La nascita di un bambino è senza dubbio un evento stressante. Questo periodo, intenso e delicato, può scatenare un caleidoscopio di emozioni: dalla gioia e l'eccitazione più profonde, a paure e ansie inaspettate. La società di oggi, che sempre più spesso lancia messaggi sbagliati e confusivi, non aiuta la nuova coppia genitoriale in questa delicata fase della vita. Nonostante l'immaginario collettivo proponga l'immagine di una madre serena, felice e pronta a immedesimarsi nel nuovo ruolo, la realtà emotiva post-parto è spesso ben più complessa e sfaccettata. È importante sottolineare che il periodo seguente alla nascita di un figlio rappresenta un momento di fragilità nella vita di molte donne, un momento in cui è normale avere delle difficoltà con le proprie emozioni. La depressione post partum è una condizione complessa che si manifesta in un periodo molto delicato della vita di una donna, subito dopo la nascita di un figlio. È cruciale comprendere che la depressione post partum non è un segno di debolezza né un difetto; con il giusto trattamento può essere sconfitta.
Il presente articolo intende esplorare la “depressione post partum”, una condizione che, pur non essendo direttamente e unicamente legata alla fase dello svezzamento, può manifestarsi in un arco temporale ampio che include mesi dopo il parto, potendo quindi coincidere con tale delicata transizione. Approfondiremo i suoi sintomi, le molteplici cause e i percorsi di cura disponibili, estendendo la nostra analisi anche alla spesso sottostimata depressione post partum paterna, riconoscendo la natura multifattoriale e l'ampio impatto di questo disturbo sull'intera famiglia.

Il Complesso Scenario Emozionale Post-Partum: Dal Baby Blues alla Depressione Post Partum
Il periodo post partum è caratterizzato da significative fluttuazioni emotive che possono variare in intensità e durata. Per la maggior parte delle donne, i sintomi sono lievi, di breve durata e si risolvono spontaneamente.
Baby Blues: Una Fase Transitoria e Fisiologica
Quando si tratta del cosiddetto baby blues, i sintomi si risolvono spontaneamente entro pochi giorni o al massimo due settimane. Si tratta di un calo dell’umore che interessa la maggior parte delle neomamme nei primi giorni dopo il parto. Questa fase è caratterizzata da sbalzi d’umore, ansia e tristezza, irritabilità e pianto frequente, e difficoltà di concentrazione, oltre a disturbi del sonno. Il baby blues, che compare nei primi giorni dopo il parto e si risolve spontaneamente entro una o due settimane, è caratterizzato proprio da questi sintomi. Si tratta di una fase normale e temporanea, dovuta ai cambiamenti ormonali e all’adattamento alla nuova condizione di madre. Il post-partum blues (baby blues) in genere dura da 2 a 3 giorni (fino a 2 settimane) ed è relativamente lieve. In questo periodo è utile riposare il più possibile, accettare l’aiuto di familiari e amici, condividere esperienze e vissuti con altre neomamme, ed evitare l’alcol, che può peggiorare gli sbalzi d’umore. La depressione post partum e il baby blues non sono la stessa cosa e non sono sinonimi. Il baby blues è una condizione transitoria e lieve, che si risolve entro pochi giorni o settimane.
Depressione Post Partum (DPP): Una Condizione Complessa e Persistente
A differenza del baby blues, la depressione post partum (DPP), o depressione puerperale, è una condizione che colpisce molte donne dopo la nascita di un figlio e rappresenta una sfida importante sia sul piano emotivo che relazionale. Non si tratta di semplice “tristezza” o stanchezza. La depressione post partum può influire in modo significativo sul benessere della mamma, sulla relazione con il neonato e sull’equilibrio familiare. Colpisce una percentuale compresa tra il 10 e il 20% delle nuove mamme entro sei mesi dal parto. Altre stime indicano che la DPP colpisce, con diversi livelli di gravità, dal 7 al 12% delle neomamme. La depressione post-partum si verifica nel 7% delle donne durante il primo anno dopo il parto. La percentuale può variare, e spesso non viene diagnosticata perché molte donne non parlano del loro disagio.
