Il congedo parentale rappresenta un pilastro fondamentale nel sostegno alle famiglie, consentendo ai genitori lavoratori dipendenti di dedicare tempo alla crescita dei propri figli. Negli ultimi anni, la normativa italiana ha visto significative evoluzioni volte a rafforzare questo diritto, con particolare attenzione all'incremento dell'indennità economica per i periodi di astensione. La Legge di Bilancio 2024 e il successivo decreto legislativo n. 105/2022 hanno introdotto modifiche sostanziali, culminando nell'introduzione, a partire dal 1° gennaio 2025, di un mese di congedo parentale indennizzato all'80% della retribuzione. Questo articolo esplora nel dettaglio le modalità di accesso a questa nuova indennità, le condizioni richieste e le procedure per la presentazione della domanda, fornendo un quadro completo per i genitori interessati.

Le Novità del Congedo Parentale: Un Supporto Economico Ampliato
Il quadro normativo del congedo parentale è stato oggetto di un'importante revisione con l'obiettivo di rendere questo periodo di astensione dal lavoro più sostenibile economicamente per le famiglie. Il congedo parentale è un diritto che permette ai genitori lavoratori dipendenti di astenersi dal lavoro per un massimo complessivo di 10 mesi, che salgono a 11 se il padre ne fruisce per almeno 3 mesi. Questo periodo è inteso a partire dalla nascita del bambino o dall'ingresso in famiglia in caso di adozione o affidamento, e può essere esteso fino ai 14 anni di vita del figlio, sebbene l'indennità sia condizionata a specifici limiti temporali.
La novità più rilevante introdotta dalla Legge di Bilancio 2024 e dalle successive disposizioni legislative è l'incremento dell'indennità per un determinato periodo di congedo. A partire dal 1° gennaio 2025, ai genitori lavoratori dipendenti è riconosciuto un mese di congedo parentale indennizzato all’80% della retribuzione. Questo mese, che va considerato come 30 giorni di calendario anche se fruito in modo frazionato, deve essere utilizzato entro il sesto anno di vita del bambino o dall’ingresso in famiglia in caso di adozione o affidamento.
È fondamentale comprendere che questo mese all'80% non si aggiunge ai complessivi 9 mesi già indennizzabili al 30% (di cui massimo 6 fruibili da uno dei genitori), ma rappresenta piuttosto un aumento della retribuzione per uno dei mesi rientranti nel monte ore complessivo del congedo parentale. In altre parole, i tre mesi precedentemente indennizzati all'80% (con decorrenze scaglionate dal 2023 al 2025) sono ora ricompresi nel pacchetto di congedo parentale, con un mese specifico che beneficia di questa maggiorazione.
La Struttura dell'Indennità di Congedo Parentale
Per comprendere appieno le modifiche, è utile analizzare la struttura dell'indennità come delineata dalla normativa:
- Primo Mese: Indennizzato all'80% della retribuzione. La decorrenza e le condizioni per accedere a questa indennità sono state estese progressivamente. Per i periodi fruiti a partire dal 1° gennaio 2023, l'indennità all'80% si applicava per un mese, a condizione che il congedo di maternità o paternità fosse terminato dopo il 31 dicembre 2022 e che il congedo fosse fruito entro il sesto anno di vita del figlio.
- Secondo Mese: L'elevazione dell'indennità al 60% (e successivamente all'80% per periodi specifici) è stata introdotta gradualmente. Dal 1° gennaio 2024, un ulteriore mese di congedo parentale è indennizzabile al 60% della retribuzione, per figli di età inferiore a sei anni o entro sei anni dall’ingresso del minore in famiglia in caso di affidamento/adozione, e con il congedo di maternità o paternità terminato successivamente al 31 dicembre 2023. La Legge di Bilancio 2024 ha specificamente elevato l'indennità all'80% per il solo anno 2024 per un mese di congedo.
- Terzo Mese (dal 1° gennaio 2025): La Legge di Bilancio 2025 consolida l'estensione dell'indennità all'80% per un mese di congedo parentale. Pertanto, a decorrere dal 1° gennaio 2025, i genitori lavoratori dipendenti hanno diritto a un mese di congedo parentale indennizzato all’80% della retribuzione, a condizione che il congedo di maternità o paternità sia terminato successivamente al 31 dicembre 2024 e che il congedo sia fruito entro il sesto anno di vita del figlio o entro sei anni dall’ingresso in famiglia del minore in caso di affidamento/adozione.
