La Teoria della Nascita di Massimo Fagioli: Un Paradigma per la Mente Umana

La Teoria della Nascita (TdN) rappresenta il fulcro del pensiero di Massimo Fagioli, medico specializzato in neuropsichiatria che, dopo anni di studio e lavoro come psichiatra che proponeva una psicoterapia delle psicosi - dagli ospedali psichiatrici di Venezia e Padova alla clinica Bellevue a Kreuzlingen di Ludwig Binswanger - ha rivoluzionato l’approccio alla salute mentale. Il testo fondamentale in cui espone la scoperta sulla dinamica della nascita umana come evento neurobiologico fondativo della realtà mentale è Istinto di morte e conoscenza, pubblicato nel 1972. Quest'opera, giunta nel 2017 alla quattordicesima edizione per L’Asino d’oro edizioni, ha varcato i confini nazionali con traduzioni in tedesco, inglese, francese e spagnolo, segnando un punto di rottura radicale con la tradizione psicoanalitica.

rappresentazione stilizzata della nascita umana come evento neurobiologico

L’inizio del pensiero: reazione biologica e psichica

La TdN si impone nel panorama delle scienze psicologiche ponendo alla nascita una netta cesura con la realtà biologica pre-natale. Durante i mesi della gestazione, embrione prima e feto poi, sono immersi in un ambiente totalmente buio ed impermeabile alla luce, dove regna quella che in medicina si chiama omeostasi, finalizzata allo sviluppo biologico del feto. Al momento della nascita questa omeostasi cessa e nel “venire alla luce” avvengono dei cambiamenti drastici per il neonato, primo tra tutti il passaggio da un ambiente di buio totale alla luce.

Massimo Fagioli teorizza che l’inizio del pensiero sia la reazione biologica, che diventa psichica, del neonato allo stimolo della luce sulla sostanza cerebrale attraverso la retina. Fondamentale per la teorizzazione di Fagioli fu l’osservazione del lasso di tempo di durata variabile (dell’ordine di pochi secondi) immediatamente dopo la nascita, in cui il neonato è ancora privo di respiro, tono muscolare e, apparentemente, di qualunque reazione nei confronti dell’ambiente circostante. L’unica attività possibile in questo tempo, definito dallo psichiatra “venti secondi”, è quella di una reazione mentale: la pulsione.

La Fantasia di Sparizione

La pulsione può essere definita come una reazione psichica di difesa che annulla, nel senso di rendere mentalmente non esistente, la realtà aggressiva del mondo non umano (la luce, il freddo, i rumori) nel quale il neonato si trova improvvisamente catapultato. Per l’essere umano che “viene al mondo” il mondo non umano non esiste.

Questa reazione, denominata Fantasia di Sparizione (f.s.), è vitalità, creazione, esistenza, tempo e capacità di immaginare. È al momento della nascita, né prima né dopo, che si forma la realtà mentale umana, un pensiero non cosciente che fa di ciò che è (il mondo non umano) ciò che non è e, simultaneamente, di ciò che non è più (l’omeostasi intrauterina) ciò che è. "E la memoria mi dice: hai scritto che la luce, che si unisce alla sostanza cerebrale crea la capacità d’immaginare l’assenza del mondo non umano".

diagramma esplicativo del processo della fantasia di sparizione alla nascita

Differenziazione dalla psicoanalisi e la natura relazionale

La TdN si differenzia radicalmente dalla psicoanalisi che propone l’autismo primario, fase in cui il neonato non distinguerebbe tra ciò che gli appartiene e ciò che appartiene alla madre (M. Mahler). Per Fagioli, il neonato possiede un senso della sua realtà differenziata dalla madre, evidenziando una natura relazionale del pensiero: il neonato, quindi, possiede un senso della sua realtà differenziata dalla madre.

Mentre autori come Otto Rank hanno concettualizzato la nascita come trauma, identificandola come “prima tappa della nevrosi”, per Fagioli la nascita non può dirsi traumatica perché non regressiva psichicamente, bensì creazione di una nuova realtà psichica. Successivamente, nei primi mesi di allattamento in cui la mamma nutre il neonato fisicamente ed affettivamente, si dinamizzano nelle poppate continue separazioni fra lui e la madre e vi è un ulteriore elaborazione di tali profonde modificazioni interne. Riattuando la stessa dinamica psichica presente alla nascita con la Fantasia di Sparizione, il neonato si sviluppa ulteriormente nel pensiero e senso di se.