È fondamentale distinguere la depressione post partum dal baby blues, poiché i sintomi della depressione post partum, pur potendo essere scambiati per quelli dei baby blues, differiscono in intensità e durata. La depressione post partum è più persistente, può durare mesi e richiede un intervento specialistico. La diagnosi di depressione post-partum richiede che i sintomi siano presenti per più di due settimane. Inoltre, è importante notare che non sempre la depressione post partum si manifesta subito dopo il parto. In alcuni casi, i sintomi possono comparire diverse settimane o addirittura mesi dopo la nascita del bambino: in questo caso si parla di depressione post partum tardiva. La depressione post partum tardiva presenta sintomi simili a quella che insorge precocemente: tristezza persistente, perdita di energie, calo dell’interesse, ansia e difficoltà relazionali. Tuttavia, la sua comparsa più ritardata può rendere la diagnosi meno immediata. È importante sottolineare che la depressione post partum tardiva non è meno grave: anzi, il ritardo nella diagnosi può prolungarne la durata e aumentare il rischio di complicazioni.
I Sintomi della Depressione Post Partum: Un Quadro Vario e Inquietante
I sintomi della depressione post partum non vanno confusi con il baby blues, ovvero una forma di malinconia e instabilità emotiva che colpisce molte neomamme nei primi giorni successivi al parto e che tende a risolversi spontaneamente. La depressione post partum può manifestarsi in forme diverse, dai disturbi lievi e transitori fino a condizioni più gravi che richiedono un intervento medico immediato. Ogni donna può manifestare sintomi diversi, e l’intensità varia a seconda della storia personale, del contesto familiare e del sostegno ricevuto. I sintomi della depressione post-partum sono simili a quelli della depressione maggiore.
Sintomi Generali della DPP (Materna)
Tra i sintomi principali da riconoscere vi sono umore depresso, perdita di interesse, forte stanchezza, insonnia o ipersonnia, e sentimenti di autosvalutazione o di colpa. La donna può sperimentare una tristezza estrema e sbalzi d'umore, accompagnati da pianto incontrollabile. Si possono manifestare una perdita di appetito o, al contrario, iperfagia. L'irritabilità e la rabbia possono diventare prevalenti, così come mal di testa e dolori diffusi del corpo. Si sperimenta un'estrema stanchezza e preoccupazioni eccessive o disinteresse nei confronti del bambino. Un altro sintomo è la sensazione di non essere in grado di prendersi cura del bambino o di essere inadeguata come madre. Nei casi più gravi, possono presentarsi pensieri di autolesionismo o di fare del male al neonato. Altri sintomi includono ansietà o attacchi di panico e l'ideazione suicidaria.
I sintomi della depressione post partum includono umore depresso, perdita di interesse, forte stanchezza, insonnia o ipersonnia, sensi di colpa, difficoltà di legame con il bambino. In genere, i sintomi si sviluppano insidiosamente nell’arco di 3 mesi, ma l’esordio può essere più improvviso. I sintomi depressivi come disforia, insonnia, affaticamento e ridotta concentrazione possono essere presenti sia nel post-partum blues (baby blues) che nella depressione del post-partum. Tuttavia, la diagnosi di post-partum blues (baby blues) non richiede un numero minimo di sintomi, mentre la depressione del post-partum richiede la presenza di un minimo di 5 sintomi.
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Psicosi Post Partum: Un’Emergenza Medica Urgente
La DPP deve essere anche distinta dalla psicosi post partum, o psicosi puerperale, ben più grave della depressione e anche molto più rara. La psicosi post-partum è rara, e insorge di solito nelle prime due settimane dopo il parto. È una condizione urgente e potenzialmente pericolosa. I suoi sintomi includono confusione mentale e disorientamento, allucinazioni e deliri, paranoia, vissuti persecutori, eloquio e comportamento disorganizzato. Possono emergere comportamenti rischiosi, fino al tentativo di ferire se stesse o il bambino. La psicosi post-partum non trattata aumenta il rischio di suicidio e di infanticidio, che sono le complicanze più gravi. L’infanticidio è più spesso associato agli episodi psicotici post partum caratterizzati da allucinazioni che ordinano di uccidere il neonato oppure da deliri di possessione demoniaca del neonato, ma si può verificare anche durante gravi episodi di alterazione dell’umore post partum privi di deliri o allucinazioni. Se si presentano pensieri di autolesionismo o di fare del male al neonato, è fondamentale consultare immediatamente un medico o recarsi al pronto soccorso, perché la condizione può mettere in pericolo la vita della madre e del bambino. Il rischio di DPP con alterazioni psicotiche risulta particolarmente aumentato per donne con precedenti episodi di alterazione dell’umore post partum, ma è elevato anche per le donne con una precedente storia di un disturbo depressivo o bipolare e quelle con una storia familiare di disturbi bipolari.
