Crisi Coniugale, Desiderio di Gravidanza e Fattori Psicologici: Comprendere le Dinamiche Profonde

La vita di coppia è un percorso intriso di sfide, trasformazioni e momenti di profonda rinegoziazione. In particolare, il matrimonio, e ancor più l'idea o l'arrivo di una gravidanza, possono innescare dinamiche complesse che, se non gestite, possono culminare in una crisi coniugale. Questa condizione, spesso silente ma pervasiva, può manifestarsi attraverso un distacco emotivo, un'insoddisfazione sessuale o persino il desiderio di cercare altrove affetto e appagamento, sia esso un "altro uomo" o una "fuga" psicologica dalla realtà della coppia. Le cause psicologiche sottostanti a questi scenari sono molteplici e meritano un'analisi approfondita, che tenga conto delle aspettative individuali, dei ruoli di genere e delle inevitabili metamorfosi che ogni relazione attraversa.

La Crisi Matrimoniale: Segnali, Profondità e Richieste di Cambiamento

Vivere una forte crisi nel matrimonio è un'esperienza profondamente dolorosa che può scuotere le fondamenta stesse dell'esistenza di un individuo e della sua famiglia. Quando uno dei partner esprime il desiderio di separarsi, come nel caso di "Mia moglie mi ha espresso il desiderio di separarci", il mondo dell'altro può crollare. La presenza di una famiglia con due figlie e un grande amore che unisce la coppia, seppur trasformato, rende la situazione ancora più complessa. Talvolta, questo "grande amore" viene definito fraterno, indicando un cambiamento nella sua natura, una diminuzione della componente passionale ed erotica che, per uno dei partner, può diventare insostenibile.

Coppia in crisi, seduta sul divano di spalle

Un elemento spesso centrale in queste crisi è una vita sessuale insoddisfacente, soprattutto quando vi sono tempi o desideri non allineati. L'espressione "i miei tempi troppo veloci" suggerisce una disconnessione nell'intimità che può generare frustrazione e alienazione. Non poter immaginare il futuro lontano dal coniuge e dalle figlie è una reazione comune e legittima di chi nutre un profondo amore e un attaccamento alla vita familiare costruita insieme. Tuttavia, occorre prendere atto della realtà, seppur dolorosa, specialmente se la partner sembra aver già preso una direzione differente. In queste circostanze, può essere necessario accettare la decisione e comprendere come organizzarsi fisicamente, seppur con grande malessere e preoccupazione. Se la decisione di separarsi è presa, c'è poco da fare oltre a cercare supporto per affrontare il difficile processo.

La Trasformazione della Coppia: Dalla Gravidanza alla Genitorialità

La nascita di un figlio rappresenta un mutamento di un certo rilievo sulla vita di coppia, soprattutto sulla sfera intima di entrambi i partner. Sono moltissime le coppie che attraversano una crisi profonda dopo la nascita del primo figlio. Alcune crisi si risolveranno con il tempo e il sostegno reciproco, altre no. Il passaggio da coppia a famiglia è un momento cruciale: si passa da una situazione in cui la coppia è fondata sulla relazione a una in cui i componenti di questa devono costruirsi come genitori, rinegoziando i ruoli e assumendosi responsabilità diverse da quelle precedenti. In questa fase, le energie e le attenzioni vengono riposte sull'infante, creando un grosso investimento di energia e di tempo che richiede questa nuova fase di vita.

Questo investimento ha lo scopo di creare uno spazio da dedicare al proprio figlio ma allo stesso tempo anche di preservare un momento sia individuale che di coppia. Tuttavia, comporta spesso la riduzione della dimensione romantica-erotica e dell’affiatamento tra i partner. Questi cambiamenti includono anche variazioni nella dimensione dell’identità e dell’immagine di sé, e di conseguenza vi è un nuovo modo di percepire la coppia stessa. Diverse ricerche hanno appurato un declino dell’attività sessuale soprattutto nel periodo immediatamente dopo il parto, ma questa gradualmente torna ad aumentare durante il primo anno di vita del bambino.

