Il Percorso Alimentare di Marco Bianchi: Dallo Svezzamento all'Educazione al Gusto Sano per Tutta la Famiglia

Stimolare i propri figli a mangiare sano sin da piccoli equivale ad aiutarli a crescere in salute, un principio su cui pediatri e ricercatori sono ampiamente concordi. L'importanza di abituare i bambini, fin dallo svezzamento, a provare una vasta gamma di cibi, sperimentando soprattutto quelli sani, è stata più volte evidenziata. In questo contesto, Marco Bianchi, noto divulgatore scientifico e food mentor, si pone come una guida autorevole, proponendo strategie e ricette che supportano i genitori attenti in questa missione cruciale. La sua visione si concentra sull'idea che il cibo non sia solo nutrimento, ma anche un veicolo di prevenzione e benessere, un concetto che ha condiviso ampiamente, come in occasione del convegno “La salute si impara da piccoli” organizzato da UniSalute a Bologna.

Le ragioni per cui è fondamentale prestare grande attenzione alla dieta dei bambini sono molto semplici e profondamente radicate nel loro sviluppo. Infatti, garantire ai propri figli l’apporto energetico adeguato e un corretto equilibrio dei nutrienti permette loro di avere, passo dopo passo, uno sviluppo psicofisico regolare. Le esigenze nutrizionali variano, naturalmente, secondo età, sesso e attività motoria svolta dai bambini, rendendo l'approccio alla loro alimentazione un percorso dinamico e personalizzato. Marco Bianchi sottolinea che non possono assolutamente mancare frutta e verdura e, se possibile, la loro varietà dovrebbe seguire la stagionalità degli alimenti. L’indicazione è sempre quella di consumare, ogni giorno, almeno cinque porzioni di frutta e verdura, ma non è necessario che questi alimenti siano concentrati a colazione, pranzo o cena; piuttosto, l'obiettivo è una loro integrazione costante e naturale nell'arco della giornata.

Bambino che mangia frutta e verdura con gioia

Le Sfide dello Svezzamento e Come Superarle

Come molti genitori sanno bene, convincere i figli a consumare alimenti sani, frutta e verdura comprese, non è sempre facile. Ciò avviene per diverse ragioni, spesso legate a meccanismi istintivi. Istintivamente, infatti, i bambini tendono a rifiutare ciò che non conoscono e, soprattutto nei primi tempi dopo lo svezzamento, ricercano e preferiscono cibi che cromaticamente somiglino di più al latte, un alimento con cui hanno una familiarità consolidata. Questa predilezione naturale rende la sfida di introdurre nuove consistenze e colori, tipici di frutta e verdura, particolarmente ardua. La missione principale è quindi rendere frutta e verdura più familiari ai bambini, trasformando l'atto del mangiare in un'esperienza positiva e condivisa piuttosto che in una lotta.

In questo contesto, la scienza di recente ha fatto grandi passi avanti, offrendo tante informazioni nuove legate al mondo dei neonati e allo svezzamento. È adesso che la Società Italiana di Pediatria, ad esempio, sconsiglia uno svezzamento a base di proteine animali e consiglia invece prevalentemente, per almeno il primo anno e mezzo di vita, proteine vegetali, sottolineando che è la giusta combinazione degli alimenti che fa la differenza. Questa evoluzione delle linee guida pediatriche evidenzia una crescente consapevolezza dei benefici a lungo termine di una dieta più orientata al mondo vegetale fin dalla prima infanzia.

La Filosofia Alimentare di Marco Bianchi: Condivisione, Creatività e Prevenzione

L’educazione alimentare di Marco Bianchi, da lui stesso applicata con la figlia Vivienne, parte da un’idea di condivisione e coinvolgimento attivo. Grazie alla testimonianza riportata durante il convegno di UniSalute, abbiamo avuto l’opportunità di entrare virtualmente in casa Bianchi, dove questo obiettivo si trasforma in realtà quotidianamente. “Ogni giorno produciamo qualcosa in cucina - spiega il food mentor - e un esempio è quello della pianta di pomodori che abbiamo fatto crescere in terrazza.” Questo approccio non solo avvicina i bambini alla provenienza del cibo, ma li rende anche partecipi del processo, aumentando la probabilità che accettino e apprezzino ciò che hanno contribuito a creare.

