La medicina della riproduzione rappresenta un campo scientifico e clinico dedicato ad affrontare le sfide dell'infertilità, offrendo soluzioni avanzate a individui e coppie che desiderano concepire. Tra le diverse tecniche di procreazione medicalmente assistita (PMA), la Fecondazione In Vitro (FIV) o FIVET è una delle più antiche, efficaci e ampiamente utilizzate. Questa tecnica si è evoluta notevolmente, diventando un faro di speranza per molti. La FIVET è una tecnica di riproduzione assistita altamente complessa, impiegata in tutti i centri di fertilità per assistere coppie o donne single che incontrano difficoltà nel raggiungere una gravidanza. Il successo di questo trattamento, come per tutte le tecniche di riproduzione assistita, dipende da molti fattori, ma l'età della donna è uno dei più importanti.

Che cos'è la Fecondazione In Vitro (FIVET)?
La fecondazione in vitro (FIVET) è una tecnica di riproduzione assistita che consiste nell’estrarre gli ovuli dalla paziente e fecondarli in laboratorio con gli spermatozoi del partner o di un donatore di seme. In questo modo si ottengono uno o più embrioni che saranno successivamente trasferiti nell’utero materno per l’impianto e lo sviluppo. In sintesi, l’unione tra ovocita e spermatozoo avviene in laboratorio, ossia al di fuori del corpo della donna. La fecondazione in vitro è, dunque, un trattamento di fertilità che prevede la rimozione degli ovuli dalle ovaie della donna per mezzo di una puntura follicolare. Successivamente, questi ovuli vengono fecondati in laboratorio con lo sperma del maschio. Dopo la fecondazione, si osserva l'evoluzione degli embrioni in coltura fino a quando non vengono trasferiti nell'utero della futura madre per tentare di ottenere una gravidanza.
Questa tecnica implica la manipolazione degli spermatozoi e degli ovociti o degli embrioni in vitro con l'obiettivo specifico di produrre una gravidanza. Gli ovociti e gli spermatozoi vengono raccolti dai genitori o, se desiderato o necessario, da donatori. Successivamente, un embrione o i gameti vengono trasferiti nel tratto riproduttivo della donna dopo un periodo di coltura in vitro.
INSTITUT MARQUÈS - Storia di una FIVET
Distinzione tra FIVET Convenzionale e Iniezione Intracitoplasmatica dello Sperma (ICSI)
A seconda della specifica tecnica utilizzata per fondere i gameti (ovuli e sperma) in un embrione, si distinguono principalmente due tipi di FIVET:
- FIVET convenzionale: In questo approccio, gli ovuli e lo sperma vengono semplicemente messi nella stessa piastra di coltura in attesa che possano fondersi da soli. È un processo che emula in modo più diretto la fecondazione naturale.
- Iniezione Intracitoplasmatica dello Sperma (ICSI): Con l'ICSI, lo sperma viene introdotto direttamente nell'ovulo attraverso una microiniezione. Questo metodo è più interventista e viene scelto in circostanze specifiche.
L'esecuzione dell'uno o dell'altro metodo dipenderà dalle condizioni di infertilità di ogni coppia, così come dalle preferenze e dalle risorse tecnologiche di ogni centro di riproduzione assistita. È importante sottolineare che, in ogni caso, le fasi di trattamento precedenti la fecondazione, in entrambi i tipi di FIVET, sono le stesse. Non esiste una tecnica intrinsecamente "migliore" dell'altra, poiché entrambe presentano vantaggi e svantaggi. La scelta tra FIV convenzionale e ICSI dipenderà dalle caratteristiche specifiche di ogni coppia e dalla loro situazione di infertilità, che determineranno quale metodo sarà più consigliabile per fecondare l'ovulo. In particolare, la FIV convenzionale è più vicina al processo naturale e richiede meno manipolazioni. L'ICSI, invece, è un passo in più verso la gravidanza, in quanto "costringe" l'unione di ovuli e sperma.

Differenze Fondamentali con l'Inseminazione Artificiale
L'inseminazione artificiale (IA) è un'altra tecnica di riproduzione assistita, generalmente considerata più semplice della FIV. L'IA consiste nell'introdurre lo sperma del maschio direttamente nell'utero della donna, permettendo che la fecondazione avvenga naturalmente all'interno del corpo femminile.
Pertanto, la FIVET è più complessa e richiede un numero maggiore di passaggi durante tutto il trattamento. Questi passaggi includono una piccola procedura chirurgica, la puntura follicolare, necessaria per rimuovere gli ovuli. Nonostante questa maggiore complessità, la probabilità di gravidanza è generalmente più alta con la FIVET rispetto all'IA, rendendola la tecnica applicata in un numero maggiore di casi, soprattutto quando l'IA non ha avuto successo o non è indicata.