Famiglia con neonato, genitori stanchi

Un altro elemento da tenere certamente in considerazione è la stanchezza. L’accudimento del neonato richiede molte energie e non è affatto semplice, soprattutto se il bimbo dorme poco o presenta delle difficoltà quali ad esempio reflusso o coliche. A causa di queste situazioni i neo genitori possono essere carenti di ore di sonno e, a quel punto, appena si presenta un momento di riposo, preferiscono dormire piuttosto che dedicarsi alla sessualità.

Non soltanto la donna riscontra problematiche in questa fase: la sessualità maschile, quando è chiamata al confronto con il ruolo della paternità, uscendo quindi da un contesto relazionale, presenta spesso difficoltà che si manifestano in disfunzioni sessuali e calo della libido con un conseguente minor interesse nei confronti dei rapporti sessuali. Si assiste pertanto a una progressiva riduzione della gratificazione sessuale nell’ambito della coppia, che determina una diminuzione dei rapporti sessuali. L'uomo che sta per avere un bambino, o lo ha appena avuto, può vivere una paternità che costituisce un giro di boa importantissimo nella vita. Se vissuta bene, può dare un nuovo senso di virilità e di orgoglio e rappresenta un importante fattore di maturazione personale e di coppia.

Disfunzioni Sessuali e Calo del Desiderio: L'Impatto Psicologico su Uomini e Donne

Durante la gravidanza e il periodo post-parto, il desiderio sessuale e la dinamica intima della coppia possono subire profonde alterazioni, radicate in complessi fattori psicologici e fisiologici. Il comportamento sessuale della donna, ad esempio, può essere molto variabile, risultando meno presente nel primo e terzo trimestre di gravidanza e fortemente influenzato da diversi fattori. Le modificazioni somatiche giocano un ruolo importante: il corpo cambia, la pancia diventa più pesante, e la donna può sentirsi goffa, meno in armonia con se stessa, percepirsi meno attraente e, di conseguenza, sentirsi meno desiderata.

Anche sintomi come nausea, stanchezza, dolori muscolari e perdite vaginali contribuiscono al calo del desiderio sessuale. In effetti, il 50,4% delle donne in gravidanza ha riferito una diminuzione dell'interesse sessuale durante la gestazione (García-Duarte et al., 2023). Inoltre, i cambiamenti ormonali possono portare a stanchezza, sonnolenza, insonnia e soprattutto a repentini sbalzi di umore. Non vanno poi sottovalutate le paure di natura psicologica, come quella di far male all’embrione, dell’aborto, di essere rifiutata o abbandonata, che possono ulteriormente influenzare il desiderio sessuale in gravidanza.

Donna incinta che si tocca la pancia, pensierosa

E il futuro papà? Anche nell’uomo numerosi fattori psicoaffettivi possono influenzare il comportamento sessuale. In alcuni casi, l’astensione dall’erotismo della partner può non essere condivisa dall’uomo, che, sentendosi rifiutato, potrebbe inibire a sua volta il proprio desiderio. Quando il futuro papà vive con timore l’atto sessuale, ciò può accadere perché la donna con il pancione viene percepita come una figura estremamente fragile e il sentimento di protezione prevale sul desiderio erotico. Si verifica anche quando l’uomo si rende conto di provare disinteresse verso il corpo in trasformazione della compagna e non si sente più attratto fisicamente, o se il futuro papà non si sente all’altezza del nuovo ruolo, con pensieri rivolti al bambino e alla cura della famiglia. Un altro scenario si presenta quando si sente escluso dal legame speciale che si crea tra mamma e bambino, vivendo come un estraneo l’evolversi della gravidanza. Infine, se il solo pensiero della penetrazione provoca la paura di arrecare danni al feto, sebbene esso sia ben protetto da sacco amniotico e tappo mucoso, o quando vive con timore e perplessità il cambiamento della relazione di coppia e dell’atteggiamento della compagna, che può essere più concentrata sul bambino in arrivo e meno sulle esigenze del partner, il desiderio può diminuire.

