La nascita di una nuova vita è un evento di straordinaria complessità e delicatezza, che richiede un supporto medico-scientifico all'avanguardia per garantire la massima tutela sia alla madre che al nascituro. In questo contesto, la medicina fetale si erge come una disciplina fondamentale, dedita alla diagnosi, al monitoraggio e, quando possibile, al trattamento delle patologie che possono insorgere durante la gravidanza. La Regione Puglia, con una visione strategica lungimirante e un impegno concreto verso la qualificazione dell'assistenza materno/infantile, ha fatto passi da gigante in questo campo, culminati nel riconoscimento del Servizio di Medicina Fetale della ASL Bari quale Centro di Riferimento Regionale. Questa designazione non è solo un attestato di eccellenza, ma rappresenta la pietra angolare di un sistema integrato volto a offrire prestazioni sanitarie di altissimo livello a tutte le gestanti pugliesi e, potenzialmente, anche oltre i confini regionali. L'approccio adottato è sistemico, rassicurando pazienti, cittadini, operatori e amministratori, perché, come evidenziato dal presidente della Regione Puglia, "i gesti non siano l’uno sconnesso dall’altro ma che facciano parte di una strategia sistemica", garantendo così serenità e soddisfazione nel sapere come il denaro pubblico sia stato speso per una medicina di eccellenza.
Il Centro di Medicina Fetale e Diagnosi Prenatale ASL Bari: Un Polo di Eccellenza
Il fulcro di questa rete di eccellenza è il reparto di Medicina Fetale e Diagnosi Prenatale dell'Ospedale Di Venere di Carbonara di Bari, situato in Via Ospedale Di Venere. Questa unità, sotto la responsabilità del Dott. Paolo VOLPE, si configura come un centro nevralgico per la prevenzione e la diagnosi dei difetti congeniti. La sua missione primaria è offrire un percorso diagnostico completo e accurato, supportato da tecnologie avanzate e da un'expertise medica di riconosciuto valore. La facilità di accesso ai servizi è garantita anche dalla possibilità di contattare direttamente il reparto chiamando il numero telefonico 080/5015103, un canale diretto per le future mamme e le loro famiglie.

L'attività ambulatoriale svolta dal centro è estremamente vasta e specializzata, abbracciando un'ampia gamma di indagini diagnostiche fondamentali per la salute materno-fetale. Tra le prestazioni offerte figurano l'ecografia ostetrica di secondo livello, un'indagine approfondita che consente di rilevare eventuali anomalie strutturali del feto con grande precisione. A completare il quadro diagnostico vi sono l'ecocardiografia fetale, essenziale per lo studio dettagliato del cuore del nascituro, e la neurosonografia fetale, che permette di analizzare lo sviluppo del sistema nervoso centrale. La flussometria ostetrica monitora il flusso sanguigno nei vasi materni e fetali, fornendo informazioni cruciali sulla perfusione placentare e sul benessere del feto. Un'altra prestazione cardine è l'ecografia del primo trimestre, che include la translucenza nucale per lo screening delle cromosopatie, un esame precoce e non invasivo di grande importanza. Infine, per i casi che richiedono indagini più approfondite, il centro esegue procedure diagnostiche invasive come l'amniocentesi e la villocentesi, con la certezza di affidarsi a professionisti di comprovata esperienza, come il Dott. Gianluca Campobasso, che ha eseguito amniocentesi "in maniera eccelsa".
Un Team Multidisciplinare al Servizio della Vita
Il successo di un centro di medicina fetale non risiede solo nelle sue infrastrutture o nelle tecnologie a disposizione, ma soprattutto nell'eccellenza del suo capitale umano. L'equipe medica del Servizio di Medicina Fetale e Diagnosi Prenatale della ASL Bari è composta da dirigenti medici del progetto regionale altamente qualificati e dedicati. Fanno parte di questa squadra d'élite figure come il Dott. Gianluca Campobasso, la Dott.ssa Valentina De Robertis, la Dott.ssa Brunella Muto, il Dott. Giorgio Rembouskos e la Dott.ssa Annalisa Tempesta. Questi specialisti lavorano in sinergia per garantire una presa in carico completa e personalizzata di ogni caso, affrontando patologie complesse come il piede torto bilaterale o la gestione della translucenza nucale con la massima professionalità. La collaborazione e lo scambio di competenze all'interno del team sono elementi cruciali che consentono di offrire diagnosi accurate e percorsi terapeutici ottimali, ponendo sempre al centro la salute della gestante e del feto.

