Le Mosche Infestanti: Dalla Cavallina agli Scarichi, Caratteristiche, Rischi e Metodi di Controllo

Gli insetti volanti, in particolare le mosche, sono presenze ubiquitarie negli ambienti umani e naturali. Sebbene alcune specie possano sembrare semplici fastidi, altre rappresentano una seria minaccia per la salute e il benessere di animali e persone. Tra le molte varietà, la mosca cavallina (Hippobosca equina) e la mosca dei bagni (Clogmia albipunctata) si distinguono per le loro specifiche abitudini e per gli impatti che possono avere. Comprendere le loro caratteristiche, il loro ciclo di vita e i metodi di controllo è fondamentale per una gestione efficace e per la salvaguardia della salute pubblica e animale. Questo articolo approfondirà queste due specie, fornendo informazioni dettagliate e strategie di intervento.

Tavola comparativa delle specie di mosche infestanti

I. La Mosca Cavallina (Hippobosca equina): Un Parassita Aggressivo e Emotofago

La mosca cavallina, scientificamente nota come Hippobosca equina, è un insetto dell’ordine dei ditteri ematofagi. Questa specie è comunemente detta "mosca culaia", in quanto molesta solitamente la parte posteriore degli animali. È un parassita temuto dagli allevatori, ma può pungere anche l'uomo, animali domestici e uccelli.

1.1 Identificazione e Morfologia Distintiva

La mosca cavallina si presenta di forma tozza e dotata di zampe che permettono di aggrapparsi in modo stabile alla vittima. Questo insetto presenta caratteristiche morfologiche ben precise che la rendono riconoscibile: di colore marrone-rossiccio, ha un corpo appiattito e zampe robuste, ben distanziate tra loro, e le sue dimensioni variano dai 7 ai 9 millimetri. Da adulta può raggiungere i 25 mm di lunghezza, il colore va dal nero al marrone scuro, gli occhi sono neri o verdi.

A differenza di altri insetti volanti, la mosca cavallina non è un’ottima volatrice, infatti le sue ali le permettono di coprire soltanto brevi distanze, quanto basta per spostarsi da un animale all’altro. Non tende a muoversi continuamente: una volta atterrata, resta sull’ospite, ben salda e difficilmente individuabile grazie alla sua capacità di mimetizzazione. Le sue zampe, dotate di robusti artigli simili a rampini, le permettono di ancorarsi saldamente al pelo o alla pelle dell’animale.

La sua sofisticata struttura corporea è finalizzata a un unico obiettivo: alimentarsi indisturbata del sangue dell’ospite. L’insetto ha un apparato boccale pungente-succhiante simile a quello delle zanzare, che le consente di perforare la pelle e accedere ai vasi sanguigni. La mandibola, potente e dalla forma di forbice, è capace di strappare la carne, provocando punture brutali.

1.2 Ciclo Vitale e Abitudini Alimentari

La mosca cavallina è un insetto ematofago che si nutre del sangue degli ospiti. La specie compare abitualmente verso inizio primavera e succhia il sangue nelle ore diurne e più calde. Gli esemplari maschi si nutrono di pollini e sono quindi impollinatori, mentre le femmine si nutrono di sangue per completare la crescita delle uova. Le femmine, per produrre le uova, hanno bisogno almeno di tre pasti di sangue al giorno. Questo insetto può pungere anche più di dieci volte al giorno.

