Il metodo americano nell'inseminazione artificiale e l'evoluzione della medicina riproduttiva

Il panorama della medicina riproduttiva negli Stati Uniti rappresenta oggi l'avanguardia globale di un settore complesso, dove la scienza medica si intreccia indissolubilmente con le dinamiche di un mercato multimiliardario. Negli Stati Uniti le coppie senza figli possono rivolgersi ad agenzie, medici, madri in affitto, donatori di sperma e ovuli. L'industria della fecondazione assistita vanta un fatturato annuo di diversi miliardi di dollari, nel 2000 sono venuti al mondo 35mila bambini.

Il vissuto della procreazione assistita: l'esperienza dei pazienti

Il desiderio di genitorialità, quando si scontra con la sterilità, può trasformarsi in un percorso lungo e logorante. Sono passati quasi due anni da quando Marco Serra ha fatto l'ultima iniezione a sua moglie Michaela. C'erano periodi in cui le faceva un'iniezione al giorno - nella coscia, nella pancia, nel sedere. A volte quando Michaela rincasava dal lavoro apriva la porta spingendola col sedere e diceva: "Caro, dov'è la mia dose?". Marco in genere era già in corridoio ad aspettarla con la siringa in una mano e la medicina miracolosa nell'altra.

Coppia che discute di trattamenti di fertilità in un ambiente domestico

Così, con brevi interruzioni, è andata avanti per quasi dieci anni, fino al settembre 2001. Poi alla fine Michaela ha deciso non prenderla più. La sostanza era legale - Lupron, Pergonal, Fertinex. In fondo non è proibito restare incinte con l'aiuto dell'industria farmaceutica. Se si tratta di sterilità, negli Stati Uniti è permesso quasi tutto. I coniugi Serra dopo quattro inseminazioni artificiali, otto tentativi di fertilizzazione in vitro (IVF), un trasferimento di citoplasma e una donatrice di ovuli, sono ancora senza figli - e con circa 250.000 dollari in meno. In compenso hanno prodotto nove embrioni che sono custoditi congelati in un laboratorio. Per questo servizio pagano 500 dollari all'anno.

L'industria della riproduzione tra mercato e libertà d'azione

Negli Stati Uniti ci sono oltre 400 cliniche per la procreazione assistita. Si offre di tutto: su internet le donne sole o le coppie lesbiche possono scegliere gli spermatozoi, classificati per caratteristiche genetiche, quoziente intellettivo e carattere del donatore, che vengono poi consegnati dai corrieri in una notte, motivo per cui si parla anche di "overnight-male", l'uomo di una notte. Se si cercano degli ovuli stranieri invece, nelle cliniche universitarie le studentesse vendono i propri ovuli per 7mila dollari o più. Le agenzie forniscono le madri in affitto nel caso in cui la cliente non possa - o non voglia - partorire. Costo: circa 50.000 dollari. Gli Stati Uniti sono l'unico Paese in cui la "procreazione assistita" è regolata principalmente dalle leggi di mercato.

Circa 100mila volte, nel 2000, sono stati impiegati dei tecnici della riproduzione artificiale, e 35mila bambini sono venuti al mondo con la fecondazione artificiale, donazione di ovuli, donazione di sperma o madri in affitto. Ciò rappresenta sinora solo l'1% delle nascite annuali Usa, ma l'industria della procreazione è in crescita. Questo perché circa sei milioni di uomini e donne americani sono afflitti da infecondità. Inoltre le donne in carriera continuano a rimandare la gravidanza, andando a formare un parco clienti pressoché sterminato.

Il ruolo del medico e le zone grigie della bioetica

Nel Center for Women's Reproductive Care, a Broadway, Mark Sauer incontra due collaboratrici. Sauer è uno dei guru della medicina riproduttiva, sprezzante verso i tabù e la bioetica. "Ma l'uomo", dice laconicamente il dottore, "ha l'inalienabile necessità di avere un erede". Se si fossero rivolti a Sauer un anno prima avrebbero potuto scegliere un'opzione più economica: embrioni fatti in casa. Le casse previdenziali americane infatti, se lo fanno, sostengono le spese solo per il primo ciclo di IVF. Donazione di ovulo, madri in affitto e altri sussidi sono a spese del singolo. Il presunto "diritto alla procreazione" è dunque diventato un privilegio per ricchi.

