Scoprire di essere incinta è un momento di grande emozione, ma anche l’inizio di un percorso che richiede attenzione, cure specifiche e controlli regolari. La scoperta di una gravidanza può porre la donna di fronte a dubbi e paure: lo sviluppo del bambino diviene il focus dei suoi pensieri. Appena scopri di essere incinta, il primo passo è rivolgersi a un ginecologo o a un centro ostetrico. In una gravidanza fisiologica, cioè senza complicazioni, il Ministero della Salute italiano prevede un calendario standard di controlli articolato su 7 visite ostetriche principali, suddivise nei tre trimestri.

L'importanza della prima visita ostetrica
La visita ostetrica è il momento centrale del monitoraggio prenatale. Solitamente si consiglia alla donna di sottoporsi ad una prima visita dal ginecologo a partire dalle 7-10 settimane di gestazione. Se il ginecologo per la gravidanza scelto da voi non conosce la vostra storia clinica, la prima visita inizierà con l’anamnesi di entrambi i futuri genitori per reperire informazioni importanti quali vaccinazioni, intolleranze, allergie, patologie e storia clinica familiare.
Il medico ti seguirà nella prima visita ginecologica, spesso sarà anche il professionista che ti accompagnerà come un angelo custode per tutto il percorso della gravidanza e, in molti casi, anche al momento del parto. Scegli un ginecologo che ti dia fiducia a pelle. Durante questo incontro, lo specialista raccoglie le più importanti informazioni circa la salute della donna, del partner e della loro storia famigliare. Si valutano l'età, la storia ostetrica precedente (aborti, parti), l'uso di farmaci e le condizioni di salute generali.
Struttura della visita e parametri clinici
La visita prosegue valutando altezza e peso della futura mamma e la sua pressione arteriosa. I valori e le misure riscontrati dalla prima visita dal medico ginecologo sono fondamentali per accertare lo stato di attesa, determinare l’età gestazionale e calcolare la data del parto. Il ginecologo calcolerà 40 settimane a partire dalla data dell'ultima mestruazione, se il ciclo è regolare di 28 giorni.
Spesso la donna è spaventata dalla possibilità che un esame interno possa “disturbare” il feto. Oltre all’ecografia, in sede di visita dal ginecologo è prevista un’ispezione e palpazione interna fondamentali per la valutazione della posizione e della salute dell’utero, del tono dei tessuti e della presenza di eventuali perdite. Non serve rimuginare sul giorno del concepimento: sarò rimasta incinta quella domenica di pioggia oppure quella sera dopo la festa? Il medico ti aiuterà a orientarti in questo nuovo conteggio basato sulle settimane.
L'ecografia: vedere il bambino per la prima volta
Hai appena scoperto di essere incinta e già non vedi l’ora di vederlo in un monitor e di ascoltare il battito del suo cuore? La prima ecografia in gravidanza viene solitamente programmata tra la sesta e l’ottava settimana di gestazione. L’ecografia interna, o ecografia transvaginale, è uno strumento diagnostico molto efficace per confermare una gravidanza. Questa tecnica permette di visualizzare l’embrione e la camera gestazionale all’interno dell’utero già dalla quinta settimana di gestazione.

Durante questa ecografia, il ginecologo esaminerà anche la posizione dell’embrione per escludere gravidanze ectopiche e valuterà la salute della madre. In questo momento il medico osserva anche il posizionamento della placenta, organo temporaneo che fino al momento del parto provvede a nutrire e crescere il bambino, come un filtro che lascia passare le sostanze buone e filtra quelle potenzialmente nocive. Se l’apparecchiatura del tuo ginecologo lo consente, potrai chiedergli di farti sentire il battito del cuore. Un’avvertenza: il suo cuore batterà molto veloce, non devi preoccuparti perché è giusto che sia così. Ovviamente il tuo compagno è benvenuto per assistere al momento della comparsa sul monitor del bambino.
Esami di laboratorio e monitoraggio costante
Per orientarsi meglio tra tutti i controlli, è essenziale comprendere il ruolo dei test di laboratorio. Il ginecologo prescriverà una serie di analisi per assicurarsi che la gravidanza proceda senza complicazioni:
- Esame urine: Chimico, fisico e microscopico per diagnosticare precocemente un’eventuale infezione urinaria e per monitorizzare eventuali segni precoci di diabete o gestosi.
- Toxotest: Accerta la presenza di anticorpi antitoxoplasmosi. La toxoplasmosi è una malattia infettiva in genere trasmessa all’uomo da animali. Se la sierologia è negativa, la donna deve prestare maggior attenzione ad alcune norme igieniche: lavare con cura le mani dopo essere stati a contatto con animali e lavare accuratamente frutta e verdura.
- Rubeotest: Verifica la presenza di anticorpi antirosolia. Se la madre ha già avuto la rosolia (igg positive e igm negative) non c’è alcun rischio. Nel caso di titolo basso o negativo, è consigliabile evitare contatti con individui ammalati.
- Glicemia: Valuta la quantità di glucosio nel sangue. A 24 settimane si consiglia di eseguire la curva glicemica breve per escludere il diabete gestazionale.
- Test di Coombs indiretto: Permette di scoprire l’eventuale presenza di anticorpi anti-eritrociti nel sangue materno.
- Ricerca del GBS: Tampone vaginale e rettale tra la 35° e la 37° settimana per lo streptococco ß-emolitico di gruppo B. L’eventuale positività va trattata con profilassi antibiotica durante il travaglio.
Test Prenatali - Bi-test e Nipt
Il monitoraggio mensile e le fasi finali
Senza diversi avvisi da parte del medico, effettuata la prima, si prosegue poi con regolari visite ginecologiche durante la gravidanza a cadenza mensile. Durante questi appuntamenti, il ginecologo continua a monitorare peso e pressione arteriosa. Man mano che la gravidanza procede, verso il termine, viene eseguita la cardiotocografia (NST), un test per monitorare il battito cardiaco del bambino e l’attività contrattile della muscolatura uterina. Se la donna non partorisce entro le 42 settimane di gestazione, prenderà appuntamento per un ricovero ordinario per un’eventuale induzione. Una volta partorito, è sempre consigliato effettuare anche la visita ginecologica post parto.
Consigli sullo stile di vita
Il ginecologo discuterà con te dei sintomi comuni della gravidanza, come nausea, vomito, stanchezza e cambiamenti nel seno. Ti fornirà consigli su come gestire questi sintomi e su cosa aspettarti nei mesi a venire. È fondamentale l'assunzione di acido folico, essenziale per prevenire difetti del tubo neurale nel feto. Inoltre, verrà ribadita l'importanza di evitare alcool, fumo e altre sostanze nocive, e ti saranno forniti consigli sull’attività fisica adeguata. La scelta di affidarsi a una struttura specializzata, che sia a Roma o in altre città, garantisce che ogni dubbio trovi risposta in un ambiente protetto e professionale, trasformando l'ansia in una serena attesa.
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