Ninne Nanne e Giochi Pre-Nanna: Un Viaggio nel Rituale del Sonno Infantile

Il momento di accompagnare un bambino nel sonno rappresenta per molti genitori una fase della giornata carica di significato, ma talvolta anche di sfide. Spesso, mamme e papà si interrogano su quale sia l'approccio migliore: dedicarsi a giochi vivaci, optare per la lettura di una storia, o scegliere altre attività. È un dilemma comune, ma la risposta risiede spesso nella creazione di rituali rassicuranti che preparino il bambino al riposo, integrando elementi di gioco e affettività. Questi "giochi ninna nanna" non sono solo un espediente per far addormentare i più piccoli, ma costituiscono un ponte fondamentale tra la veglia e il sonno, arricchendo il legame genitore-figlio e favorendo uno sviluppo armonioso.

Creare una Routine Serale: Più di Semplici Abitudini

Per molti genitori, come ammesso da una mamma, il processo di far addormentare un bambino è stato spesso percepito come un problema. Tuttavia, impostare una routine serale che includa sequenze di azioni che si ripetono, si rivela un valido aiuto a tutte le età. Questa prevedibilità è cruciale: il bambino impara che cosa aspettarsi, e il rito della sera diventa un modo efficace per “dividere” la giornata nelle sue varie fasi, fornendo un senso di struttura e sicurezza. Anche dare un ritmo regolare alle giornate del bambino, scandito da orari costanti per i pasti e il riposo, è un'altra indicazione sempre valida che contribuisce al suo benessere generale.

A volte, l'idea di giocare prima di andare a dormire può sembrare controintuitiva, poiché si teme che possa eccitare il bambino. Tuttavia, esistono attività ludiche pensate per essere rilassanti e preparatorie al sonno, trasformandosi in veri e propri "giochi ninna nanna" che facilitano il passaggio alla quiete. Un esempio creativo è quello dei "colori con i gessetti": prendendo del sale e dei gessetti per scrivere sulla lavagna, si può mostrare al bambino come, girando lentamente un gessetto nel sale, quest'ultimo cambi colore. Questo gioco sensoriale, delicato e senza fretta, stimola la curiosità senza aumentare l'agitazione.

Un'altra attività utile e integrabile nella routine serale è "mettere a letto i giocattoli". Riordinare la cameretta o lo spazio gioco insieme al bambino non è solo un modo per mantenere l'ambiente ordinato, ma può diventare un momento di condivisione e responsabilità. È un rito utile per tutti, in cui il bambino impara a prendersi cura dei suoi oggetti e a preparare lo spazio per la notte. Successivamente, un classico intramontabile è la lettura di una storia sul letto. Molti genitori portano sempre con sé un libro per questo momento speciale. Quando un bambino aveva circa 3 anni, il rito poteva essere quello di leggere una favola, persino sempre la stessa, per intere settimane. La ripetizione, in questo contesto, offre comfort e anticipazione, elementi essenziali per la serenità del piccolo prima di addormentarsi. Questo dimostra come le attività pre-sonno possano essere semplici, ma incredibilmente efficaci nel creare un ambiente sereno e prevedibile.

Bambino e genitore leggono una storia sul letto

Il Potere Pacificante della Voce Materna e Paterna

Spesso, un bambino si "autococcola", canticchiando o evocando i momenti salienti della sua giornata. Questo canticchiare spontaneo è un modo per rimpiazzare la momentanea lontananza della mamma, la sua voce e la sua presenza. Questa sua capacità di improvvisare rappresenta un’esperienza unica e profondamente vissuta. Attraverso questo "gioco di voci" interiore o esterno, la presenza materna o genitoriale viene percepita come costante e gratificante, anche quando non è fisicamente vicina. Un legame d’amore così forte, nutrito anche dalla vocalità, è in grado di coprire tutti i bisogni del piccolo, capace di fugare le ansie e le paure che gli si presentano, offrendo un senso di protezione e sicurezza che perdura anche nel momento del distacco per il sonno.