Le Cause e i Fattori di Rischio della Depressione Post Partum: Un Mosaico Complesso
Non c’è una singola causa da ricercare per la depressione post partum; si ritiene possa essere multifattoriale. La nascita di un figlio può portare con sé emozioni come gioia ed eccitazione ma anche ansia e paura, poiché può essere un evento molto stressante.
Fattori Fisiologici e Ormonali
I cambiamenti a livello fisiologico giocano un ruolo significativo. Il calo di alcuni ormoni nel corpo della donna, come estrogeni e progesterone, può contribuire alla depressione post partum. Questa variazione ormonale, insieme alla possibile riduzione degli ormoni tiroidei, può provocare stanchezza, umore depresso e perdita di energia. Anche i cambiamenti nel volume sanguigno, nella pressione arteriosa, nel metabolismo e nel sistema immunitario contribuiscono agli sbalzi d’umore tipici di questo periodo. La privazione del sonno soddisfacente e le alterazioni dei ritmi biologici sono molto associati all’esordio di questo quadro clinico.
Fattori Emotivi e Psicologici
La nascita di un figlio porta con sé gioia ma anche nuove responsabilità e carichi emotivi, che possono avere un impatto importante. Alcuni fattori di rischio includono la presenza di un neonato particolarmente esigente o di altri figli piccoli da accudire. La precedente diagnosi di depressione rappresenta il rischio maggiore, ma anche una storia familiare di depressione aumenta la probabilità. Coloro che hanno lottato con disturbi dell’umore come depressione, ansia o disturbo bipolare, hanno dal 30% al 35% in più di probabilità di affrontare la DPP nel corso della loro vita. Altri problemi emotivi possono avere un impatto sul proprio umore. La presenza di un disturbo bipolare è una condizione che merita particolare attenzione e monitoraggio. Puoi sentirti in ansia per i dubbi sulla tua capacità di prenderti cura di tuo figlio. Precedente o continua ambivalenza relativa alla gravidanza in corso, ad esempio perché non è stata pianificata o perché è stato preso in considerazione l'aborto volontario, sono ulteriori fattori.

Fattori Sociali e Contestuali
La mancanza di supporto da parte del partner, della famiglia o di una rete sociale è un fattore di rischio significativo per la DPP materna. La qualità della relazione col partner è cruciale, poiché sono stati osservati tassi più elevati di DPP in relazioni in cui il partner ha rifiutato la paternità o era poco coinvolto, litigioso, violento o che faceva uso di alcool. Lo svantaggio socioeconomico è stato associato a un aumento del rischio di DPP. Altri fattori di stress della vita, come conflitto coniugale, eventi stressanti nell’ultimo anno, difficoltà finanziarie e genitorialità senza partner, contribuiscono al rischio. Anche problemi con l’allattamento al seno e precedenti o esiti ostetrici problematici possono aumentare il rischio. Lo stereotipo sociale che nasconde le emozioni negative, proponendo l’immagine di una madre serena e felice, insieme all'aspettativa che una mamma sia impeccabile e abbia le risposte a tutto, spinta da un istinto materno, crea una pressione che può aggravare il disagio.
Fattori Genetici
Sono state scoperte specifiche alterazioni chimiche in due geni che, se presenti durante la gravidanza, possono prevedere se una donna svilupperà DPP. Una anamnesi di cambi di umore temporalmente associata ai cicli mestruali o con l'uso di contraccettivi orali può essere un ulteriore indicatore.
La Depressione Post Partum Paterna: Una Realtà Sottostimata
Per lungo tempo, la ricerca e il trattamento per la DPP si sono concentrati sulle mamme. Soltanto nell’ultimo decennio è stata prestata maggiore attenzione anche a quella paterna. La Paternal Postpartum Depression è ancora più sottostimata di quella materna. Da più di un decennio sono ormai comparsi in letteratura numerosi studi che indagano la Depressione Post Partum (DPP) Paterna.