Quando è Indicata la Fecondazione In Vitro?
Per formulare una diagnosi accurata e stabilire se la FIV sia il trattamento più adeguato, è necessario eseguire preventivamente uno studio approfondito della fertilità. Diverse situazioni di infertilità possono spingere una coppia a ricorrere alla tecnica della FIVET per ottenere una gravidanza. L'infertilità può derivare da problemi maschili, femminili, o da una combinazione di entrambi i fattori.
Di seguito sono elencate le indicazioni più comuni per la fecondazione in vitro:
Fattori di Infertilità Maschile
Nei casi di infertilità maschile moderata o grave, la fecondazione in vitro può essere un'opzione per cercare di ottenere una gravidanza. Le condizioni che rientrano in questa categoria includono:
- Oligozoospermia: una condizione caratterizzata da una quantità ridotta di spermatozoi nell'eiaculato.
- Astenozoospermia: quando gli spermatozoi presentano una motilità lenta o sono immobili.
- Teratozoospermia: una percentuale elevata di spermatozoi con forma anormale nella testa, nel collo e/o nella coda.
- Criptozoospermia: la concentrazione di sperma è quasi zero.
- Oligoastenoteratozoospermia: una combinazione di diverse alterazioni della qualità del seme.
- Azoospermia ostruttiva: una condizione in cui non vi è sperma nell'eiaculato a causa di un'ostruzione.
La fertilizzazione in vitro può essere utilizzata anche per trattare l'infertilità dovuta alla presenza di anticorpi anti-spermatozoo.
Fattori di Infertilità Femminile
Nelle donne, le complicazioni che spesso rendono necessaria la FIVET si presentano nelle seguenti aree:
- Fattore endocrino ovarico: Problemi ormonali che causano alterazioni del ciclo mestruale, anovulazione (mancanza di ovulazione), o altre disfunzioni ovariche.
- Fattore tubarico: Alterazioni nelle tube di Falloppio che causano un'ostruzione, impedendo l'incontro tra ovulo e spermatozoo o il passaggio dell'embrione.
- Fattore uterino: Malformazioni nell'utero, presenza di tumori come polipi o fibromi, o condizioni come l'endometriosi, che possono ostacolare l'impianto dell'embrione.
- Fattore cervicale: Alterazioni della cervice uterina che impediscono il passaggio degli spermatozoi nella cavità uterina.
La fertilizzazione in vitro è altresì una soluzione in caso di infertilità a eziologia sconosciuta, dove le cause non sono identificabili tramite le diagnosi standard.
I Requisiti per Sottoporsi alla FIVET
Per poter applicare la fecondazione in vitro, la donna deve soddisfare alcuni requisiti fondamentali.
Requisiti per la Donna
Innanzitutto, la donna deve essere in grado di produrre ovuli. Inoltre, è necessario che non abbia problemi o anomalie uterine che impediscano l'impianto dell'embrione o l'evoluzione della gestazione. La valutazione della riserva ovarica e della salute uterina è quindi cruciale.
Requisiti per l'Uomo
Nel caso dell'uomo, i requisiti variano a seconda del tipo di FIVET che si intende effettuare. Se la qualità seminale lo permette, ovvero se si dispone di un numero di spermatozoi mobili compreso tra 1 e 3 milioni/ml, di solito si opta per la FIV convenzionale. Se, al contrario, gli spermatozoi presentano gravi problemi di mobilità, morfologia o concentrazione, verrà scelta l'ICSI.
Quando i campioni di sperma non provengono da eiaculato, come nel caso di una biopsia testicolare, è necessaria anche una ICSI, poiché la qualità degli spermatozoi così ottenuti è solitamente molto bassa. Lo stesso vale per lo sperma congelato o gli ovuli vetrificati, che possono richiedere un approccio più diretto per massimizzare le possibilità di fecondazione. In ogni caso, anche se i requisiti per la FIV convenzionale sono soddisfatti, ci sono cliniche della fertilità che preferiscono eseguire l'ICSI per aumentare le probabilità di successo.