La scienza conferma l'importanza della voce genitoriale. Uno studio condotto dal Beth Israel Medical Centre di New York, e pubblicato sulla rinomata rivista Pediatrics, ha asserito che la musicalità della voce dei genitori è un vero “toccasana”. Non solo favorisce un sonno migliore, ma, a lungo termine, potenzia le funzionalità vitali con grandi benefici sull’armonia della crescita complessiva del bambino. Questo studio ha evidenziato inoltre che le ninne nanne cantate dal vivo, a differenza delle canzoni registrate, sembrano migliorare in modo significativo la crescita e lo sviluppo, specialmente nei bambini prematuri, sottolineando l'insostituibile valore dell'interazione umana diretta.

La Dott.ssa Joanna Loewy, coordinatrice dello studio menzionato, ha affermato che “La tranquillità acquisita dal bambino, grazie all’ascolto della voce di mamma e papà, non solo lo aiuta ad addormentarsi, ma regolarizza anche il battito cardiaco e potenzia la funzionalità respiratoria”. Questi effetti fisiologici diretti mostrano come la voce genitoriale agisca come un potente regolatore del sistema nervoso autonomo del bambino. Ma i benefici non si limitano al piccolo; si riscontrano anche “effetti indiretti su mamma e papà i quali, confortati dalla progressiva crescita dei propri bimbi, dimenticano l’ansia e le problematiche che spesso sono correlate ad una nascita anticipata”. Questo sottolinea un circolo virtuoso di benessere che si crea all'interno della famiglia.

L'Abbraccio e la Stimolazione Tattile: Un Linguaggio d'Amore

L'interazione vocale non è l'unico canale di comunicazione fondamentale. Dal momento che il bambino riesce già a sentire la voce della mamma e quella del papà dopo solo 16 settimane dal concepimento, come afferma il Professor Claudio Fabris, neonatologo presso l’Università di Torino, le ninne nanne hanno effetti positivi già durante la gestazione e quando il bambino si trova in incubatrice. Prendere l’abitudine di interagire in maniera regolare con il proprio bebè canticchiandogli ninne nanne e parlandogli con musicalità, lo farà quindi sentire tranquillo e sereno, creando un legame prenatale che si rafforza dopo la nascita.

Ma la ninna nanna non è fatta solo di parole; richiede anche un abbraccio. “La stimolazione tattile-ritmica che accompagna i movimenti della ninna nanna - aggiunge ancora il neonatologo Fabris - ha nel bambino un effetto calmante e rassicurante”. Parlargli dolcemente, cantare melodie rassicuranti, tenerlo in braccio quando ne sente il bisogno e comunicare con lui non solo attraverso il contatto delle mani o il suono della voce, ma anche con il ritmo di tutto il corpo, significa “nutrirlo di affetto”. Questi gesti, per quanto semplici possano apparire, lasceranno un’impronta positiva e duratura sulla formazione neuro-comportamentale del bambino, contribuendo in modo significativo al suo sviluppo emotivo e cognitivo. Il contatto fisico, in combinazione con la voce, crea una sinfonia di rassicurazione che è indispensabile per il benessere del neonato e del bambino piccolo.

Madre abbraccia e culla il suo bambino

Promuovere un Sonno Sano: Consigli Pratici per i Genitori

È universalmente riconosciuto che i bambini hanno bisogno di più sonno rispetto agli adulti, e i genitori hanno il dovere di aiutarli ad adottare abitudini sane. Questo include rispettare orari che permettano loro lunghe ore di riposo e accompagnarli dolcemente nel mondo dei sogni, cullandoli con il suono armonico di una rassicurante ninna nanna che calmi ansie e paure finché non si addormentino. Un sonno di qualità è fondamentale per la crescita fisica e mentale.

I cicli naturali di sonno e veglia, noti anche come ritmi circadiani, sono regolati principalmente dalla luce e dal buio. I bambini iniziano a sviluppare un ciclo regolare tra i tre e i sei mesi di età, ma questo processo può essere supportato da pratiche genitoriali consapevoli. Esistono diverse cose importanti che i genitori possono fare per aiutare il proprio bambino ad avere un buon riposo e ad addormentarsi serenamente. I suggerimenti pubblicati sull’Healthy Children Magazine forniscono una guida pratica e preziosa.

Innanzitutto, è cruciale impostare un orario regolare per andare a nanna. La coerenza aiuta a stabilire il ritmo circadiano del bambino. Subito dopo, stabilire rituali rilassanti può fare una grande differenza: attività come fare al bimbo un bagno caldo, che abbassa la temperatura corporea e induce rilassamento, o leggergli una storia con voce calma e rassicurante, segnalano al corpo e alla mente che è ora di rallentare.