La dolce attesa può inibire il partner, timoroso che il rapporto sessuale possa nuocere a lei e al bebè. Come espresso da un lettore, "Da quando mia moglie ha cominciato a sentir muovere il bambino, io non me la sono più sentita di avere rapporti. Sia per paura di farle male, sia perché l’idea che il bambino “mi senta” mi crea disagio." Questo non è necessariamente un fatto negativo. Anzi, ricerche recenti hanno mostrato che l’uomo ha una riduzione di desiderio, che aumenta con il progredire della gravidanza, in circa il 48 per cento dei casi. E proprio per le ragioni che si adducono: sia per la paura di nuocere alla gravidanza, sia per una percezione disturbante del fatto di sentire il bambino come una presenza viva, oltre che per il progressivo “ingombro” del pancione.

In attesa | Ep. 6 - Aspetti psicologici della gravidanza

Questo radicale passaggio di vita non è esente da difficoltà e, a volte, profonde crisi. La gravidanza, anche di un bimbo desiderato, può essere vissuta con conflittualità, specialmente negli uomini più giovani (o immaturi, anche a quarant'anni) in cui è ancora fortissimo il desiderio di libertà, autonomia e indipendenza. Le “fughe” psicologiche dalla nuova situazione possono allora assumere aspetti diversi: crollo del desiderio sessuale (“quella pancia mi blocca”, “non riesco più a vederla come prima”, “ho paura di far male al bambino”) ma senza nessuna tenerezza o dolcezza o attenzione nei confronti della moglie o della compagna. È in questo contesto che possono emergere nuovi innamoramenti, proprio quando la partner è gravida, che a volte irrompono apparentemente improvvisi (e che sono molto più frequenti di quanto si riconosca). L’errore più frequente che le donne fanno, e che può facilitare queste “fughe”, reali o simboliche, è di avere un atteggiamento eccessivamente concentrato sulla gravidanza e sul bambino. Questo rischia di far sentire il partner una specie di “fuco”, buono per la riproduzione e poi… buonanotte!

È saggio, anzitutto, che il bambino sia desiderato da entrambi e non “imposto” più o meno sottilmente dalla donna, specialmente quando il partner dice chiaramente di non sentirsi pronto. È poi strategico che la donna faccia sentire il proprio compagno prezioso per lei, come e più di prima. I numerosi cambiamenti corporei che la gravidanza comporta celano spesso il timore da parte delle donne di non essere più attraenti e creano nell’uomo la difficoltà a rapportarsi non più ad un’amante bensì alla madre del proprio figlio. Numerose sono le coppie che arrivano in terapia lamentando un improvviso calo dei rapporti sessuali concomitante all’inizio della gravidanza. L’uomo, infatti, continua ad avvertire stimoli sessuali, che lo spingono, talvolta, verso un’avventura extraconiugale. La prassi clinica, purtroppo, segnala che l’evento gravidanza è spesso caratterizzato dalla diminuzione dei rapporti sessuali anche sulla base di aspetti di tipo familiare, culturale, religioso e sociale che impongono tabù e condanne all’attività sessuale.

La coppia che si trova ad affrontare una gravidanza, man mano che trascorrono i mesi della gestazione, può rilevare eventuali dinamiche disfunzionali, che riguardano condizionamenti o false credenze socio-culturali. In una ricerca sulle puerpere post partum, anche Battacchi e De Aloysio (1981) sottolineano la difficoltà delle donne a riconoscere un miglioramento della vita sessuale, pur individuando una netta differenza tra desiderio sessuale e soddisfacimento sessuale. Il primo sembra non diminuire così drasticamente come il secondo.

Il Desiderio di Gravidanza e l'Infertilità: Complessità Psicologiche

Il desiderio di un figlio va oltre la storia di vita individuale, ha radici profonde e arcaiche di natura culturale e sociale. Per molte persone, poter avere un figlio è un passo necessario a completare la realizzazione della propria identità sia come individui che come coppia. Potersi rappresentare come genitori è un passaggio evolutivo a livello di crescita psicosessuale, che permette di passare dal ruolo di figli al legittimo ruolo di adulti.

