La figura di Manuela Pompas si staglia nel panorama culturale italiano come un ponte tra il rigore della cronaca giornalistica e le profondità inesplorate della coscienza umana. Manuela Pompas è giornalista, scrittrice e divulgatrice italiana specializzata nello studio della coscienza, delle capacità extrasensoriali e delle dimensioni spirituali dell'essere umano. La sua carriera, caratterizzata da una curiosità intellettuale instancabile, ha permesso di tradurre concetti complessi legati alla metafisica e alla psicologia transpersonale in una narrazione accessibile, che oscilla tra il dato scientifico e la sensibilità dell'esperienza soggettiva.
Le radici di un percorso multidisciplinare
La storia di giornalista di Manuela Pompas è atipica: infatti, oltre a intervistare i maggiori esperti italiani e stranieri, ha partecipato a numerosi workshop, diventando leader di gruppo. Giornalista, per 30 anni redattrice di Gioia, la Pompas ha saputo declinare la sua professione come uno strumento di indagine costante. Da oltre trent'anni conduce corsi di meditazione, regressione nelle vite passate, sviluppo della sensitività. Il suo approccio non si limita alla pura teoria; al contrario, ha cercato di indagare nei campi legati alla conoscenza profonda dell’individuo, in un percorso parallelo a quello degli studiosi americani, che hanno tralasciato lo studio dei fenomeni paranormali per approfondire lo sviluppo del potenziale umano.

Le sue origini riflettono una complessità che si riflette nella sua poliedrica attività. Ha discendenze greche e spagnole (il suo cognome deriva da Ponepax, porta la pace). È nata sotto il segno dell’Acquario, un dettaglio astrologico che molti dei suoi lettori collegano alla sua naturale propensione verso la visione d'insieme e l'innovazione spirituale. La sua vita privata è intrecciata con quella professionale: è sposata con Carlo Biagi, musicista e pubblicitario, autore di libri sui viaggi fuori dal corpo. Insieme hanno fatto un percorso di ricerca interiore e anche un figlio, Francesco, oggi adolescente.
L'esplorazione della mente e delle dimensioni oltre la materia
Uno dei temi centrali dell’opera di Manuela Pompas è lo studio delle facoltà intuitive e delle capacità extrasensoriali. Secondo la visione dell'autrice, tali capacità non appartengono soltanto a pochi individui particolarmente dotati, ma possono essere sviluppate attraverso un percorso di consapevolezza e crescita personale. La sua opera letteraria è vasta e diversificata, coprendo decenni di inchieste. Nel 1983 pubblica un'opera che raggiunge oltre 70.000 copie. Tra le numerose pubblicazioni si annoverano titoli come “Vivere…”, il volume sulla reincarnazione (Mondadori), il manuale sulla chiaroveggenza, fino all'approfondimento di "Aura, guida alla New Age" e testi cruciali come "L'aldilà esiste? Vita dopo la vita".
Marina Garcés | Apprendere la vita | festivalfilosofia 2025
Il suo lavoro editoriale, che conta oltre 20 libri, ha attraversato diverse epoche, trattando temi come lo stress inteso come "malattia dell’anima", la medianità e la comprensione dei messaggi onirici attraverso un esauriente dizionario dei simboli. Un aspetto peculiare del suo lavoro è la distinzione netta che pone tra i fenomeni paranormali e quelli strettamente psichici. In testi come “Il grande libro del futuro”, edito da Sperling & Kupfer, la Pompas invita il lettore a una riflessione critica, lontano dai sensazionalismi, preferendo un approccio che tende al benessere di tutti, indistintamente.
La regressione alle vite passate come strumento terapeutico
In qualità di ipnologa, la Pompas pratica da trent'anni la regressione nelle vite passate. Questo tema, presente in molte tradizioni spirituali e filosofiche, viene affrontato con una lente che combina l'ipnosi, il rilassamento e la visualizzazione. "Sicuramente tratto dei benefici, oltre che degli insegnamenti", afferma riguardo al lavoro con i propri pazienti, sottolineando come l'esperienza di ognuno lasci in dote qualcosa. La sua convinzione è che, in futuro, sempre più terapeuti praticheranno la regressione alle vite passate quale terapia, utilizzandola come strumento per superare traumi o blocchi che, secondo la sua visione, potrebbero trovare radici in esistenze precedenti.

Il suo metodo si fonda sull'idea che le emozioni debbano fluire liberamente, cercando un equilibrio tra l'emisfero destro, legato alla creatività, e il sinistro, sede della razionalità. Spesso, il potenziale umano è "bloccato" da schemi mentali rigidi; attraverso corsi di training autogeno, dinamica mentale e meditazione, Manuela Pompas insegna a sbloccare queste energie, migliorando la qualità della vita. La sua visione della reincarnazione non è vista come una fuga dalla realtà, ma come un'ipotesi che affascina sempre più persone, permettendo di comprendere meglio il proprio destino e la propria missione su questa terra.
La vocazione verso la medicina olistica e la consapevolezza
La carriera della Pompas non è solo accademia, ma pratica vissuta. Attraverso il Karma Institute, di cui è presidente, promuove una visione della salute che integra le medicine naturali (omeopatia, agopuntura, medicina ayurvedica) con le discipline umanistiche come la bioenergetica, la gestalt e le tecniche corporee. La sua presenza è costante in festival culturali e convegni, dove porta il tema del "siamo tutti sensitivi" a un pubblico eterogeneo, dal lettore curioso allo studente che cerca risposte alternative al paradigma materialista.

La sua attività di divulgatrice si è estesa nel tempo, rimanendo sempre ancorata alla ricerca di un linguaggio chiaro. Durante i suoi corsi, il clima è definito da molti partecipanti come quello di “amici di vecchia data”, in cui gli insegnamenti diventano esperienze rilassanti e profonde. Nonostante la complessità degli argomenti trattati - come il contatto con piani di realtà non visibili - la Pompas mantiene un rigore metodologico che la distingue nel panorama della New Age italiana. La sua sfida costante rimane quella di aiutare l'individuo a guardare "oltre, molto oltre" la superficie delle cose, cercando di sciogliere i nodi di quelle "emozioni che bambini non avrebbero mai voluto nascere" per permettere una rinascita consapevole.
Verso una nuova concezione dell'essere umano
L'impegno di Manuela Pompas si è concentrato nel tempo a validare l'ipotesi della sopravvivenza della coscienza, analizzando il mondo paranormale non più come un tabù, ma come una branca del potenziale umano ancora inesplorata dalla scienza ufficiale. L'integrazione di tecniche come il rebirthing o il Theta Healing nel suo repertorio professionale dimostra una costante evoluzione, un tentativo di restare al passo con le nuove correnti della psicologia transpersonale. La figura della Pompas, dunque, non è solo quella di un'autrice, ma di una pioniera che ha saputo raccogliere le istanze di un pubblico alla ricerca di senso, fornendo strumenti concreti per navigare la complessità della vita contemporanea.

In ultima analisi, il lavoro di Manuela Pompas rappresenta un contributo significativo alla letteratura italiana contemporanea nel campo delle discipline di confine. Che si tratti di inchieste sulla salute o di saggi sulla spiritualità, il filo conduttore è sempre l'espansione della coscienza. Le sue inchieste nel campo della medicina olistica e delle discipline di frontiera hanno aperto porte che, fino a pochi decenni fa, erano relegate esclusivamente al mondo dell'esoterismo, riportandole nel dominio pubblico e rendendole oggetto di riflessione per chiunque voglia esplorare le capacità inespresse della mente.