Quando il bambino è un po’ più grandicello, verso l’anno di età, i genitori possono incoraggiarlo a scegliere una bambola, una coperta, un peluche o un altro oggetto morbido che funga da "compagno" con cui andare a dormire. Questi oggetti transizionali offrono comfort e sicurezza durante la notte, aiutando il bambino a gestire l'assenza del genitore.

È fondamentale, inoltre, non permettere l’accesso a televisori o computer nella camera da letto del bambino. La luce blu emessa dagli schermi e i contenuti stimolanti possono interferire con la produzione di melatonina, l'ormone del sonno, e rendere più difficile l'addormentamento. Similmente, è importante evitare di dare ai bambini cibi o bevande che contengano caffeina, anche in piccole quantità, soprattutto nelle ore serali.

Infine, creare un ambiente di riposo ottimale è essenziale: cercate di abbassare i livelli di rumore nella casa, fate in modo che la stanza sia buia, magari con una piccola luce notturna se il bambino lo preferisce, e mantenete la temperatura leggermente fresca. Tutti questi accorgimenti concorrono a creare una "zona sonno" che invita al riposo profondo e rigenerante.

ROUTINE della NANNA: i consigli della psicologa

Le Ninne Nanne: Echi Ancestrali e Fondamenti Culturali

Il pianto di un bambino piccolo è una potente forma di comunicazione, e i bimbi sono disposti a tutto pur di evitare la separazione dalla madre e per ristabilire il contatto fisico: urlano, scalciano, si aggrappano e piangono. Questo pianto provoca l’empatia dell’adulto, innesca emozioni primarie e sollecita una risposta immediata. L'antropologo Dean Falk suggerisce che la comunicazione vocale attraverso la ninna nanna risalga probabilmente a molto prima che venisse in uso il marsupio, forse più di un milione e mezzo di anni fa. Le madri preistoriche, infatti, quando dovevano occuparsi delle faccende quotidiane, erano costrette a mettere a terra i loro neonati. Questi, naturalmente, avranno protestato piangendo e lamentandosi, non gradendo di essere separati, anche se solo momentaneamente, dalle loro mamme. È probabile che le madri «[…] abbiano iniziato a mantenere il contatto con i figli vocalmente. La voce rasserenante avrà ogni tanto sostituito il conforto dell’abbraccio, mentre la madre, altrimenti occupata, conciliava il sonno del bimbo, assicurandolo della sua presenza» (Dean Falk, Lingua madre). Questo suggerisce una radice profondissima per la pratica delle ninne nanne, legata al bisogno primario di sicurezza e vicinanza del bambino.

Le ninne nanne sono canzoni speciali, che si riconoscono e trasmettono un senso di pace anche se cantate in una lingua non familiare. Le loro caratteristiche intrinseche le rendono strumenti potenti per il sonno e lo sviluppo infantile. Attraverso il ritmo uniforme, la regolarità e la ripetizione delle parole, la semplicità della struttura musicale e l’andamento lento della melodia, le ninne nanne aiutano i bambini a crearsi dei modelli e a controllare le proprie emozioni, offrendo un quadro prevedibile e rassicurante. E se assieme al canto, una mamma addormenta i propri piccoli cullandoli, il movimento dondolante, stimolando il sistema vestibolare del bimbo, aumenta l’attenzione, contribuisce allo sviluppo dell’equilibrio e soddisfa il suo bisogno intrinseco di movimento.

È interessante osservare come le madri tendano ad attirare l’attenzione del loro bambino cantando più velocemente all’inizio del brano; poi, rallentano gradualmente l’esecuzione per mantenere alta quell’attenzione e accompagnare il bambino verso uno stato di quiete. In passato, nelle famiglie patriarcali, il canto della ninna nanna spettava alle donne della famiglia in senso più ampio, non solamente alla mamma. Questa tradizione rifletteva un modello di cura allargato e condiviso.