Un giorno, ritrovandosi con degli ovuli destinati a una donna che all'ultimo momento non si era presentata, ha ordinato un paio di provette a una banca del seme e ha fatto unire ovulo e spermatozoi nella capsula di Petri. Sauer, beninteso, non aveva commesso alcun reato. Negli Stati Uniti non c'è nessuna legge e nessun tribunale che impediscano ai medici di creare embrioni a proprio piacimento, a condizione che abbiano il beneplacito della donatrice dell'ovulo.

Fighting for Fertility (2021) | Documentario completo | NOVA

"Fondamentalmente se un esperimento ha funzionato sugli animali, viene provato anche su una donna", scrive Lori Andrews, docente di diritto e cronista critica dell'industria americana della procreazione. I legislatori dei singoli Stati non hanno imposto pressoché alcun limite alla medicina riproduttiva. Una conseguenza di questa politica del lassismo è la rapidissima crescita delle gravidanze plurigemellari. Negli Stati Uniti non c'è alcuna legge che limita il numero degli embrioni che possono essere impiantati in una paziente di IVF.

L'intermediazione commerciale: il caso di Shelley Smith

Wilshire Boulevard è la strada dei "negozi" di bambini di Los Angeles. Shelley Smith, M. F. C. C., procura donatrici di ovuli e madri in affitto. Tredici anni fa in sogno ha avuto l'ispirazione di rinunciare alla carriera poco brillante di attrice televisiva per darsi al commercio di ovuli. Le donatrici di Shelley Smith sottoscrivevano il giorno della donazione un documento che le imponeva di rinunciare al diritto di provvedere ai potenziali bambini che sarebbero nati dal suo ovulo. Gli acquirenti dal canto loro rinunciavano per iscritto che si sarebbero presi cura del bambino.

Negli Stati Uniti il commercio di parti del corpo è vietato, ma spermatozoi e ovuli non rientrano sotto questa legge. Per la vendita di ovuli Shelley Smith calcola 9mila dollari, di cui 5mila vanno alla "donatrice" e 4mila alla sua agenzia - per spese legali, assicurazione, valutazione psicologica e medica delle donatrici. Ed effettivamente la procedura può essere dolorosa e pericolosa: la donatrice deve sincronizzare il proprio ciclo con quello della destinataria dell'ovulo, il che avviene solitamente mediante menopausa indotta artificialmente. Poi, come la paziente di IVF, deve sovrastimolare le ovaie con iniezioni di ormoni che le fanno spesso gonfiare notevolmente il basso ventre.

La crisi della fiducia: il caso di Donald Cline

La gestione eticamente ambigua di alcuni professionisti è emersa in casi eclatanti. Una donna, Woock, ha scoperto di avere decine di fratellastri. Si è scoperto che il medico Donald Cline, in Indiana, aveva usato il proprio seme per fecondare le donne che andavano da lui per sottoporsi all'inseminazione assistita, senza mai dirlo a nessuno. Stando al test del dna anche Woock era una dei suoi figli. Cline ha avuto dalle sue pazienti almeno cinquanta figli, confermati dai test del dna di 23andMe e Ancestry.

I figli segreti di Cline che scoprono la verità in un certo senso sono fortunati, perché almeno hanno avuto chiarezza. A differenza di quelli che sono venuti prima, non hanno dovuto districarsi tra mezze verità, menzogne e confusione. Jacoba Ballard è stata una delle prime a mettere insieme i pezzi, e c’è voluto molto tempo. Quando Donald Cline aprì la sua clinica, nel 1979, le terapie per l’infertilità erano un settore ancora relativamente nuovo. Non esistevano grandi banche del seme né cataloghi di donatori da scegliere in base al colore degli occhi o agli hobby preferiti. La segretezza era dovuta in parte al problema di chi sarebbe stato secondo la legge il padre di un bambino concepito da donatore.

Quando Liz White entrò nello studio di Cline con il marito, nel 1981, si sentiva schiacciata da questo peso. Cline disse che avrebbe trovato un tirocinante che somigliasse al marito di White e con lo stesso gruppo sanguigno. Anche lui consigliò di non dire a nessuno della donazione di seme, neanche al loro futuro figlio. È impossibile dire con esattezza cosa passasse nella mente di Cline. Se il medico si masturba nello studio accanto e poi si siede tra le gambe della paziente iniettandole il suo sperma, l’edificio che separa la dimensione clinica e quella sessuale crolla completamente.

