L'aumento di peso durante la gravidanza è un evento assolutamente fisiologico e, se rimane entro certi limiti, fondamentale per la buona salute del bambino e della madre. Questo processo complesso e dinamico è il risultato di una serie di cambiamenti corporei che hanno lo scopo di creare un ambiente idoneo per la crescita fetale e proteggere la salute della mamma fino al parto. La gestione del peso gestazionale non è solo una questione estetica, ma un fattore cruciale per prevenire complicanze sia per la donna che per il nascituro. Comprendere come si distribuisce questo incremento ponderale e quali sono i suoi componenti è essenziale per affrontare la gravidanza con consapevolezza.
L'Importanza del Peso Pre-Gravidico e l'Aumento Complessivo
Il peso della madre è importante non solo durante la gestazione, ma già al momento del concepimento. Le condizioni fisiche della donna prima dell'inizio della gravidanza influenzano significativamente le raccomandazioni sull'incremento ponderale. Per tutto il corso della gravidanza, in termini assoluti, si ritiene normale un aumento di circa 12 chili. Tuttavia, questo valore è indicativo e varia considerevolmente in base all'indice di massa corporea (IMC) pregravidico e alle caratteristiche individuali della donna. L’aumento di peso in gravidanza è un aspetto fisiologico che varia in base al BMI pregravidico e alle caratteristiche individuali della donna.
Il monitoraggio regolare del peso è cruciale per cogliere in tempo eventuali variazioni anomale. Un eccessivo aumento farebbe salire, per esempio, il rischio di feti "macrosomici" (di peso superiore ai 4 kg) con possibili complicazioni al momento del parto. D'altro canto, una ridotta crescita di peso potrebbe essere indice di scarsa nutrizione fetale o di una patologia in corso ed aumentare, di conseguenza, il rischio di parti prematuri e di ritardi nello sviluppo, con ripercussioni di vario genere durante le età successive. Il risultato fornito dal modulo di calcolo dev'essere una guida, non una legge. Un leggero scostamento dai valori consigliati è spesso fisiologico, ma è comunque bene non prenderlo troppo alla leggera.

Le raccomandazioni sull'incremento ponderale gestazionale dipendono direttamente dall'indice di massa corporea (IMC) prima della gravidanza. In generale, nelle donne normopeso (con un IMC rientrante nell'intervallo standard di peso normale), l'incremento consigliato è di circa 11,5-16 kg. Nelle donne con sovrappeso, l'aumento dovrebbe essere inferiore, mentre per le donne sottopeso può essere superiore. Queste fasce di peso iniziali standard sono fondamentali per determinare un percorso personalizzato. Se il tuo indice di massa corporea iniziale rientra in questo intervallo, dovresti prestare maggiore attenzione all'aumento di peso. Questa è la fascia di IMC iniziale da tenere di più sotto controllo e quella in cui l'aumento di peso dovrebbe essere più limitato. L'ideale sarebbe che la futura madre con obesità non aumentasse più di 6 kg in tutta la gravidanza. Il monitoraggio regolare durante i controlli ostetrici aiuta a valutare se l’andamento è adeguato.
Quanti kg è giusto prendere in gravidanza?
La Distribuzione del Peso nei Trimestri di Gravidanza
L’aumento di peso in gravidanza non è un processo lineare e costante, ma si manifesta con dinamiche differenti nelle diverse fasi della gestazione. I chilogrammi presi in gravidanza dovrebbero essere distribuiti nei tre trimestri, seguendo un andamento ben preciso che riflette le necessità fisiologiche della madre e la crescita del bambino.
Il Primo Trimestre: Fondamenta e Riserve Energetiche
Nei primi tre mesi di gestazione, l'aumento di peso è dovuto soprattutto all'accumulo di riserve energetiche (tessuto adiposo), necessarie per garantire al bambino un adeguato apporto di nutrienti negli ultimi mesi di gravidanza. Nei primi mesi tale aumento è contenuto, tanto da non interferire significativamente sul peso materno. In questo primo trimestre di gravidanza l'aumento della massa corporea materna ha un'importanza limitata ed è legato essenzialmente alla necessità di soddisfare le future esigenze fetali e alla preparazione fisica all'allattamento. L'aumento è in genere contenuto (circa 1-2 kg complessivi), e c’è chi non aumenta neanche di un grammo - specie se soffre di nausee o vomito - e chi ne prende uno-due in totale. Nel primo trimestre di gravidanza è consigliato calcolare il proprio indice di massa corporea per valutare quanti chilogrammi possono essere presi durante i nove mesi.