Tra i vari rituali dell’addormentamento, la ninna nanna dovrebbe dunque occupare un posto privilegiato per la sua efficacia e il suo profondo significato. Una mamma che si appresta a cantare per il suo bambino può disporre di un ricchissimo repertorio che appartiene alla tradizione infantile italiana e straniera, tramandato di generazione in generazione. In commercio si trovano anche diversi libri piacevolmente illustrati e corredati di CD, che possono essere un valido supporto. Tuttavia, non è necessario essere brave cantanti; la voce della mamma è, senza dubbio, più gradita ai bambini e da preferire, perché portatrice di emozioni vere e di un legame unico che nessuna registrazione può replicare.

Le ninne nanne, come tutta la cultura musicale popolare, si sono sempre prestate a essere cambiate, mescolate tra loro, modificate nel testo o nel profilo melodico. Ogni mamma può dunque inventare una ninna nanna personalizzata per il suo piccolino, infondendo le proprie emozioni e i propri pensieri in un canto unico. Oppure, può cambiare una ninna nanna che già conosce, adattandola con la propria fantasia al suo mondo e a quello del suo bambino. Un esempio personale narra di una volta in cui il pianto del figlio più piccolo durò per delle ore. Dopo aver cantato tutto il repertorio conosciuto, averlo cullato e coccolato a lungo, aver inventato rime e vocalizzazioni, la mamma, non sapendo più cosa fare, scelse una canzone che piaceva a lei e iniziò a cantarla, avendo cura di rallentarla molto, di intonarla in una zona un po’ più acuta e di frammentarla con dei silenzi che via via rendeva sempre più lunghi. Questo approccio creativo e intuitivo dimostra la flessibilità e l'adattabilità del rituale della ninna nanna. Il rito delle ninne nanne, in molte case, si protrae per anni, evolvendosi con la crescita del bambino.

Spartito musicale di una ninna nanna tradizionale

La Ninna Nanna come Strumento di Sviluppo e Connessione

Tra i diversi generi letterari e musicali, cosa c'è di più vicino al mondo dei piccoli della ninna nanna, o comunque di quelle nenie, filastrocche e tiritele inventate o rubate alla tradizione per accompagnare i piccoli al sonno? È un rituale che ci trasporta ad antiche sensazioni di dolcezza e tenerezza. Un rito che risulta appagante in sé, capace di sprigionare una carica tranquillizzante e un coinvolgimento emotivo potente. Ciò, molto probabilmente, spiega la sua capacità di resistere ai tempi e alla modernità, mantenendo intatto il suo fascino e la sua efficacia in un mondo in continua evoluzione.

Gli studiosi affermano che il rituale della ninna nanna si ripete, sostanzialmente immutato, dai tempi antichi e a tutte le latitudini, percorrendo trasversalmente le diverse culture. Questa universalità conferma che da sempre e ovunque il momento dell’abbandono al sonno comporta il bisogno profondo della vicinanza fisico-affettiva diretta, che favorisce la calma, la rassicurazione e, forse, la fiducia nel risveglio, consolidando nel bambino la certezza di essere accudito e protetto.

È particolarmente interessante notare come, nell’arco del tempo, gli elementi strutturali del rito si siano mantenuti sostanzialmente immutati: il ritmo, spesso semplice ed essenziale; una modulazione vocale cantilenante, fatta di parole che si ripetono, creando un'atmosfera ipnotica; e l’accompagnamento corporeo del dondolare, del cullare e della stimolazione tattile. Ritmicità, musicalità, vocalità e corporeità sono dunque i pilastri che caratterizzano strutturalmente le ninne nanne e che favoriscono un rapporto intenso tra bambino e adulto, promuovendo una comunicazione profonda e uno scambio reciproco di affettività che va oltre le parole.

Questa esperienza, ripetendosi puntualmente ad ogni sonno, pur essendo sempre ugualmente rassicurante, è anche sempre totalmente differente nella sua intima dinamica. Questo ripetersi alimenta nel bambino il senso di sicurezza personale e di fiducia in sé stesso e nell’altro, costruendo le basi per relazioni future sane e stabili. Durante questo rituale, adulto e bambino sembrano “guidarsi” a vicenda: la mamma comincia, la sua voce è sommessa, quasi sussurrata, modulata su strutture semplici nella loro progressione basilare, con l'intento di indurre alla calma. Tuttavia, è il bambino che, con i suoi segnali più o meno espliciti, dirige il successivo andamento della modulazione. Come, infatti, il piccolo si tranquillizza e si abbandona, la mamma lo “sente” e istintivamente abbassa la voce, rallentando il suo cantilenare. E quando il bambino si abbandona completamente al sonno, la modulazione cambia ancora: i toni si abbassano ulteriormente, le parole vengono appena sussurrate, diventando quasi impercettibili, e si annullano nell’ultimo dondolio, segnando il culmine della fusione comunicativa.

