Il respiro del pianeta: dalla polvere sahariana alla fertilità della Terra

Il nostro pianeta è un sistema complesso in costante movimento, un equilibrio delicato in cui ogni elemento gioca un ruolo cruciale nella sopravvivenza della biosfera. Dalle profondità del mantello terrestre alle dinamiche atmosferiche che trasportano nutrienti attraverso gli oceani, la Terra si rivela come un organismo interconnesso dove la vita, la geologia e il clima sono indissolubilmente legati.

rappresentazione tridimensionale del trasporto della polvere del Sahara verso l'Amazzonia

Il ciclo della polvere: una concimazione naturale transoceanica

Immagini uniche, che mostrano per la prima volta e in tre dimensioni, come la sabbia del Sahara si sposta e come viene trasportata attraverso l’Oceano Atlantico e depositata poi sull’Amazzonia. “Sappiamo che la polvere è molto importante in molti modi. Si tratta di una componente essenziale del sistema Terra“, spiega Hongbin Yu, scienziato dell’atmosfera presso l’università del Maryland e uno dei principali autori dello studio della NASA. “La polvere influenzerà il clima e, allo stesso tempo, il cambiamento climatico influenzerà polvere. Per capire quali saranno gli effetti, dobbiamo prima cercare di rispondere a due domande fondamentali. Quanta polvere viene trasportata? Le stime parlano di una quantità di sabbia in grado di trasportare 22 mila tonnellate di fosforo l’anno, che corrisponde all’incirca alla stessa quantità di sostanza persa a causa della pioggia e del dilavamento del terreno. Una sorta di concimazione naturale, importantissima per la sopravvivenza del polmone terrestre.

Evoluzione climatica e insediamenti umani nella Mezzaluna Fertile

Tra 18.000 e 7.500 anni fa la Terra ha attraversato un periodo di cambiamenti climatici e ambientali cruciali per la storia dell’umanità, che includono la fine dell’ultima era glaciale e l’inizio dell’Olocene. In quel periodo, nell’area del Vicino Oriente definita dagli storici “Mezzaluna Fertile”, si affermarono le prime forme di sedentarietà e venne introdotta l’agricoltura. La Mezzaluna Fertile è un’area geografica a forma di mezzaluna che abbraccia gli attuali Stati di Egitto, Israele, Palestina, Giordania, Libano, Siria, Turchia, Iraq, Kuwait, Iran e Arabia Saudita ed è attraversata da fiumi come il Nilo, il Giordano, il Tigri e l’Eufrate, che rendevano fertili i terreni, favorendo così l’agricoltura e l’allevamento e quindi l’insediamento umano.

I risultati mostrano che gli eventi climatici registrati nei ghiacci della Groenlandia ebbero riflessi diretti anche nel Vicino Oriente: le fasi più piovose coincisero con i periodi di riscaldamento globale, mentre gli episodi freddi, come lo Younger Dryas, portarono a condizioni più secche, che promossero anche forte erosione trasporto di polvere in atmosfera. Lo studio suggerisce, però, che le risposte delle comunità locali non furono uniformi, ma differenziate in funzione dei contesti ambientali regionali. Spiega Eleonora Regattieri: «I nostri dati mostrano che la transizione verso l’agricoltura non fu un processo uniforme, ma il risultato di traiettorie culturali differenti sviluppate per ottimizzare l’uso delle risorse nei diversi contesti ambientali».

Alessandro Barbero - Tra due fiumi (Doc)

Sfide moderne: l'espansione urbana e la perdita di terre fertili

Le città stanno divorando le terre più fertili, e progressivamente abbattono la produttività netta del pianeta. Il fenomeno accade anche nelle regioni dove le aree urbanizzate occupano una parte ristretta del territorio. Secondo uno studio effettuato dalla Nasa e relativo agli Usa, dove le città rappresentano il 3 per cento della superficie, l'espansione degli agglomerati urbani sta cancellando i risultati positivi raggiunti dall'agricoltura negli ultimi anni. Già da tempo si supponeva che strade, case e infrastrutture riducessero il magazzino di carbonio costituito da foreste, praterie, paludi, ma anche piante coltivate.