È importante, inoltre, sottolineare che nel primo trimestre possono esserci talvolta disturbi gastrointestinali dovuti a fattori ormonali come l’iperemesi gravidica oppure la pirosi gastrica, che possono influenzare l'appetito e, di conseguenza, l'andamento del peso. Parallelamente, è fondamentale l'assunzione di acido folico, una compressa al giorno di 0,4 mg. Le linee guida nazionali, infatti, consigliano l’assunzione di 400 μg/die di acido folico per almeno trenta giorni prima del concepimento e fino ad almeno tre mesi di gestazione. Assumere acido folico prima del concepimento è molto importante perché riduce il rischio di gravi malformazioni fetali, come i difetti del tubo neurale e altre malformazioni fetali.
Il Secondo Trimestre: L'Aumento Sostanziale
L'incremento ponderale vero e proprio si fa più evidente a partire dal quarto mese. Nel secondo trimestre, i tessuti materni aumentano di volume. In particolare, assistiamo all’aumento del volume mammario, la placenta cresce di dimensione e di peso, il liquido amniotico aumenta di volume e la gestante comincia ad accumulare le riserve di grassi; ciò determina un aumento del fabbisogno calorico per permettere la crescita fetale. Riassumendo, l’aumento ponderale è più evidente a partire dal quarto mese di gravidanza per garantire l’adeguato sviluppo fetale. Nel secondo trimestre l’aumento di peso diviene più consistente: la donna guadagna circa un chilo e mezzo al mese.
A partire dal secondo trimestre, il peso tende ad aumentare in modo più regolare, mediamente 300-500 grammi a settimana, a seconda dell’IMC iniziale. Questo incremento comprende non solo il peso del feto, ma anche placenta, liquido amniotico, aumento del volume di sangue, tessuto mammario e riserve materne. I LARN, cioè i Livelli di Assunzione di Riferimento di Nutrienti ed energia per la popolazione italiana, suggeriscono, come già anticipato, un fabbisogno aggiuntivo di 350 kcal al giorno per il secondo trimestre. L'aumentata richiesta metabolica è mediamente soddisfatta attraverso un supplemento quotidiano di circa 250 calorie.
Il Terzo Trimestre e il Nono Mese: Focus su Feto, Placenta e Liquido Amniotico
Negli ultimi tre mesi di gestazione l'aumento del peso materno è dovuto essenzialmente allo sviluppo del feto, salvo poi rallentare nell'ultimo periodo. Nel corso del terzo trimestre è possibile un aumento più netto perché il feto, una volta formato, si fa più evidente a partire dal secondo trimestre, quando si guadagna circa un chilo e mezzo al mese, fino al momento del parto. In questa fase conclusiva, l'aumento di peso si concentra principalmente sulla crescita del bambino e degli annessi fetali, oltre all'espansione dei volumi materni.
È nel nono mese che i componenti principali che supportano il feto raggiungono le loro dimensioni e pesi definitivi.
- Peso del Feto: Alla nascita, il bebè pesa in media tre chili. Questo peso rappresenta la componente più significativa dell'aumento di peso totale attribuibile al bambino.
- Peso della Placenta: A fine gravidanza, la placenta, organo vitale per gli scambi nutritivi e gassosi tra madre e feto, arriva a pesare tra 300 e 500 grammi.
- Liquido Amniotico: Al nono mese, il liquido amniotico, che circonda e protegge il feto, è circa mezzo litro. La sua funzione è cruciale per lo sviluppo polmonare, la protezione da traumi esterni e la regolazione della temperatura.
La restante parte dell'aumento di peso da che cosa proviene? La somma è presto fatta: oltre al feto, alla placenta e al liquido amniotico, bisogna considerare l’incremento del volume plasmatico, ossia della parte liquida del sangue, che a termine gestazione aumenta di 1,5-2 litri. E poi c’è l’utero che, se fuori gravidanza pesa non più di 30 grammi, nelle ultime settimane arriva a circa un chilogrammo. Altri 3-4 chili sono costituiti dal tessuto adiposo, che sin dai primi tempi il metabolismo materno si attiva a produrre per garantirsi una scorta ottimale di lipidi. In più, si aggiunge il volume del tessuto ghiandolare mammario, che in gravidanza raddoppia per preparare il seno alla produzione di latte, con un aumento di peso in gravidanza variabile. Completa il quadro una maggiore ritenzione di liquidi che, entro certi limiti, è considerata fisiologica soprattutto a fine gravidanza.
Il fabbisogno aggiuntivo di energia per il terzo trimestre è di 460 kcal al giorno, secondo i LARN.
La Composizione Dettagliata dell'Aumento di Peso nel Nono Mese
Per una comprensione più approfondita, possiamo riepilogare le principali componenti dell'aumento di peso materno che culminano nel nono mese, mettendo in evidenza i valori medi attribuiti a ciascuna di esse.
- Feto: Circa 3,0 - 3,5 kg (media alla nascita).
- Placenta: Circa 0,3 - 0,5 kg (a fine gravidanza).
