Il Mercante in Fiera è un grande classico delle riunioni familiari e di serate con amici, un gioco che assicura divertimento e risate, soprattutto quando i partecipanti sono persone vivaci e spiritose. Questo celebre gioco di carte, infatti, è uno degli intrattenimenti più antichi con cui si trascorrono, per esempio, le festività natalizie insieme alla famiglia, così come il sette e mezzo. È un passatempo che affonda le sue radici nella storia dell’Italia dal 1700 fino ad oggi, giungendo ai giorni nostri con sempre nuove versioni aggiornate e più radicate al territorio. Lo scopo del gioco è quello di guadagnare più degli altri giocatori attraverso lo scambio delle carte, trasformando quindi il giocatore in un vero e proprio mercante. Per sedersi a un tavolo in cui si gioca al Mercante in Fiera c'è bisogno di aguzzare l'ingegno, adottare una buona strategia e, ovviamente, avere un pizzico di fortuna. In questo articolo, esploreremo la storia, le regole e come si gioca al Mercante in Fiera, senza dimenticare qualche strategia per un’esperienza di gioco completa e divertente, da condividere con famiglia e amici, approfondendo anche il folklore che lo circonda e la sua presenza nel mondo televisivo.

Le Radici Profonde del Gioco: Tra Lotteria e Letteratura
La storia del gioco del Mercante in Fiera è affascinante e si intreccia con quella della lotteria, risalendo probabilmente già al 1500. A Venezia, un povero di nome Geronimo Bambarara, di professione straccivendolo, ideò un semplice passatempo: vendendo dei biglietti per pochi soldi, permetteva agli acquirenti di partecipare all'estrazione finale di un premio. Si narra che questo mercante ebbe l’idea di vendere biglietti per venti soldi, dopo aver messo da parte, coperte, le carte vincenti separandole da tutte le altre, e gli acquirenti, prometteva, avrebbero avuto la possibilità di partecipare ad un’estrazione finale. Alla fine molti vinsero e anche il signor Bambarara ne guadagnò, perché il gioco ebbe enorme successo. A causa dei giocatori che si radunavano, il ponte di Rialzo dove si trovava il suo banco diventò zona trafficata e di difficile passaggio. I biglietti vincenti venivano messi in un'urna con scritto sopra il premio vinto, e questo è considerato l'antenato del gioco.
Per avere notizie del Mercante in Fiera, invece, dobbiamo aspettare la metà del 1700. È a questo secolo, infatti, che risalgono le prime citazioni scritte di questo gioco. Il mercante in fiera viene citato infatti per la prima volta da Gasparo Gozzi nel 1755 e successivamente dal celeberrimo Wolfgang Amadeus Mozart in una lettera del 1772 spedita da Milano alla sua famiglia. L'origine del gioco si attribuisce al nord Italia, precisamente in Lombardia, intorno al diciannovesimo secolo, e si ritiene che il gioco sia ispirato alle trattative dei commercianti, impiegati nella vendita e nel baratto, sfruttando l’astuzia di un buon mercante.
Una figura leggendaria legata al gioco è il commediografo e scrittore Carlo Goldoni. Si raccontava che Goldoni si divertisse a giocare al Mercante in Fiera a Venezia e ne fu talmente affascinato e catturato da inserirlo nella sua commedia “Una delle ultime sere di Carnovale”. Questo dimostra la popolarità e il radicamento culturale del gioco già in quell'epoca. Il gioco raggiunse una grandissima fama in pochissimo tempo, tanto che il governo dell’epoca decise di tassarlo, contribuendo alla sua diffusione con molto successo arrivando fino ai giorni nostri.
Alla seconda metà dell’ottocento, invece, risalgono le carte del mercante in fiera così come le conosciamo oggi, con illustrazioni di personaggi variegati. Per la sua diffusione bisogna attendere però il secolo successivo, quando cominciano a girare gli speciali mazzi di carte con le figure. Il Mercante in fiera è protagonista di un nuovo boom a partire dagli anni ’90 e ‘00, quando viene trasposto prima nella trasmissione "Il grande gioco del mercante in fiera" su Telemontecarlo e poi nel già menzionato "Il mercante in fiera" su Italia 1.