- Ulteriori 6 Mesi: Per i restanti mesi di congedo parentale, l'indennità rimane al 30% della retribuzione, secondo il regime vigente. Questi mesi sono indipendenti dal reddito del genitore.
- Ultimi 2 Mesi: Questi mesi possono essere indennizzati al 30% o allo 0% a seconda delle soglie di reddito, sempre secondo il regime vigente.
È importante sottolineare che la possibilità di beneficiare dell'indennità all'80% è strettamente legata alla data di fine del congedo di maternità o paternità obbligatorio. Ad esempio, per accedere all'indennità all'80% prevista dalla Legge di Bilancio 2025, il congedo di maternità/paternità deve essere terminato dopo il 31 dicembre 2024.

Chi Può Beneficiare dell'Indennità all'80%?
La misura è destinata esclusivamente ai lavoratori e alle lavoratrici dipendenti. Sono pertanto esclusi i lavoratori autonomi e coloro che sono iscritti alla Gestione separata dell'INPS. Le amministrazioni pubbliche gestiscono direttamente questi congedi per i propri dipendenti.
Un aspetto cruciale da considerare è che il diritto all'80% spetta solo se si ha un rapporto di lavoro dipendente attivo al momento della richiesta del congedo. In caso di cessazione o sospensione del rapporto di lavoro, il diritto all'indennità viene meno dal giorno successivo alla sospensione o cessazione.
Frazionabilità e Condivisione del Congedo
Il congedo parentale, inclusi i mesi indennizzati all'80%, può essere fruito in diverse modalità: intero, frazionato a mesi, a giorni o addirittura in modalità oraria. Questa flessibilità consente ai genitori di adattare l'astensione lavorativa alle proprie esigenze familiari e lavorative.
Inoltre, il mese indennizzato all'80% può essere diviso tra i due genitori o utilizzato da uno solo. Questo principio di condivisione mira a promuovere una ripartizione equa delle responsabilità genitoriali.
Come Presentare la Domanda di Congedo Parentale
La richiesta per fruire del congedo parentale, inclusa la specifica indicazione della volontà di usufruire del mese all’80%, deve essere presentata esclusivamente in modalità telematica attraverso il portale dell'INPS (www.inps.it).
All'interno del sito dell'INPS, è necessario accedere al servizio online denominato "Domande di maternità e paternità". Qui, i genitori potranno indicare la loro intenzione di fruire del periodo di congedo parentale, specificando le date di inizio e fine, e selezionando l'opzione relativa all'indennità all'80% per il mese previsto dalla normativa.
Congedo Parentale 2026: NOVITÀ e Come Fare Domanda INPS (Guida Completa)
Strumenti Utili per la Gestione del Congedo
Dal 30 giugno 2025, è attiva all'interno del servizio online "Domande di maternità e paternità" una nuova funzionalità: "Consulta contatori congedo parentale". Questo strumento è stato introdotto per agevolare i genitori nella gestione e pianificazione dei periodi di astensione.
La funzione consente ai genitori di verificare autonomamente i periodi di congedo parentale già richiesti e autorizzati, distinguendo tra quelli con indennità e quelli senza. È possibile consultare:
- Il totale dei periodi di congedo parentale richiesti.
- I giorni riconosciuti con indennità.
- I giorni riconosciuti senza indennità.
Inoltre, il sistema offre un dettaglio dei periodi accolti, respinti o ancora in lavorazione. Questa funzionalità è preziosa per tenere sotto controllo i limiti individuali e di coppia per i congedi di maternità/paternità, come stabiliti dall'articolo 32 del D.lgs. 151/2001 (Testo Unico sulla genitorialità).
Casi Specifici ed Esempi Pratici
La corretta applicazione delle normative sul congedo parentale può talvolta presentare delle sfumature, soprattutto in relazione alle diverse decorrenze delle leggi di bilancio e alle date di fine dei congedi obbligatori. L'INPS, con le sue circolari, fornisce esempi pratici per chiarire l'applicazione delle disposizioni.
Esempio A (basato su indicazioni INPS):
- Figlio nato il: 20 novembre 2024.
- La madre lavoratrice dipendente termina il congedo di maternità il: 20 febbraio 2025.
- Il padre fruisce di due mesi di congedo parentale dal: 21 novembre 2024 al 20 gennaio 2025.