La Hippobosca equina è un parassita obbligato: la sua sopravvivenza dipende interamente dalla presenza di un ospite da cui trarre nutrimento. Infatti, proprio come avviene per le zanzare, anche nella mosca cavallina il cosiddetto “pasto di sangue” è necessario affinché la femmina possa generare la prole. Ma è il meccanismo riproduttivo a rappresentare uno dei tratti più straordinari di questa specie. A differenza della maggior parte degli insetti, la mosca cavallina è ovovivipara: non depone uova, ma le fa schiudere all’interno del proprio corpo. Ogni femmina produce un solo uovo per volta, dal quale si sviluppa direttamente una larva completamente formata. Quest’ultima, entro poche ore, si trasforma in pupa, un involucro rigido e resistente che può restare sul corpo dell’ospite o cadere al suolo. Questo ciclo vitale rappresenta un adattamento evolutivo estremamente efficace: la larva non è mai esposta all’ambiente esterno nella fase più vulnerabile dello sviluppo. Prima è protetta all’interno della madre, poi passa rapidamente allo stadio pupale. Le uova delle mosche delle stalle vengono deposte in gruppi di 25-30 unità, l’incubazione ha una durata di 4-5 giorni. Poco dopo la deposizione delle uova, la femmina muore, così come muore il maschio dopo l’accoppiamento. Il ciclo vitale si completa in 1-3 mesi, con maggiore attività tra maggio e settembre.

Illustrazione del ciclo di vita della mosca cavallina

1.3 Habitat, Attrazione e Diffusione

Le mosche cavalline sono esemplari del clima caldo e questa specie è attiva nel periodo estivo. Sono presenti nelle zone rurali, in particolare nelle aree ricche di acqua, dove si riuniscono sulle rive dei laghi e sulle spiagge. Le mosche cavalline sono attratte dai colori scuri, da un odore particolare, tra cui il diossido di carbonio. I loro occhi composti puntano e attaccano la preda in modo aggressivo e vorace. Prediligono zone calde e poco pelose del corpo, dove possono nutrirsi facilmente. Ambienti umidi come stalle e pascoli, uniti alla presenza di cavalli e bovini, ne favoriscono la proliferazione. Possono essere rinvenute in diverse parti del mondo, rendendole un parassita tutt’altro che raro, e sono diffuse in gran parte d’Italia, particolarmente attive durante i mesi estivi. Negli ultimi anni, la presenza di questo insetto infestante è aumentata anche nei pressi di allevamenti, aziende agricole e strutture del settore alimentare. Le larve di mosca cavallina si sviluppano in substrati umidi come terreni fangosi, letamai o vicino a corsi d’acqua.

Cosa attira la mosca cavallina? È attratta da calore corporeo, odori forti, sudore e presenza di animali da allevamento.

1.4 Rischi per la Salute di Animali e Umani

La disinfestazione di questi insetti insidiosi, che si nutrono del sangue dei mammiferi e sono in grado di infliggere punture dolorosissime, sulle orecchie e muso del cavallo o del cane, sulle zampe o dove non vi è presenza di pelo, è doverosa e repentina. Presenti nelle zone rurali esse, stando a contatto con il sangue, possono essere fonte di trasmissione di agenti patogeni, e le ferite inferte possono infettarsi gravemente nell’animale. La mosca cavallina, infatti, può trasmettere tramite la saliva, malattie infettive e parassitarie.

Per gli animali infestati, la mosca cavallina rappresenta un vero incubo. Le sue punture, infatti, sono particolarmente fastidiose: profonde, dolorose e prive di qualsiasi effetto anestetico. Il pizzicore si avverte immediatamente e, in seguito, si manifesta spesso con prurito, gonfiore e arrossamento evidenti. Queste reazioni cutanee non passano inosservate: gli animali colpiti tendono a diventare irrequieti e, soprattutto se non sono abituati alla presenza del parassita, possono manifestare comportamenti agitati, fino a veri e propri episodi di panico. Alcuni animali colpiti dalle punture di mosche cavalline hanno subito persino il rallentamento della crescita del peso. Nei canili e nelle campagne rappresenta un problema rilevante, da gestire con repellenti veterinari e controlli costanti.

Cosa succede se ti punge la mosca cavallina? La puntura provoca dolore intenso, arrossamento, gonfiore e prurito, con possibile rischio di infezione. Dopo la puntura, la pelle appare arrossata e gonfia, con bruciore immediato. Nei casi più gravi si può formare pus, specie se la ferita non viene disinfettata. L’insetto può trasmettere microrganismi patogeni sia agli animali che all’uomo, motivo per cui è consigliato monitorare la zona colpita.