Combinando le informazioni con la temperatura, l'umidità e la piovosità, è stata calcolata la produttività primaria netta. Risultato? Le aree urbane ogni anno causano la scomparsa di 91 milioni di tonnellate di vegetazione, quanto servirebbe per nutrire 450 milioni di persone. Le popolazioni, tra l'altro, si insediano proprio nelle terre migliori, e sono proprio queste che poi finiscono sotto il cemento. Per contrastare tale inefficienza, la tecnologia corre in soccorso dell'agricoltura: la tecnica dello speed-breeding consiste nell'utilizzare avanzate tecnologie LED per simulare regimi diurni intensivi e prolungati di 22 ore, e potenziare la fotosintesi fino a ottenere una più rapida crescita dei raccolti.

mappa satellitare notturna delle aree urbane del mondo

Alla ricerca di nuovi mondi: esopianeti e vita oltre la Terra

È successo davvero ed è incredibile, la Nasa ha scoperto un nuovo Pianeta potenzialmente abitabile, il più vicino al di fuori del nostro sistema solare, e a “fiutarlo” è stato il telescopio orbitante Tess. A dirla tutta si tratta di un intero sistema planetario, che comprende 3 esopianeti: GJ 357 b, poco più grande della Terra ma decisamente troppo caldo con temperature di 254°C, GJ 357 d, esopianeta potenzialmente abitabile, GJ 357 c, dove la temperatura media è di 127°C. Come premesso, l’esopianeta più adatto a ospitare la vita secondo i ricercatori sarebbe GJ 357 d, che si trova al limite esterno della fascia abitabile del sistema cui appartiene. Con una massa 6 volte maggiore della Terra, gira intorno alla sua stella ogni 55,7 giorni. A renderlo abitabile sarebbe l’atmosfera densa, sempre che le ricerche ne confermino la presenza, perché essa potrebbe intrappolare abbastanza calore per riscaldare il pianeta e permettere all’acqua liquida di stare in superficie.

Parallelamente, il rover Perseverance ha individuato indizi intriganti su Marte nel campione Sapphire Canyon: piccole “sferette” circondate da “aloni” chiari, arricchite con minerali che contengono fosfato di ferro e solfuro di ferro. Qui sulla Terra, strutture simili sono formate dall'attività metabolica di microbi anaerobi in ambienti freddi. Sebbene la NASA non abbia annunciato la scoperta della vita, queste “biofirme” rappresentano il più promettente indizio trovato sul pianeta rosso. Il programma Mars Sample Return, uno sforzo congiunto tra l'agenzia spaziale americana e quella europea, punta a riportare questi campioni sulla Terra per analisi definitive, affrontando tuttavia complesse sfide di bilancio.

La struttura interna e la storia geologica del nostro pianeta

La storia della Terra descrive l'insieme dei più importanti eventi e stadi nello sviluppo e nell'evoluzione del pianeta dalla sua formazione, avvenuta 4,54 miliardi di anni fa. Studiando le onde elastiche causate dai terremoti, sappiamo che la Terra è fatta di strati concentrici: fino a circa 35 Km di profondità vi è una crosta di rocce leggere, e sotto di essa, fino a 2890 Km, vi è il mantello più denso. Due fattori dominano l'interno: la pressione, che impedirebbe perforazioni profonde oltre i 15 Km, e la temperatura, causata in parte dal decadimento radioattivo di elementi come uranio, torio e potassio.

Il sistema solare si formò a partire da una nebulosa solare in rotazione. Quando la nebulosa si contrasse, la gravità e l'inerzia l'appiattirono in un disco protoplanetario, portando alla nascita del Sole. Successivamente, l'impatto gigante di un corpo chiamato Theia contro la Terra diede origine alla Luna, spiegando l'anomala composizione del nostro satellite naturale. Questo evento rilasciò una gigantesca quantità di energia, riducendo sia la Terra che la Luna in uno stato fuso. Dopo il raffreddamento e il bombardamento meteoritico, la formazione degli oceani e l'attività vulcanica crearono le condizioni per la vita.

schema della struttura a strati della Terra: crosta, mantello e nucleo

L'atmosfera terrestre è un sistema complesso in costante movimento, composto per circa il 78% di azoto, il 21% di ossigeno e l'1% di argon. L'ossigeno, essenziale per la vita, non sarebbe presente senza l'attività vegetale, che ha costantemente modificato la chimica del pianeta. I moti convettivi del mantello, alla base della tettonica a zolle, comportano la creazione e distruzione di placche tettoniche nelle dorsali oceaniche. I primi frammenti di crosta continentale, i cratoni, risalgono a circa 4 miliardi di anni fa. La vita, probabilmente nata da molecole organiche che hanno sviluppato la capacità di replicarsi, ha poi colonizzato tutti gli habitat, trasformando la Terra nel mondo complesso che conosciamo oggi.

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