Servizi Diagnostici Avanzati per la Salute Materno-Fetale
Le attività diagnostiche del Centro di Medicina Fetale della ASL Bari rappresentano un punto di riferimento non solo a livello regionale, ma anche per l'intero Sud Italia. Vengono eseguite metodiche diagnostiche ultraspecialistiche per le patologie materno-fetali, che includono, oltre a quelle già menzionate, la Doppler-sonografia materno-fetale e, quando necessario, la terapia fetale. L'imponente volume di lavoro testimonia l'importanza e l'affidabilità del servizio: il numero di esami eseguiti nell'ambito dell'attività del centro è attualmente di circa 10.000 per anno. Questo volume non si traduce solo in quantità, ma soprattutto in esperienza accumulata e affinamento delle competenze diagnostiche.
Il centro si distingue per la sua capacità di diagnosticare e monitorare, attraverso un processo di "presa in carico", circa 400 casi di malformazioni congenite fetali per anno. Questa frequenza di casi diagnosticati e gestiti lo colloca tra i primi tre a livello nazionale e, in particolare, al primo posto in Italia Meridionale. Non solo malformazioni, ma anche altre patologie materno-fetali vengono diagnosticate e monitorate, circa 300 casi per anno, spesso legate a problematiche di origine materna, come l'ipertensione o la preeclampsia, evidenziando una capacità di gestione a 360 gradi delle complessità della gravidanza. Questi numeri non sono solo statistiche, ma rappresentano centinaia di famiglie che trovano risposte e supporto in un momento delicato della loro vita, riducendo la necessità di rivolgersi a strutture fuori regione.

Puglia all'Avanguardia: Il Riconoscimento come Centro di Riferimento Regionale
La visione strategica della Regione Puglia in materia di Medicina Fetale e diagnosi prenatale è stata concretizzata da importanti azioni intraprese dal Governo regionale. In una conferenza stampa di rilievo, è stata presentata la delibera per il riconoscimento del Servizio di "Medicina Fetale" della ASL Bari quale Centro di Riferimento Regionale per la "diagnosi e gestione della patologia materno - fetale". Questa delibera, la numero 2161, non si limita a un semplice riconoscimento, ma sancisce un impegno a qualificare l'assistenza materno/infantile nell'intera regione. La strategia complessiva della Regione Puglia su questa materia è, come ha sottolineato il presidente, "contemporaneamente emozionante ma anche particolarmente difficile". Questo perché, in un contesto di denatalità (con meno di mezzo milione di nuovi nati nel 2016, il numero più basso della storia del nostro paese, definita una "notizia drammatica"), le gravidanze che vengono iniziate diventano "preziose per la comunità ma anche sempre più difficili perché l’età del concepimento diventa sempre più avanzata". Serve dunque una medicina di eccellenza che tuteli la salute del feto e tuteli la salute delle gestanti.

La Puglia si è dotata di un sistema di medicina fetale che è "uno dei pochissimi in Italia ad un livello di straordinaria eccellenza", consentendo diagnosi prenatali e delle malattie fetali in modo da dare massima sicurezza a tutti i nascituri e alle loro mamme. Questo impegno si inserisce in un più ampio piano di riordino che ha visto una diminuzione del numero dei punti nascita in Puglia. Questa scelta, apparentemente drastica, è motivata da una logica stringente: "Non è possibile più rischiare la vita delle puerpere sempre più avanti negli anni, in reparti che non siano attrezzati, con una casistica sicura, all’altezza delle emergenze, con una rianimazione e terapia intensiva". Di conseguenza, anche i reparti di pediatria verranno diminuiti di numero e concentrati nei punti di eccellenza per una maggiore tutela. Questo approccio garantisce che ogni parto e ogni cura pediatrica avvengano in strutture adeguatamente equipaggiate per affrontare qualsiasi emergenza.
Il direttore del Dipartimento Politiche della Salute della Regione Puglia, Giancarlo Ruscitti, ha voluto "raccontare alle donne pugliesi che esistono in Puglia metodologie e gruppi di lavoro che salvaguardano la loro salute e quella dei loro nascituri". Ha evidenziato che "ciò che è stato fatto infatti tra ASL Bari e Policlinico è importante perché nella nostra regione si riesce finalmente a salvaguardare la salute di entrambi", fornendo al sistema sanitario regionale un supporto importante che spesso si immagina venga erogato solo in altre regioni, mentre "in realtà ciò che stiamo facendo in Puglia viene fatto in modo tale da essere di rilievo a livello nazionale".
