Perché il neonato si addormenta mangiando dal biberon: comprendere il sonno e l’alimentazione

Il cruccio di tantissime mamme, di tantissimi genitori! Non è che il bambino in epoca di svezzamento si sveglia ancora spesso durante la notte perché ha fame? Partiamo da un dato di fatto: imparare a dormire tutta la notte è una competenza che i neonati sviluppano gradualmente, e che va appresa. Apprendono a dormire come apprendono a parlare, camminare, mangiare, interagire. Accompagnare il bambino a dormire un sonno riposante, rigenerante e soddisfacente non significa piantarlo in una stanza al buio e lasciarlo piangere finché non stramazza nel lettino sfiancato dalla paura: così come accompagnarlo a mangiare non significa piantarlo sul seggiolone con davanti a sé una vasta scelta di alimenti. Sottolineo la parola: “accompagnare”.

Ogni famiglia troverà le modalità che sono più funzionali ed efficaci per il proprio equilibrio interno, partendo comunque da alcune informazioni fondamentali sul sonno neonatale che valgono per tutti i bambini. Nei primi mesi di vita i neonati mangiano anche durante la notte, indicativamente ogni 2-4 ore: la frequenza delle poppate dipende dal loro ritmo di crescita, dal peso corporeo che vanno accumulando e dalla qualità delle poppate diurne. Sempre indicativamente e sempre in assenza di patologie, intorno ai 3-4 mesi il neonato potrebbe essersi assestato a fare una poppata prima di dormire, un’altra a distanza di 4-5 ore e un’altra intorno all’alba/di prima mattina.

illustrazione che mostra i cicli del sonno infantile

Il ruolo della suzione tra fame e rilassamento

Per il neonato l’atto della suzione (da seno o da biberon) è estremamente rilassante e tranquillizzante: per questo motivo spesso diventa difficile capire quando sta succhiando per concreta fame, e quando invece sta succhiando per rilassarsi a sufficienza da riuscire a riaddormentarsi. Uno dei problemi del latte notturno è proprio questo: succhia perché ha fame, o succhia per riaddormentarsi? Quando un bambino ha frequenti risvegli notturni e ogni volta poppa, potrebbe essere il caso di monitorare meglio la situazione: si rischia di creare una potente associazione poppata-sonno, tale per cui la poppata diventa l’unico metodo che il bambino conosce per riaddormentarsi.

Quando il neonato usa il biberon per addormentarsi

Anche il bebè alimentato al biberon si addormenta di frequente mentre beve. E capisco benissimo quanto possa essere frustrante. Nei primi 3 mesi (e spesso anche oltre) i neonati hanno bisogno di molte ore di riposo, ma in modo frammentato. Il rischio principale è che il seno o il biberon restino sempre necessari per garantire un buon sonno al piccolo e che, con il tempo, la richiesta di allattamento aumenti invece di diminuire. Impattando, di conseguenza, sulla qualità del sonno per grandi e piccoli.

Se all’inizio della vita di un neonato è, infatti, comprensibile che il seno abbia un ruolo centrale anche per la nanna, con il tempo diventa importante assicurarsi che le poppate siano adeguate e piene, in modo che l’allattamento sia sempre meno frequente e necessario. Un neonato o lattante che usa questa modalità per addormentarsi, farà delle poppate non piene perché si sentirà stanco e dormirà male perché non ha mangiato abbastanza e/o perché deve restare attaccato al seno per proseguire il suo sonno.

Sonno del neonato da 0 a 6 mesi: cosa sapere e come gestirlo per far dormire il neonato al meglio.

Analisi delle cause dei risvegli notturni

Con il passaggio da latte al cibo “vero” è comprensibile che i neogenitori facciano più fatica a stimare i fabbisogni del bambino, e quindi a interrogarsi se i risvegli più frequenti del solito possano essere dovuti a fame. Il bambino può svegliarsi per fame quando le sue calorie quotidiane non sono sufficienti, o quando passano troppe ore tra l’ultimo pasto (o poppata) della giornata e l’addormentamento notturno. Gli errori più frequenti sono quelli di offrire troppi pochi carboidrati e grassi, o caricare troppo di verdura il pasto serale.