Riconoscimento e Prevalenza
Si stima che circa il 10% dei neo-padri possa soffrire di depressione. L’incidenza della DPP paterna in letteratura varia notevolmente, si va dal 4 al 25% dei nuovi padri nei primi 12 mesi dal parto.
Sintomi e Manifestazioni
Gli uomini possono provare gli stessi sintomi della madre, tra cui sensazione di fallimento e ansia. Questi e altri sintomi possono anche portare ad agiti aggressivi verso la propria partner. Gli uomini sperimentano inoltre un forte senso di abbandono e si sentono trascurati sia dalla propria compagna che dal figlio ma anche dalla “società” stessa. Questa infatti non consente un’adeguata transizione al ruolo di genitore. A differenza di quanto accade per le mamme, i sintomi possono comparire tra il 3 e il 6 mese dopo il parto, con una percentuale di circa il 5%. Inoltre, la più frequente incapacità maschile di accedere in modo adeguato alle proprie emozioni e al proprio mondo interno (scarsa alfabetizzazione emotiva), può rendere i neo-padri poco in grado di riconoscere, accogliere e validare i numerosi cambiamenti mentali avvenuti con l’arrivo del bambino.
Cause Peculiari
Recenti studi hanno messo in luce un’alterazione ormonale piuttosto peculiare nei neo-padri. Accade spesso che i livelli di testosterone calano negli uomini dopo la nascita dei figli. Questo fenomeno è stato a lungo interpretato come un’alterazione fisiologica adattiva che favorisce un “allineamento” con il mood della madre. Un’altra differenza che merita attenzione riguarda la possibile eziopatogenesi della DPP. Uno degli stress più riportati è infatti legato alla difficoltà di accettare la nuova struttura familiare. Se il padre non riesce a stabilire un legame con il figlio, a causa anche delle proprie strutture mentali, può inoltre iniziare a considerare il bambino come un fattore di “disequilibrio” della propria vita.
L’Impatto della Depressione Post Partum sulla Famiglia e sullo Sviluppo del Bambino
La DPP non ha conseguenze negative solo sulla madre o sul padre, ma anche sul bambino e sull'intero nucleo familiare. Prendersi cura tempestivamente della propria salute mentale è quindi fondamentale non solo per il benessere della madre, ma anche per quello del bambino e dell’intera famiglia.
Conseguenze per la Madre/Padre
Se non trattata, la depressione post partum può cronicizzarsi e avere un impatto negativo sulla qualità della vita della mamma. Senza un intervento mirato, la depressione post partum può cronicizzarsi e avere un impatto negativo sulla qualità della vita della mamma, sulla relazione con il bambino e sulla serenità familiare. Il rischio di recidiva è di circa 1 su 3-4. Per le madri, una depressione post partum non curata può durare per parecchi mesi e a volte diventare un disturbo depressivo cronico. Molte donne hanno un "baby blues" post-partum, che può includere sintomi depressivi, ma non soddisfa i criteri completi per la depressione del post-partum. A causa di fattori culturali e sociali, le donne possono non segnalare i sintomi della depressione, dunque i medici devono chiedere alle donne se siano comparsi tali sintomi prima e dopo il parto. È fondamentale che le donne che soffrono di DPP capiscano che non è il risultato di qualcosa che hanno fatto o non hanno fatto e che non si devono sentire in colpa. Le madri devono sentirsi libere di esprimere apertamente i propri sentimenti, seppur negativi. Nella maggior parte dei casi la donna stessa ha vergogna per i sentimenti che prova e non ne parla facilmente, anche perché è la prima a giudicare sé stessa in termini negativi e i suoi pensieri sono di tipo catastrofico. Colpevolizzarsi, interpretando l’assenza emotiva della madre come una conseguenza di un proprio errore o di una propria mancanza, è una reazione comune.