Cosa succede se una mosca cavallina punge un cane? Provoca forte dolore al cane, irritazione cutanea e rischio di infezioni o trasmissione di parassiti. I cani colpiti mostrano reazioni immediate di fastidio e dolore. La puntura può causare lesioni che, se grattate, peggiorano il rischio di infezione.

Quanto dura la puntura della mosca cavallina? Il dolore è immediato e può durare ore; arrossamento e gonfiore persistono da 1 a 3 giorni. In assenza di cure locali, la lesione può infiammarsi più a lungo, specie nei soggetti sensibili o nei bambini. Un trattamento tempestivo riduce notevolmente i tempi di guarigione.

Ma cosa accade se a essere punti siamo noi? In genere, la puntura della mosca cavallina sull’essere umano non è grave, ma può risultare più fastidiosa rispetto a quella di una zanzara. La reazione cutanea è spesso più marcata, con gonfiore, rossore e prurito localizzato. In casi rari, soprattutto nei soggetti allergici, possono verificarsi reazioni più serie come orticaria diffusa o, in condizioni estreme, shock anafilattico. In presenza di sintomi anomali, è sempre opportuno rivolgersi a un pronto soccorso. Va comunque sottolineato che le punture sugli esseri umani sono piuttosto rare. Le mosche cavalline, infatti, prediligono nettamente gli animali, e il passaggio all’uomo avviene quasi esclusivamente quando si trascorre del tempo a stretto contatto con animali infestati, ad esempio in stalle, maneggi o ambienti rurali.

1.5 Intervento in Caso di Puntura di Mosca Cavallina

Cosa fare in caso di puntura di mosca cavallina? Lava e disinfetta subito la zona, applica ghiaccio o gel lenitivo; se compaiono reazioni anomale consulta un medico. Dopo aver lavato con acqua e sapone, usa un disinfettante o alcol. Per ridurre dolore e gonfiore applica ghiaccio o impacchi freddi. Creme antistaminiche o gel all’aloe possono dare sollievo. Se l’irritazione peggiora o si diffonde, serve valutazione medica.

II. La Mosca dei Bagni o degli Scarichi (Clogmia albipunctata): L'Insetto Silenzioso degli Ambienti Umidi

Tra gli insetti più comuni che possiamo trovare all’interno delle nostre case o attività commerciali si annovera sicuramente la mosca dei bagni o degli scarichi, nota nel mondo scientifico come Clogmia albipunctata. Questa specie di insetto è una delle più trattate dagli specialisti, vista la sua grande diffusione.

2.1 Descrizione e Caratteristiche Biologiche

La Clogmia albipunctata, nota comunemente come mosca dei bagni o degli scarichi, è una specie di dittero, e fa quindi parte dello stesso raggruppamento di insetti in cui sono incluse le mosche. A differenza di queste, però, non appare tozza e dotata di un grande capo con occhi rossi e non è in grado di compiere voli veloci ed acrobatici, caratteristiche queste ascrivibili alla mosca comune che tutti conosciamo. Sembra invece più simile ad una piccola falena. Questo perché la mosca dei bagni è appartenente alla famiglia Psychodidae, gruppo che consta di più di 2600 specie e che è imparentato, sia pur alla lontana, con le mosche propriamente dette. All’interno di questa famiglia sono compresi anche i flebotomi, anche detti pappataci, piccoli ditteri ematofagi che sono i principali vettori del protozoo Leishmania. A differenza dei propri cugini flebotomi, però, la mosca dei bagni non è ematofaga e non costituisce un grande problema a livello sanitario.

