L'alimentazione è il principale fattore che influisce sulla salute di un pappagallo. Fornire una dieta corretta significa garantire salute, vitalità, equilibrio comportamentale e una vita più lunga ai nostri amici pennuti. In questa guida completa, si analizzeranno i principi fondamentali dell’alimentazione dei pappagalli Amazzone, suddividendo i contenuti in base ai gruppi alimentari, alle abitudini naturali e agli errori più frequenti, per offrire un punto di riferimento autorevole sia ai neofiti che agli allevatori esperti.
In natura, queste specie trascorrono gran parte della giornata alla ricerca di cibo, variando costantemente tra semi, frutti, foglie, fiori, germogli e insetti. La dieta di mantenimento per la maggior parte del genere Amazona è notoriamente complessa. Il problema principale nella dieta delle Amazzoni sono i grassi; infatti, l’alimentazione delle amazzoni è povera in grassi (generalmente 3-4%) ma con un maggiore apporto di proteine (14-15%). Questo tipo di pappagalli, in cattività, tende facilmente ad appesantirsi. Allevare le Amazzoni in cattività non comporta particolari problemi sotto il punto di vista della dieta, è sufficiente avere chiare quali siano le basi dell’alimentazione dei pappagalli in generale e seguire qualche piccola accortezza per evitare errori nutrizionali che sono spesso alla base delle patologie riscontrate dal veterinario.
La Dieta Naturale delle Amazzoni e la Transizione alla Cattività
Il pappagallo è un animale onnivoro che si ciba in natura di frutta, verdure, bacche, semi, ma anche alimenti proteici come insetti. L'alimentazione delle Amazzoni in natura è estremamente varia, avendo i pappagalli a disposizione le risorse pressoché infinite dei loro habitat: fiori, frutti, semi, foglie, cortecce, ma anche proteine animali derivate dall’ingestione di insetti o perfino lucertole. In natura questi pappagalli hanno la tendenza ad ingerire anche alimenti che contengono una moderata quantità di tossine ed alcaloidi, come i frutti acerbi della Clusia e dello Spondias. Per controbattere i leggeri effetti intossicanti di queste sostanze, gli uccelli provvedono a nutrirsi di argilla, corteccia e diverse specie di fiori che consentono loro di espellere le tossine.
Questa premessa lascia già capire come un’alimentazione il più possibile varia costituisca la base di un’esistenza salutare per le nostre Amazzoni detenute in cattività. Le Amazzoni vivono in natura nel continente americano (dal Messico al Sud America) e nei Caraibi. Possono vivere in un ambiente molto vario: caldo-umido delle foreste pluviali oppure più secco caratteristico della savana. È importante sfatare il mito delle "diete geografiche", poiché la definizione geografica di alimento è una semplificazione di utilizzo delle nicchie ecologiche, e quindi scorretta. Pensiamo solamente alla convivenza di Amazzoni - in cui il tenore di grassi consigliato è basso - con Ara che hanno fabbisogni di gran lunga maggiori (15-17% grassi in mantenimento). Tuttavia, è possibile che un pappagallo di un continente occupi una nicchia ecologica simile a quella occupata da un pappagallo in un altro continente; i loro fabbisogni sono simili: esistono infatti alimenti adatti a più specie (gli estrusi per esempio), formulati per le necessità metaboliche e non in base all’origine.

I Pilastri dell'Alimentazione in Cattività: Estrusi e Varietà
In cattività, il rischio è quello di semplificare eccessivamente la dieta, offrendo alimenti ripetitivi e squilibrati. Una dieta basata solo sui semi non è bilanciata poiché questi contengono troppi grassi, poche proteine e pochi minerali. Per questo motivo, il consiglio generale è quello di proporre diversi alimenti in modo da variare la dieta il più possibile e ad arricchire così l’attività stessa del nostro amico pennuto.
Esistono in commercio degli estrusi, o pellet, assolutamente bilanciati in termini di esigenze nutrizionali del pappagallo. Questi estrusi sono un analogo dei croccantini per cane e gatto, studiati appositamente per soddisfare i fabbisogni nutrizionali dei nostri animali. Gli estrusi rappresentano oggi la base più sicura per un’alimentazione completa e bilanciata. Sono formulati per garantire l’apporto corretto di macro e micronutrienti e impediscono al volatile di selezionare solo gli alimenti più appetibili e grassi. I migliori estrusi sono privi di zuccheri, coloranti e aromi artificiali, e variano in funzione della specie, della taglia e delle condizioni fisiologiche dell’animale. L’unico svantaggio di questo tipo di alimento è il fatto che stimola poco l’attività mentale del pappagallo che è invece un animale molto intelligente e che tende ad annoiarsi in fretta di diete poco varie.