Quando il desiderio di gravidanza si scontra con l'infertilità, il dolore psicologico può essere paragonato a quello provato in patologie croniche gravi, dal momento che non riuscire a diventare genitori è un fattore di crisi dell’identità e può mettere a dura prova anche il legame di coppia. La sfera psicologica gioca un ruolo importante nelle situazioni di sterilità e infertilità sia come una delle possibili cause del problema sia come conseguenza per l’impatto che il disturbo provoca nei singoli e nella coppia. Identificare con chiarezza come la componente psichica influenzi la possibilità di concepire è difficile, dal momento che la sfera soggettiva non può essere generalizzata, ma è possibile riscontrare molti casi in cui la psicoterapia ha messo in luce un collegamento stretto tra la componente psicologica e organica.

Coppia che si abbraccia in un momento di difficoltà

La sofferenza psicologica è in grado di alterare i livelli ormonali e dunque posticipare o impedire l’ovulazione. La psiche gioca un ruolo diretto sulla possibilità creativa dal momento che ha un impatto oltre che sull’assetto ormonale, anche sull’umore, sul sistema immunitario, sul sistema endocrino. E su altri fattori che partecipano a favorire o ostacolare la generatività, come ad esempio l’alimentazione. L’ansia, ad esempio, aumenta i livelli di cortisolo, adrenalina e noradrenalina, presenti nell’organismo. Questi a loro volta alterano l’equilibrio degli ormoni sessuali (LH, FSH, estrogeni, progesterone, prolattina). Il buon funzionamento dell’apparato genitale femminile, responsabile del ciclo mestruale (ritmo, durata, intensità), riflette una condizione di equilibrio interiore e di salute. Peso, stile di vita e stress sono le principali cause di disfunzioni quando non ci sia una patologia organica.

Alcune patologie mentali possono creare interferenze nella fisiologia del ciclo mestruale, come i disturbi alimentari che alterano il peso e sottopongono l’organismo a sforzi eccessivi (ad esempio troppo sport) o la dipendenza da sostanze o da comportamenti che sono dannosi per l’organismo. Ma quando si dice che lo stress può essere un fattore di rischio nell’infertilità e nella sterilità si comprendono anche tutti quei casi di donne in cui non si riesce ad individuare un motivo chiaro che causa il problema, dove amenorrea, dismenorrea, anovularietà sembrano essere un mezzo attraverso cui gli organi esprimono un disagio che la donna non riesce a comunicare attraverso le emozioni.

Le donne che cercano sostegno perché non riescono a diventare madri sono molto sofferenti, hanno preoccupazioni crescenti e talvolta sono ossessionate dalla sterilità della coppia. È difficile stabilire se il loro disagio sia esclusivamente una conseguenza della situazione pesante che stanno vivendo o se ci fosse già un malessere emotivo che si è “slatentizzato”, scoppiando a causa delle circostanze. La difficoltà di stabilire cosa venga prima o dopo riguarda anche le coppie seguite in psicoterapia, che vengono messe a dura prova quando devono affrontare l’infertilità e solo se l’unione è forte e il legame maturo riescono a tollerare l’impatto emotivo della frustrazione e dell’impotenza di un problema che può diventare un evento traumatico. Non sappiamo se le dinamiche emotive della coppia prima fossero funzionali, ma certamente si assiste in molti casi alla nascita di attriti, colpevolizzazione reciproca e la tendenza a riversare sull’altro la propria frustrazione.

Sia quando la coppia è coalizzata sia quando va in crisi, si vede spesso nei percorsi di psicoterapia come il malessere dei due partner occupi tutto lo spazio dentro di loro e si perda la possibilità di essere accoglienti e dare spazio alla costruzione del “grembo psichico” che precede la gravidanza. La maternità prevede la presenza di un utero accogliente ma anche di un contenitore mentale dove il figlio che verrà alla luce possa essere atteso e pensato, desiderato e amato anche prima di nascere. È molto difficile riuscire ad essere accoglienti quando si è pieni di sofferenza. Anche se la donna sa che lo stress può impattare l’organismo e ostacolarne il buon funzionamento, non riesce ad elaborare il malessere da sola e spesso anche il compagno che è coinvolto nella situazione non riesce ad essere un sostegno. Tale situazione facilita l’esordio di fattori psicosessuologici che sono sia causa che conseguenza dell’infertilità di coppia.

