La comprensione dell’essere umano, della sua fisiologia e delle sue origini richiede una prospettiva che sappia guardare oltre gli orizzonti limitati del pensiero dominante. Giovanni Cianti, a 65 anni, descrive la propria esistenza come condizionata dai molteplici talenti dei quali la natura lo ha generosamente dotato, dai principi inalienabili come la libertà e l’amore per la vita, e da una irrefrenabile curiosità. Fin da giovanissimo, Cianti ha percepito il condizionamento mentale della società, scegliendo la via dell'autodidatta per sfuggire alla "formattazione" statale. Questa libertà intellettuale lo ha portato a spaziare dal disegno professionale di fumetti - collaborando a personaggi mitici come Ken Parker - alla carriera di art director e copywriter in agenzie di pubblicità storiche, fino a diventare un punto di riferimento nel mondo del body building e della preparazione sportiva.
Proprio in questo contesto, tra gli anni ’70 e ’80, Cianti ha sviluppato visioni d'avanguardia. La sua esperienza lo ha portato a conoscere ogni forma di linguaggio, dalla narrativa alla divulgazione scientifica. Campione italiano di powerlifting e preparatore di centinaia di agonisti, ha iniziato a produrre manuali di successo, come "Il grande Libro del Culturismo" del 1984, venduti in tutta Europa. È stato in questo periodo fecondo che sono nati concetti come "Muscoli in embrione", articoli che anticipavano di decenni temi oggi accettati dall’ortodossia, come l’EPOC, l’inutilità del lavoro cardio e lo sviluppo delle cellule staminali. La sua visione non si limita al fitness, ma si estende alla biologia evoluzionistica per comprendere la vera natura dell'uomo e i suoi veri bisogni.

Le radici della fisiologia: il concetto di muscoli in embrione e la crescita cellulare
L'approccio di Cianti al corpo umano parte dalla consapevolezza che la massa muscolare aumenta per iperplasia, ipertrofia sarcoplasmatica e ipertrofia miofibrillare. Le metodiche per stimolare questi fenomeni si differenziano sia per i metabolismi energetici attivati sia, soprattutto, per i tempi molto diversi di recupero e supercompensazione. Nella sua visione, attivare questi sistemi contemporaneamente ha portato grande confusione e filosofie di allenamento contraddittorie. Per questo, egli suggerisce di separare i tre sistemi, spingendo sull'alattacido come modo più diretto e razionale per ottenere iperplasia, massa e definizione insieme, per un corpo duro e asciutto.
Il richiamo ai "muscoli in embrione" sottolinea l'importanza di stimolare le potenzialità latenti dell'organismo, quasi come se si volesse tornare a una fase di sviluppo primordiale e potente. Questo si collega alla ricerca sulle cellule staminali e sulla capacità del corpo di rigenerarsi e crescere quando sottoposto agli stimoli corretti. Cianti rivendica con orgoglio il suo essere culturista, nonostante l'ipocrisia di chi invidia questo mondo. Per lui, il corpo è l'espressione di un'armonia totale che mantiene la sua straordinaria sintonia in ogni atomo dell'universo. La biologia non può essere ridotta solo a numeri, poiché è un'equazione con un miliardo di miliardi di decimali che noi possiamo solo osservare e assecondare.