Componenti del Gioco e Ruoli dei Partecipanti
Il gioco del Mercante in Fiera si presenta molto semplicemente con una scatola di piccole dimensioni contenente due mazzi di 40 carte ciascuno. Questi mazzi sono identici nei disegni, ma con dorso di colore differente (solitamente blu e rosso) per distinguerli, come per esempio blu e rosso. Su ogni carta è rappresentata una figura diversa, non ci sono i semi come nelle carte francesi o napoletane. Sebbene sia possibile giocare anche con due comunissimi mazzi di carte, per il Mercante in Fiera sono oggi usati i mazzi e le figure più varie, bizzarre e divertenti. Alcune figure sono classiche e ricorrenti nelle diverse versioni del gioco, come la gondola, il bersagliere, il lattante, il moschettiere o la pagoda. Certi editori potrebbero prevedere raffigurazioni diverse o categorie nuove, ma le regole di questo storicissimo gioco rimangono sempre le stesse. La storica azienda italiana di carte da gioco, Dal Negro, ha tenuto fede alla tradizione proponendo due distinte versioni: l’iconica edizione con il retro delle carte decorato con i celebri palloncini colorati e la versione delle classiche Carte Masenghini, lasciate in eredità dalla vecchia azienda Masenghini. Non mancano mazzi tematici dedicati ai soggetti più diversi: dai giocattoli di latta alle locandine cinematografiche o in dialetto romano.

Il Mercante in Fiera non ha un numero di giocatori prefissato; più giocatori sono presenti, più esso risulterà appassionante e divertente. Non esiste un numero minimo di giocatori, ma quanto più il numero è maggiore tanto più si fa divertente il gioco. I ruoli principali nel gioco sono due:
Il Mercante (o Banditore): Un giocatore assume il ruolo del cosiddetto Mercante o Banditore. Questa figura ha il compito di gestire il gioco e condurre l’asta per vendere le carte agli altri partecipanti. Egli sarà colui che dirige il gioco con carisma e furbizia. Per questo motivo generalmente è la persona più spiritosa e carismatica che ricopre questo ruolo, proprio per animare il gioco e renderlo ancora più divertente per tutta la tavolata. La regola vuole che, prima di cedere la carta al miglior offerente, il banditore debba ripetere il bando per tre volte.
Gli altri partecipanti (Giocatori): Sono tutti gli altri partecipanti al gioco. Questi giocatori seguiranno le indicazioni del mercante e acquisteranno le carte messe all’asta, cercando di fare un buon affare. Il loro scopo è riuscire a sopraffare la furbizia del mercante ed aggiudicarsi il premio vincente più alto.

Le Regole del Gioco: Dall'Asta alla Scoperta dei Premi
Le regole del Mercante in Fiera prevedono un processo diviso in diverse fasi cruciali, che rendono il gioco dinamico e pieno di suspense.
Fase Iniziale e Distribuzione delle Carte
Si comincia la partita scegliendo una quota di partecipazione uguale per tutti i partecipanti. I giocatori stabiliscono una quota di partecipazione per creare un montepremi, che verrà poi suddiviso in più premi di valore decrescente. Questa operazione può essere fatta gratuitamente oppure richiedendo una quota di partecipazione a seconda di ciò che si è deciso anticipatamente.
Il Mercante prende uno dei due mazzi (ad esempio quello rosso o quello blu) e distribuisce un certo numero di carte a sé stesso e ad ogni giocatore. La quantità di carte distribuite dipende dal numero dei partecipanti. L’importante è che, in questa fase, buona parte del mazzo resti in mano al Mercante, il quale ne tiene da parte almeno ¾ del mazzo, le quali saranno successivamente vendute all'asta. Ad esempio, per otto giocatori verranno date tre carte e sedici resteranno da parte. Ogni giocatore, ricevute le carte, può tenerle coperte o scoperte davanti a sé. Alcune versioni prevedono che i giocatori dispongano le carte scoperte in linea davanti a loro.
MERCANTE IN FIERA - Regole e tutorial
L'Asta delle Carte
A questo punto può partire l’asta, uno dei momenti più avvincenti del gioco, soprattutto se il Banditore ha un fare carismatico e divertente. L'asta, infatti, è al buio. Questo significa che i giocatori non sanno quante carte sono state messe all’asta dal Banditore, che le tiene nascoste alla vista degli altri. Il mercante vende una o più carte alla volta a suo piacimento, cercando di strappare il prezzo più alto possibile. Il banditore potrà offrire le carte anche al buio, cioè nascondendo quali sono e la loro quantità. Ogni giocatore fa la propria offerta finché non si conclude l’asta per ogni lotto di carte. Ci saranno quindi giocatori che otterranno molte carte per pochi spiccioli e chi sarà meno fortunato perché ad un prezzo alto si ritroverà con una o due carte. Per rendere l’asta ancora più stimolante, il Mercante può inserire le carte all’interno della scatola stessa del gioco agitandola sotto il tavolo, producendo un rumore che può far capire la quantità di carte ai partecipanti. Non sempre però la stima che viene fatta sarà corretta e anche in questo caso ci si può trovare con pochissime carte. Altri sistemi per rendere l’asta più divertente possono essere indovinelli o giochi di bravura. Il Mercante dovrà cercare di alzare il più possibile la posta per realizzare premi appetibili. La cifra raccolta, infatti, andrà a costituire i premi finali. Il valore delle carte vincenti viene assegnato a proprio piacimento dal mercante a seconda del ricavato ottenuto dalle aste. Appena conclusa l'asta, la somma raccolta con la compravendita delle carte viene suddivisa per premi, che vengono posizionati fisicamente sopra alle carte vincitrici scelte in origine, disposte sul tavolo.