I problemi sessuali sono dovuti al fatto che i rapporti vengono programmati nei giorni in cui la donna è in ovulazione per renderli efficaci al fine di concepire. La coppia non fa più l’amore quando lo desidera, l’incontro intimo si trasforma in un agire meccanico e, anziché essere un momento desiderato, assume valenze emotive negative, diventando una prestazione dove i due partner vivono l’incapacità di riuscire a procreare. Ma non sono rari i casi in cui i problemi sessuali erano precedenti alla decisione di avere un bambino e causati da altre difficoltà psicologiche, come nel caso dei “matrimoni bianchi” dove la necessità di consumare il rapporto si fa più pressante proprio di fronte al desiderio di diventare famiglia. Le disfunzioni sessuali in questi casi possono essere legate a fobie o altri disturbi di natura emotiva da ricercarsi nella storia personale. Talvolta emergono nei percorsi di psicoterapia timori profondi della donna a vivere la trasformazione radicale che il corpo subisce di fronte ad una gravidanza e dunque un conflitto tra il desiderio e il rifiuto di rimanere incinta. In altri casi la donna può sentirsi ancora molto immatura e dipendente dalla propria famiglia per sentirsi di assumere il ruolo di madre e le responsabilità che comporta. Le paure della donna possono assumere la forma di fobia della penetrazione e causare sintomi come il vaginismo. Insicurezza e senso di inadeguatezza possono investire anche il partner maschile e determinare problemi nella sfera dell’intimità, come l’impotenza. Lo stress, infatti, interferisce con la funzione delle gonadi sia maschili che femminili, ostacolando il concepimento.

Sessualità in Gravidanza: Tra Tabù, Benefici e Precauzioni

Al giorno d’oggi la sessualità è ancora vissuta come un tabù, soprattutto in alcune situazioni più intime e delicate come la gravidanza. Durante la gestazione, credenze popolari e paure personali e di coppia possono influenzare il comportamento sessuale dei futuri genitori. Questo può portare spesso all’astensione dal sesso o a rapporti più saltuari, generando nei partner sentimenti di rifiuto, vergogna e frustrazione. Durante la gravidanza si osserva una riduzione significativa del numero di rapporti sessuali, della frequenza dell'orgasmo sia con penetrazione che con masturbazione, così come della frequenza del sesso orale (García-Duarte et al., 2023). Anche dopo il parto possono emergere difficoltà nel riprendere la vita sessuale.

Gli studi effettuati hanno evidenziato che, tranne che in casi particolari come minacce d’aborto o gestosi, non esistono controindicazioni all’attività sessuale e al coito, almeno fino alla trentunesima settimana. Secondo la ricerca scientifica, addirittura, lo stato di gravidanza crea una situazione psico-fisica favorevole ad un arricchimento dell’esperienza sessuale. All’interno di un atteggiamento intimo e affettuoso dell’uomo e della donna in gravidanza è necessaria un’identificazione del partner con la donna incinta e il desiderio di quest’ultima di condividere la gravidanza con il proprio compagno (Ciolli, P., Orsini, A., Russo, P., Russo, R., 1996; Scarselli, V., Biagiotti, R., Lino, G., Scarselli, G., 2002).