L’uso degli estrusi e dei pellettati, ossia di mangimi appositamente prodotti per pappagalli di questa taglia, è certamente raccomandabile. Tuttavia, a differenza di quanto riportato da molte ditte produttrici, non è opportuno basare la pressoché intera alimentazione su tali prodotti. Ragionevolmente è possibile affermare che una dieta basata al 50% sugli estrusi/pellettati e al 50% su frutta di stagione, verdure varie, semi, legumi, prodotti secchi della panificazione e proteine animali (pastoncino all’uovo) sia sicuramente più completa, stimolante ed in definitiva salutare. La percentuale raccomandabile di questi prodotti, simili nell’aspetto a piccole crocchette, è intorno al 50%. La transizione dai semi agli estrusi deve avvenire in modo graduale, accompagnata da un monitoraggio del peso, delle feci e dell’accettazione da parte del pappagallo.

L'Importanza dei Semi e il Rischio dell'Abuso
Spesso, ancora molti pappagalli soffrono di patologie legate alla malnutrizione a causa di concetti errati ma profondamente radicati, come il fatto che i pappagalli mangino prevalentemente semi e noci. I semi oleaginosi (girasole, canapa, lino) e i cereali (miglio, avena, grano saraceno) sono spesso abusati nell’alimentazione dei pappagalli domestici. Sebbene rappresentino una fonte di energia, sono squilibrati in termini di nutrienti essenziali: troppo grassi, poveri di vitamina A e calcio, con un rapporto calcio/fosforo sfavorevole. Una dieta a base esclusiva di semi grassi è tra le principali cause di steatosi epatica e carenze croniche. Per questo motivo, i semi devono essere offerti solo in percentuali controllate e mai come alimento principale. Il loro uso può essere limitato a momenti particolari (ad esempio in fasi riproduttive, muta, o come rinforzo energetico) o come premi per il training.
Le quantità di semi non dovrebbero superare la percentuale del 50% dell’alimentazione totale, il restante deve essere costituito da frutta, ortaggi, erbe, insetti o carne. Tuttavia, per le Amazzoni in particolare, è bene limitare i semi grassi. Una possibile composizione media di miscela per Amazzoni può essere la seguente, tenendo conto di ridurre i semi più grassi:
- Miglio bianco: 20%
- Scagliola: 20%
- Grano saraceno: 10%
- Avena decorticata: 10%
- Girasole: 8%
- Canapa: 6%
- Sorgo: 6%
- Semi di zucca: 6%
- Granturco: 6%
- Arachidi: 4%
- Peperoncino: 2%
- Ginepro: 2%
Durante il periodo caldo, è opportuno diminuire, se non eliminare, girasole e arachidi, ed aumentarne la proporzione in caso di freddo intenso. I semi secchi, in miscele variamente assortite a seconda della specie, non vanno demonizzati: se non vengono usati come unica fonte alimentare essi costituiscono un utile arricchimento per aggiungere varietà e piacere alla razione. Si raccomanda l’impiego di miscele di elevata qualità, con semi depolverati e privi di parassiti e di residui polverosi sul fondo, che spesso contengono elevate quantità di spore e di micotossine. I semi sono idealmente somministrati la sera, magari come parte del “rituale di buonanotte”, in ragione di un cucchiaio scarso per le specie di taglia media, uno e mezzo/due per quelle di grande taglia. Tra le sementi più gradite agli Psittacidi, troviamo la scagliola, l’avena, la canapa, il miglio bianco, ravizzone, lino, frumento, il panico sciolto e in spighe.
Frutta: Un Gustoso Apporto di Vitamine, con Moderazione
Altrettanto importante nella dieta delle Amazzoni è l'inserimento di una buona macedonia di frutta e verdura. La frutta fresca è ricca di acqua, fibre, antiossidanti e vitamine, ma anche di zuccheri semplici. Può essere offerta in piccole porzioni, variando spesso i tipi di frutto e preferendo quelli meno zuccherini. Per quanto riguarda la frutta, questa può essere proposta in vari modi: tagliata a dadini in una ciotola, a pezzettoni inseriti in uno spiedino di legno, grattugiata ed aggiunta al pastoncino, tagliata a fettine o spicchi sottili e appesa con delle mollette. La frutta è un alimento molto gradito, colorato e stimolante per i pappagalli e non deve assolutamente mancare alla loro mensa. La migliore soluzione sarebbe di dare frutta di stagione.