In questo scenario, i mesi di congedo parentale fruiti dal padre dal 21 novembre 2024 al 20 gennaio 2025 sono indennizzati all’80% della retribuzione. Questo perché il periodo rientra nelle disposizioni delle Leggi di Bilancio 2023, 2024 e 2025, che hanno progressivamente elevato l'indennità. In particolare, il mese dal 21 novembre 2024 al 20 dicembre 2024 rientra nella previsione della Legge di Bilancio 2023, mentre il periodo dal 21 dicembre 2024 al 20 gennaio 2025 è coperto dalle disposizioni della Legge di Bilancio 2024 (per la parte di dicembre 2024) e della Legge di Bilancio 2025 (per la parte di gennaio 2025).
Ai genitori residua un ulteriore mese di congedo parentale indennizzabile all’80% (introdotto dalla Legge di Bilancio 2025), da fruire entro il compimento di 6 anni di età del figlio, dato che il figlio è nato prima del 1° gennaio 2025 e la madre termina il congedo di maternità successivamente al 31 dicembre 2024.
Esempio B (basato su indicazioni INPS):
- Madre lavoratrice dipendente fruisce del congedo di maternità dal: 15 settembre 2024 (data parto) al 15 febbraio 2025.
- Il padre lavoratore dipendente fruisce di tre mesi di congedo parentale dal: 1° ottobre 2024 al 31 dicembre 2024.
In questo caso, due dei tre mesi fruiti dal padre nell'ottobre e novembre 2024 sono indennizzati all’80% della retribuzione (come previsto dalle Leggi di Bilancio 2023 e 2024), mentre il terzo mese (dicembre 2024) è indennizzato al 30%. Questo perché l'ulteriore mese di congedo indennizzabile all’80%, previsto dalla Legge di Bilancio 2025, è fruibile solo a decorrere dal 1° gennaio 2025.
Successivamente, il padre fruisce di un ulteriore mese di congedo parentale dal 10 gennaio 2025 al 9 febbraio 2025. Questo mese è indennizzabile solo al 30% e non all’80% della retribuzione. La ragione è che l'elevazione dell’indennità all’80% è prevista solo per i primi tre mesi spettanti a ciascun genitore (e non trasferibili all’altro genitore, secondo il primo periodo del comma 1 dell’art. 34 del T.U.), e non si applica retroattivamente ai periodi fruiti prima del 1° gennaio 2025 o a mesi successivi ai primi tre con indennità maggiorata.
Durata e Limiti del Congedo Parentale
Il congedo parentale spetta ai genitori che siano in costanza di rapporto di lavoro, entro i primi 14 anni di vita del bambino. Il periodo complessivo, tra i due genitori, non può superare i dieci mesi. Questo limite è elevabile a 11 mesi nel caso in cui il padre lavoratore si astenga dal lavoro per un periodo, continuativo o frazionato, di almeno tre mesi.
Qualora vi sia un solo genitore (genitore solo), questi può astenersi per un periodo continuativo o frazionato non superiore a 11 mesi. L'articolo 32, comma 1, lettera c), del d.lgs. 151/2001 precisa che per genitore solo deve intendersi anche il genitore nei confronti del quale sia stato disposto, ai sensi dell’articolo 337-quater del Codice civile, l’affidamento esclusivo del figlio.
Il preavviso richiesto per la presentazione della domanda di congedo parentale è di 5 giorni, riducibile a 48 ore in casi urgenti.
Esclusioni e Limitazioni
È importante ribadire che la fruizione del congedo parentale in modalità oraria esclude la cumulabilità con permessi o riposi previsti da altre normative, come ad esempio quelli di cui al D.lgs. 105/2022.
Riflessi Fiscali e Contributivi
Sebbene l'articolo si concentri sulla procedura di richiesta, è utile menzionare che le indennità percepite durante il congedo parentale sono soggette a tassazione. Le somme erogate dall'INPS sono considerate reddito da lavoro dipendente ai fini fiscali.
Per quanto riguarda gli aspetti contributivi, i periodi di congedo parentale indennizzati sono considerati utili ai fini del riconoscimento della contribuzione figurativa, che può influenzare il diritto alla pensione e il calcolo dell'importo pensionistico.
Considerazioni Finali
L'evoluzione normativa del congedo parentale, con l'introduzione di un mese indennizzato all'80%, rappresenta un passo significativo verso un maggiore sostegno alle famiglie. La chiarezza nelle procedure di richiesta, la disponibilità di strumenti online per il monitoraggio e la progressiva estensione dei benefici mirano a rendere questo diritto più accessibile e gestibile per tutti i lavoratori dipendenti. È fondamentale per i genitori informarsi tempestivamente sulle disposizioni vigenti e sulle date di decorrenza per poter pianificare al meglio l'utilizzo di questo importante strumento di conciliazione tra vita lavorativa e familiare.