Coppia in dolce attesa che si tiene per mano

Nella maggior parte dei casi, il sesso non comporta rischi per il bambino, che è protetto dal sacco amniotico e dal tappo mucoso. È importante che la coppia si senta libera di esprimere i propri bisogni e di adattare la sessualità ai cambiamenti del corpo e delle emozioni. A sostegno di queste rassicurazioni, studi recenti hanno dimostrato che l'esperienza, la frequenza e il momento dei rapporti sessuali durante la gravidanza non hanno avuto alcun impatto significativo sugli esiti ostetrici o neonatali rispetto alle donne che non hanno avuto rapporti sessuali (Kong et al., 2019). Anche gli psicologi specializzati in perinatalità consigliano di mantenere un dialogo aperto: "Parlare delle proprie paure e desideri aiuta a ridurre l’ansia e a rafforzare la complicità. La sessualità può cambiare, ma resta un aspetto importante della relazione di coppia anche in gravidanza." Queste rassicurazioni sono in linea con le linee guida del Ministero della Salute, che invitano le coppie a confrontarsi con il proprio medico per ogni dubbio, ma anche a vivere la sessualità come parte integrante del benessere personale e di coppia (Ministero della Salute, 2022).

Indicazioni e Controindicazioni Trimestre per Trimestre

Le esigenze e le precauzioni legate al sesso in gravidanza possono variare a seconda del trimestre, sia per i cambiamenti fisici che per le eventuali condizioni cliniche che possono insorgere. È importante ricordare che ogni gravidanza è unica e che le indicazioni generali vanno sempre adattate alla situazione personale, in accordo con il proprio ginecologo.

Primo trimestre:

  • Astenersi in caso di minaccia d'aborto: se si manifestano perdite ematiche, dolori addominali o il medico segnala un rischio aumentato di aborto spontaneo, può essere consigliato evitare i rapporti sessuali.
  • Nausea e stanchezza: in questa fase molte donne sperimentano sintomi che possono ridurre il desiderio sessuale, ma non rappresentano una controindicazione medica.

Secondo trimestre:

  • Generalmente periodo più sicuro: in assenza di complicazioni, il secondo trimestre è spesso considerato il momento più sereno per la sessualità, grazie alla diminuzione di nausea e stanchezza e a una maggiore stabilità ormonale.
  • Attenzione a infezioni o patologie: se vengono diagnosticate infezioni vaginali o altre condizioni (come placenta previa diagnosticata precocemente), il medico può suggerire di sospendere i rapporti.

Terzo trimestre:

  • Astenersi in caso di rischio di parto prematuro: se il collo dell’utero è accorciato, ci sono contrazioni premature o altre condizioni di rischio, il sesso può essere sconsigliato.
  • Placenta previa o distacchi: in presenza di placenta previa o distacco di placenta, i rapporti sono generalmente controindicati.
  • Feti multipli: in caso di gravidanza gemellare, il medico può suggerire maggiore cautela, soprattutto nelle ultime settimane.

Queste indicazioni sono in linea con le raccomandazioni del Ministero della Salute italiano e delle principali società di ginecologia, che sottolineano l’importanza di una valutazione personalizzata (Ministero della Salute, 2022).

Benefici Fisici e Psicologici del Sesso in Gravidanza: Cosa Dice la Scienza

Oltre a rafforzare il legame di coppia, il sesso in gravidanza può essere associato a vantaggi sia dal punto di vista fisico che psicologico, quando non vi sono controindicazioni specifiche.

  • Miglioramento della circolazione e ossigenazione: l’attività sessuale può favorire la circolazione sanguigna, contribuendo in alcuni casi a un migliore apporto di ossigeno alla placenta e quindi al feto (Secondo la Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia, 2021).
  • Allenamento del pavimento pelvico: le contrazioni muscolari durante l’orgasmo possono contribuire a mantenere tonici i muscoli del pavimento pelvico, facilitando il recupero post-parto e riducendo il rischio di incontinenza urinaria (Bø, K., 2015).
  • Riduzione dello stress e miglioramento dell’umore: il rilascio di endorfine durante il rapporto sessuale può contribuire a ridurre ansia e stress, favorendo un benessere emotivo sia nella donna che nel partner (Secondo una revisione pubblicata su "Journal of Sexual Medicine", 2020).
  • Consolidamento della relazione di coppia: la condivisione dell’intimità può aiutare a mantenere un senso di vicinanza e complicità, elementi fondamentali per affrontare insieme i cambiamenti della gravidanza.