La Lotta alla Preeclampsia: Un Progetto Rivoluzionario per le Gestanti Pugliesi
Un'altra azione fondamentale prevista dalla delibera regionale 2161 è l'implementazione del test sulla preeclampsia (ipertensione e proteinuria in gravidanza), estendendolo, senza oneri maggiori per il servizio sanitario, a tutto il territorio regionale. Questo esame è un grande passo in avanti a favore delle gestanti pugliesi, in quanto permette di individuare, già nel primo trimestre di gravidanza, le donne a rischio di sviluppare preeclampsia in epoche successive della gravidanza.

La preeclampsia è una grave patologia della gravidanza che colpisce circa il 3% delle gestanti e rappresenta una delle principali cause di mortalità e morbilità materno-fetale in tutto il mondo occidentale e non solo in Italia. È caratterizzata dalla comparsa nella seconda metà della gravidanza di due aspetti patologici: ipertensione arteriosa e presenza di proteine nelle urine materne. In alcuni casi, possono comparire altri sintomi, come edemi agli arti inferiori o al viso, mal di testa persistente, intenso dolore addominale, disturbi della vista e convulsioni. Se non viene diagnosticata in tempo, le conseguenze di questa condizione possono essere molto gravi, sia per la madre che per il bambino. La madre può subire danni generalizzati agli organi, disturbi della coagulazione del sangue, fino all'emorragia cerebrale, purtroppo rendendo la preeclampsia una delle cause principali di mortalità materna in gravidanza e durante il parto. Per il bambino, invece, i rischi principali sono rappresentati dal ritardo o arresto della crescita in utero, e dal rischio di una nascita prematura: quando insorge e si sviluppa la preeclampsia, infatti, l'unica soluzione possibile per risolverla è indurre il parto, anche prima del regolare termine della gravidanza.
L’identificazione precoce nel primo trimestre di gravidanza delle gestanti ad alto rischio di sviluppare la preeclampsia ha quindi numerosi vantaggi: permette di prevenire l’insorgenza della patologia in circa il 50% dei casi, mediante la somministrazione di farmaci già nelle fasi iniziali della gravidanza. Inoltre, consente di mettere in atto nelle restanti gravide a rischio una sorveglianza prenatale intensiva. Lo screening per la preeclampsia viene eseguito nello stesso contesto dello screening del primo trimestre per la Sindrome di Down e prevede semplicemente un'ecografia materno-fetale, un prelievo di sangue materno e la misurazione della pressione arteriosa media. Questa valutazione permette di individuare in maniera non invasiva circa il 90% delle gestanti ad alto rischio, che vengono poi inserite, in sinergia con i ginecologi curanti, in un programma di sorveglianza prenatale dedicato, fino all’eventuale ricovero della gestante, quando necessario, nelle UUOOCC di Ostetricia e Ginecologia individuate. Tutto questo è finalizzato a ridurre la mortalità e la morbilità materna e fetale, che, come riportato dai mass media, nell’ultimo anno in Italia ha raggiunto delle punte mai registrate negli anni precedenti.
Questa esperienza si sta realizzando solo in alcuni paesi, come l’Inghilterra o il Canada. L’esperienza pugliese rappresenta, insieme a quella della Mangiagalli di Milano e a quella che si sta attuando anche in Toscana, una delle prime eseguite in un Ospedale Pubblico in Italia. In realtà, l'esame si esegue già da circa un anno presso l'Unità Operativa di Medicina Fetale della ASL Bari, con risultati eccellenti. Entro l'estate sarà possibile effettuare il test anche presso i principali sei ospedali regionali (uno per provincia), e successivamente sarà esteso agli altri ospedali. In collaborazione con la Commissione dei Punti Nascita, grazie alla rete di operatori esistente in Regione Puglia e coordinata dalla UOC di Medicina Fetale, è possibile articolare questo tipo di attività con altre UUOOCC di Ostetricia e Ginecologia dei diversi ospedali pugliesi (con oltre 1000 parti) ed estendere ulteriormente questa esperienza a tutto il territorio regionale. Questo avverrà previa adeguata formazione degli operatori all’esecuzione dell’esame, con centralizzazione dei casi presso la stessa UOC di Medicina Fetale della ASL BA. La gestione dei casi patologici avverrà poi in stretta collaborazione con le UUOOCC di Ostetricia e Ginecologia degli ospedali individuati. In questa maniera, si potrà offrire a tutte le gestanti pugliesi (circa 31.000) un esame estremamente importante che permetterà di ridurre o di gestire in maniera ottimale l’evenienza di una patologia che ha conseguenze drammatiche sia per la gestante che per il feto. Il Dott. Paolo Volpe ha sottolineato che, "in un clima di denatalità, noi riusciamo a dare un apporto ulteriore gratuito per quello che riguarda la gestione di alcune patologie", un vero e proprio privilegio per le gestanti pugliesi.