Per quanto riguarda le caratteristiche morfologiche della mosca dei bagni, l’adulto di questa specie di insetto è piccolo, lungo dai 3 ai 5 mm, e ricoperto da una fitta peluria bruno-grigiastra, che la fa assomigliare a una piccola falena; per questo motivo questa specie di insetto è anche nota come mosca-falena. Le ali sono larghe, coperte anch’esse da peli e caratterizzate dalla presenza di puntini bianchi verso il margine esterno. Quest’ultima caratteristica è descritta nel nome specifico “albipunctata”, ovvero “dotata di punti bianchi”. La mosca dei bagni è dotata di antenne più lunghe dell’addome e da zampe lunghe. Gli adulti vivono circa 12 giorni e si nutrono di nettare e di acqua. Spendono la maggior parte della propria vita stando appoggiati sui muri, e sono cattivi volatori, in grado di planare solo per brevissime distanze. Sono prevalentemente notturni ma sembrano essere attratti dagli odori e soprattutto dalla luce; infatti durante le ore diurne possono essere osservati in prossimità di finestre, luci accese o pannelli illuminati.

Dettaglio della mosca dei bagni (Clogmia albipunctata)

2.2 Ciclo Riproduttivo e Sviluppo Larvale

Le femmine depongono le uova (in numero variabile da 30 a 100) in ambienti acquatici come gli scarichi dei bagni o dei condotti fognari, da cui si schiuderanno le larve. Le larve sono lunghe dai 4 ai 10 mm, sono caratterizzate da corpo allungato e più o meno appiattito, con testa ben in evidenza rispetto al resto del corpo. Non sono dotate di zampe e per questo sono definite apode. Essendo acquatiche, sono dotate di due sifoni respiratori che utilizzano per respirare. Le larve si alimentano di sostanza organica in decomposizione e dopo 18 giorni di vita si trasformano in pupe. Come le larve, le pupe sono allungate e fornite di sifoni respiratori. A differenza delle larve, però, le pupe non si alimentano, e rimangono vicine alla superficie dell’acqua per respirare tramite il sifone. Le pupe di mosca dei bagni si trasformano in adulti dopo 5 giorni.

Le larve della mosca dei bagni, come quelle di altri ditteri, necessitano di luoghi umidi e caratterizzati da materia organica per sopravvivere e completare con successo il proprio ciclo vitale. Possono vivere in qualsiasi sito in cui ci sia un accumulo di acqua, e quindi umidità, ed è per questo che generalmente esemplari della mosca dei bagni si rinvengono in luoghi quali bagni, cantine, garage e grondaie. All’interno degli accumuli di acqua, le larve sfruttano gli strati di materia organica che vi si trovano, e in alcuni rari casi possono essere notate mentre nuotano. Le larve della mosca dei bagni sono infatti piccole e di colore grigio e difficilmente riconoscibili ad occhio nudo, quindi le zone dove questi insetti si sviluppano possono essere facilmente trascurate.

2.3 Impatto Igenico-Sanitario

Gli adulti di mosca dei bagni non pungono né mordono, e non sono in grado di trasmettere alcuna malattia come dei veri e propri vettori. Gli adulti di mosca dei bagni sono però in grado di trasportare sul proprio corpo i batteri che vivono nei luoghi in cui vengono deposte le uova e dove si sviluppano le larve. Quindi, se una popolazione di mosca dei bagni si riproduce nelle fogne, gli adulti possono portare con sé, spostandosi, i batteri che si trovano negli scarichi che scorrono sotto i tombini. Inoltre, sono stati segnalati casi in cui, in precarie condizioni di igiene, gli adulti di mosca dei bagni hanno deposto le proprie uova all’interno di ferite aperte di esseri umani, i cui tessuti sono stati utilizzati dalle larve per svilupparsi. Questa condizione medica, in cui larve di mosche si sviluppano sul corpo di umani ed animali, è nota come miasi. Queste problematiche sono eccezioni e fortunatamente non rappresentano la norma per quanto riguarda la mosca dei bagni. In ogni caso, nell’eventualità che si verifichi un’infestazione di mosca dei bagni, è bene procedere subito al controllo per eliminare questo insetto il prima possibile.