La Fase dei Premi e delle Trattative
Al termine, ovvero quando sono terminate le carte del mazzo scelto per l’asta (nel nostro caso, ad esempio, il rosso), ciascun giocatore si ritroverà con una serie di carte che potrà tenere scoperte davanti a sé. A questo punto, il mercante prende il secondo mazzo (es. quello blu). Da questo mazzo estrae a sorte un numero di carte pari al numero dei premi stabiliti all’inizio (solitamente da 3 a 6 a seconda dei partecipanti). Queste sono le carte vincenti, che vengono disposte coperte sul tavolo, ognuna associata a un premio. Prima di iniziare con l'asta, però, il Mercante posiziona sul tavolo alcune carte coperte del suo mazzo, che sono le carte vincenti, variabili in quantità - anche se solitamente sono tre - per i premi finali.
Il mercante inizia quindi a scoprire, una a una, le carte non vincenti dal secondo mazzo. La regola vuole che, per mantenere un po' di suspense nel gioco, il banditore scoprirà per ultime le carte coperte del mazzo rosso (quelle con i premi), e per prime scoprirà le carte perdenti in modo tale da far crescere l'attesa dei giocatori. Ogni volta che una carta viene scoperta, il giocatore che possiede la carta corrispondente del primo mazzo la elimina, restituendola. Man mano ogni giocatore vedrà diminuire sempre più la quantità di carte davanti a sé. La tensione sale man mano che le carte vengono scoperte.
In questa fase, il Mercante per animare il gioco può aprire le cosiddette trattative, una serie di piccole aste che consentiranno ai giocatori di comprare o scambiarsi le carte l’un l’altro. La regola vuole che durante tutte le fasi del gioco, anche durante l’estrazione, i giocatori possano effettuare baratti o compravendita delle loro carte. È una fase divertente perché ciascun giocatore, soprattutto se è esperto, ha delle carte alle quali è particolarmente affezionato o che, per un motivo o per un altro, pensa che potrebbero portargli fortuna, per questo tenterà di comprarle o di ottenerle con uno scambio. Nel contempo ci sarà qualche altro giocatore che desidera disfarsi di qualche carta indesiderata e quindi cercherà di venderla o scambiarla. A questo punto, quindi, il Mercante si fa da parte e sono i giocatori ad interagire di più instaurando questo scambio di carte e battute per convincere gli altri a cederle. Il prezzo aumenterà sempre di più con il proseguimento del gioco, proprio come se si fosse all’interno di un’asta.
Man mano che si avvicina la fine del gioco e che vengono scoperte le carte blu, qualche giocatore potrebbe restare fuori perché non è in possesso di nessuna carta vincitrice. Le ultime carte rimaste sul tavolo, in possesso dei giocatori rimasti, saranno quelle vincitrici dei premi e, come sempre, spetterà al Mercante scoprirle una alla volta, partendo dal premio più piccolo per aumentare la suspense. Colui che alla fine del gioco si aggiudica il premio più alto è il vincitore.
Strategie e Trucchi per il Mercante in Fiera
Per poter dominare al Mercante in Fiera è utile seguire qualche strategia, come quella di puntare alle persone meno avvezze agli scambi o meno propense a comprare perché con meno disponibilità economica. È bene cercare di restare con quante più carte possibile e soprattutto possederne una per ciascuna categoria (animali, persone). È più probabile, infatti, che le carte vincitrici appartengano a varie categorie piuttosto che ad una sola. Di base, più carte si hanno e più a lungo avremo la speranza di poter vincere, quindi partecipate attivamente alle aste, ovviamente senza tralasciare il monitoraggio delle potenziali vincite. Non avrebbe senso partecipare a delle aste che non porterebbero un vantaggio. Un’ottima strategia è quella di instaurare rapporti di collaborazione o società con altri giocatori, sempre allo scopo di aumentare la possibilità di possedere una o più carte vincenti. Per chi non sa cosa scegliere, i veri appassionati di giochi da tavolo spesso sono divisi tra chi ama Il Mercante in Fiera e chi invece preferisce la tombola.