LA PRE-ECLAMPSIA
Pacchetti di Prestazioni Sanitarie: Un Approccio Olistico alla Gravidanza
Per rafforzare ulteriormente la rete assistenziale, la delibera regionale prevede anche l’implementazione di cinque pacchetti di prestazioni sanitarie. Questi pacchetti sono stati raggruppati con l'obiettivo di garantire una reale presa in carico della donna durante il periodo di gravidanza e di offrirne la massima tutela, assicurando massima trasparenza e conoscenza di ciò che occorre fare in determinate situazioni a rischio. Tali pacchetti sono specificamente studiati per coprire diverse casistiche ad alto rischio:
- Lo screening del primo trimestre per le malattie cromosomiche (come la Sindrome di Down) e la preeclampsia.
- Le gravidanze ad alto rischio per aneuploidie.
- Le gravidanze ad alto rischio di patologia congenita fetale.
- Le gravidanze gemellari monocoriali, che presentano complessità uniche.
- Il pacchetto per le gravidanze ad alto rischio di preeclampsia e restrizione della crescita fetale.
Questi pacchetti permettono di standardizzare e ottimizzare i percorsi diagnostici e terapeutici, assicurando che ogni gestante riceva l'assistenza più appropriata in base al suo profilo di rischio, in raccordo con le altre Unità Operative di Ostetricia e Ginecologia della regione.
Impatto e Obiettivi Strategici del Centro di Medicina Fetale ASL Bari
L'Unità Operativa di Medicina Fetale e Diagnosi Prenatale della ASL Bari, recentemente istituita, ha come scopo principale, nell’ambito della tutela della salute materno-infantile, la diagnosi, la gestione e la terapia della patologia materno-fetale. Questa unità è l'unica nel suo genere a svolgere questa attività nell'intera Italia Meridionale, confermando la sua centralità e il suo valore strategico.
Gli obiettivi primari dell'Unità Operativa di Medicina Fetale sono ambiziosi e mirano a ridurre una serie di criticità che affliggono il sistema sanitario e le famiglie:
- Riduzione della mobilità extra-regionale: Diminuire il numero di pazienti che sono costretti a spostarsi verso strutture di altre regioni per accedere a centri coordinati per la diagnosi e, soprattutto, per la gestione delle patologie feto-neonatali. Questo non solo allevia il peso economico e logistico sulle famiglie, ma rafforza anche la fiducia nel sistema sanitario locale.
- Contenimento delle interruzioni di gravidanza: Ridurre le interruzioni di gravidanza nel "dubbio diagnostico" senza un'appropriata definizione del quadro. Questo aspetto è di cruciale importanza, poiché le incertezze diagnostiche possono avere conseguenze catastrofiche sia nel vissuto della coppia e della famiglia sia nella mancata definizione del rischio riproduttivo per future gravidanze.
- Miglioramento dell'inquadramento diagnostico: Eliminare l'inadeguato inquadramento diagnostico che può portare a una mancanza di un adeguato percorso nascita e conseguenti danni per una gestione inappropriata o tardiva del neonato. Un'accurata diagnosi precoce è la chiave per pianificare il miglior iter assistenziale.
- Prevenzione delle mancate diagnosi: Evitare la nascita imprevista di neonati con patologie gravi, con tutte le conseguenze per l'ambito familiare e un elevato costo socio-sanitario. La sorpresa di una patologia grave alla nascita può generare un trauma profondo e richiede risorse significative per la gestione.