Altre strategie per far mangiare la frutta e la verdura ai bambini prevedono di utilizzare la creatività in cucina. Preparare piatti unici dove si trovano alimenti che vengono spesso rifiutati insieme con altri molto amati è una prima tattica da sperimentare con successo. L'idea è quella di camuffare o integrare sottilmente i cibi meno graditi, rendendo l'esperienza del pasto un momento di scoperta piuttosto che di confronto. Infine, è fondamentale ricordare che non bisognerebbe mai lasciare il bambino da solo a mangiare un alimento sano. “È chiaro che è necessaria la voglia, ancor prima del tempo, di far conoscere il cibo ai bambini,” afferma Bianchi, mettendo in luce l'importanza della presenza e dell'esempio dei genitori. Questo coinvolgimento genitoriale è cruciale per instillare abitudini alimentari positive e durature. Se ai genitori restano dei dubbi a proposito di come far seguire una dieta sana ai bambini, quali alimenti scegliere, come bilanciarli, esiste la possibilità di farsi assistere dal team di esperti di UniSalute. La polizza Protezione Famiglia Ragazzi, infatti, include anche la possibilità di studiare un piano alimentare e di attività motoria per i bambini tra i 4 e i 17 anni, un supporto prezioso per le famiglie. Si tratta, naturalmente, di uno studio individuale e fortemente orientato alla prevenzione di quelle patologie come, appunto, l’obesità che potrebbero mettere a repentaglio la salute futura dei propri figli. Marco Bianchi, divulgatore scientifico della Fondazione Umberto Veronesi, promuove i fattori protettivi della dieta e le regole della buona alimentazione attraverso consigli gastronomici che aiutano a restare in salute con gusto e a prevenire le patologie più comuni.

"Noi ci vogliamo bene": Alimentazione in Gravidanza, Allattamento e Svezzamento

Il libro "Noi ci vogliamo bene" è un'opera che nasce dall'esperienza diretta e profondamente personale di Marco Bianchi e della sua famiglia, con la nascita della piccola Vivienne. Questo saggio, che si presenta un po’ romanzo e un po’ ricettario, offre non solo una parte teorica ricca di informazioni, ma anche menu pensati appositamente per la futura mamma, il bambino e l'intera famiglia, dimostrando come un'alimentazione consapevole possa essere un pilastro del benessere condiviso. Il neo papà Marco Bianchi era così contento quando ha ricevuto la lieta notizia dalla sua Veru che ha cominciato a studiare quale potesse essere l’alimentazione migliore per la futura mamma e poi per la loro meravigliosa creatura. È nato così questo libro, l'ultima fatica editoriale volutamente al plurale, che coinvolge direttamente la figlia di 8 mesi e la moglie, in una maratona di benessere e di sperimentazione dei sapori che comincia già in gravidanza.

Alimentazione in Gravidanza: Guida per la Futura Mamma

Nel libro, Marco Bianchi ha raccolto ricette specifiche per rispondere alle necessità della futura mamma, divise per trimestri, per accompagnare le diverse fasi di sviluppo del bambino. Oltre ai consigli più generali, vengono proposti piatti che sono veri e propri concentrati di nutrienti essenziali. Ad esempio, il riso basmati con anacardi e spinaci è ricchissimo di calcio (gli spinaci ne contengono 78 mg ogni 100 gr di prodotto, gli anacardi 45), ma anche di zinco e folati (100 gr di spinaci ne forniscono 150 μg, mentre gli anacardi 68). I bocconcini di merluzzo apportano Omega-3, ma anche vitamina B12 e acido folico, nutrienti fondamentali per lo sviluppo neurologico del bambino e il benessere della madre. I fagioli, abbinati a polenta e cipolle, sono vere e proprie "bombe" di ferro e calcio, elementi cruciali per prevenire l'anemia e supportare la formazione ossea. Il seitan, invece, è un’ottima fonte di minerali e proteine a bassissimo contenuto di grassi (ne contiene solo lo 0,8%, tra l’altro di origine vegetale, quindi salutari), offrendo un'alternativa proteica leggera e digeribile.