- Liquido Amniotico: Circa 0,5 - 0,8 kg (equivalente a mezzo litro o più).
- Volume del Sangue Materno: L'aumento del volume di sangue e dei liquidi corporei varia da 2,8 a 3,6 chili. L'incremento del volume plasmatico, in particolare, può raggiungere 1,5-2 litri.
- Utero: Da 30 grammi a circa 1 kg.
- Tessuto Mammario: L'aumento del volume del tessuto ghiandolare mammario prepara il seno alla produzione di latte, con un aumento di peso variabile.
- Tessuto Adiposo (Riserve Materne): Circa 3-4 kg di grassi di riserva.
- Ritenuta Idrica: Una maggiore ritenzione di liquidi che, entro certi limiti, è considerata fisiologica soprattutto a fine gravidanza.
La somma di queste componenti giustifica l'aumento di peso totale consigliato. Anche in una gravidanza gemellare, la somma non è molto differente in termini di distribuzione percentuale, sebbene il peso totale possa essere quasi il doppio rispetto a una gravidanza singola.

Alimentazione e Stile di Vita: Fattori Determinanti per un Aumento di Peso Sano
La domanda "Quanti chili posso prendere in gravidanza? È vero che devo mangiare per due?" è una delle più comuni. L’alimentazione in gravidanza non è così diversa da quella “non in gravidanza”. È una falsa credenza che la donna in attesa debba "mangiare per due". In realtà, per garantire il giusto nutrimento a mamma e bebè, è sufficiente aumentare l’apporto calorico giornaliero di 300-400 calorie, passando dalle circa 2000 calorie, che in media costituiscono il fabbisogno giornaliero di una donna adulta, a 2300-2400. Né occorre stravolgere le proprie abitudini alimentari, ma basta seguire una dieta varia e bilanciata. In ogni caso, è buona regola ricavare tale energia da alimenti nutrienti, ricchi, per esempio, di proteine di elevato valore biologico (carne, pesce con moderazione per la possibile presenza di mercurio e latticini, ricchi, tra l'altro, di calcio, un nutriente importantissimo per le donne in dolce attesa).
Un'alimentazione equilibrata, insieme a uno stile di vita attivo compatibile con la gravidanza, favorisce un aumento di peso adeguato. Lo sport durante la gravidanza è un alleato prezioso per bruciare parte delle calorie assunte con l’alimentazione; inoltre favorisce il sonno, regola la salute emotiva e riduce il rischio di complicazioni. Praticare sport quotidianamente potrebbe anche rendere più semplice la perdita di peso dopo la gravidanza. Le attività più raccomandate, oltre al nuoto e al cammino, sono la cyclette, la corsa, lo yoga e il pilates. L’esercizio fisico prolungato o intenso oltre i 45 minuti potrebbe provocare ipoglicemia, quindi è importante adeguare l’introito calorico prima di iniziare a fare sport.
Il fatto di rimanere in salute durante la gravidanza non dipende solo dalla quantità di cibo assunto, ma anche dalla qualità. La dieta deve essere completa ed equilibrata e prevedere l’integrazione di acido folico. Oltre all'acido folico, solo in caso di carenze già in partenza, la mamma potrebbe aver bisogno di altri integratori. Se ad esempio la futura mamma è allergica al latte e ai suoi derivati, il ginecologo consiglierà integratori di calcio; se dagli esami del sangue risulta anemica, sarà opportuno che assuma integratori di ferro. Se la mamma si alimenta in modo bilanciato, non ha bisogno di alcun tipo di integratore, a parte l’acido folico.
Rischi Associati a un Aumento di Peso Non Adeguato
Un aumento di peso superiore alle raccomandazioni può essere associato a maggior rischio di diabete gestazionale, ipertensione e complicanze al parto. Un aumento eccessivo farebbe salire, per esempio, il rischio di feti "macrosomici" (di peso superiore ai 4 kg) con possibili complicazioni al momento del parto. Il problema, però, non è solo di tipo estetico: più la donna aumenta di peso, più facilmente può andare incontro a certi disturbi tipici dei nove mesi, come problemi vascolari - vene varicose o emorroidi, o mal di schiena. Ma, soprattutto, il travaglio potrebbe essere più difficoltoso ed è più alta la probabilità di dover ricorrere a interventi ostetrici, come la ventosa, o a un cesareo. E questo non tanto perché il bambino è grosso e potrebbe avere più difficoltà a passare lungo il canale del parto, ma soprattutto perché la mamma ha un fisico meno agile e si stanca prima. La donna obesa, infatti, deve essere informata circa i rischi materni e fetali che possono verificarsi durante la gestazione a causa della sua patologia.