Frutti consigliati (senza semi, ove applicabile):
- Mela
- Pera
- Kiwi
- Melograno
- Mango
- Papaia
- Frutti di bosco (fragola)
- Melone
- Cocomero
- Fico d’India
- Arancia
- Mandarino
- Limone
- Albicocca
- Uva (con moderazione)
- Fico
- Pesca
- Prugna
- Banana (con moderazione)
- Ananas
- Guava
- Ciliegia (senza nocciolo)
Riguardo la frutta secca (noci, nocciole, pinoli, datteri, fichi secchi), è possibile offrirne tenendo presente che si tratta di cibi molto calorici e ricchi di grassi. Di conseguenza, possono essere offerti saltuariamente, preferibilmente nel periodo freddo e nel caso in cui i pappagalli svolgano adeguata attività fisica. Noci, nocciole, mandorle e pinoli costituiscono uno degli alimenti principali di molte specie in natura. Quelle fresche, non trattate o salate, sono una buona fonte di proteine, fibre, magnesio, zinco, selenio, rame, potassio, fosforo, biotina, riboflavina, niacina, calcio e di vitamina E. Contengono però una media di circa il 50% di grassi e vanno perciò fornite con moderazione, specialmente a quei pappagalli che non fanno molta attività fisica e che non vivono in voliere all’aperto e in zone dove gli inverni sono rigidi. Alle Amazzoni e ai Cacatua che non fanno molta attività fisica bisognerebbe offrire non più di una mandorla o una nocciola o mezza noce al giorno.
Alimentazione dei Pappagalli
Verdura: La Base Quotidiana per la Salute
Anche la verdura è importantissima nella dieta delle Amazzoni e rappresenta la colonna portante della dieta quotidiana. Le verdure, in particolare le verdure a foglia verde scuro (cicoria, radicchio, bieta, catalogna, tarassaco), sono ricchissime di calcio, vitamina A, fibre e antiossidanti naturali. Andranno sempre offerte crude, ben lavate e variate ogni giorno. Oltre alle foglie, anche carote, zucchine, peperoni, broccoli e finocchi possono essere introdotti. La varietà garantisce un apporto completo e stimola il foraging naturale. In cattività non devono mai mancare vegetali ricchi di Betacarotene (Vit. A) che è presente nelle verdura di colore rosso/arancio (carota, zucca, peperoni rossi, peperoncini piccanti…); gli alimenti appartenenti alla famiglia dei cavoli/broccoli (cavoli, broccoletti, cavolini di Bruxelles). Fornire nelle ciotole vegetali freschi di 10 tipi, da scegliere tra quelle di stagione. Carote e zucchine in particolare si possono servire lessate. Verdure crude e frutta in ciotola, tagliata a pezzetti. Ogni giorno. Prediligere fagiolini freschi crudi, piselli freschi crudi, fagioli cotti, ceci cotti, fave fresche crude, bietola rossa cotta.
Verdure consigliate:
- Zucchina
- Zucca
- Cetriolo
- Sedano
- Barbabietola
- Piselli
- Cavoli (cavoletti di Bruxelles, broccoli)
- Carote
- Peperoni (rossi, verdi, piccanti)
- Fagiolini
- Lattuga (non troppa in quanto lassativa)
- Rucola
- Indivia
- Cicoria
- Rapa
- Spinaci (non troppi)
- Tarassaco (o dente di leone)
- Cime di rapa
- Patate (bollite e private delle parti verdi e dei germogli)
- Pomodori (solo quelli maturi e senza le foglie)
- Indivia belga
Fiori ed Erbe: Arricchimento Naturale
Anche i fiori sono un alimento da inserire se possibile: sono ricchi di polline e nettare e dunque fonte di arricchimento vitaminico. Sono generalmente molto apprezzati anche come gioco. Bisogna però accertarsi che non provengano da piante tossiche, che non siano stati trattati con pesticidi o anticrittogamici, evitando di raccoglierli dal ciglio delle strade.
Fiori e piante commestibili:
- Tarassaco
- Magnolia
- Rosa
- Arancio
- Melo
- Garofano
- Nasturzi
- Viola
- Passiflora
- Melograno
- Melaleuca
- Mimosa
- Hibiscus
- Grevillea
- Callistemon
- Eucalipto
- Banksia
- Borragine
- Calendula
- Gladiolo
- Lillà
- Salvia
- Caprifoglio
Legumi e Proteine: Fonti Essenziali
I legumi cotti (lenticchie, ceci, fagioli, piselli) offrono proteine vegetali di ottima qualità, ideali in fase di crescita, muta o riproduzione. Possono essere offerti 1-2 volte a settimana. I legumi sono un’importante fonte di proteine. I piselli e i fagiolini possono essere dati crudi, mentre i fagioli, i ceci e la soia devono essere ben cotti. È utile utilizzare preferibilmente legumi biologici, ma comunque non in scatola, semmai congelati. Se secchi, vanno messi nell’acqua per almeno 6 ore e poi bolliti a fuoco basso per circa 45 minuti. La soia deve cuocere per circa 90 minuti. Attenzione che patate, barbabietole, fagioli, riso e legumi vari, vanno bolliti prima della fornitura.
