Il Molino Maufet è sito in Località Villatico a Colico lungo il percorso dell’Antica Roggia Molinaria che ha origine a Fontanedo, primo insediamento del paese, risalente al 1100. La struttura, baluardo di una civiltà contadina che ha saputo sfidare il tempo, rappresenta oggi un esempio virtuoso di recupero conservativo, grazie all'impegno di privati che ne hanno compreso il valore intrinseco.

Le origini e l'evoluzione storica dell'antico opificio
Il Molino Maufet è stato originato proprio in questo periodo, con una piccola costruzione visibile a monte dell'attuale complesso storico. L'edificio, dapprima dei Frati Agostiniani di Gravedona, è appartenuto per secoli alla Famiglia Sciucco. Anche il Catasto Teresiano del 1718 dà traccia di questo sito, menzionandolo come "Sito di Pila per Orzo ad Acqua" di proprietà dei frati, poi rilevata dalla Famiglia Sciucco nel 1783, già proprietaria del complesso molitorio usato per la macinazione di grano e mais, oltre che forno per la panificazione.
La storia degli opifici a Colico è radicata nel territorio: basti pensare che, a partire dal 1200, erano ben 12 gli opifici posti a un passo dal Sentiero del Viandante, lungo il percorso dell’Antica Roggia Molinaria di Fontanedo, arguta opera d'ingegno tramandata nei secoli. Il corso d’acqua più importante dell’intero Paese, in seno alle necessità quotidiane e alle attività industriali, risultava fin dal medioevo proprio quello alimentato dalle sorgenti di Fontanedo, che canalizzate lungo la Roggia, attraversavano diametralmente tutta la frazione asservendo i Mulini e lambendo la chiesa parrocchiale di San Bernardino, fino a finire il suo viaggio nel fiume Perlino. Questa acqua era perenne e abbondante durante tutta la stagione, anche nei periodi di magra del fiume maggiore, l'Inganna.
Il periodo d'oro e il declino del Molino Maufet
Nel suo massimo splendore, il Molino poteva vantare la presenza di ben quattro ruote idrauliche, ad oggi ne sono state ricostruite due. Even today, evident on the architrave placed at the entrance, the initials "MA BM" followed by "FEB 1826", attest to the year in which the Sciucco Family ceased to use the Pile, continuing the production activity with only the Mill. È possibile osservare, all'interno del mulino, i due palmenti con macine francesi di La Ferté, messi in movimento da altrettante ruote verticali (pesatore). Un piccolo molino abbaziale, meccanicamente simile al primo, fa da corredo per la produzione di farina di castagne.
Il molino, attivo fino agli anni sessanta, fu abbandonato per la morte degli ultimi mugnai, detti “i Maufet”. Si trattava di Ernesto e Giovanni Mazzina, due fratelli dalle personalità complementari: l'uno intraprendente, l'altro schivo e riservato. Con il loro carretto, consegnavano farina in tutte le frazioni di Colico. L'abbandono durò ben 57 lunghissimi anni, durante i quali la struttura subì il degrado del tempo e degli elementi atmosferici, fino al 2016, quando fu