Tutto questo porta a considerare che il rituale pre-sonno non può essere inteso come semplice vicinanza fisica, ma va piuttosto interpretato come un momento di autentica “fusione comunicativa”. È un legame dialogante, che porta benefici non solo al bambino ma anche all’adulto, rafforzando la loro connessione. Qualcuno ha efficacemente scritto che il rituale della ninna nanna è una dimostrazione d’affetto, ma è nel contempo “nutrimento d’affetto”. Tale nutrimento orienterà la capacità del bambino di aprirsi e di porsi in relazione attiva verso gli altri, negli anni a venire, gettando le basi per le sue competenze sociali ed emotive.

Da questa relazione e interazione, è ovvio, il bambino trae un effetto immediato: la tranquillità necessaria per riuscire ad addormentarsi. Gli studiosi, tuttavia, dicono che il vantaggio non si limita a questo. Il musicologo Leydi, ad esempio, sostiene che “La funzione della ninna nanna non è solo l’addormentare i bambini, ma anche quella di avviare il processo di inculturazione del nuovo nato (e inculturazione non soltanto musicale) […]”. Attraverso le ninne nanne, infatti, i bambini iniziano a conoscere le strutture linguistiche e musicali, l’uso delle parole e dei modi di dire, i personaggi, le abitudini e le tradizioni del proprio ambiente familiare e culturale, immergendosi - forniti di una guida amorevole - nell’universo simbolico di significati che li circonderà da adulti.

La ninna nanna è, in effetti, un vero e proprio gioco-parola, un gioco-ritmo. È una struttura onomatopeica, una parola ripetuta, un esercizio di ascolto e di imitazione, un percorso di fantasia e una forma elementare di conoscenza. Il tutto è proposto a livelli elementari, mediante strutture così semplici da risultare facilmente accessibili al bambino, anche piccolissimo. È così che le ninne nanne, le filastrocche, le nenie e le tiritele diventano strumenti preziosi che concorrono allo sviluppo dell’apprendimento linguistico, all’affinamento dell’orecchio musicale, alla costruzione del senso ritmico, all’esercizio della capacità d’ascolto e alle primissime esperienze simboliche all'interno di un determinato contesto culturale. Un apprendimento che, tuttavia, non può prescindere dalla dimensione relazionale in cui avviene, proprio a partire dal contatto rassicurante con la figura protettrice di turno per propiziare il sonno.

Non va peraltro dimenticato che studi recenti confermano la capacità del bambino di cogliere già alla nascita le modificazioni vocali in termini di tono, altezza e timbro, e di reagire a queste variazioni esprimendo senso di benessere, eccitazione, attenzione o rilassamento. La voce coinvolge quindi la mente, l’emozione e il corpo del neonato in un modo profondo e primordiale. Anche l’adulto trae un certo beneficio dall’interazione con il bambino: la creazione di un rapporto esclusivo, intensamente connotato sul piano emozionale, favorisce infatti l’espressione dei suoi sentimenti personali, determinando così un potente rinforzo al ruolo di accudimento e una gratificazione intrinseca nel prendersi cura.

Evoluzione della Cura: Il Ruolo della Tecnologia e le Nuove Dinamiche Familiari

Se fino a pochi decenni fa l’accompagnamento al sonno era quasi esclusivamente di pertinenza femminile e coinvolgeva essenzialmente la mamma, la nonna o la zia, negli ultimi anni la cura dei figli, soprattutto dopo il primo anno di vita, vede protagonisti attivi anche i papà e i nonni. Questo è un cambiamento positivo che arricchisce l'esperienza del bambino, offrendogli diverse figure di attaccamento e modelli maschili e femminili di cura.