Verso i "Designer Babies": la frontiera tecnologica

Avere un figlio non è una scelta semplice. E se avesse gli occhi marroni? O fosse molto basso? Anche questo potrebbe essere un problema. O perlomeno, meglio averlo alto, con gli occhi azzurri e un quoziente intellettivo sopra la media. È esattamente questo che promette Nucleus Genomics, un’azienda statunitense che opera nel campo della fecondazione in vitro. Non solo un +20% di probabilità di rimanere incinta, ma anche una valutazione dettagliata di «2000 fattori che possono modellare il futuro e il benessere del tuo bambino».

Sono i “designer babies”, bambini le cui caratteristiche genetiche sono state scelte o modificate intenzionalmente. Tutto questo a partire da 9.999 dollari al mese per l’intero trattamento, oppure 8.999 dollari per la sola consulenza. Il mercato del perfezionamento è in espansione: Nucleus Genomics è solo una delle numerose startup che negli Stati Uniti stanno cavalcando la promessa dei «bambini su misura». Una selezione in cui solo chi può permetterselo avrà accesso a determinate “qualità genetiche”.

Supporto per le coppie omosessuali e nuove tecniche

Un centro di Los Angeles per la fecondazione assistita ha avviato un programma dedicato agli omosessuali che vogliono avere un figlio. Il Fertility Institute, all'avanguardia per le sue contestate ricerche sulla selezione del genere dell'embrione, ora si lancia in una nuova avventura. Fino ad oggi le coppie erano costrette a rivolgersi a più agenzie per tutti gli aspetti medici e legali, ma ora la Fertility Institute offre un pacchetto completo. «Sono moltissimi i centri che si occupano di queste cose, ma il nostro è l'unico programma per gay che fornisce sostegno psicologico, legale e medico», ha spiegato il responsabile della clinica.

Nel Centro per la medicina riproduttiva di Dallas, in Texas, una nuova tecnica di fecondazione in vitro ha permesso a due donne, partner in una coppia dello stesso sesso, di portare in grembo il loro futuro bimbo. Nella tecnica, chiamata 'Effortless IVF', le uova di Bliss sono state fecondate dal seme di un donatore. Poi, invece di essere inseriti in un incubatore, come accade normalmente, ovuli e spermatozoi sono stati trasferiti in un dispositivo, impianto nell'utero di Bliss per alcuni giorni e poi rimosso. A quel punto uno degli embrioni è stato impianto nell'utero di Ashley.

Indicazioni mediche e protocolli di inseminazione con donatore

I motivi principali per eseguire l'inseminazione artificiale con un donatore di sperma includono madri single per scelta, madri lesbiche, rischio di trasmissione di malattie genetiche o grave infertilità maschile. Il processo di IAD (Inseminazione Artificiale da Donatore) prevede la stimolazione ovarica controllata, seguita dall'inseminazione intrauterina. La scelta del donatore è anonima e basata su criteri rigorosi di salute fisica, psicologica e genetica.

Schema del processo di inseminazione artificiale intrauterina

I vantaggi della tecnica risiedono nella sua semplicità, nel basso costo rispetto ad altre procedure e nella vicinanza al concepimento naturale. Tuttavia, esistono rischi come la sindrome di iperstimolazione ovarica o le gravidanze multiple. Il tasso di successo è influenzato in modo critico dall'età della donna, con risultati migliori al di sotto dei 35 anni.

Innovazione tecnologica: la nascita di Star

Un risultato senza precedenti arriva dagli Stati Uniti: una coppia che da 19 anni cercava invano di avere un figlio è riuscita a ottenere una gravidanza grazie a un sistema di intelligenza artificiale e robotica capace di identificare e recuperare spermatozoi estremamente rari. Il metodo, chiamato Star (acronimo di Sperm tracking and recovery), è stato messo a punto da un team di ricerca del Columbia University Fertility Center di New York.

Per molti uomini con infertilità severa, il campione di sperma può apparire normale, ma al microscopio rivela solo un “mare di detriti cellulari”. Il sistema Star cambia radicalmente approccio. Grazie a una combinazione di tecnologie di imaging ad altissima risoluzione e algoritmi di deep learning, riesce a scandagliare milioni di immagini di un campione di sperma in pochi minuti. Durante l'esperimento, il sistema Star ha analizzato 2,5 milioni di immagini in circa due ore, identificando sette spermatozoi. Questo risultato, anche se basato su un singolo caso, mostra la fattibilità e il potenziale di Star per dare una chance biologica a coppie che fino a oggi non ne avevano alcuna.

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