Opzioni con Gameti da Donatore
D'altra parte, se la donna ha una riserva ovarica ridotta e non è possibile ottenere ovuli maturi, può eseguire la FIVET con ovuli da donatrice. Allo stesso modo, per chi lo desideri o per necessità mediche, il trattamento prevede la possibilità di ricorrere a banche del seme. L'uso di ovociti da donatore è di solito raccomandato per le donne di età superiore ai 42 anni, poiché il tasso di nati vivi cumulativo con gli ovociti della paziente è molto basso (2,9% secondo dati preliminari negli Stati Uniti per il 2021). Questa opzione è cruciale per permettere la gravidanza in molti casi di infertilità severa o legata all'età.
Il Processo Dettagliato della FIVET: Passo Dopo Passo
Il processo di FIVET è intrinsecamente complicato, in quanto richiede il susseguirsi di diversi passi coordinati per ottenere il successo finale del trattamento. Analizziamo ciascuna fase in dettaglio.
1. Stimolazione Ovarica Controllata
La prima fase consiste nella stimolazione farmacologica delle ovaie, un passaggio fondamentale per la preparazione delle ovaie attraverso la somministrazione di ormoni che stimolano le gonadi. La donna riceve un farmaco ormonale per un periodo di circa 10 giorni, talvolta fino a 12-13 giorni, con l'obiettivo di stimolare la produzione di ovuli e ottenere così un numero maggiore di ovociti maturi. Questi farmaci contengono ormoni simili a quelli naturalmente prodotti dall’organismo femminile (FSH e LH) e vengono somministrati quotidianamente sotto controllo medico.
Con un piano terapeutico specifico e personalizzato, si mira ad ottenere una crescita multipla dei follicoli, aumentando le possibilità di recuperare più ovociti durante la fase successiva. Inoltre, questo farmaco permette di controllare con precisione il momento dell'ovulazione, aumentando così la probabilità che gli ovuli ottenuti siano maturi e adatti alla fecondazione. Si possono utilizzare il clomifene più gonadotropine, oppure solo gonadotropine. Spesso, un agonista o un antagonista dell'ormone di rilascio delle gonadotropine (GnRH) viene utilizzato per prevenire un'ovulazione precoce e indesiderata. La donna, al suo domicilio, inizia la terapia elaborata appositamente per lei e programma un primo controllo di monitoraggio follicolare attorno all’8° giorno del ciclo. Dopo aver raggiunto un sufficiente sviluppo dei follicoli, viene somministrata la gonadotropina corionica umana (hCG) per completare la maturazione follicolare e innescare l'ovulazione. In alternativa, può essere usato un agonista del GnRH per innescare l'ovulazione in donne ad alto rischio di sindrome da iperstimolazione ovarica (OHSS).

2. Prelievo degli Ovociti (Puntura Follicolare)
Quando i follicoli raggiungono la maturità adeguata, si procede con il prelievo degli ovociti, noto anche come pick-up ovocitario o puntura ovarica/follicolare. Questa è la procedura chirurgica in cui gli ovuli maturi vengono estratti dall'ovaio. Circa 34 ore dopo la somministrazione dell'hCG, gli ovociti vengono recuperati tramite puntura diretta del follicolo. L'intervento viene eseguito per aspirazione, solitamente per via transvaginale sotto guida ecografica, o, meno frequentemente, per via laparoscopica. La raccolta degli ovuli dura circa 10-30 minuti e richiede una leggera sedazione o anestesia locale e blanda sedazione, quindi la donna non avverte nessun dolore. Dopo una degenza di un paio d'ore, la paziente viene dimessa, avendo minimizzato i fastidi e i rischi. In alcuni centri, il ciclo naturale della fecondazione in vitro, in cui un singolo ovocita viene recuperato, viene offerto come alternativa; i tassi di gravidanza con questa tecnica sono inferiori rispetto a quelli con il recupero di più ovociti, ma i costi sono più bassi e i tassi di successo sono in aumento.
3. Raccolta e Preparazione dello Sperma
Parallelamente al prelievo ovocitario, il partner maschile fornisce il campione di liquido seminale. Il campione maschile viene generalmente raccolto mediante masturbazione, anche se può essere ottenuto anche mediante aspirazione di epididimo o biopsia testicolare in casi specifici. In laboratorio, il liquido seminale viene trattato per essere utilizzato nella fecondazione in vitro. Lo sperma subisce quindi un processo di capacitazione, che renderà gli spermatozoi capaci di fecondare e dare origine all'embrione. Il campione di eiaculato viene lavato diverse volte con un mezzo di coltura tissutale ed è centrifugato per recuperare gli spermatozoi mobili e di migliore qualità, ovvero quelli con maggiore motilità e morfologia ottimale.
