché non riesce ad emettere gas o fare la cacca; solo allora si tranquillizza.
- Il bambino piange e vuole attaccarsi al seno spesso, cercando di calmarsi.
- Si stacca spesso dal biberon per fare ruttini.
- Piange nonostante si provi a dargli il biberon o addirittura rifiuta il biberon.
- Il bambino soffre anche di reflusso gastroesofageo (rigurgiti e difficoltà digestiva).
- Il bambino sta meglio quando fa aria o fa la cacca.
- Il bambino dorme solo al petto e in braccio.
- Il bambino fatica a dormire supino (tira le gambe e tende la pancia).

Il Ruolo del Latte Artificiale nella Prevenzione e Cura delle Coliche
I rimedi per le colichette del neonato partono dalla conoscenza di tutti i fattori che le provocano. Nel caso specifico dei bambini allattati artificialmente, per curare efficacemente le coliche gassose, è fondamentale agire su quattro principali fattori:
- Tipologia di latte artificiale: tutti i latti artificiali hanno gli stessi valori nutrizionali, ma non tutti vengono digeriti bene, anzi. La tipologia di latte artificiale scelta è fondamentale per evitare e risolvere davvero coliche e/o reflusso. Spesso il latte anticolica non è sempre la soluzione. È importante considerare che, quando si cambia latte, devono passare almeno 3-4 giorni e si dovrebbe fare l’osteo-massage alla pancia per avere un feedback sulla migliore digeribilità di un latte rispetto all’altro; tuttavia, già dopo 1-2 giorni si dovrebbero vedere dei miglioramenti. Il latte è il cibo del bambino ed è l’unico alimento che entra in contatto con le pareti gastrointestinali del neonato. Purtroppo, si sa bene che il latte artificiale (derivato artificiale del latte vaccino) è certamente più pesante del latte di mamma. Ciononostante, per le mamme che hanno problemi di allattamento o per coloro che hanno deciso di allattare artificialmente, è importante garantire loro un latte che sia il più digeribile possibile per il proprio bimbo. Mamma e bimbo vanno sempre supportati ed aiutati con ogni strumento a nostra disposizione. Capita spesso che i neonati facciano fatica a digerire una certa tipologia o marca di latte artificiale; di conseguenza, sviluppano disturbi gastrointestinali come reflusso, rigurgiti, coliche, stipsi, dischezia e aria. Quello che si è imparato è che tutti i latti hanno gli stessi valori nutrizionali, ma non tutti i latti vengono digeriti bene. Ci sono alcuni latti che i bambini digeriscono bene nell’80-95% dei casi. Però, ce ne sono altri che i bambini tollerano e digeriscono male nel 50-70% dei casi (fatica a digerire, tanti rutti, rigurgiti, aria nella pancia, stipsi, coliche, ecc.). Ce ne sono ancora altri che i bambini digeriscono ma non benissimo, creando poco mal di pancia e disturbi gastrointestinali lievi/moderati. È bene sottolineare che non è mai il 100% dei bambini che digerisce bene o non tollera un latte, ma le percentuali sono incredibilmente differenti tra i vari latti artificiali.
- Flusso e ritmo della poppata al biberon: un flusso non controllato o troppo rapido può far sì che il bambino ingurgiti molta aria e mangi troppo velocemente.
- Biberon anticolica, tipologia di tettarella e grandezza del foro: la scelta di un biberon e una tettarella adeguati è cruciale per regolare il flusso e il ritmo della poppata.
- Posizione del bambino allattato artificialmente: una posizione scorretta può favorire l'ingestione di aria e il disagio digestivo.
Solo quando tutti questi parametri vengono messi correttamente in pratica, si possono davvero curare le coliche gassose nel neonato che beve latte artificiale. Inoltre, è fondamentale valutare la presenza di tensioni oggettivabili della muscolatura liscia gastrica e intestinale che creano dolore al bambino e rallentano il transito. Per risolvere le tensioni gastrointestinali che si sono create e per curare efficacemente le coliche gassose, si raccomanda l'Osteo-Massage alla pancia. Si deve sempre trattare l’addome dopo che il bambino ha avuto episodi di coliche, reflusso, stipsi, dischezia e, più in generale, mal di pancia.
L'Importanza del Flusso, del Ritmo e degli Strumenti: Come Ottimizzare la Poppata con il Biberon
"Non si preoccupi signora, il bambino si autoregola al biberon e smette di bere quando è sazio". Questa frase, purtroppo, è mooolto falsa. Il bambino allattato al seno deve succhiare attivamente per bere il latte. O succhia attivamente, oppure il latte non esce. Il bambino allattato al seno, per succhiare attivamente, attiva tutta la muscolatura delle guance, della mandibola e la lingua; compie un movimento di suzione attiva e deglutizione.