Il pastoncino può essere costituito da un insieme degli alimenti già descritti, macinati e triturati, da offrire alle Amazzoni. È utile abituare i pappagalli a mangiarne poiché risulta facile inserire all’interno integratori e medicinali per farli assumere dall’animale. Il pastoncino è un ottimo mezzo per nutrire i pappagalli con proteine animali, principalmente inserendo tra gli ingredienti un uovo sodo. L’aggiunta di proteine animali è utile soprattutto al momento della riproduzione e dell’allevamento dei piccoli. Anche l’uovo sodo, ben tritato, è una buona fonte proteica, da utilizzare saltuariamente. Ogni tanto si possono offrire legumi cotti. Una zuppa di legumi e cereali cotta può essere somministrata ogni 5 giorni.

Germogliati: Concentrato di Vitalità
I semi e i legumi si possono fornire dopo averli fatti germinare. Sono un complemento alimentare molto utile perché assai digeribile e ricchi in vitamine (A, E e C). Le vitamine quali la E o la A e la C vengono moltiplicate allorché i grani germogliano. Costituiscono dunque un alimento molto utile. Grazie alle vitamine e alla loro digeribilità, questi grani germogliati possono essere donati durante il periodo d’allevamento o per lo svezzamento dei piccoli.
La germinazione dei semi si ottiene mettendoli a bagno per 8-10 ore in acqua pulita. Vanno poi scolati, deposti in un contenitore e coperti con un tovagliolo umido. Bisogna sciacquarli un paio di volte al giorno. La germinazione si completerà in due o tre giorni e sarà possibile fornire i germogli alle Amazzoni. I semi germogliati non vanno tenuti a disposizione degli uccelli per oltre mezza giornata, per evitare proliferazioni di funghi e batteri. Semi oleosi, anche germogliati, con il germoglio di pochi millimetri, possono essere dati 1 volta a settimana.
Acqua e Igiene: Elementi Indispensabili
L’acqua da bere deve essere costantemente a disposizione delle Amazzoni. L’acqua va cambiata tutti i giorni ed i contenitori devono essere accuratamente e quotidianamente puliti. In essi infatti la proliferazione di batteri e funghi è massima, specialmente durante la stagione calda. All’acqua è possibile addizionare integratori vitaminici, qualora le vitamine siano carenti nella dieta. Da qui l’importanza di somministrare un’alimentazione adeguata. È molto importante, quando somministriamo alimenti deteriorabili, non lasciarli tanto tempo a loro disposizione, specialmente nei periodi caldi, poiché oltre a perdere proprietà nutrizionali, possono marcire e risultare dannosi per la salute.
Alimenti da Evitare Assolutamente
Per un pappagallo, alcuni alimenti sono assolutamente da evitare. Tra questi ricordiamo:
- Cibo condito con grassi, cibi fritti, cibi zuccherati
- Alimenti e bevande contenenti caffeina
- Alcolici
- Avocado (assolutamente vietato)
- Sale
- Latte (i pappagalli non sono in grado di digerire il lattosio)
- Semi della frutta (in particolare semi di ciliegie, albicocche, pesche e prugne, che contengono glicosidi cianogenetici che se ingeriti si convertono in cianuro; evitare anche semi di mela)
- Ossa
- Cioccolata e dolci in generale (la cioccolata è tossica)
- Prezzemolo
- Asparagi
- Le parti verdi e i germogli delle patate
- Cachi
- Cipolla e aglio
- Melanzane (crude)
- Misti preconfezionati di semi e frutta secca (spesso di bassa qualità e squilibrati)
- Bastoncini di semi e frutta (troppo ricchi di zuccheri e grassi, spesso con leganti dannosi)
- Proteine e grassi animali (carne, pesce, se non in forme specifiche come l'uovo sodo)
- Omogeneizzati per bambini (spesso contengono ingredienti non adatti)
- Miele non diluito con acqua e bollito a fuoco basso (sebbene in piccole quantità possa essere usato come veicolo per farmaci)
Rischi di una Dieta Scorretta e Come Riconoscerli
Una dieta non bilanciata causa frequentemente obesità, carenze vitaminiche (in particolare di vitamina A), ipocalcemia, steatosi epatica, problemi riproduttivi e comportamenti anomali. Piumaggio scadente, prurito ed alterazioni del colore delle penne sono solo alcuni dei segni dovuti ad una dieta scorretta. Le Amazzoni, in particolare la fronte blu (Amazona aestiva), hanno un elevato fabbisogno di vitamina A. Questo aspetto è legato ad una maggiore immunità contro malattie virali (poxvirus). Questa potrebbe essere una variazione finalizzata a massimizzare specifiche funzioni metaboliche. Dal punto di vista clinico, livelli di vitamina A compresi tra 5.000 e 10.000 UI/kg sono sufficienti a prevenire sintomi carenziali. Naturalmente, esami diagnostici specifici effettuati dal veterinario sono in grado di evidenziare problematiche organiche riconducibili a difetti alimentari.