D'altra canto, un incremento insufficiente può essere collegato a basso peso alla nascita o crescita fetale ridotta. Una ridotta crescita di peso potrebbe essere indice di scarsa nutrizione fetale o di una patologia in corso ed aumentare, di conseguenza, il rischio di parti prematuri e di ritardi nello sviluppo, con ripercussioni di vario genere durante le età successive. Va detto anzitutto che, in generale, non è raccomandato perdere peso in gravidanza, perché ciò potrebbe nuocere alla salute del bambino.
Ci sono donne che si alimentano normalmente e in modo equilibrato e, grazie a un metabolismo per così dire "fortunato", a fine gravidanza aumentano non più di 6-7 chili. In tal caso la crescita del bebè e il suo peso alla nascita saranno assolutamente normali perché le sue esigenze nutrizionali sono state tutte soddisfatte. Non c’è una relazione lineare tra aumento di peso in gravidanza della mamma e crescita del bambino, perché quel che aumenta è il tessuto adiposo materno, mentre il bambino continua ad attingere solo il nutrimento che gli è necessario per crescere.
Il Monitoraggio e le Variabilità Individuali
Molte future mamme temono un eccessivo aumento di peso durante la gravidanza. Non esiste un aumento di peso in gravidanza "giusto" per tutte le future mamme, perché occorre innanzitutto valutare quanto pesava la donna prima di iniziare la gravidanza. Il peso andrà, quindi, controllato regolarmente in modo da cogliere in tempo eventuali variazioni anomale. È importante essere consapevoli che aumentare di peso nel corso della gestazione è normale, ma non sempre. Le donne che sono già sovrappeso dovrebbero accumulare pochi chili in più, o non aumentare affatto. Meglio ancora, l’ideale sarebbe iniziare la gravidanza con un peso adeguato, seguendo una dieta equilibrata, sotto il controllo del medico, nel momento in cui si inizia a pianificare la gestazione stessa. Il sovrappeso in età fertile, infatti, può causare problemi al concepimento.
Il discorso vale anche al contrario, cioè se una donna è eccessivamente magra: una quantità moderata di tessuto adiposo è infatti necessaria per assicurare le riserve energetiche che occorrono al feto per svilupparsi e crescere. Inoltre, pure l’eccessiva magrezza può causare difficoltà a concepire. Anche in questo caso, dunque, sarebbe opportuno parlare con il medico per capire come recuperare il peso forma ideale.
Non si suol dire che in gravidanza si prende un chilo al mese. In realtà l’aumento di peso in gravidanza non è così rigido e costante. Sono tanti i fattori che possono influire su un maggiore o minore incremento ponderale: alcuni giorni la nausea causerà una diminuzione dell’appetito, altre volte si soddisferà qualche voglia in più, altre ancora ci sarà una maggiore ritenzione idrica. Ecco perché un controllo così assiduo rischia solo di creare ansie ingiustificate.
A volte un aumento eccessivo o scarso di peso non dipende dall’alimentazione della futura mamma ma può essere causato da un malfunzionamento della tiroide. La gravidanza è una condizione che può mettere a dura prova la tiroide e far venire allo scoperto un ipotiroidismo latente, che determina un aumento di peso, oppure un ipertiroidismo, che causa invece calo di peso. I controlli periodici permettono di intercettare eventuali criticità e intervenire in modo appropriato. In caso di dubbi è importante parlarne con i professionisti che seguono la gravidanza. Sarà sempre il medico a spiegarti quanto peso potrai prendere e come.
La Crescita Fetale e i Percentili
Il peso e la lunghezza rappresentano indicazioni molto richieste dalla mamma e dal papà per conoscere come si sta sviluppando il loro piccolo. Le stime di questi valori vengono elaborate attraverso formule precise e vengono poi confrontati con i valori medi, settimana per settimana, per vedere con quale percentuale cresce il feto. Per leggere correttamente le cifre riportate in tabella è importante tenere a mente che non conta il singolo valore misurato ma l’andamento complessivo della crescita, per questo motivo i ginecologi si confrontano con tabelle che riportano l’andamento di crescita in percentili. È chiaro che un bambino figlio di genitori alti tende ad essere sopra la media, quello che importa è se la crescita è costante e corretta.
Il Ritorno al Peso Pre-Gravidico Dopo il Parto
Se il peso assunto rientra nei giusti limiti, dopo il parto non si avrà nessuna difficoltà a tornare al peso iniziale. Nel giro di alcune settimane, infatti, il deposito di lipidi accumulati in gravidanza viene smaltito senza problemi, la ritenzione di liquidi viene meno, il volume plasmatico diminuisce, l’utero torna alle sue dimensioni originarie: insomma in breve tutto torna alla normalità. La combinazione di un’alimentazione equilibrata e di un’attività fisica compatibile durante la gravidanza non solo supporta la salute materna e fetale, ma rende anche più agevole il percorso per recuperare la forma fisica dopo il parto.