Conseguenze per il Bambino
La depressione post partum interferisce con la capacità delle donne di prendersi cura di se stesse e del loro bambino. Le donne non possono attaccarsi al neonato, con conseguenti problemi emotivi, sociali e cognitivi del bambino. Per i neonati, avere una madre depressa in questa delicata fase della vita può portare a un aumento del rischio di soffrire di problemi emotivi e comportamentali. La depressione post partum, se non trattata, può compromettere il legame madre-figlio e portare a difficoltà comportamentali e di sviluppo cognitivo nel bambino. Innanzitutto, tra la madre e il bambino si instaura un legame di attaccamento. La figura materna è la base sicura da cui il bambino parte per esplorare l’ambiente. In caso di DPP non trattata, questo legame può risultare disorganizzato. I figli di madri che hanno DPP non trattata hanno maggiori probabilità di sviluppare deficit cognitivi, problemi comportamentali, emotivi, sociali, disturbi psichiatrici e medici nell’adolescenza. Studi hanno osservato anche una correlazione diretta tra DPP e ritardo nello sviluppo del linguaggio. La DPP paterna può essere collegata alla psicopatologia infantile, come disturbi della condotta, disturbi emotivi, iperattività, ansia e depressione, nonché anche a ritardi linguistici.

Conseguenze per la Relazione di Coppia e l’Intero Nucleo Familiare
I partner possono anche essere ad aumentato rischio di depressione e la depressione in uno dei genitori può causare stress relazionali. La DPP paterna può influire negativamente sulla cura e sul legame col bambino, e può essere un fattore stressante per l’intero nucleo familiare. Una mancanza di un sonno soddisfacente e le alterazioni dei ritmi biologici sono molto associati all’esordio di questo quadro clinico sia nelle madri che nei padri. La consapevolezza è il primo passo per affrontare la situazione.
Diagnosi e Trattamento: Percorsi di Cura e Supporto
La diagnosi precoce e il trattamento della depressione post-partum migliorano sostanzialmente gli esiti per le donne e il loro bambino.
L’Importanza della Diagnosi Precoce
È importante distinguere la depressione post partum dal cosiddetto baby blues, un calo dell’umore che interessa la maggior parte delle neomamme nei primi giorni dopo il parto e che tende a risolversi spontaneamente. In conclusione, la depressione post partum non va sottovalutata né vissuta in silenzio. Il ritardo nella diagnosi può prolungarne la durata e aumentare il rischio di complicazioni.
Strumenti di Screening e Valutazione
Per una diagnosi accurata, tutte le donne devono essere sottoposte a screening durante la visita post-partum per la depressione post-partum con uno strumento di screening convalidato. Tali strumenti includono la Edinburgh Postnatal Depression Scale e la Postpartum Depression Screening Scale. Questi test, somministrati da professionisti della salute, aiutano a riconoscere precocemente i sintomi e ad avviare un percorso di cura mirato. La depressione post-partum viene diagnosticata sulla base degli stessi criteri del disturbo depressivo maggiore, i quali sono ≥ 5 sintomi per > 2 settimane; i sintomi comprendono umore depresso e/o perdita di interesse o di piacere. Ai fini diagnostici, è necessario che il medico chieda alle donne se siano comparsi tali sintomi prima e dopo il parto. Si deve anche insegnare alle donne a riconoscere i sintomi di depressione, che potrebbero essere scambiati per gli effetti normali della nuova maternità (p. es., stanchezza, difficoltà di concentrazione). Le pazienti devono anche essere sottoposte a screening per i disturbi d'ansia. Le pazienti con allucinazioni, deliri o comportamento psicotico devono essere valutate per la psicosi post-partum. Presso centri specializzati come Mednow Medical Center di Milano, è possibile intraprendere un cammino di cura che unisce consulenza psicologica, psicoterapia e - se necessario - supporto medico. Presso Oxilab di Villafranca puoi rivolgerti alla dott.ssa Francesca Girlanda, psicologa esperta in ansia e disturbi emotivi, che accompagna i pazienti in percorsi personalizzati di supporto e cura. Monitorare l’umore e il vissuto emotivo prima del parto, attraverso questionari e colloqui con psicologi esperti aiuta a identificare precocemente i segnali di allarme.
Opzioni Terapeutiche
La cura della depressione post partum è simile a quella della depressione in generale. Le opzioni terapeutiche includono il sostegno psicologico, la psicoterapia, i gruppi di supporto e, nei casi più gravi, la terapia farmacologica. La scelta della terapia medica va concordata con il medico neuropsichiatra che selezionerà la tipologia di farmaco in base alla fase di vita della diade madre-bambino (gravidanza o allattamento).