Le ricette dolci proposte nel libro contengono cacao e cioccolato, alimenti che uniscono un eccellente contenuto di calcio, ferro, rame e zinco a proprietà antiossidanti e di protezione del rischio cardiovascolare. Quelle lievitate si avvalgono dei superpoteri del lievito di birra, campione di folati e di zinco, contribuendo alla salute intestinale e all'apporto di vitamine del gruppo B. Una "chicca" particolare è lo spritz adatto alle future mamme, composto da spremuta di arance rosse non zuccherata, condita con zenzero grattugiato, pepe nero in grani e un cucchiaino di sciroppo d’agave, una bevanda rinfrescante e ricca di antiossidanti senza zuccheri aggiunti. Tra i consigli più generali, si raccomanda di evitare il sale, preferendo esaltare i sapori con spezie ed erbe aromatiche, ricche di proprietà nutraceutiche. Inoltre, è consigliabile dire addio ai condimenti grassi come burro e panna, a favore dell’olio d’oliva extravergine, una fonte di grassi sani e antiossidanti. La prima parte del libro è un manuale per gestire una gravidanza serena, senza rinunciare ai piaceri della gola e senza dimenticare il papà, arricchito dai consigli della ginecologa Silvia Maddalena.

Piramide alimentare con consigli per la dieta in gravidanza

Lo Svezzamento Secondo Marco Bianchi: Miti da Sfatare e Linee Guida Pratiche

Per quanto riguarda lo svezzamento, Marco Bianchi propone un approccio ben definito, basato su principi scientifici e un'attenzione particolare alla prevenzione. “Sono a favore di uno svezzamento in gran parte vegetale, con l’introduzione delle prime proteine animali (provenienti dai nostri mari e da formaggi magri) dopo l’anno, parallelamente con lo sviluppo dentale,” spiega Bianchi. La ragione scientifica che lo induce a suggerirlo è strettamente legata alla prevenzione di malattie croniche e degenerative come diabete, ipertensione, sovrappeso e obesità, su cui i dati sono allarmanti. Questo approccio precoce alla dieta vegetale mira a costruire una base solida per la salute futura del bambino.

Inoltre, Bianchi si impegna a sfatare alcuni miti comuni sullo svezzamento. “Finiamola con l’idea che il parmigiano vada grattugiato sopra ogni pappa per dare sapore (ma ne nasconde il gusto!) o che il latte di mucca sia importante per le ossa, come credevano le nostre nonne: il calcio si trova in tantissimi alimenti, basta conoscerli!” Le sue parole invitano a una maggiore consapevolezza e a una ricerca di varietà alimentare, piuttosto che affidarsi a poche, consolidate abitudini.

Le Tappe e le Componenti Fondamentali della Pappa

In generale, Marco Bianchi indica che a 6 mesi i neonati possono mangiare passati e puree di ogni tipo, per poi iniziare lentamente con i cibi semisolidi. Tutto dovrà essere privato di semi, bucce o di altri elementi di difficile masticazione o digestione, per garantire la sicurezza e la facilità di ingestione. A 8 mesi la maggior parte dei bambini comincia a sgranocchiare qualche bocconcino in parziale autonomia e si suppone che dall’anno arrivi a mangiare gli stessi tipi di alimenti consumati dal resto della famiglia, segnando un passaggio importante verso l'autonomia alimentare. Direi di introdurre un nuovo cibo per volta, ogni tre giorni, per valutare possibili allergie o intolleranze, cercando di arrivare a variare di molto la dieta fin da piccolissimi.

I cereali devono sempre costituire la base della pappa, perché il bimbo deve crescere e ha bisogno di energia rapidamente utilizzabile. Per questa medesima ragione, le verdure passate non possono costituire la pappa intera: dare un passato a un neonato non è come portare in tavola un minestrone per un adulto. Le verdure andranno aggiunte alle pappe in piccola quantità oppure sotto forma di brodo vegetale, per arricchire il pasto senza sovraccaricarlo. È importante introdurre prima i cereali senza glutine (riso integrale, riso basmati, mais, miglio, quinoa, amaranto, grano saraceno) e solo dopo avena, farro, segale, kamut e grano, seguendo un percorso graduale di introduzione.

I legumi sono indispensabili, basta prolungare l’ammollo e accompagnarli con cereali per renderli più digeribili, massimizzando così il loro apporto nutrizionale. Gli unici grassi da condimento raccomandati sono rappresentati da salsa tahin e olio extravergine di oliva, entrambi fonti di grassi sani e micronutrienti. I semi e la frutta secca sono un must sia in gravidanza, che in allattamento e svezzamento: sono fonte di Omega-3 e dal momento che il pesce verrà introdotto dopo l’anno, è una buona idea aggiungere alle pappe i semi di lino (che contengono 21,2 gr di acidi grassi polinsaturi ogni 100 gr di prodotto, e sono ricchi anche di calcio) o, in alternativa, delle noci (che, per la stessa quantità, ne contengono ben 34,5 gr se fresche e 40,66 gr secche), da polverizzare con un macinino da caffè e spolverare sulle pappe per un facile consumo e assorbimento.

