Metrorragia, spotting e fertilità: comprendere il ciclo e le perdite ematiche

Il corpo umano può essere definito una macchina perfetta in cui tanti piccoli ingranaggi funzionano alla perfezione e all’unisono per uno scopo comune. Il ciclo mestruale, finalizzato alla riproduzione, ne è un esempio perfetto. È dai meccanismi fisiologici che la determinano che dipende la fertilità e le sue anomalie possono rappresentare un campanello d’allarme. Un errore comune è confondere il ciclo mestruale con le mestruazioni o flusso mestruale: le seconde sono frutto di una fecondazione non avvenuta e durano solo alcuni giorni, mentre il ciclo mestruale è un processo continuo.

Le ovaie sono parte integrante del sistema endocrino che è deputato allo sviluppo di ormoni. All’inizio di ogni ciclo vi è un innalzamento degli ormoni estrogeni che stimolano la maturazione di un ovulo e ne favoriscono il rilascio nelle tube. In pratica, ogni mese dalle ovaie viene rilasciato un uovo che, se fecondato, andrà ad impiantarsi nell’utero; al contempo questo si ispessisce e si prepara all’impianto e alla gravidanza.

schema del ciclo mestruale e delle fasi ormonali

Le fasi del ciclo mestruale

La fase follicolare inizia il primo giorno delle mestruazioni e dunque del ciclo. L’ormone FSH viene rilasciato dall’ipofisi con il compito di stimolare lo sviluppo di un singolo follicolo dominante, presente nelle ovaie, che contiene un uovo. Durante la sua maturazione, il follicolo rilascia estrogeni che favoriscono anche l’ispessimento del rivestimento uterino. Questa fase si conclude con l’inizio dell’ovulazione.

La fase luteale comincia con l’ovulazione e termina con il flusso mestruale. In questo periodo le ovaie rilasciano progesterone, che ha il compito di preparare il rivestimento uterino all’impianto di un embrione. Se non c’è fecondazione, i livelli di progesterone si abbassano e si hanno le mestruazioni. La fase luteale si ha intorno ai 14 giorni del ciclo. La durata del ciclo varia da donna a donna, e spesso anche mese per mese; la media è comunque di 28 giorni, ma si parla di ciclo mestruale regolare in periodi che vanno dai 21 ai 40 giorni.

Lo spotting: quando il sanguinamento è lieve

Il termine “spotting” si riferisce alla presenza di un leggero sanguinamento che non corrisponde alle mestruazioni e si verifica tra un ciclo mestruale e l'altro. Alcune donne sperimentano un leggero sanguinamento durante l'ovulazione. Nella maggior parte dei casi, si tratta di un processo fisiologico causato dalla diminuzione temporanea degli estrogeni prima dell'ovulazione, che può causare un leggero distacco dell'endometrio. Una volta aumentata la produzione di progesterone, l'endometrio si stabilizza e l'emorragia si arresta. Inoltre, durante l'ovulazione, il flusso sanguigno aumenta a livello del collo dell'utero, il che può aumentare la fragilità capillare e provocare un piccolo sanguinamento. Anche la mancata produzione di progesterone da parte del corpo luteo può causare spotting prima delle mestruazioni.

Differenziare il falso ciclo dalla gravidanza

Può darsi che dopo il trasferimento degli embrioni o nelle prime settimane di gravidanza abbiate delle perdite, ma questo non significa che non siate incinte o che abbiate avuto un aborto. Questo perché le pareti dell’utero contengono un gran numero di vasi sanguigni, il cui obiettivo è quello di fornire sostanze nutritive per facilitare lo sviluppo dell’embrione. Comunque, può capitare che, proprio quando l’embrione si impianta nell’utero, alcune vene o capillari sulla superficie dell’endometrio si rompano, e questo è ciò che causa lo spotting.

Questa circostanza, nota come “falso ciclo” o “false mestruazioni”, rappresenta un aspetto particolarmente complesso della salute femminile. Il sanguinamento da impianto di solito si verifica circa 6-12 giorni dopo la fecondazione dell’ovulo. Il periodo coincide con il momento in cui ci si aspetta il ciclo mestruale, motivo per cui è normale avere dei dubbi.