Evoluzione: movimento, linguaggio e identità

L’avvio di movimento e linguaggio può essere visto come risultante della dinamica psichica di separazione dalla madre che si realizza in tutto il primo anno di vita. Questa rende possibile quella certezza della propria identità che permette di fare un salto evolutivo, ed iniziare a camminare prima e parlare poi, realizzando anche nel comportamento visibile una graduale autonomia.

Negli ultimi anni, M. Fagioli parla del “riconoscimento allo specchio” come fase in cui il bambino acquisisce una ulteriore conferma della sua identità, quasi una certezza del proprio sé, in seguito a successive elaborazioni di dinamiche di separazione. La teoria realizza una prospettiva teorica rivoluzionaria: concettualizzare lo sviluppo umano non soltanto in termini di coscienza e comportamento, bensì illustrarne la sua realtà non cosciente che si realizza sin dalla nascita.

SVILUPPO EMOTIVO, RELAZIONALE ed AFFETTIVO del BAMBINO, dalla nascita ai primi anni di vita

Patologia mentale e pulsione di annullamento

Semplificando molto, secondo Fagioli l’insorgenza delle malattie mentali è legata ad una distorsione della dinamica fisiologica della nascita descritta prima. L’adulto con il quale il neonato si rapporta, per quanto presente e attento sul piano dell’accudimento materiale, può non riuscire a rispondere adeguatamente alle sue esigenze affettive e di rapporto. Pertanto il bambino può realizzare come “difesa” la pulsione di annullamento che, non più fusa alla vitalità che è andata perduta, invece di far sparire il mondo della natura, rende “non esistente” l’adulto deludente.

Questo concetto trova radici profonde negli studi dello psichiatra sulla percezione delirante, descritta in lavori precoci già a partire dal 1962. L'alterazione non riguarda il rapporto con la realtà fisica - quella è spesso perfetta - bensì la realtà umana, il voler sapere, l’essere certi della realtà mentale dell’altro. La pulsione di annullamento è, in questo senso, parente della percezione delirante: un'assenza, un "non c'è", un legame sincretico alla percezione che nega l'esistenza dell'altro.

L’eredità: l'analisi collettiva e la ricerca scientifica

Dal 1975 al 2016 Massimo Fagioli ha tenuto una unica e particolarissima psicoterapia di gruppo, l’Analisi Collettiva, con migliaia di partecipanti. In questo lavoro di cura e ricerca si sono formati centinaia di psichiatri che operano in Italia e all’estero, nella Sanità pubblica e in ambito privato. La pratica, caratterizzata dalla gratuità e dall'anonimato dei partecipanti, mirava a far emergere la dinamica umana universale.

L’impatto di questo pensiero è stato recentemente ribadito nel convegno scientifico internazionale “Cinquant’anni di Istinto di morte e conoscenza - La Teoria della nascita umana e le sue implicazioni”, tenutosi a Roma. L'evento, che ha visto la partecipazione di studiosi provenienti da prestigiose istituzioni internazionali, ha dimostrato come la portata della TdN sia fondamentale per orientare un intervento possibile nei disturbi dello sviluppo, superando il tecnicismo delle tecniche cognitivo-comportamentali ed alcune letture psicoanalitiche, per porsi come fondamento sulla trasformazione della relazione non cosciente che gli adulti significativi hanno con il bambino.

Nel 2018, il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca ha abilitato la Scuola di psicoterapia dinamica Bios Psychè, fondata su un collaudato indirizzo psicodinamico-relazionale basato sull’elaborazione teorica e metodologica del professor Massimo Fagioli, integrato con gli assunti principali della psicopatologia fenomenologica e delle ricerche sulla mente non cosciente, garantendo così la continuità di una ricerca che ha trasformato radicalmente la concezione della nascita e della psiche umana.

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