Tuttavia, con la diffusione massiccia della tecnologia, qualcosa è sostanzialmente cambiato sul piano della relazione. È risaputo che gli strumenti tecnologici si sono prepotentemente infiltrati, ahimè, negli spazi di relazione diretta adulto-figlio, diventando in non pochi casi vere e proprie presenze sostitutive dell’adulto stesso. Spesso succede che, anche là dove la presenza del genitore continua ad esserci, è una presenza muta, frettolosa, e “la magia” della condivisione e del legame interpersonale è debole, spesso marginale, ridotta ai primissimi anni di vita, quando la dipendenza dall’adulto è totale. La presenza di schermi, come televisione, smartphone o tablet, tende a distrarre sia il genitore che il bambino, minando la qualità dell'interazione. Tornare a casa dal lavoro, preparare la cena, sistemare la casa sono tante le attività delle quali occuparsi ogni giorno. Ma quando arriva la sera, tutto dovrebbe placarsi: è l’ora della nanna, il momento in cui mettere a posto i giochi, abbassare le luci, spegnere televisione, smartphone, tablet per dedicarsi interamente al bambino.

Di fatto, il significato "di cura" dei bambini di oggi, appare talvolta enfatizzato sul piano delle attenzioni alla salute fisica ed “esteriore”, ma molto ridimensionato (spesso minimizzando) sul piano della relazione interpersonale e della dinamica comunicativa. La fretta, la stanchezza e i ritmi frenetici degli adulti sono i parametri su cui si regolano le relazioni adulto/bambino, che purtroppo vengono spesso sostituite da Tv, CD, DVD. È in questo contesto che prodotti come il "Chicco Ninna Nanna", un gioco musicale per bambini a forma di luna, che si rinnova nel design con forme morbide e arrotondate, si inseriscono nel mercato. Questi strumenti possono offrire un aiuto, ma non dovrebbero mai sostituire la ricchezza e l'insostituibile valore della voce umana, dell'abbraccio e dell'interazione diretta, che sono i veri pilastri del benessere e dello sviluppo infantile. Nella ninna nanna, la musica e il linguaggio stabiliscono un'unione e una fusione unica e irripetibile. Le ninne nanne permettono al bambino di apprendere le basi della musica, stabilendo un collegamento con le note e la realtà che lo circonda, attraverso le melodie e le parole delle canzoncine, arricchendo il suo mondo interiore. Esiste un vero e proprio patrimonio di filastrocche tradizionali che si tramandano da generazioni, e oltre a questo ricco repertorio, oggi possiamo attingere a un bacino più ampio di canzoncine moderne. L'importante è che questi mezzi siano un complemento, e non un sostituto, del calore e della presenza umana.

"L'importanza del legame di attaccamento con la madre ai fini dello sviluppo cognitivo e comportamentale è ormai una conoscenza consolidata - spiega la professoressa Vergani. Numerose ricerche, a cominciare da quelle svolte da John Bowlby, medico e psicanalista britannico (1969), hanno posto l'accento sulla intima relazione emotiva di reciprocità come chiave determinante dello sviluppo. Bowlby ebbe modo di osservare che l'amore materno verso il bambino è importante per il suo benessere mentale, così come le vitamine e le proteine sono importanti per il suo benessere fisico."

"L'attaccamento materno-infantile origina già durante la gravidanza, in particolare dal momento in cui la madre, con la percezione dei movimenti fetali, instaura una relazione interattiva e affettiva con il bambino che cresce dentro di lei. I gesti di interazione fra la madre e il bambino che vanno dall'abbraccio allo scambio di sguardi, alla nutrizione, alla consolazione, all'interazione vocale, alimentano il legame affettivo. Durante la vita prenatale, i sistemi sensoriali del feto sono sollecitati da numerosi stimoli, anche sonori, provenienti dall'ambiente che lo circonda, dentro e fuori dall'utero. La ninna nanna è il componimento musicale principe di questa relazione sonora. "La voce materna rappresenta il principale collegamento tra la vita prenatale e quella successiva, al punto che da alcuni anni nelle terapie intensive neonatali è diventata parte integrante delle cure dei prematuri. Cantando si gettano anche le basi per la propria identità. "Dopo il parto, la maggior parte delle madri sceglie come momento della giornata dedicato al canto la sera, probabilmente per la maggior tranquillità e intimità che rappresentano le ore serali della giornata. Cantare può non essere facile per tutti, ma lo facciamo senza vergogna se siamo soli con il nostro bambino. Possiamo dire che i contenuti possono essere diversi ma la ninna nanna è simile per tutte le età. "Ogni cultura, ogni popolo ha un repertorio tradizionale tramandato e ben conosciuto dalle mamme.

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