4. Fecondazione in Laboratorio (FIV Convenzionale o ICSI)
Il fluido follicolare viene esaminato in laboratorio e gli ovociti presenti vengono preparati per la fertilizzazione mediante FIVET o ICSI/PICSI. Questo è il momento in cui ovulo e sperma vengono fusi.
- Nella FIVET convenzionale, gli ovociti e gli spermatozoi vengono posti a contatto e si attende che la fecondazione avvenga spontaneamente. Gli ovociti vengono inseminati in vitro aggiungendo gli spermatozoi mobili recuperati al mezzo che contiene gli ovociti.
- Nella ICSI (Iniezione Intracitoplasmatica dello Sperma), è il biologo a selezionare un singolo spermatozoo da iniettare all’interno del singolo ovocita attraverso una microiniezione. A questo punto, si può effettuare l'iniezione intracitoplasmatica di un singolo spermatozoo in ciascun ovocita, in particolare se la spermatogenesi è anormale nel partner maschile.
Circa 24 ore dopo aver fatto incontrare ovocita e spermatozoo, si potrà verificare l’avvenuto processo della fecondazione e scoprire il nuovo embrione (zigote).
5. Coltura degli Embrioni
Dopo che l'ovulo è stato fecondato e gli spermatozoi sono stati aggiunti, gli embrioni vengono lasciati in una specifica incubatrice che mantiene le condizioni ottimali per lo sviluppo embrionale. Gli zigoti (ossia gli ovociti fecondati) vengono conservati in laboratorio a una temperatura e atmosfera controllate, in incubatori di ultima generazione che sfruttano tecnologie come il Time Lapse. Questi incubatori mantengono le condizioni fisiche e atmosferiche necessarie allo sviluppo cellulare degli embrioni e permettono inoltre di ottenerne immagini ogni dieci minuti, consentendo un monitoraggio costante e accurato per valutarne lo sviluppo.
Il periodo di coltura degli embrioni in laboratorio, che dura in genere dai due ai sei giorni dalla fecondazione (da 2 a 5 giorni secondo un'altra fonte), permetterà di selezionare quello ritenuto di qualità più alta per poi procedere al suo trasferimento nell’utero materno. L'evoluzione si osserva fino al trasferimento, che può avvenire il giorno 3 o il giorno 5-6 dello sviluppo. Dal quarto giorno, gli embrioni vengono chiamati blastocisti: le sue cellule si sono compattate e si può apprezzare addirittura il movimento.
6. Preparazione dell'Endometrio
Contestualmente alla coltura embrionaria, la donna riceve estrogeni e progesterone. Questo trattamento ha lo scopo di preparare il suo endometrio, lo strato uterino dove gli embrioni si impiantano, in modo che abbia l'aspetto e lo spessore giusti per favorire l'impianto e, di conseguenza, l'inizio della gravidanza.
7. Trasferimento degli Embrioni
A seguito della selezione degli embrioni che presentano le migliori caratteristiche di sviluppo e crescita, l'embrione o gli embrioni della migliore qualità saranno scelti e trasferiti nell'utero della futura madre in attesa dell'impianto e dell'inizio della gravidanza. Il trasferimento embrionale consiste nel posizionamento dell’embrione all’interno della cavità uterina, e più precisamente nell’endometrio, con l’ausilio di un sottile catetere. È una procedura non fastidiosa e non dolorosa, che le donne vivono come una comunissima visita ginecologica; non richiede anestesia e non è invasiva.
Anche se si raccomanda di trasferire un solo embrione per ridurre il rischio di gravidanze gemellari e favorire un impianto naturale, in Italia sono ammessi al massimo 3 embrioni. Come da normativa, in genere si effettua il transfer di 1-2 embrioni. Il numero di embrioni trasferiti è stabilito in base all'età della donna e alla probabilità di risposta alla fertilizzazione in vitro, per minimizzare la probabilità di una gravidanza multipla, che è considerata il rischio più grave della fertilizzazione in vitro. Vi è una tendenza crescente a collocare un solo embrione a ogni trasferimento e a congelare gli embrioni rimanenti da utilizzare nei cicli successivi se la gravidanza non risulta. Il transfer è spesso descritto come il momento più emotivo e più atteso.

8. Crioconservazione degli Embrioni (Vetrificazione)
Gli embrioni non trasferiti, se rimasti di buona qualità o soprannumerari, vengono crioconservati. Questi embrioni vengono conservati in azoto liquido tramite il metodo di vetrificazione e stoccati nella banca degli embrioni per un uso successivo. Alcuni embrioni o tutti, in particolare se la donna è ad alto rischio di sindrome da iperstimolazione ovarica, possono essere congelati in azoto liquido per essere trasferiti in un ciclo successivo.