I risvegli nelle prime 2-3 ore dopo l’addormentamento serale potrebbero dipendere da una cena che non è stata ben digerita, e che causa un po’ di fastidio gastrico: cercate di far passare almeno 45-60 minuti tra la cena e l’addormentamento notturno. Inoltre, provate a vedere se il bambino dorme meglio spostando a pranzo la proposta di carne, pesce e uova, lasciando la cena con una proposta proteica derivante da legumi decorticati e formaggio fresco. I risvegli verso le 4-5 del mattino potrebbero invece dipendere dalla riattivazione dell’intestino tipica di quella fascia oraria.

schema grafico sulla digestione e i tempi dei pasti notturni

Strategie per gestire la poppata serale

Non è consigliabile sfruttare il riflesso della suzione per alimentarlo. I bambini non devono MAI essere alimentati contro la loro volontà, ed è bene permettere loro di sviluppare un rapporto sereno col cibo. Il senso di sazietà è un importante funzione cerebrale che deve essere rispettata. Una possibile soluzione in questi casi può essere quella di dare il biberon dopo i riposini. In altre parole, si tratta di anticipare quello che potrebbe accadere nel momento in cui allattiamo il bambino. In questo modo eviteremo di farlo mangiare quando ha già troppo sonno e il piccolo potrà completare la poppata.

Un’altra ottima strategia per evitare che il neonato si addormenti mentre mangia latte artificiale è quella di distrarlo cantando. Proviamo ad intonare una dolce canzoncina, in modo tale da catturare la sua attenzione. In questo modo riusciremo ad evitare che il piccolo ceda al sonno. Non solo, il miglior modo per far sì che tuo figlio non si addormenti è fare tutto questo guardandolo negli occhi. Un altro metodo per evitare che il bambino si addormenti mentre mangia è quello di provare a spogliarlo. Magari togliamo il giacchino oppure i calzini. Infine, per evitare che il neonato si addormenti durante la poppata possiamo provare a cambiare posizione.

Differenze tra allattamento al seno e latte artificiale

Mentre il latte materno quasi non necessita di digestione, quello formulato richiede un processo digestivo piuttosto lungo e laborioso (circa 4 ore), cosa che genera sonnolenza perché il corpo è interamente impegnato in questo compito; un po’ come accade a ciascuno di noi dopo un pasto sostanzioso. Ne conseguono, quindi, sessioni di nanna di durata probabilmente diversa. Inoltre, se da un lato il latte artificiale mantiene inalterate le sue caratteristiche a ogni assunzione, quello materno cambia continuamente. Va poi tenuto presente che di notte il latte è più ricco e sazia di più rispetto a quanto non succeda di giorno. Talvolta, infine, il bambino succhia per desiderio di coccole, per lenire un doloretto o per addormentarsi - vedrete che la cosa più naturale del mondo, ovvero prendere sonno quando si è stanchi, per un neonato può diventare un’impresa - avvantaggiandosi così non tanto del senso di sazietà quando del calore e della protezione che offre il seno materno.

Considerazioni sulla salute e il reflusso

Altra cosa importante da sapere è che esistono delle situazioni in cui oggettivamente il bambino si attacca al seno “troppo” di frequente, e che richiederebbero una valutazione più approfondita da parte del pediatra: mi riferisco, nello specifico, al reflusso neonatale. I bambini con reflusso fisiologico o con la vera e propria malattia da reflusso gastroesofageo potrebbero richiedere latte molto più spesso del fisiologico, perché tale poppata aiuta temporaneamente a sedare il fastidio acido che sentono in gola, “spingendo giù”, dall’esofago allo stomaco, il rigurgito acido. Repetita iuvant: questo non significa che effettivamente non richiedano latte di notte; potrebbero ricercarlo per altri motivi: e non per questo è sbagliato proporlo! L’importante è capire le differenze della richiesta, e trovare un proprio equilibrio familiare tra la cura del piccolo e dei suoi bisogni, e la qualità del sonno.

diagramma esplicativo del reflusso gastroesofageo nel lattante

Interpretare i segnali di crescita

Quanto spesso si sente dire che “è normale che i bambini si sveglino spesso, non ti lamentare, tutti i neogenitori passano 1 o 2 anni problematici!”? Ecco, è vero: il sonno dei bambini non è come quello degli adulti. Se il bambino fa almeno 8 poppate al giorno, se bagna regolarmente i pannolini di pipì chiara, se le scariche di feci sono come minimo 3 o 5, se il bambino cresce bene, è in salute, reattivo e si fa sentire quando ha fame - e se, in caso di allattamento materno, il seno non si ingorga a causa dei tempi più dilatati - allora lasciate dormire il bambino in pace. Vedrete oltretutto che, con molta probabilità, questo sonno particolarmente lungo non sarà la nuova regola del piccolo ma una semplice eccezione, e che da domani si ristabilirà il ritmo frenetico di sempre. Impostare una routine giornaliera sin dai primi mesi, ad esempio, può aiutare ad evitare che si crei questo circolo vizioso. Si tratta di un processo che deve essere costruito su misura delle esigenze del neonato e per il quale è necessario rivolgersi ad un esperto del settore.

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