Folklore e Superstizioni Legate alle Carte
Le carte del Mercante in Fiera portano con sé una serie di dicerie e superstizioni regionali o familiari, che hanno una lunga storia e anche le carte portano con sé una serie di antiche credenze particolari e folkloristiche, tanto da condizionare le azioni dei partecipanti nel corso della partita. Alcune compravendite sono spesso influenzate proprio da dicerie locali o superstizioni.
Ad esempio, il Lattante è una carta di solito sfortunata. Secondo la tradizione non scritta pare che ve n’è una molto sfortunata che, chi gioca, non vorrebbe mai avere nel proprio mazzo, si tratta del lattante. Nella figura, e più in particolare tra le ruote della carrozzina, veniva apposto il sigillo che comprovava il pagamento della tassa erariale, applicato sempre all’inizio del mazzo sigillato. Proprio per questo motivo, la cabala vuole che chi possiede questa carta è destinato a non vincere oppure, in caso di vittoria, a dimenticare in fretta quanto vinto. Il Moschettiere, invece, è l’esatto contrario, ed è considerata la carta fortunata per eccellenza.
Per rendere il gioco ancora più divertente, in molte parti d’Italia si è soliti raccontare una storia durante l’estrazione. I banditori più talentuosi riescono a raccontare una storia che tiene assieme tutte le carte estratte, mentre quelli alle prime armi, o i meno fantasiosi, non le collegano fra loro, ma ne inventano una specifica per ogni singola carta. Le compravendite sono influenzate da piccole superstizioni, come il Lattante, ad esempio, che è una carta sfortunata a differenza del Moschettiere. Durante l’estrazione, tradizionalmente, il banditore deve raccontare una storia che tenga insieme tutte le carte estratte, in un unico racconto.
Il Mercante in Fiera sul Piccolo Schermo
Il Mercante in Fiera, conosciuto in Italia anche come gioco televisivo, è tornato in televisione, non senza qualche polemica, con la versione del famoso gioco di carte adattata al piccolo schermo. Dal mazzo più classico a quelli più bizzarri, questo passatempo ha avuto un notevole successo televisivo con il presentatore Pino Insegno e la figura della Gatta Nera, interpretata nel 2006 da Ainett Stephens. Chi era abbastanza grande nel 2006 ricorderà molto probabilmente il game show "Il mercante in fiera", condotto da Pino Insegno e con la partecipazione di Ainett Stephens: il programma ebbe un buon successo e occupò il palinsesto serale di Italia 1 dal 30 gennaio al 24 novembre di quell’anno, per poi essere interrotto e tornare soltanto nel 2023, ma con un riscontro molto più tiepido.
Il programma ha contribuito a rendere il gioco una vera e propria tradizione natalizia in molte famiglie italiane. I presentatori, assieme alle figure colorate sulle carte, hanno attirato l’attenzione degli spettatori, contribuendo alla popolarità del gioco e alla sua riscoperta da parte di nuove generazioni. Il Mercante in Fiera è un divertimento per grandi e piccini, un gioco che si è adattato ai tempi e ai media, mantenendo intatto il suo spirito di allegria e competizione.
Varianti e Edizioni Speciali del Gioco
Sebbene alcune figure siano ricorrenti nelle diverse versioni del gioco, come la gondola, altre sono specifiche di singoli mazzi tematici dedicati ai soggetti più vari e bizzarri: dai bersagliere alla castellana. Questo ha permesso di dare poi vita anche a versioni particolari ed edizioni speciali del gioco, come quella dedicata alle locandine cinematografiche o in dialetto romano.
Oltre ai mazzi tradizionali, esistono anche edizioni "deluxe" che arricchiscono l'esperienza di gioco. Ad esempio, la versione Deluxe di Clementoni, in un elegante cofanetto, contiene delle fiches in plastica e anche un tabellone dove tenere traccia delle compravendite. Queste varianti aggiungono elementi di collezione e offrono un'esperienza più strutturata per gli appassionati.
Le figure delle carte di Mercante in Fiera possono cambiare in funzione dei mazzi che possono variare da regione a regione o dal tipo di target. Tuttavia, la maggior parte di queste figure rappresenta oggetti, animali o personaggi. Tra le figure più usate in Italia, si possono trovare: Struzzo, Fenicottero, Cigno, Pavone, Paradisea, Pappagallo, Fagiano, Farfalla, Cane, Gatto, Tigre, Zebra, Giraffa, Cervo, Stambecco, Rinoceronte, Foca, Balena, Canguro, Fiori, Rosa, Funghi, Carote, Uva, Mele, Ananasso, Castellana, Giapponesina, Meretrice, Ancella, Artista, Moschettiere, Guerriero, Bersagliere, Beduino, Lattante, Piramide, Pagoda, Castello, Gondola, Caravella. Questo dimostra la ricchezza iconografica e la versatilità del gioco, che continua a evolversi mantenendo salde le sue radici storiche.