La nutrizione specie-specifica e il trauma del Neolitico
Secondo Giovanni Cianti, l’osservazione dell’umanità attraverso lo strumento della biologia evoluzionistica permette di capire la sua vera natura. Egli sostiene che dodicimila anni fa, con l'inizio del Neolitico, l'umanità fu costretta a subire la drammatica transizione dalla economia di sussistenza alla economia di produzione: la Rivoluzione Agricola. Questo evento ha "addomesticato" l'uomo, trasformandolo da animale sano e libero in una "bestia falsa e malata". Cianti paragona questo processo a quello subito dai cinghiali trasformati in porci, nutriti di spazzatura e privati della libertà.
In termini nutrizionali, Cianti rifiuta le percentuali tra nutrienti, definendole una "truffa della nutrizione coatta". Egli afferma: "Il leone non si nutre di calorie, proteine e creatina, il leone si nutre di carne e ci trova tutto quello che serve alla sua energia e alla sua salute". Esistono cibi idonei alla nostra specie, definiti specie-specifici. Poiché l'uomo non ha i quattro stomaci delle mucche (non è erbivoro), né il ventriglio dei polli (non è granivoro), ed ha un cieco quasi inesistente (non è folivoro), la sua dieta naturale è quella del carnivoro-frugivoro: carne, pesce, radici, frutta e verdura. Il latte vaccino e i formaggi sono considerati innaturali per l'uomo adulto.
Dal Paleolitico al Neolitico
Metabolismo, zuccheri e biochimica del ripristino energetico
Approfondendo la biochimica, Cianti analizza il ruolo degli zuccheri e del glicogeno. In riferimento alla deplezione di glicogeno localizzata seguita da ricarica, egli chiarisce che la frutta contiene mediamente il 50% di glucosio e il 50% di fruttosio. Gli studi dimostrano che fruttosio e glucosio, o il solo glucosio, non fanno differenza nel ripristino del glicogeno in termini di tempi e quantità. Tuttavia, lo zucchero è zucchero e la differenza sta nella quantità. Se il fruttosio è in eccesso, si converte più facilmente in colesterolo e trigliceridi, forma AGEs (prodotti finali della glicazione avanzata) con i tessuti e stimola l'insulina senza però ripristinare correttamente la glicemia, poiché non ne stimola il rilascio pancreatico.
Questo approccio critico nasce dallo studio dei fatti naturali prima ancora che degli studi accademici. Come Isaac Newton elaborò la teoria della gravitazione osservando la mela cadere, così bisogna capire cosa avviene veramente in natura. La vita si sente e si percepisce; non è solo una questione di calcoli ingegneristici. L'attuale economia di produzione, iniziata 12.000 anni fa e basata su un modello di sfruttamento sempre uguale (sia nel comunismo che nel capitalismo), produce beni inutili a spese delle risorse del pianeta ed è, secondo Cianti, alla fine del suo ciclo.
L'origine della vita e i limiti dell'abiogenesi
Per spiegare come si sia arrivati a una struttura così complessa come quella umana, è necessario interrogarsi sull'origine della vita. L'abiogenesi, la teoria dominante che ipotizza l'evoluzione dal "brodo primordiale" a un mondo a RNA, presenta problemi significativi. Il primo è che la struttura cellulare (membrana e citoscheletro) non è codificata dal DNA; i geni danno informazioni sui "mattoni" (proteine, enzimi), ma non sulla disposizione di ordine superiore. Ogni cellula deve quindi originarsi da una cellula madre. Il secondo problema riguarda il sofisticato sistema di controllo del ciclo cellulare, che gestisce lo sviluppo e la riproduzione in modo analogo ai sistemi elettronici umani, e che viene trasmesso dalla cellula madre anziché essere codificato interamente dal DNA.
Questi limiti aprono la strada alla teoria della panspermia, sostenuta da Crick, Orgel, Hoyle e Wickramasinghe. Tale teoria ipotizza che la vita possa aver avuto origine nel cosmo. Un argomento forte a favore della panspermia è che la vita sulla Terra è iniziata non appena il pianeta è diventato abitabile. L'ultimo antenato comune universale (LUCA), esistito circa quattro miliardi di anni fa, era già un organismo estremamente complesso con 500-1.000 geni e sistemi di fotosintesi e respirazione sviluppati. Non ci sarebbe stato, dunque, il tempo materiale per un'evoluzione graduale dal nulla.

L'Esplosione Cambriana e la complessità genetica improvvisa
Circa 540 milioni di anni fa, durante l'esplosione cambriana, comparvero improvvisamente i corpi di tutti i phyla esistenti nel regno animale. In soli 20 milioni di anni si formarono classi come vertebrati, aracnidi e molluschi, non in ordine di semplicità ma quasi simultaneamente. La complessità aumentò di ordini di grandezza: i nuovi organismi racchiudevano decine di migliaia di nuove proteine e il genoma salì a circa 20.000 geni. Anche gli animali più semplici necessitavano di organi complessi come muscoli, scheletro, neuroni e sistemi circolatori.
Questo processo è gestito dai geni Hox, che definiscono la configurazione generale del corpo (testa, tronco, arti). Ciascun gene Hox ne attiva altri per fornire dettagli sui tessuti. Considerando che un organismo comprende bilioni di cellule, il sistema di controllo dello sviluppo dell'embrione è di una complessità estrema. L'occhio umano, ad esempio, è controllato da circa 2.000 geni e nell'embrione entrano in gioco circa 3.000 meccanismi regolatori. È altamente improbabile che un sistema così piramidale e integrato sia nato per mutazioni casuali; deve essere stato introdotto come unità operativa completa, poiché ogni minima modifica casuale risulterebbe deleteria.