Spesso si sente dire: “Il pappagallo che ho avuto prima ha sempre mangiato semi di girasole, è vissuto 30 anni ed è sempre stato benissimo”. Trent’anni per un animale domestico potranno sembrare tantissimi, ma se consideriamo che un pappagallo può vivere fino ad ottant’anni, trent’anni non sono nemmeno la metà. In cattività, il rischio è quello di semplificare eccessivamente la dieta, offrendo alimenti ripetitivi e squilibrati, che accorciano drasticamente l'aspettativa di vita.
Gestione dei Grassi: Un Punto Critico per le Amazzoni
Bisogna comunque tenere presente che le Amazzoni in generale richiedono una dieta abbastanza povera di grassi, specialmente in paragone ad esempio alle Ara, poiché tendono facilmente ad appesantirsi. L’obesità è un problema che facilmente può affliggere le Amazzoni detenute in cattività, ed occorre monitorare che i pappagalli non subiscano aumenti di peso superiore al 10% del loro peso abituale, ovviamente trattandosi di esemplari adulti. In tal caso è necessario ridurre ulteriormente od eliminare temporaneamente la somministrazione di semi grassi ed oleosi (girasole, canapa, cartamo) e di frutta secca (noci, mandorle).
Alcune specie, che vivono ad elevate altitudini come le Amazona Tucumana, tollerano una percentuale di grassi superiore. La percentuale di grassi nella dieta per la maggior parte delle Amazzoni non dovrebbe superare il 6%. L'eccesso di alimenti grassi è tra gli errori più comuni.
L'Influenza dell'Ambiente e dell'Attività Fisica
In secondo luogo bisogna considerare che il regime alimentare di pappagalli di questa taglia deve tenere infatti conto dei fattori ambientali. Durante la stagione calda, specialmente se le Amazzoni sono ospitate in una voliera all’aperto, è intuitivo che si renderà necessario diminuire la quantità di cibi grassi (arachidi, semi di girasole), il cui elevato contenuto lipidico sarà viceversa utile d’inverno quando la dispersione di calore dovuta al freddo sarà compensata da una dieta più calorica. Questi uccelli bisogna costringerli a volare perché una vita sedentaria ben presto porta ad obesità, con le relative conseguenze.
Anche il tipo di alloggiamento incide molto sulla dieta dei nostri pappagalli: se vengono ospitati in un ambiente spazioso (come sarebbe doveroso) ed hanno la possibilità di volare, giocare e fare movimento, il loro fabbisogno energetico cresce e devono mangiare di più. Viceversa, se i pappagalli sono confinati in uno spazio angusto, bisogna vigilare costantemente affinché non ingrassino. Se l’Amazzone vive in voliera ed all’esterno (cambiando così gli spazi a disposizione, con conseguente aumento del movimento, e in presenza di variazioni della temperatura climatica) è essenziale la consulenza di un veterinario nutrizionista per puntualizzare la dieta corretta.
Il Foraging: Stimolare Mente e Corpo
Il foraging è l’atto naturale di cercare attivamente il cibo. In natura, i pappagalli dedicano molte ore al giorno a questa attività. Il tempo investito nella ricerca del cibo e nel cibarsi in senso stretto può variare dal 40% al 75% di una giornata, cioè da 4 a 8 ore al giorno, a seconda della stagione. In cattività, somministrare il cibo sempre nella stessa ciotola, con zero interazione, è uno degli errori più comuni. Questo comportamento innato rappresenta un importante ruolo biologico dei pappagalli in natura; hanno il compito di spezzare il frutto, lasciar cadere la polpa e i semi per nutrire il popolo terricolo sottostante e per distribuire i semi delle piante del cui frutto si sono cibati. Quindi, il vostro pappagallo tenderà a fare molto scarto del cibo che gli darete, e questo è normale, non preoccupatevi!