- Contrasto alla deviazione verso strutture private inadeguate: Frenare la tendenza a deviare la domanda verso strutture private che spesso si limitano all'esecuzione di singole prestazioni (ad esempio, ecografie, amniocentesi) senza avere adeguati collegamenti per un inquadramento più completo e una gestione adeguata dei casi complessi. Il centro pubblico garantisce un approccio integrato e continuativo.
Questi obiettivi sono supportati da numeri concreti che evidenziano l'efficacia del lavoro svolto: il centro diagnostica e monitora circa 400 casi di malformazioni congenite fetali all'anno, posizionandosi tra i primi 3 a livello nazionale e al primo posto in Italia Meridionale per frequenza di casi gestiti. A questi si aggiungono circa 300 casi di altre patologie materno-fetali all'anno, come la restrizione della crescita del feto, spesso correlate a problematiche materne come ipertensione e preeclampsia.
Il Counselling Multidisciplinare: Supporto Completo per i Casi Complesso
Per un corretto management, ovvero una gestione ottimale delle malformazioni fetali, negli ultimi anni è stata organizzata e realizzata un'attività di Counselling Multidisciplinare interaziendale. Questa iniziativa vede la stretta collaborazione tra la ASL Bari e il Policlinico di Bari, coinvolgendo una pluralità di specialisti provenienti da diversi settori medici. Partecipano a queste sessioni figure professionali essenziali quali il Genetista, il Chirurgo Pediatra, il Cardiochirurgo Pediatra, il Cardiologo Pediatra e il Neonatologo.
Il counselling ha una frequenza di una o due volte al mese ed è specificamente rivolto alle gestanti il cui feto è affetto da una grave malformazione. Durante queste sedute, le future mamme vengono puntualmente e correttamente informate, dai diversi specialisti, sulle condizioni fetali e sulle prospettive di terapia. Questo approccio integrato e dettagliato è fondamentale per affrontare casi drammatici: ciò che prima faceva paura, ora ha un nome e un percorso ben definito che la donna affronta, seppure con dolore, in maniera diversa. Questa trasparenza e questo supporto specialistico non solo offrono chiarezza e riducono l'ansia, ma hanno anche portato a una significativa diminuzione della "migrazione passiva" di questi casi drammatici verso altre regioni, un chiaro segno della fiducia e dell'efficacia del servizio offerto.

Prospettive Future: Innovazione e Ampliamento dei Servizi
Il Centro di Riferimento Regionale di Medicina Fetale della ASL Bari, con il Dott. Vito Montanaro, direttore generale della ASL Bari, che esprime "una grande soddisfazione per essere diventati centro di riferimento regionale di medicina fetale", guarda con ambizione al futuro. "È stato molto semplice per noi capire quanto fosse importante implementare quel progetto", ha continuato Montanaro, sottolineando che "abbiamo esteso il servizio a tutta la ASL di Bari, con attrezzature e personale di livello, e ora con ulteriori responsabilità, dobbiamo cercare di implementare quanto più possibile questa attività perché sappiamo di essere molto probabilmente centro di riferimento anche di altre regioni".
Tra i progetti più significativi in cantiere vi è l'avvio e la strutturazione della chirurgia fetale. Questo sviluppo rivoluzionario permetterà di intervenire su alcune patologie già durante la gravidanza, offrendo nuove speranze e possibilità di cura per i feti. Con l'aiuto dei finanziamenti FESR (Fondo Europeo di Sviluppo Regionale), sarà possibile migliorare ulteriormente il servizio e attivare una sala operatoria dedicata, dotata delle più moderne attrezzature per affrontare interventi di alta complessità.
Il Centro di riferimento regionale Medicina Fetale, inoltre, dovrà anche raccordarsi con le altre Unità Operative di Ostetricia e Ginecologia della regione per l'implementazione dei pacchetti di prestazioni sanitarie, approvati con lo stesso provvedimento. Questo coordinamento è essenziale nell'ottica di garantire una reale presa in carico della donna nel periodo di gravidanza e di offrirne la massima tutela, assicurando a tutte le gestanti massima trasparenza e conoscenza di ciò che occorre fare in determinate situazioni a rischio. L'impegno della Regione Puglia e del Centro di Medicina Fetale della ASL Bari si configura, quindi, come un modello di assistenza sanitaria integrata e all'avanguardia, proiettato verso un costante miglioramento e l'introduzione di soluzioni innovative per la salute materno-fetale.
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