Prevenire le Carenze Nutrizionali nello Svezzamento

Per evitare carenze importanti durante lo svezzamento, Marco Bianchi offre consigli pratici e mirati, focalizzandosi su nutrienti cruciali come ferro e calcio. Per il ferro, basta introdurre nelle pappe un cucchiaino di germe di grano e privilegiare i cibi che ne sono naturalmente ricchi, come i legumi. Inoltre, si può aggiungere a ogni pappa qualche goccia di limone o un’altra fonte di vitamina C, che permetterà una migliore assimilazione dell’elemento, poiché la vitamina C è nota per potenziare l'assorbimento del ferro non-eme.

Per garantire al piccolo un adeguato apporto di calcio, un minerale essenziale per lo sviluppo osseo, si consiglia di utilizzare acqua del rubinetto o acqua calcica, che ne contiene in quantità. Un altro suggerimento è di addizionare ogni pappa con un cucchiaino di tahin (5 gr) o di mandorle frullate (5 gr), fonti eccellenti di calcio vegetale e altri minerali. Questi accorgimenti semplici ma efficaci contribuiscono a un'alimentazione completa e bilanciata. Le ricette dello svezzamento sono formulate per “mangiare sano” e questo non implica la mancanza di gusto, anzi! Il sapore e il piacere per il cibo stanno sempre al primo posto e vanno benissimo anche per gli adulti, promuovendo un approccio familiare al cibo che beneficia tutti.

Tabella nutrizionale di alimenti ricchi di ferro e calcio per bambini

Il "Reset" Alimentare di Marco Bianchi: Dal Bambino "Cicciotello" all'Icona della Cucina Sostenibile

La testimonianza di Marco Bianchi è un esempio vivido di come sia possibile trasformare le proprie abitudini alimentari e il proprio stile di vita. Egli stesso ammette di aver avuto "un'infanzia morbida", essendo stato un bambino cicciotello che mangiava molto male davvero. Tuttavia, attorno ai 14-15 anni, ha deciso di provare a imitare sua sorella, che era molto attenta a quel che mangiava perché nuotava a livello agonistico. Ha cominciato un po' a caso, riducendo il consumo di “schifezze” e introducendo alimenti come lo yogurt con i cereali a pranzo e il frutto a merenda. È allora che si è "resettato", intraprendendo un percorso di consapevolezza alimentare che lo ha portato a diventare l'icona della cucina "bella e buona".

Il vero cambiamento per lui è avvenuto a 21 anni, finito il suo percorso di studi, quando ha cominciato ad assaporare la relazione tra scienza e patologie, tra protezione e scelta alimentare. Questo "reset" dimostra che è possibile azzerare i danni che si sono combinati da piccoli a suon di merendine e insaccati. È ovvio che i nostri piccoli sono più fortunati perché hanno la possibilità di fare prevenzione da subito attraverso quello che mangiano - e siamo noi adulti che, grazie a un’alimentazione più consapevole, nei primi due anni della loro vita contribuiamo a crearne la memoria cellulare - ma tutti possiamo correggere, anzi resettare il danno.

Regole per un "Reset" Alimentare Efficace:

Marco Bianchi propone alcune regole fondamentali per chiunque voglia intraprendere un percorso di "reset" alimentare e di stile di vita:

  1. Movimento Quotidiano: Imparare a muoversi quotidianamente. Il movimento (30 minuti al giorno di attività aerobica o tre volte a settimana di attività intensa) ad oggi è la giusta formula per fare una forte prevenzione cardiovascolare e anche oncologica.
  2. Cereali Integrali: Introdurre per 7 pasti su 14 alla settimana cereali integrali (la scelta è vasta), preferendoli a quelli raffinati per il maggiore apporto di fibre e nutrienti.
  3. Frutta e Verdura: Consumare tra i 500 e i 700 grammi di frutta e verdura al giorno (pensate che una mela è 150-200 grammi, quindi non ditemi che è difficile!).
  4. Stile di Vita Consapevole: Ovviamente stare attenti allo stile di vita inteso come consumo di alcol e fumo, fattori che incidono significativamente sulla salute.
  5. Idratazione: Introdurre il più possibile acqua, circa 2 litri al giorno, incluse le tisane. Pensando all’estate, anche le insalatone e la frutta sono un veicolo di acqua, come pure un bel minestrone.

Questi principi, se applicati con costanza, possono portare a benefici duraturi per la salute e il benessere generale, indipendentemente dall'età in cui si inizia il cambiamento.