Utilizzare giochi, carta, rami, fiori commestibili, contenitori forati o strutture che richiedano manipolazione e ragionamento stimola il comportamento naturale, riduce lo stress, previene disturbi psicologici e migliora il rapporto con il cibo. Garantire un’alimentazione corretta non significa solo evitare malattie, ma anche stimolare il comportamento naturale, migliorare la qualità della vita e rafforzare il legame tra pappagallo e proprietario.

La Conversione Graduale della Dieta: Pazienza e Persistenza
Per convertire un pappagallo da una dieta di soli semi a una dieta più varia e completa, bisogna procedere gradualmente. I pappagalli non devono mai essere affamati. Non bisogna togliergli i semi all’improvviso, ma bisogna iniziare a offrirgli una grande varietà di cibi sani insieme ai semi a cui sono abituati. I pappagalli tendono ad essere molto diffidenti verso i cibi nuovi, e se non accettano subito un alimento, insistete, e magari alla quinta o decima volta che gliela offrite l’accetteranno. Molto spesso i pappagalli considerano una minaccia tutto quello che non conoscono, e questo può includere anche i cibi nuovi, verso i quali possono essere molto diffidenti.
Bisogna cercare di rendere stimolanti questi cibi, proponendo al pappagallo una grande scelta con colori contrastanti, appendendo all’interno della gabbia o della voliera sedani interi, broccoli, carote, peperoni, facendo attenzione a non far entrare i vegetali in contatto con le superfici zincate. È probabile che all’inizio il pappagallo distruggerà gli alimenti che gli proporrete, ma col tempo comincerà ad apprezzarli. Si possono mischiare gli estrusi o i cereali crudi ai semi, offrire dei semi freschi di melone, papaia, peperone, agrumi, oppure frutti ricchi di semi come fichi, fichi d’India, melograni e frutti della passione. I germogli possono essere un ottimo alimento per convertire a un’alimentazione più sana i pappagalli abituati a mangiare solo semi. Un altro metodo che può avere ottimi risultati è quello di infilare dei semi di girasole in pezzi di mela, banana, peperoni, ecc.: per arrivare al seme, il pappagallo comincerà ad assaggiare anche il frutto che lo contiene. Bisogna avere molta pazienza e non scoraggiarsi se non si ottengono risultati immediati. Ci possono volere dei mesi prima che un pappagallo si decida ad accettare qualcosa di nuovo, ma è necessario essere costanti, provando per esempio a proporre i nuovi alimenti in vari modi (interi, sminuzzati, grattati o appesi) e in diverse ore del giorno.
L'Alimentazione Specifica Durante lo Svezzamento e per Adulti
Le indicazioni dietetiche generali sono pensate per animali sani. In una dieta ideale per un pappagallo in cattività è bene aggiungere a semi ed estrusi gli alimenti freschi descritti. Ogni specie ha esigenze specifiche, ma esistono linee guida generali valide per tutti i pappagalli. Le proporzioni della dieta di un pappagallo variano in base alla specie, all’età, alla stagione e al livello di attività fisica. Tuttavia, per molte specie da compagnia come le Amazzoni, si possono fornire queste linee guida indicative:
- 50-60% di estrusi o pellet di alta qualità: garantiscono l’apporto completo di nutrienti, evitando squilibri causati da diete selettive o monotone.
- 25-35% di frutta e verdura fresca: con prevalenza di ortaggi a foglia verde scuro, ricchi di vitamina A, calcio e fibre. La frutta deve essere varia, ma somministrata con moderazione.
- 5-10% di semi: da utilizzare come complemento o premio. È importante non superarli, a meno che non ci siano esigenze particolari.
- 5-10% di legumi cotti o proteine vegetali/animali: a seconda della specie e del fabbisogno.
- Accesso continuo a fonti di calcio: come osso di seppia o blocchi minerali, soprattutto in caso di deposizione o carenze.
Queste percentuali sono flessibili e vanno sempre adattate alle esigenze specifiche del singolo esemplare. In alcune situazioni, come la stagione riproduttiva, la crescita di soggetti giovani o l’attività fisica intensa (in voliere esterne o con molto volo libero), il fabbisogno energetico può aumentare. In questi casi, i semi possono temporaneamente superare il 10%, ma solo se compensati da una dieta globale ben bilanciata e sotto il controllo di un veterinario. Per impostare un piano alimentare davvero efficace, è consigliabile consultare un veterinario esperto in medicina aviaria, che possa valutare anche lo stato corporeo, le condizioni cliniche e le preferenze comportamentali del soggetto.