9. Test di Gravidanza
Trascorsi circa 10-14 giorni dal trasferimento embrionale (o circa 14 giorni dopo la puntura follicolare), la donna può effettuare il test di gravidanza su sangue che rileva l'ormone beta-hCG. Questo ormone è prodotto dall'impianto embrionale e la sua presenza conferma o meno la gravidanza.
Tassi di Successo e Fattori Determinanti
Come per tutte le tecniche di riproduzione assistita, il successo del trattamento si misura in base a diversi fattori, tra i quali l'età del paziente è uno dei più influenti.
L'Importanza dell'Età Materna
Gli specialisti sono riusciti a stabilire alcuni parametri di successo per il trattamento della FIVET basati sull'età della donna:
- 40% nelle donne sotto i 35 anni.
- Tra il 27-36% nelle donne di età compresa tra i 35 e i 37 anni.
- Tra il 20-26% nelle donne di età compresa tra i 38 e i 40 anni.
- Tra il 10-13% nelle donne oltre i 40 anni.
I dati preliminari per il 2021 negli Stati Uniti indicano che le possibilità cumulative di portare a casa un bambino vivo per ogni prelievo di ovociti (contando tutti i trasferimenti degli embrioni della paziente, sia freschi che congelati) erano del 44,5% per le donne sotto i 35 anni (di cui il 5,5% erano gravidanze gemellari e lo 0,1% trigemine o più) e del 9,6% per le donne tra i 41 e i 42 anni. Questi risultati della fecondazione in vitro variano in base a numerosi altri fattori, tra cui la riserva ovarica e la qualità degli embrioni.

Misurare il Vero Successo della FIVET
Quando si parla e si confrontano i tassi di successo tra diverse tecniche o tra diversi centri riproduttivi, è importante tenere conto di cosa si intende esattamente per successo. Ci sono momenti in cui si danno risultati in termini di probabilità di gravidanza, probabilità di parto, o probabilità di avere un bambino sano a casa.
Il vero successo della FIVET si riferisce alla nascita di un bambino sano e non solo al raggiungimento della gravidanza, poiché purtroppo non tutte le gravidanze sono evolutive e alcune possono terminare con un aborto spontaneo.
Vantaggi e Svantaggi della FIVET
Come per altre tecniche riproduttive, la fecondazione in vitro presenta sia vantaggi che svantaggi che devono essere attentamente considerati.
Benefici della Tecnica
I principali vantaggi della fecondazione in vitro includono:
- Tassi di successo elevati: Rispetto ad altre tecniche, la FIVET offre percentuali di successo superiori in molte situazioni.
- Permette la gravidanza in coppie con gravi problemi di fertilità: Questa tecnica apre le porte alla genitorialità per molte coppie che altrimenti non avrebbero possibilità.
- ICSI per fattori maschili gravi: In particolare, l'ICSI offre la possibilità di fecondazione in casi di fattore maschile grave come l'azoospermia ostruttiva o altre patologie spermatozoiche.
- Utilizzo di ovuli e sperma da donatore: È possibile eseguire il processo con ovuli e sperma della donatrice, permettendo così la gravidanza in numerosi casi di infertilità legata alla qualità o assenza dei propri gameti.
- Effetti collaterali non gravi: In generale, i possibili effetti collaterali diretti del trattamento non sono considerati gravi.
Limiti e Considerazioni
Tuttavia, la FIVET presenta anche una serie di svantaggi di cui è fondamentale tenere conto:
- Autosomministrazione di farmaci ormonali: Il paziente deve autosomministrare i farmaci ormonali per la stimolazione, che possono portare a complicazioni o disagi.
- Intervento chirurgico: Richiede un intervento chirurgico, la puntura follicolare, eseguito in anestesia. Pur essendo un'operazione semplice e breve, non è completamente esente da rischi.
- Costo elevato: Il suo prezzo è significativamente più alto rispetto ad altre tecniche riproduttive come l'inseminazione artificiale.
Indipendentemente dal fatto che si scelga la FIVET convenzionale o l'ICSI, gli svantaggi di base legati al processo generale rimangono gli stessi.
Rischi Potenziali Associati al Trattamento FIVET
La stimolazione ovarica e la puntura follicolare eseguita nel processo di FIVET possono dare origine ad alcuni rischi di cui la paziente deve essere pienamente consapevole prima di iniziare il trattamento.