III. Strategie di Prevenzione e Controllo per le Mosche Infestanti

La lotta contro le mosche, siano esse pungitrici come la mosca cavallina o veicoli di batteri come la mosca dei bagni, richiede un approccio strutturato e spesso l'intervento di professionisti.

3.1 Identificazione e Monitoraggio

È più facile notare gli adulti di mosca dei bagni, posati sui muri vicini ai locali infestati. Se gli adulti si rinvengono in casa, è probabile che il luogo dove si riproducono sia proprio all’interno delle mura domestiche; se invece si rinvengono all’esterno, significa che questi insetti possono sfruttare grondaie o condizionatori per il proprio sviluppo. Le infestazioni di mosche dei bagni costituiscono generalmente un problema temporaneo. Visto che le larve della mosca dei bagni non sono facili da notare, i siti dove si sviluppano possono risultare difficili da individuare. Per capire dove la mosca dei bagni si riproduce, si possono posizionare delle trappole adesive sopra a luoghi dove possono essere presenti dei ristagni di acqua, come ad esempio sopra scoli di lavandini o vicino a condizionatori che possono avere perdite. Verranno così intercettati gli adulti che sfarfallano una volta maturi.

L’intervento rapido ed efficiente delle ditte specializzate nella disinfestazione, bonificherà il territorio dalla spiacevole presenza di mosche cavalline e donerà quiete e relax agli animali che abitano le stalle, gli spazi aperti o le zone rurali. Ditte specializzate nel settore delle disinfestazioni effettuano scrupolosi sopralluoghi, esaminando la situazione sul posto, analizzando gli esemplari di mosca, al fine di effettuare un intervento mirato. Oltre al luogo in cui vi è presenza di animali, che attirano l’ospite indesiderato, si procede ad una perlustrazione della zona, per scoprire i focolai di riproduzione dell’insetto. Tecniche sofisticate di monitoraggio sono utilizzate per tenere la situazione “sotto controllo” per un lungo periodo di tempo. L’essere in grado di identificare le varie specie di insetti permette un approccio sostenibile, efficace e sicuro dal punto di vista igienico-sanitario. La corretta identificazione della mosca dei bagni o Clogmia albipunctata è cruciale per individuare i luoghi dove effettuare i trattamenti di disinfestazione e permettere così una risoluzione dell’infestazione.

3.2 Controllo e Disinfestazione Professionale

Come liberarsi delle mosche cavalline? È difficile da schiacciare manualmente; l’insetto ha zampe che gli garantiscono un’aderenza eccezionale, rendendo inefficaci i tentativi manuali. La soluzione efficace è la disinfestazione mirata con trattamenti professionali. Repellenti specifici, trattamenti ambientali e piani di disinfestazione professionali sono l’unico metodo sicuro per ridurne la presenza in stalle, pascoli e ambienti domestici. In presenza di animali, cani domestici in particolare, è consigliabile utilizzare dei prodotti repellenti per mosche, che vanno a proteggere l’animale, evitando così le dolorose punture della mosca, ma anche crisi di irrequietezza e panico.

Ditte specializzate nella disinfestazione da mosche cavalline lavorano scrupolosamente e con professionalità per riportare sollievo agli animali presenti nelle campagne, negli allevamenti, garantendo così anche norme igieniche più scrupolose negli ambienti circostanti. Visto che le mosche cavalline depongono le uova in cumuli di letame, alghe in decomposizione, mucchi di vegetazione, è opportuno provvedere alla disinfestazione di questi fastidiosi insetti, rimuovendo i residui organici e tutto ciò che può attirare le mosche. Le ditte specializzate nella disinfestazione da mosche cavalline utilizzano speciali attrezzature per vincere la lotta contro questi aggressivi insetti, utilizzando pale meccaniche che vanno a rimuovere le sostanze organiche che li attraggono. Il programma di trattamento utilizzato per la lotta alle mosche cavalline si avvale, dopo la pulizia e l’igiene dell’ambiente e degli spazi circostanti, a procedure di allontanamento delle mosche, utilizzando delle polveri aspersorie. La soluzione alla cattura delle mosche è l’applicazione di un pannello cromo-tropico giallo, attivato con colla entomologica, che attrae le mosche cavalline e le cattura, non necessitando di eccessiva manutenzione, se non per quanto riguarda il cambio periodico del collante.