La formula di imbecco per i nidiacei, la cosiddetta "pappa da imbecco", è utile somministrarla agli adulti 1 volta a settimana miscelata con acqua tiepida seguendo le indicazioni sulla confezione del prodotto. Oltre a rafforzare il concetto di cure parentali, questa pappa è importante come veicolo per somministrare farmaci o integratori alimentari oppure in caso di malattie debilitanti. Solitamente è molto gradita perché ricorda il cibo rigurgitato dai genitori per nutrire i piccoli nel nido. La temperatura ideale della pappa è attorno ai 30°-35°. È utile per tutti i pappagalli, anche per i conuri, gli Ara.
Ogni mattina, i pappagalli riceveranno una porzione di frutta e verdura miste a tocchetti (mela, pera, banana, uva, mandarino, arancia, fichi, datteri, papaia, mango, melone, anguria, ciliegie, albicocca, pesca, fragola, melograno… nonché finocchio, sedano, insalate varie, fagiolini corallo, cicoria, pomodori…), in ragione di almeno il 15% del peso corporeo, ossia 50-70 grammi per i pappagalli di taglia media fino a 150-200 grammi per le grandi Ara. Un’altra parte fondamentale della razione sarà costituita da un minestrone di cereali cotti (grano, orzo, farro, avena, riso integrale, mais, pasta, grano saraceno, miglio, quinoa…), legumi cotti (ceci, piselli, lenticchie, fagioli…) e verdure cotte come zucchina, zucca, carota, broccoli e cavoli, in ragione di uno - tre cucchiai colmi a seconda della taglia: questo minestrone può essere condito con un po’ d’olio d’oliva. Comodo l’uso delle zuppe secche ad uso umano; anche i legumi in scatola, accuratamente risciacquati, possono essere usati in caso di emergenza. Questi alimenti freschi saranno opportunamente presentati al mattino e il pappagallo potrà impiegare ore ad investigare e scegliere di volta in volta cosa mangiare: è utile che come topping della ciotola del mattino venga fornita una parte della razione di grassi, ad esempio un po’ di noce, mandorla o girasole che fornisce immediata gratificazione dopo il digiuno notturno.
Alimenti da Somministrare con Attenzione
Si possono fornire in piccole quantità, non giornaliere:
- Formaggi magri: in dosi molto limitate.
- Alimenti con un alto contenuto di liquidi: come le zuppe e le minestre, che in dosi eccessive possono causare problemi digestivi e un falso senso di sazietà.
- Mais: dosi giornaliere, o comunque eccessive, possono inibire seriamente l’assorbimento del calcio.
- Grit solubile: composto da carbonato di calcio, viene assorbito dall’apparato digerente dell’uccello e costituisce un’importante fonte di calcio, soprattutto in quei particolari periodi di stress fisiologico, come ad esempio il periodo della deposizione. È bene lasciarlo a disposizione in una ciotola (pochissimo) e ma MAI A VOLONTÀ, è bene invece razionarlo. Il grit ha scarsa utilità nei pappagalli per quanto riguarda l’apporto di calcio; di contro è possibile che venga assunto in quantità eccessiva dai pappagalli e poiché viene digerito molto lentamente potrebbe costipare alla lunga lo stomaco. Quindi è ritenuto necessario solo in quelle specie che si nutrono di semi (no estrusi o pellettati). In cattività l’alimentazione varia a seconda del caso.
- Osso di seppia e carbone vegetale: Per i pappagalli, a seconda della specie e dell’alimentazione generale è consigliato avere a disposizione un osso di seppia e carbone vegetale. L'osso di seppia è una buona fonte di calcio, mentre il carbone vegetale può aiutare in caso di intossicazioni lievi.
In condizioni normali, una dieta variata rende superfluo l’uso di integratori. Tuttavia, in alcuni casi (deposizione uova, malassorbimento, carenze diagnosticate) è necessario integrare calcio, vitamina D3 o complessi multivitaminici. L’osso di seppia e i blocchi minerali devono essere sempre disponibili. Evita l’uso di integratori umani o generici: possono contenere sostanze inadatte agli uccelli. Consulta sempre un veterinario esperto in medicina aviaria.
L'Importanza della Qualità e Conservazione degli Alimenti
Nell’alimentazione, oltre alla qualità dei prodotti che forniamo ai nostri amici pennuti, è di notevole importanza anche la loro conservazione. È inutile acquistare prodotti di prima qualità, se poi li conserviamo male. Il posto che utilizziamo per conservare i cibi deve essere un posto fresco e non troppo umido. L’umidità fa sì che alcuni cibi ammuffiscano, con la possibilità di causare ai pappagalli gravi rischi di salute.