Questi possibili benefici sono riportati da numerosi studi clinici che sottolineano come, in assenza di rischi specifici, la sessualità possa essere vissuta in modo sereno e positivo durante la gravidanza. Il bambino nella pancia della mamma non subisce nessun turbamento né disagio per effetto del sesso in gravidanza compiuto con amore dai genitori, anzi beneficia degli ormoni che il corpo della mamma libera spontaneamente.

Il Ruolo del Dialogo e il Supporto Professionale nella Crisi e nel Desiderio di Gravidanza

Di fronte a una crisi coniugale, soprattutto quando connessa al desiderio di gravidanza o alle sue conseguenze, la prima cosa da fare è favorire l’ascolto e aprirsi al dialogo. È importante mantenere degli spazi riservati alla coppia, se necessario impegnarsi nel crearli e mantenerli, non trascurarsi sia da un punto di vista fisico ma anche psicologico, in quanto bisogna considerare i bisogni non solo del bambino ma anche i propri. La sessualità tende a calare, ma nonostante questo è comunque importante ritagliarsi dei momenti di intimità per trovare un nuovo equilibrio e per superare tutti i mutamenti scaturiti dalla gravidanza e dai cambiamenti fisici e relazionali.

La coppia inoltre deve iniziare a fare squadra, individuando tutte le mansioni da svolgere nell’arco della giornata per arrivare a una suddivisione condivisa e ragionata degli impegni. Questo ripristinerà un senso di unione e i neogenitori affronteranno assieme e al meglio le difficoltà. Quando sentiamo una grande fatica nel tornare a sintonizzarci, a raggiungere un dialogo condiviso, o a riversare all’esterno i bisogni individuali, allora può essere il momento di considerare la possibilità di una terapia di coppia.

Terapia di coppia, due persone sedute di fronte a un terapeuta

Spesso ci si chiede l'efficacia di tale approccio. La risposta è che è una psicoterapia, e per questo è importante che possa esserci una convinzione e un desiderio al cambiamento da parte di entrambe le persone della coppia sulla base di un legame d’amore ancora presente. Lo psicoterapeuta non prenderà le parti di nessun membro della coppia ma tutelerà il legame. Si approfondiranno i significati individuali nei differenti eventi e comportamenti e si favorirà la comunicazione dei propri bisogni individuali all’interno dell’appartenenza alla coppia.

Il lavoro di riassestamento che la coppia si trova a dover affrontare può non essere semplice e, se si sperimentano difficoltà, è importante superare l’imbarazzo e affidarsi all’aiuto di una figura esterna, come lo psicologo, con cui iniziare una terapia di coppia. È interessante notare che il 90,6% delle donne intervistate desidererebbe ricevere una maggiore educazione sessuale durante la gravidanza (García-Duarte et al., 2023). Confidandosi, esprimendo le proprie fantasie e aprendosi al dialogo, il rapporto può diventare più intimo, autentico e persino più divertente, permettendo alla coppia di affrontare insieme il meraviglioso viaggio della gravidanza e di incontrare meno difficoltà nel delicato periodo del postparto.

Nel contesto dell'infertilità, il lavoro di psicoterapia può alleviare la sofferenza individuale e la presa in carico dei conflitti di coppia, permettendo di ridurre lo stress presente nella vita di queste persone. Non si deve creare l’illusione della certezza che con la psicoterapia la donna rimanga incinta e riesca a portare a termine la gravidanza. Quando si parla di disagio emotivo non è possibile determinare un nesso di causa diretto tra il malessere e i suoi effetti, anche se sappiamo che corpo e mente sono strettamente collegati. Il supporto psicologico aiuta a costruire il “grembo psichico” che precede la gravidanza, un contenitore mentale dove il figlio che verrà alla luce possa essere atteso e pensato, desiderato e amato anche prima di nascere. È molto difficile riuscire ad essere accoglienti quando si è pieni di sofferenza, e in questo lo psicoterapeuta può offrire un aiuto fondamentale.

tags: #maritoriprende #la #moglie #che #desidera #rimanere