Perdite da impianto: come si presentano

Caratteristiche delle perdite da impianto

Le perdite da impianto sono più scarse delle mestruazioni: si perde meno sangue. Non presentano coaguli; la consistenza è più leggera e non contengono grumi. Il colore è più tenue: può essere più scuro, simile a quello della fine del ciclo, o più rosato. Può anche essere rosso, ma di solito il tono è più spento di quello del flusso mestruale. Durano meno tempo, potendo manifestarsi solo per poche ore o essere intermittenti, ma di solito non superano i tre giorni. Non sono dolorose: come nel caso delle mestruazioni, si può avvertire un certo fastidio al basso ventre, ma non si tratta di un dolore forte. Se invece si avvertono forti dolori addominali, è necessario consultare immediatamente il ginecologo.

La metrorragia: cause e distinzioni cliniche

La metrorragia è un sanguinamento uterino anomalo che si verifica tra due mestruazioni consecutive, oppure in un periodo in cui non dovrebbero esservi flussi mestruali, come prima del menarca, durante la gravidanza e dopo la menopausa. A differenza dello spotting, nella metrorragia l'entità delle perdite di sangue intermestruali è abbondante. La metrorragia, inoltre, compare in maniera ricorrente e protratta.

Essa può essere causata da squilibri ormonali nell'asse ipotalamo-ipofisi-gonadi (sanguinamento uterino disfunzionale), da malattie ginecologiche o, meno spesso, da anomalie della coagulazione e patologie sistemiche come epatopatie croniche, insufficienza renale e disfunzioni tiroidee. La causa più frequente, nelle donne sotto i 20 e sopra i 45 anni di età, è di natura disfunzionale e coincide con la mancanza di ovulazione (ciclo anovulatorio) e col conseguente squilibrio ormonale fra estrogeni e progesterone.

Patologie associate

Nelle donne adulte, la metrorragia può indicare anche la presenza di iperplasie endometriali e di tumori dell'apparato genitale, benigni come fibromi, polipi cervicali ed endometriali, o maligni come neoplasie delle tube, dell'utero, della cervice, della vagina, dell'endometrio e delle ovaie. Tra le condizioni patologiche associate a metrorragia vi sono anche endometriosi, endometriti, adenomiosi, sindrome dell'ovaio policistico, malattie pelviche infiammatorie e infezioni sessualmente trasmesse. La metrorragia acuta può derivare anche da gravidanze extrauterine, aborto spontaneo e distacco intempestivo della placenta. Altre cause sono i traumi o la vaginite atrofica.

diagramma delle possibili cause di sanguinamento uterino

Approccio diagnostico e monitoraggio della fertilità

La conoscenza del ciclo mestruale è fondamentale per la salute ginecologica e la pianificazione della fertilità. L'irregolarità del ciclo può influire significativamente sulla fertilità femminile. In caso di PCOS, vengono spesso adottate strategie che includono cambiamenti nello stile di vita, come una dieta equilibrata e attività fisica regolare, oltre a farmaci specifici per migliorare la regolarità del ciclo. Se l’obiettivo della paziente è arrivare a una gravidanza, si può ricorrere alle moderne tecniche di PMA, in particolare all’induzione dell’ovulazione.

Per il monitoraggio, è utile l'uso di applicazioni mobili per la registrazione dei sintomi mestruali, che consente di identificare modelli irregolari. Anche la misurazione della temperatura basale ogni mattina prima del risveglio aiuta a individuare l'ovulazione, quando la temperatura sale tra 0,3 e 0,5ºC.

Quando una paziente presenta cicli emorragici, il percorso diagnostico prevede controlli quali il pap-test, l’ecografia interna e la visita con speculum. La metrorragia può riconoscere diverse cause, distinte tra organiche, come miomi uterini, polipi endometriali, iperplasia endometriale, cisti ovariche o patologie della coagulazione, e disfunzionali, legate a sbilanci ormonali. Una volta escluse le possibili cause organiche e verificata l’assenza di fattori ormonali, si può instaurare un programma terapeutico personalizzato, che potrebbe includere l'uso di progesterone micronizzato in fasi specifiche del ciclo per normalizzarlo senza pregiudicare la possibilità di un concepimento.

È essenziale ricordare che ogni terapia va individualizzata e monitorata in ciascuna paziente dal medico specialista esperto nel campo. In caso di emorragia vaginale o di minaccia di aborto, le perdite sono di solito molto più abbondanti e di colore rosso vivo. Inoltre, l’emorragia vaginale può presentare coaguli e la sua intensità non diminuisce nel corso delle ore, potendo addirittura aumentare; in tali frangenti, non bisogna allarmarsi ma consultare immediatamente uno specialista.

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