Spesso, gli alimenti che costano meno sono quelli più scadenti e a lungo termine possono essere dannosi. In questi casi, i semi possono essere contaminati da batteri o muffe, gli estrusi o i pellettati possono essere formulati con ingredienti di bassa qualità e avere dei valori nutrizionali inadeguati. Bisognerebbe, perciò, cercare sempre di fornire un’alimentazione di buona qualità, evitando in linea di massima, tutti i mangimi più a buon mercato; se, per esempio, non si è in grado di procurarsi gli estrusi o i pellettati che offrono più garanzie, è meglio evitarli del tutto.
Miti e Realtà Sull'Alimentazione dei Pappagalli
Ancora molti pappagalli soffrono di patologie legate alla malnutrizione a causa di due concetti errati ma profondamente radicati: il fatto che i pappagalli mangino prevalentemente semi e noci e che la stessa alimentazione vada bene per tutte le specie. In realtà la maggior parte dei pappagalli si nutre prevalentemente di frutta, germogli, fiori, legumi, semi freschi e solo in minima parte di semi sec, con l’eccezione di poche specie eminentemente deserticole come calopsitte ed ondulati. Inoltre, ogni specie ha le sue esigenze alimentari, che possono essere anche marcatamente diverse.
Un’altra abitudine da abbandonare è quella di considerare i pappagalli dei grossi canarini, che vivono in una gabbietta con una mangiatoia di semi attaccata: al contrario, essi devono ricevere più pasti al giorno, di alimenti diversi. Per comprendere il modo di alimentarsi naturale dei pappagalli, ricordiamo un attimo il loro ruolo biologico nella foresta da cui provengono: in natura il pappagallo “serve” da disseminatore delle piante della foresta, muovendosi fra gli alberi e assaggiando decine di qualità di frutti, bacche e baccelli vari, mangiandone una parte e lasciando cadere il resto. Da questo apparente spreco che cade al suolo nascono nuove piante e la foresta si rinnova. Per questo motivo è necessario che i pappagalli abbiano a disposizione una certa varietà di alimenti fra cui scegliere, curando naturalmente che essi siano sani, nutrienti ed adatti alla specie, ed in quantità tale da consentire l’espressione di questo naturale comportamento di selezione.
Le specie più comunemente tenute come pet - cenerini, amazzoni, ara, cacatua - sono tendenzialmente onnivore ed hanno bisogno di una dieta variata, che comprenda frutta, verdura, semi, noci, cereali e legumi: le proporzioni fra questi alimenti saranno diverse per soddisfare le diverse esigenze, soprattutto a livello di grassi e proteine.
Esigenze Specifiche di Altre Specie (per Contesto)
Sebbene questa guida si concentri sulle Amazzoni, è utile menzionare brevemente le esigenze di altre specie per evidenziare la diversità nutrizionale nel mondo dei pappagalli:
- I Lori: Tutte le specie di Lori hanno bisogno di un’alimentazione specializzata, con un basso contenuto di ferro. In natura si nutrono principalmente di frutti freschi, polline e nettare che raccolgono con la lingua rivestita da papille particolarmente lunghe. In cattività non devono essere nutriti con i semi, perché non sono in grado di digerirli bene. I Lori dovrebbero essere alimentati con molta frutta e verdure fresche, cereali cotti, germogli e mangimi specifici: estrusi e nettare. Trattandosi per la maggior parte di alimenti che si deteriorano velocemente è particolarmente importante cambiarli durante la giornata, specialmente in estate, lavando bene tutte le ciotole.
- Gli Ara: Rispetto alle altre specie, l’alimentazione degli Ara deve contenere una percentuale di grassi più alta, di circa il 15-17% in mantenimento. Per Ara e Cacatua di taglia grande la dieta energetica deve avere un contenuto di grassi superiore del 20% al fabbisogno di altre specie.
- Cenerini e Conuri: Hanno problemi sovente con una dieta povera di calcio.
- Ondulati e Calopsitte: Le specie che originano dalle zone molto aride, spesso non accettano facilmente gli alimenti freschi. È bene comunque fornirgli regolarmente una varietà di frutta e verdure scegliendo quelle più nutrienti.
Ogni pappagallo è un individuo e le sue esigenze possono variare. La chiave per una vita lunga e sana per la vostra Amazzone è una dieta varia, bilanciata e somministrata con amore e consapevolezza.
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