Per quanto riguarda la mosca dei bagni, se dopo l’attuazione di provvedimenti casalinghi si dovessero ancora rinvenire adulti in casa o nel locale interessato, significa che la mosca dei bagni ha stabilito un luogo di riproduzione e quindi si può parlare di un’infestazione cronica. Il metodo di controllo più efficiente consiste quindi nel pulire i tubi e in generale i locali umidi e con accumuli di acqua, avendo cura di rimuovere i sottili strati di sostanza organica eventualmente presenti. Per quanto riguarda i tubi, si possono utilizzare ad esempio dispositivi che generano getti di acqua ad alta pressione. Queste pratiche hanno come obiettivo l’eliminazione dei luoghi che la mosca dei bagni può utilizzare per riprodursi. Una volta fatto questo, l’infestazione dovrebbe risolversi, tipicamente in tre settimane.

Rentokil propone un approccio integrato di gestione delle mosche (IPM - Integrated Pest Management), basato su prevenzione, monitoraggio e intervento mirato. Affidarsi a un partner esperto significa scegliere un servizio completo e altamente specializzato, che integra tecnologia avanzata, competenza tecnica e un approccio rigoroso alla sicurezza alimentare. Grazie al sistema di monitoraggio digitale, le aziende possono seguire in tempo reale i risultati dei trattamenti, ottimizzando i piani di intervento e identificando tempestivamente le aree più sensibili. La mosca cavallina, se non controllata in modo professionale, può compromettere il benessere degli animali, la qualità dei prodotti e l’immagine aziendale. Per questo è fondamentale intervenire con strategie mirate e tempestive.

3.3 Prevenzione Quotidiana e Misure Ambientali

La bonifica del territorio contribuisce ad allontanare le mosche: è opportuno eliminare la presenza di letame o escrementi, assicurarsi che gli scarichi vengano mantenuti puliti e non rilascino residui, che non vi sia la presenza di acqua stagnante, al fine di salvaguardare la salute degli animali che abitano le aree rurali e quella dell’essere umano.

Infestazioni da mosche dei bagni in seguito al ritorno da una vacanza possono risolversi con la ripresa delle attività domestiche, rimuovendo gli eventuali ristagni di acqua e accumuli di materia organica, impedendo così alle larve di completare il proprio sviluppo. Gli adulti della mosca dei bagni, essendo cattivi volatori, possono essere facilmente rimossi utilizzando uno scacciamosche o un insetticida spray.

La mosca dei bagni è in grado di compiere il proprio ciclo vitale anche all’esterno nei mesi più caldi, ma d’inverno può sopravvivere in locali di origine umana. Gli adulti sono in grado di penetrare all’interno delle nostre abitazioni sfruttando aperture o piccoli anfratti in porte e finestre. È quindi importantissimo assicurare la chiusura e la messa in sicurezza dei “punti deboli” delle nostre abitazioni e dei nostri locali per prevenire un’infestazione di mosca dei bagni. Vanno quindi attuate buone pratiche di pest proofing.

Per prevenire l’invasione di mosche in casa, una volta risolto il problema, è importante ricordare di:

  • Conservare i cibi in un luogo sicuro.
  • Non lasciare briciole e residui di cibo a terra.
  • Rimuovere regolarmente gli escrementi di animali in giardino.
  • Svuotare il bidone dell’umido regolarmente e sigillarlo bene finché non lo si getta via.
  • Sistema delle zanzariere per evitare che le mosche entrino in casa.
  • Eliminare tutte le fonti d’acqua stagnante e carcasse di mosche, insetti ed altri animali.