Sindrome da Iperstimolazione Ovarica (OHSS)
La sindrome da iperstimolazione ovarica (OHSS) si verifica come risultato di un'alta risposta della donna ai farmaci per la stimolazione ovarica. Si manifesta con un aumento delle dimensioni delle ovaie e l'extravasazione dei fluidi fuori dal flusso sanguigno a causa della maggiore permeabilità dei vasi sanguigni. Nei casi estremi, può compromettere la funzionalità del fegato, del sangue, dei reni e dell'apparato respiratorio. Fortunatamente, i farmaci utilizzati nella riproduzione assistita, pur potendo produrre vari effetti collaterali come mal di testa, sbalzi d'umore, dolori addominali, vampate di calore e gonfiore, non causano la menopausa precoce. Le donne nascono già con un numero finito di uova e la maturazione forzata in un ciclo di FIVET non ha alcun effetto e non farà terminare prima la fase riproduttiva.
Gravidanza Multipla
Il rischio di gravidanza multipla è un aspetto significativo della FIVET. Se viene trasferito un solo embrione, la probabilità di gravidanza multipla è bassa. Tuttavia, se vengono trasferiti due embrioni, esiste una probabilità del 6% di avere una gravidanza gemellare. Se ne vengono trasferiti tre, la probabilità di avere due gemelli è del 12%, mentre la probabilità di avere tre gemelli è del 3%. In ogni caso, queste percentuali dipenderanno da altri fattori come l'età materna o le condizioni dell'utero.
È vero che c'è un aumento del rischio di gravidanza multipla in FIVET. La spiegazione è che i pazienti spesso scelgono di trasferire due embrioni invece di uno per aumentare le possibilità di successo complessivo della fecondazione in vitro. Tuttavia, la tendenza attuale nella maggior parte dei centri di riproduzione assistita è quella di trasferire un unico embrione di alta qualità per evitare i possibili rischi che una gravidanza multipla può scatenare, come nascita prematura e complicazioni per la madre e i bambini.
Aborto Spontaneo
Circa il 20% delle gravidanze ottenute con la FIVET termina con l'aborto spontaneo, e la maggior parte di questi si verifica nelle prime settimane di gestazione. Anche in questo caso, come nel caso di una gravidanza multipla, l'incidenza dipenderà dall'età della paziente e dalle condizioni specifiche di ogni donna o coppia.
Gravidanza Ectopica
La gravidanza ectopica si verifica quando l'embrione si impianta al di fuori della cavità uterina, più frequentemente nelle tube di Falloppio. Tra il 2% e il 5% delle donne che si sottopongono al trattamento di FIVET possono soffrire di una gravidanza ectopica. Questo dato contrasta con circa l'1% dei casi in cui questo tipo di gravidanza può avvenire naturalmente.
Rischio di Difetti alla Nascita
I difetti alla nascita possono essere leggermente più comuni dopo la fecondazione in vitro. Tuttavia, gli esperti sono incerti riguardo al fatto che l'aumento del rischio sia dovuto direttamente alla fecondazione in vitro o a fattori che contribuiscono alla sterilità stessa. L'infertilità in sé, infatti, aumenta il rischio di difetti alla nascita. È rassicurante notare che, a partire dall'inizio del 2018, la stragrande maggioranza dei oltre 7 milioni di bambini nati dopo la fecondazione in vitro non ha difetti di nascita. Nel mondo, ogni anno nascono circa 200.000 bambini con la fecondazione in vitro.
Il rischio di difetti alla nascita può essere aumentato anche dopo l'iniezione intracitoplasmatica di spermatozoo (ICSI), forse per le seguenti cause: la stessa procedura può danneggiare spermatozoi, uovo o embrioni, oppure può essere utilizzato spermatozoi di uomini che hanno mutazioni del cromosoma Y. La maggior parte dei difetti di nascita segnalati in questi casi riguarda l'apparato riproduttivo maschile.

Il Costo della Fecondazione In Vitro
La fecondazione in vitro ha un costo che varia a seconda di molteplici fattori. Indicativamente, il costo della fecondazione in vitro si aggira tra i 3.000 e i 5.000 euro.
Componenti del Costo
Il prezzo finale varia notevolmente a seconda delle esigenze specifiche di ogni situazione, della clinica della fertilità in cui il trattamento deve essere eseguito e dei test diagnostici necessari prima e durante il processo.
Normalmente, il farmaco che il paziente riceve non è incluso nel budget iniziale fornito dalla clinica. I farmaci per la stimolazione ovarica, ad esempio, costano di solito tra i 1000 e i 1200 euro, mentre quelli per la preparazione dell'endometrio si attestano intorno ai 300 euro.