La Dieta di Marco Bianchi: Scelte e Flessibilità Quotidiana

La curiosità sulla dieta personale di Marco Bianchi è sempre alta, data la sua professione di divulgatore della salute. Svela che la giusta combinazione di proteine vegetali, quindi i cereali integrali insieme ai legumi; le proteine del pesce e quelle dei latticini, ben studiate ed equilibrate, sono le basi del suo regime alimentare. Si definisce un "flexitarian", mangiando vegano anche 4-5 giorni su 7, ma mai più a lungo perché, ammette, "dopo un po' al formaggio non so resistere!". Cerca comunque di introdurlo nella giusta quantità perché sa bene il danno che può provocare nel momento in cui si esagera. Questa flessibilità mostra un approccio realistico e sostenibile alla dieta, che non esclude il piacere del cibo ma lo bilancia con la consapevolezza.

A proposito di un’alimentazione totalmente vegana, secondo Marco Bianchi non ha rischi, "se ben studiata". Ben studiata vuol dire che esiste un medico che te l’ha prescritta, che ti ha controllato nell’avvio di questa alimentazione. Ad oggi tutti i prodotti vegani dall’hamburger al tofu al latte vegetale sono tutti già arricchiti con quelle vitamine che sono nel mondo animale, quindi non si rischia nulla. La B12, ad esempio, che è la vitamina di cui sono carenti i vegani, tendenzialmente, è comunque presente in tutti i prodotti di origine vegetale; di solito è scritto sull’etichetta degli alimenti. Quello che raccomanda sempre è: attenzione perché spesso e volentieri il vegano si nasconde dietro al “mangio pasta tutti i giorni”. E allora non va bene, perché bisogna imparare a variare i cereali. Oppure al “mangio tofu tutti i giorni”. Benissimo, ma non esiste solo il tofu, sottolineando l'importanza della varietà e dell'equilibrio.

Per quanto riguarda la soia, non ci sono controindicazioni nel mangiarla tutti i giorni, anzi, tre volte al giorno è protettiva. Quindi via libera, nelle giuste porzioni: il burger da 150 grammi, il panetto di tofu, il bicchiere di cappuccino di soia. È fondamentale però scegliere soia italiana non OGM. Anche un divulgatore attento alla salute come Bianchi ha il suo "junk food" a cui non resiste: la pizza, addirittura due o tre volte a settimana! Una su tre con la mozzarella, le altre due mai senza la salsa di pomodoro, rigorosamente. Impazzisce per il pomodoro: fresco d’estate, e d’inverno sotto forma di salsa. Un bicchiere al dì, che lo beva, che lo metta sulla pasta o che lo usi come condimento per gallette di farro o verdure. Molto poco junk, per la verità!

Marco Bianchi pratica ancora dei momenti di digiuno, ma lo definisce un digiuno “purificatorio” o “detox”, molto diverso dal digiuno terapeutico. Gli piace, in alcune occasioni come il sabato e la domenica, mangiare poco. Ad esempio, dopo una bella colazione e la palestra, può “pranzare” solo con una manciata di frutta secca, per poi cenare con piatti come ravioli al pesto rosso conditi con l’amato sugo di pomodoro e polpettine di lenticchie. La colazione del giorno dopo varia in base alla voglia: una ciotola di yogurt e cereali, oppure gallette con crema di ceci frullati al momento se si sveglia con la voglia di salato.

Piatto di cereali integrali e legumi

Il Successo di un Divulgatore: Libri, Social Media e l'Esempio Personale in Cucina

Marco Bianchi è autore di 14 libri, le cui pubblicazioni sono un sapiente mix di ricette e aneddoti culinari accompagnati dai dati delle più recenti ricerche nel campo della prevenzione e dell’alimentazione. Di ogni cibo presentato vengono descritte le proprietà benefiche per la salute. La sua "cucina della salute" è diventata popolare, tanto che gli stessi sostenitori sono pronti a indossare scarpe da runner e calzoncini per seguire (di corsa) il proprio beniamino nei tanti appuntamenti sportivi a favore della prevenzione e della ricerca a cui l’instancabile Marco Bianchi partecipa in prima fila mettendoci la grinta e il bel sorriso.