IV. Altre Mosche Comuni e i Loro Rischi

Le mosche non sono soltanto fastidiose ma molto pericolose per la salute umana. Le mosche si posano ovunque e possono trasmettere patogeni trasferendo organismi microbici da una superficie all’altra, da un corpo all’altro. Frequentano ambienti sporchi, si posano anche sulle feci degli animali trasmettendo così agenti patogeni responsabili di malattie gravi come salmonellosi, colera, dissenteria, tifo. Soltanto nelle zampette di questi insetti si annidano centinaia di batteri e patogeni. Tra questi, ricordiamo l’Helicobacter pylori, patogeno che causa l’ulcera. La trasmissione avviene per contatto, poggiandosi alle ferite di una persona o di un animale o sugli alimenti di cui si nutre e che contamina.

A livello sanitario è importante distinguere le mosche pungitrici (come la mosca cavallina) con apparato boccale capace di perforare la cute e le mosche lambitrici (come la mosca domestica) la cui proboscide, entrando a contatto con le superfici, si allarga per nutrirsi.

Rappresentazione delle diverse mosche comuni

Ecco un breve elenco di alcune delle specie più comuni e diffuse in Italia, oltre a quelle già trattate:

  • Mosca domestica: La mosca più diffusa è quella domestica, onnivora, attratta da qualsiasi alimento, molto fastidiosa. È nera, presenta una pelliccia attorno al dorso (piccoli peli che funzionano da organi del gusto), è lunga 5-8 mm, il torace è grigio con 4 strisce sottili, l’addome giallo o color camoscio. Si riproduce all’interno di materiale vegetale umido e in putrefazione. La femmina deposita gruppi da 120-150 uova circa. Il suo ciclo di vita prevede uova che si schiudono in meno di 72 ore (talvolta solo 8 ore), larve che maturano in un periodo compreso fra i 3 e i 60 giorni, e pupe che si sviluppano tra i 23 e i 28 giorni. In media, una mosca vive circa 30 giorni, ma il suo ciclo vitale varia a seconda della specie.
  • Mosca Callifora (la spazzina): La Calliphora vomitoria è attratta da feci di animali domestici, cadaveri in decomposizione e pattume, veicola malattie. Viene chiamata anche mosca metallizzata per i colori cangianti del dorso (verde/blu scuro). In genere, si riproduce tra prodotti derivati della carne o del formaggio. La mosca adulta raggiunge una lunghezza compresa tra i 6 e i 12 mm, mentre la larva può arrivare a 18 mm. Le uova si schiudono dopo 18 ore dalla deposizione, e le larve maturano in circa 7-12 giorni.
  • Moscerino della frutta (Drosophila): I moscerini della frutta hanno una lunghezza media di 3 mm, occhi rosso vivo, colore giallo-marrone o variegato. Come suggerisce il nome, ronzano sospesi attorno alla frutta o residui nei frutteti, orti, bar, fabbriche di birra. Diventano adulti nell’arco di 7-30 giorni e vivono dalle 2 alle 9 settimane.
  • Mosca carnaria (Sarcophaga carnaria): La mosca carnaria è attratta da rifiuti putrescenti, prodotti alimentari, escrementi e costituisce una seria minaccia per la salute. Ha un torace grigio chiaro con 3 strisce scure longitudinali, addome grigio chiaro maculato a mo’ di scacchiera. Ha una lunghezza che va dai 6 ai 14 mm, l’adulto vive 2-4 settimane. La femmina deposita le larve vive su carne, pesce o altri avanzi di cibo putrescenti o escrementi.

Le larve di alcune specie di mosche possono anche causare la miasi cutanea, una parassitosi della pelle in quanto le uova vengono deposte su altri insetti o su oggetti che possono entrare in contatto con la pelle (anche ferita) delle persone. La miasi interessa, in genere, i Paesi tropicali, l’Africa tropicale e subsahariana, l’America Meridionale e Centrale.

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