Costi Aggiuntivi e Considerazioni Economiche
Tecniche complementari, come la diagnosi genetica preimpianto (PGD/PGS) o la coltura a lungo termine degli embrioni (fino allo stadio di blastocisti), hanno un costo aggiuntivo che deve essere considerato. Pertanto, è molto importante esaminare attentamente quali spese sono o non sono incluse nel prezzo indicato dallo specialista per evitare sorprese.
Va notato che non sempre la gravidanza si ottiene al primo tentativo di FIVET. Per questo motivo, è consigliabile consultare anche il costo del congelamento degli embrioni e del trasferimento in un ciclo sostitutivo per i tentativi futuri. D'altra parte, alcuni centri di riproduzione assistita offrono sconti speciali o pacchetti per il secondo o terzo tentativo di FIVET, rendendo il percorso più accessibile per chi necessita di più cicli.
Aspetti Specifici e Innovazioni nella Riproduzione Assistita
Oltre al processo standard della FIVET, esistono diverse tecniche e considerazioni che arricchiscono il campo della medicina della riproduzione.
Test Genetico Pre-Concepimento (qCarrier)
Se la paziente o la coppia lo richiede, oppure se è indicato dal punto di vista medico, è possibile eseguire anche un test genetico pre-concepimento, noto come qCarrier. Questo test consente di rilevare o escludere la presenza di portatori di fino a 300 malattie genetiche ereditarie. Queste condizioni non sempre si manifestano nei genitori, ma potrebbero essere trasmesse al bambino, offrendo un'importante opportunità di prevenzione e pianificazione familiare.
L'Iniezione Intracitoplasmatica dello Sperma (ICSI) in Dettaglio
L'iniezione intracitoplasmatica dello spermatozoo (ICSI) è una tecnica specifica e fondamentale della FIVET, utile in situazioni particolari:
- Fallimento di altre procedure: Quando altre procedure di fecondazione non hanno successo o è probabile che non ne abbiano.
- Grave patologia degli spermatozoi: È particolarmente indicata in presenza di una grave patologia degli spermatozoi, come quelle menzionate per l'infertilità maschile.
Gli ovociti vengono ottenuti come per la fertilizzazione in vitro standard. Successivamente, un singolo spermatozoo viene iniettato in ogni ovocita per evitare la fecondazione con spermatozoi anomali. L'embrione viene quindi posto in coltura e trasferito con modalità analoga alla fertilizzazione in vitro.
L'ICSI è ampiamente utilizzata e rappresenta circa i due terzi dei cicli di tecniche di riproduzione assistita negli Stati Uniti. Tuttavia, non vi è alcun beneficio nell'utilizzo dell'iniezione intracitoplasmatica di spermatozoi in coppie con basso rendimento di ovociti o con età materna avanzata se non ci sono problemi maschili gravi. Se l'infertilità di una coppia coinvolge prevalentemente la donna, oltre 30 di queste procedure dovrebbero essere eseguite per rendere probabile una gravidanza aggiuntiva. Pertanto, i costi e i rischi aggiuntivi dell'iniezione intracitoplasmatica di spermatozoi devono essere attentamente considerati al momento di decidere se utilizzarla.
Diagnosi Genetica Preimpianto (PGT)
Se il rischio di difetti genetici è elevato, l'embrione spesso può essere valutato prima del trasferimento in utero e dell'impianto. I test genetici preimpianto (PGT) possono essere eseguiti usando cellule del corpo polare di un ovocita o cellule di un embrione (come un blastomero da un embrione di 3 giorni di vita o cellule di trofectoderma da un embrione di 5 o 6 giorni di età).
Questi test possono comprendere lo screening genetico preimpianto per escludere la diagnosi genetica di aneuploidia (PGT-A) e/o la diagnosi genetica preimpianto per investigare la presenza di specifici disturbi ereditari gravi (PGT-M o PGT-SR). Se i risultati del test sono in ritardo, la blastocisti può essere congelata e trasferita in un ciclo successivo, una volta che i risultati sono noti, permettendo una selezione informata degli embrioni sani.
Tecniche Complementari e Donazione di Gameti
A volte sono utilizzate altre tecniche o approcci, tra cui:
- Uso di ovociti o di embrioni del donatore: Questa opzione è vitale per le donne con riserva ovarica esaurita o problemi genetici.
- Trasferimento di embrioni congelati in un portatore gestazionale: Se la madre biologica non può portare a termine una gravidanza.