Il suo ultimo libro, "Noi ci vogliamo bene", è dedicato alle mamme in attesa e al periodo dello svezzamento, esperienze vissute in prima persona con la nascita della piccola Vivienne. Questo libro, che è il racconto dell'avventura che lui e sua moglie hanno vissuto da quando hanno fatto il test di gravidanza fino alla nascita di Vivienne, non è la prima volta che si occupa di questi argomenti nei suoi libri, ma stavolta sono scese in campo anche le emozioni. Dopo il latte materno, fondamentale per i primi mesi di vita, ci sono le prime pappe che possono essere anche varie e gustose. E così un grande classico dello svezzamento, la purea di banana, diventa una banana al cucchiaio per i genitori, adattando gli ingredienti: oltre al frutto, mandorle, yogurt di soia, salsa tahin e qualche goccia di limone - naturalmente in dosi diverse per il bebè, ma per i più grandi sarà aromatizzata con cannella o amaretti sbriciolati. Questo dimostra come le sue ricette, nate per i più piccoli, possano essere adattate e apprezzate da tutta la famiglia. Un altro suo libro, "Il giorno più buono", propone oltre 70 ricette e tantissimi consigli per prenderci cura ogni giorno di noi e di chi amiamo, invitando a uno stile di vita più naturale e salutare per tutti.

La presenza di Marco Bianchi sui social media è un altro aspetto fondamentale della sua divulgazione. Fa tutto da solo, perché vuole avere il polso della situazione, gestendo personalmente i suoi profili, dal taxi o la sera mentre sta ai fornelli. Su Instagram ha scelto di non rispondere direttamente, perché non riesce a stare dietro al flusso delle notifiche, ma la sua attività è costante e diretta.

Esempi di Ricette ispirate al suo Metodo:

1. Torta di Carote (per tutta la famiglia)Questo tipo di ricetta, semplice e genuina, è un ottimo esempio di come integrare verdure in preparazioni dolci, rendendole appetibili per tutti.

  • Ingredienti: Farine (es. farina 00 e farina integrale), lievito, mandorle, carote lavate e tritate grossolanamente, zucchero (preferibilmente integrale o sciroppo d'agave), olio (es. di semi di mais), latte vegetale (es. di soia).
  • Procedimento: Setacciare le farine con il lievito. In una ciotola, mescolare bene le mandorle con le carote, lo zucchero, l’olio e il latte di soia. Aggiungere poi le farine con il lievito e lavorare il composto fino a ottenere un impasto omogeneo. Versare in una teglia e cuocere in forno preriscaldato fino a doratura.

2. Crema di Piselli e Finocchi (per bebè e genitori)Una vellutata ricca di fibre e vitamine, facilmente digeribile per i più piccoli e personalizzabile per gli adulti.

  • Procedimento per il bebè: I piselli secchi non hanno bisogno di ammollo, quindi si procede subito con la cottura, lessandoli in una casseruola con un po’ di acqua. Pulire il finocchio, tagliarlo grossolanamente e unirlo ai piselli. Dopo una ventina di minuti, quando i legumi e il finocchio saranno morbidi, frullare il tutto: si otterrà una crema abbastanza densa anche senza l’aggiunta di patate, semplicemente grazie al fatto di non aver utilizzato troppa acqua durante la cottura.
  • Procedimento per mamma e papà: Se il procedimento per realizzare la vellutata è il medesimo, vale la pena variare il condimento. Scottare le foglie di salvia in una padella antiaderente con pochissimo olio EVO, quindi servirle sulla vellutata insieme ai semi di papavero, aggiungendo l’olio a crudo e regolando di sale, per un tocco di sapore e croccantezza.

3. Crumble di Mele (per tutta la famiglia)Un dessert che unisce la dolcezza della frutta cotta alla croccantezza di un impasto semplice, ideale per merende o fine pasto.

  • Ingredienti: Mele, farine (es. farina integrale), frutta secca tritata grossolanamente, zucchero, olio di semi di mais, latte (anche vegetale).
  • Procedimento: Lavare le mele, ridurle a cubetti e cuocerle in una padellina antiaderente per circa 20 minuti fino ad ammorbidirle. Spargerle ora in una teglia rivestita con carta da forno. A parte preparare l’impasto del crumble mescolando le farine con la frutta secca tritata grossolanamente (non polverizzarla troppo!), lo zucchero e l’olio di semi di mais. Aggiungere il latte poco per volta, mentre si impasta, quanto basta perché il composto non risulti granuloso. Dovrà essere come lavorare la sabbia bagnata. Versare quindi l’impasto sopra i cubetti di mela morbidi e infornare per 35-40 minuti a 180 gradi. Lasciare che il crumble si intiepidisca prima di tagliarlo e servirlo.

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