L'enigma dell'Homo Sapiens e la separazione dai Neanderthal
Le prove scientifiche indicano che l’Homo sapiens è comparso improvvisamente in Africa circa 200.000 anni fa, una datazione supportata dal DNA mitocondriale ereditabile per linea materna, riconducibile a una "Eva" primordiale. Sebbene l'Uomo di Neanderthal fosse il nostro antenato più prossimo (apparso 600.000 anni fa), studi genetici mostrano che l'Homo sapiens non discende direttamente da lui; le due specie si sarebbero "staccate" circa 400.000 anni fa. Il genoma umano e quello di Neanderthal differiscono per circa 3 milioni di coppie di basi e per 27,2 mutazioni medie (contro le 8 tra umani moderni).
Nonostante l'Homo heidelbergensis sia spesso indicato come antenato comune, non esistono prove genetiche certe. Le differenze riguardano lo sviluppo dei neuroni e le risposte immunitarie. Ian Tattersall sottolinea come la nostra storia biologica sia fatta di eventi sporadici anziché incrementi graduali. Negli ultimi cinque milioni di anni, nuove specie di ominidi sono emerse, hanno convissuto e sono scomparse. Questo suggerisce che lo sviluppo del cervello umano, che possiede proprietà speciali come coscienza e logica, sia stato un processo non lineare e pieno di stadi sconosciuti.

La teoria della Panspermia Avanzata e l'intervento intelligente
Data la difficoltà di spiegare la comparsa improvvisa di sistemi di controllo genetico così complessi, è stata avanzata l'ipotesi della "panspermia forte" o "panspermia avanzata". Secondo questa teoria, nuovi geni provenienti dallo spazio avrebbero sostenuto il progresso evolutivo tramite virus o trasferimenti genetici orizzontali. Si ipotizza che la vita intelligente sulla Terra possa essere il risultato di un intenzionale esperimento condotto da una civiltà extraterrestre. Questo esperimento avrebbe previsto una "semina" iniziale di cellule per preparare la biosfera, seguita dall'introduzione della vita pluricellulare durante l'esplosione cambriana, forse tramite embrioni inviati in "speciali container" protetti da acqua o ghiaccio contro le radiazioni spaziali.
Per quanto riguarda l’Homo sapiens, lo scenario proposto suggerisce che il suo embrione possa essere stato prodotto tramite fecondazione in vitro e impiantato in una madre surrogata idonea (forse una donna di Neanderthal). Ciò spiegherebbe la comparsa improvvisa di nuovi geni e la rimozione di quelli indesiderati, oltre alla presenza di piccole percentuali di DNA Neanderthal (dal 2% al 6%) nelle popolazioni moderne dovuto a ibridazioni successive. Una diversità genetica così marcata in tempi così brevi può emergere solo a seguito di modificazioni intenzionali. L'ipotesi del coinvolgimento di civiltà extraterrestri, pur non avendo ancora prove definitive dal programma SETI, rimane una teoria valida per spiegare l'eccezionalità della vita intelligente sulla Terra.
Dal Paleolitico al Neolitico
Biologia, società e la ricerca della salute perduta
Tornando alla prospettiva di Giovanni Cianti, la sofferenza esistenziale contemporanea deriva dalla distonia totale con la nostra vera natura e con l'ambiente. "Noi siamo giusti, la società è sbagliata", afferma con forza. Il sistema attuale ci ha trasformati in schiavi di una tecnologia che spesso non serve ai bisogni primari di un animale: libertà, cibo, famiglia, riparo. Egli lavora per educare le persone a riflettere e a recuperare la salute attraverso la comprensione della propria biologia. Con oltre 150 "Evo Trainer" formati, Cianti continua la sua opera di ricerca come "one man band", collaborando con scienziati e naturalisti a livello internazionale.
Dall'analisi delle nefriti tossiche legate al glifosato in Costa Rica allo sviluppo del progetto Evo Village con la Fundacion Felix De La Fuente, l'obiettivo è ripristinare una sintonia con la natura. La vita non è un processo meccanico, ma un dono di "armonia totale". La vecchiaia stessa, come emerge da riflessioni su testi classici e dialoghi sulla longevità, è un passaggio che la scienza medica cerca di mitigare, ma che appartiene al ciclo della vita. Comprendere i "muscoli in embrione" significa dunque comprendere il potenziale di crescita e verità che risiede in ogni essere umano, se solo si ha il coraggio di rompere le catene del condizionamento culturale e tornare alle proprie radici biologiche e cosmiche.