- Medicina Informazionale: In alcuni contesti innovativi, per favorire l'impianto e l'accettazione dell'embrione da parte dell'organismo femminile, è stata messa a punto una tecnica biofisica che permette la trasmissione del segnale bioenergetico maschile al corpo della donna. Questo approccio mira a ottimizzare il dialogo tra l'embrione e l'ambiente uterino.
Per le donne in menopausa che hanno più di 50 anni e hanno un partner maschile più anziano (di solito definito come di età pari o superiore a 45 anni), l'uso della fecondazione in vitro è controverso, sollevando considerazioni etiche e mediche.
Supporto Psicologico e Umanità nel Percorso
Affrontare un percorso di fecondazione assistita comporta un impatto emotivo considerevole. Per questo motivo, molti centri offrono un servizio di supporto psicologico dedicato, che accompagna la coppia o la donna lungo tutte le fasi del trattamento. Questo supporto è fondamentale per ridurre lo stress, gestire le aspettative e migliorare la serenità mentale durante un periodo così delicato. Scegliere di intraprendere un percorso di fecondazione in vitro significa affidarsi a un’équipe di professionisti in grado di unire competenza clinica, tecnologia e umanità. Gli specialisti seguono ogni paziente con attenzione personalizzata, sicurezza e trasparenza, fornendo informazioni chiare e aggiornate sulle diverse fasi del trattamento e sulle possibilità reali di successo. L’obiettivo è quello di accompagnare ogni donna e ogni coppia in un cammino di consapevolezza e speranza.
Domande Frequenti sulla FIVET
Per fornire una comprensione ancora più completa della fecondazione in vitro, analizziamo alcune delle domande più comuni che emergono durante il percorso.
Effetti Negativi dei Farmaci
I farmaci utilizzati nella riproduzione assistita, pur essendo essenziali, possono produrre vari effetti collaterali. Questi possono includere mal di testa, sbalzi d'umore, dolori addominali, vampate di calore e gonfiore. In alcuni casi, come già menzionato, possono portare alla sindrome da iperstimolazione ovarica (OHSS). Tuttavia, è importante ribadire che la stimolazione ovarica, pur sviluppando più ovuli che in un ciclo naturale, non causa la menopausa precoce. Le donne nascono con un numero finito di ovuli e la maturazione indotta non ne influenza la quantità totale disponibile per la fase riproduttiva successiva.
Rischio di Gravidanza Multipla
Come discusso, c'è effettivamente un aumento del rischio di gravidanza multipla con la FIVET. Questo fenomeno è spesso dovuto alla scelta dei pazienti di trasferire due o più embrioni anziché uno singolo, con l'intento di aumentare le probabilità di successo del trattamento. Nonostante questa scelta, la tendenza attuale nella maggior parte dei centri di riproduzione assistita è quella di trasferire un unico embrione di alta qualità. Questo approccio mira a evitare i possibili rischi che una gravidanza multipla può scatenare, garantendo maggiore sicurezza per la madre e per i nascituri.
Sintomi di una FIV Positiva
Dopo una FIVET riuscita, ovvero dopo un test di gravidanza positivo, i sintomi non devono essere diversi da quelli di una gravidanza naturale. Il farmaco somministrato durante il trattamento può causare qualche disagio particolare, come gonfiore o pesantezza, che potrebbero persistere per un certo periodo. Tuttavia, in linea di principio, la presenza e la progressione di una gravidanza ottenuta tramite FIVET non dovrebbero presentare sintomi atipici rispetto a una gravidanza concepita naturalmente.
FIV Convenzionale vs. ICSI: Quale Scegliere?
Non esiste una tecnica universalmente "migliore" tra la FIV convenzionale e l'ICSI, poiché entrambe hanno specifici vantaggi e svantaggi. La scelta del metodo più adatto per fecondare l'ovulo dipenderà in modo determinante dalle caratteristiche di ogni coppia e dalla loro specifica situazione di infertilità.
Ci saranno casi, come ad esempio situazioni di astenozoospermia grave (spermatozoi con scarsa motilità), in cui sarà necessario effettuare l'ICSI per avere una possibilità concreta di ottenere una gravidanza, poiché lo sperma non sarebbe in grado di fecondare l'ovulo da solo. Tuttavia, in altri contesti, come alterazioni dell'ovulazione o ostruzione delle tube, la FIV convenzionale può risolvere efficacemente il problema. La FIV convenzionale è un processo che si avvicina maggiormente alla fecondazione naturale e richiede meno manipolazioni. L'ICSI, invece, attraverso la microiniezione diretta dello spermatozoo nell'ovulo, rappresenta un passo più diretto verso la gravidanza in situazioni di particolare difficoltà maschile.