- Psicoterapia e ConsulenzaLa psicoterapia e la consulenza specialistica con psichiatra o psicologo sono fondamentali per comprendere i sentimenti, affrontare i problemi e definire strategie di adattamento. Tra i trattamenti psicologici evidence-based, si includono la terapia cognitivo-comportamentale e la psicoterapia interpersonale. In alcuni casi, può essere indicata anche una terapia di coppia o familiare, utile quando le dinamiche relazionali giocano un ruolo significativo. A volte la depressione lieve può essere gestita con gruppi di supporto, consulenze o altre terapie. Per molte donne, la psicoterapia, in particolare quella cognitivo-comportamentale, aiuta a comprendere e gestire i pensieri e le emozioni che accompagnano la depressione post partum. Nella terapia cognitiva e comportamentale imparerai a mettere alla prova e cambiare i pensieri e le credenze che provocano la depressione.
- Terapia FarmacologicaNei casi più complessi, la cura prevede farmaci antidepressivi, prescritti dallo specialista quando necessario. Il trattamento della depressione post-partum comprende antidepressivi e psicoterapia. Il Food and Drug Administration ha approvato specificamente per la depressione del post-partum il brexanolone somministrato per via endovenosa e lo zuranolone somministrato per via orale. Entrambi sono neurosteroidi che modulano i recettori GABA-A del cervello. Alcuni antidepressivi sono compatibili con l’allattamento, poiché comportano rischi minimi per il neonato, ma la scelta deve essere sempre condivisa con il medico. Gli antidepressivi agiscono direttamente sul cervello alterando le sostanze chimiche (i neurotrasmettitori). Alcuni di essi, come la serotonina e la noradrenalina, possono migliorare l’umore, ma occorre aspettare alcune settimane prima di notare gli effetti. Se una donna ha un'ansia significativa, può essere trattata con ansiolitici. Se la tiroide è poco attiva, il medico potrà prescrivere una terapia sostitutiva. Per la psicosi post partum, il trattamento in genere richiede il ricovero psichiatrico e farmaci antipsicotici, antidepressivi, antipsicotici o stabilizzanti dell’umore, a seconda della gravità del quadro clinico.
- Ricovero ImmediatoIn situazioni estreme, come la psicosi post partum, il ricovero immediato è necessario. Valutazioni aggiuntive sulla possibilità o meno di proseguire l’allattamento, dato che la separazione dal neonato e i farmaci utilizzati possono renderlo difficile o sconsigliato.
Durata della Guarigione
In generale, la depressione post partum può durare alcuni mesi se riconosciuta e trattata in modo tempestivo, oppure protrarsi anche per più di un anno nei casi in cui non viene affrontata adeguatamente. Senza un intervento mirato, la depressione post partum può cronicizzarsi. In conclusione, alla domanda “depressione post parto quanto dura”, la risposta è che la durata varia da persona a persona, ma con il giusto supporto la guarigione è sempre possibile. Grazie a una terapia adeguata è possibile avere una riduzione della sintomatologia depressiva, anche in tempi brevi. Ciò avrà dei benefici non solo sulla madre, ma anche sulla prole e su tutto il nucleo familiare.
Rompere il Tabù: Chiedere Aiuto Non è un Segno di Debolezza
D’altro canto, la DPP contrasta con l’immagine collettiva idealizzata di mamma. La DPP non deve essere un tabù! Chiedere aiuto non è un segno di debolezza, ma un atto di forza. Se stai vivendo momenti di ansia, tristezza o difficoltà dopo il parto, i nostri specialisti possono aiutarti con un percorso personalizzato. Con la consulenza della nostra psicologa perinatale potrai affrontare i sintomi della depressione post partum e ritrovare serenità. Prenota ora la tua visita a Villafranca.
Parlare con il ginecologo, con il medico di fiducia o con i familiari è il primo passo per ricevere il sostegno necessario e affrontare questo delicato momento. Non affrontare da sola la depressione post partum. Presso Oxilab trovi il supporto della nostra psicologa esperta in psicologia perinatale. Prenota un colloquio a Villafranca e inizia un percorso di benessere per te e il tuo bambino. Se sono presenti i sintomi di cui sopra e se vi è familiarità con i disturbi dell’umore o sono presenti altri fattori di rischio occorre rivolgersi a uno specialista. Alcune persone con depressione potrebbero non riconoscere i sintomi; in questo caso è importante che i familiari o gli amici prestino aiuto nel caso in cui dovessero osservare tali segnali, e non sperare in un miglioramento, soprattutto se tali sintomi si protraggono nel tempo (superano le due settimane).
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