Al contrario, la maggior parte dei bambini allattati artificialmente NON fa fatica e la suzione è PASSIVA. Questo accade quando il biberon anticolica non regola il flusso, ha una tettarella con un foro troppo ampio e quando il genitore (inconsapevolmente) imprime un ritmo rapido, senza fare delle pause. Se il biberon non regola il flusso del latte e il foro della tettarella è troppo ampio, il latte sgorga rapido e NON controllato. In questo modo, quando viene dato il biberon, il bambino beve PASSIVAMENTE il latte. Non deve succhiare attivamente con un movimento attivo delle guance e della lingua ma SOLO DEGLUTIRE passivamente.
Il bambino allattato al biberon rischia quindi di mangiare molto più VELOCE, senza CONTROLLO, una QUANTITÁ MAGGIORE di latte, nella METÁ del TEMPO. Di conseguenza, il bambino allattato artificialmente si ingozza, ingurgita aria, mangia troppo, gli esce il latte dalla rima labiale, non si autoregola e più facilmente ha coliche e reflusso. Per evitare che questo accada dobbiamo lavorare sui quattro parametri citati precedentemente: biberon e foro della tettarella; ritmo della poppata; posizione del bambino durante la poppata; tipologia di latte artificiale.
Biberon Anticolica e Scelta della Tettarella: Forma e Foro
Un buon biberon e una buona tettarella anticolica devono garantire un flusso lento e controllato. In poche parole, il bambino deve ciucciare attivamente dalla tettarella affinchè esca latte; altrimenti non deve uscire una goccia. Per assicurarsi che il flusso sia lento e controllato si può fare il test seguente: quando si mette il latte nel biberon e lo si capovolge, non deve uscire una goccia di latte dal foro della tettarella. Se si accorge che il latte gocciola rapidamente dalla tettarella o che addirittura zampilla, vuol dire o che il biberon anticolica non è adatto oppure che il foro della tettarella è troppo grande. È importante notare che quando il biberon richiede una suzione attiva, il bambino impiegherà più tempo per bere il latte e potrebbe lamentarsi, se era abituato a un flusso rapido e passivo; è normale e positivo, poiché il bambino mangerà più lento e il suo senso di sazietà arriverà in maniera consapevole.
Per scegliere il biberon che aiuti ad evitare o risolvere le coliche nel neonato e il possibile reflusso, è bene optare per un prodotto idoneo che abbia una valvola efficace, un sacchetto interno o un altro sistema che trattenga l’aria e limiti la velocità di flusso. Inoltre, un fattore ancora più importante riguarda la tettarella: nel biberon anticolica la tettarella deve essere preferibilmente di forma fisiologica (regolare) piuttosto che una forma ‘’anatomica’’ (o irregolare). Per forma fisiologica si intende una tettarella arrotondata e con una transizione graduale dall’apice alla base, a differenza di una transizione brusca alla base tipica di forme anatomiche, che sono non tonde, ma leggermente strette e allungate. Andando oltre questo parametro riguardo la forma della tettarella, c’è un altro fattore ancora più importante: il foro della tettarella.

Ritmo della Poppata e Posizione Corretta
In caso di alimentazione con il biberon, il movimento della suzione è meno faticoso. Come spiega Riccardo Davanzo, neonatologo presso l'Ospedale Madonna delle Grazie di Matera e Dottore di Ricerca dell'Istituto Burlo Garofolo di Trieste: “Al piccolo basta aprire e chiudere le arcate dentarie, al massimo deve ‘difendersi’ dal flusso eccessivo anteponendo la lingua alla tettarella”. “Poiché il latte affluisce in buona parte per caduta, il suo arrivo non è controllato dal bebè: per questo il flusso può essere eccessivo, esponendolo a un maggior rischio di rigurgito, oppure non costante, e quindi indurlo a deglutire aria”.
Per ovviare a questi inconvenienti, bastano piccoli trucchi, come mantenere un’inclinazione progressiva: la tettarella deve, cioè, essere sempre piena di latte. Questo si ottiene inclinando a 45° la bottiglia con la formula, permettendo al bambino di controllare meglio il flusso e di ridurre l'ingestione di aria. Mantenere il bambino in una posizione semi-verticale durante la poppata e concedere pause frequenti per permettere il ruttino, può aiutare a prevenire il gonfiore e il disagio, favorendo una digestione più serena. Il ritmo della poppata dovrebbe essere lento e controllato, stimolando una suzione attiva che imiti il più possibile l'allattamento al seno, per permettere al neonato di riconoscere i segnali di sazietà e di alimentarsi in modo più confortevole e consapevole.
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