L'uso di rimedi naturali, comunemente noti come fitoterapici, durante la gravidanza e l'allattamento è un argomento che suscita interesse e, allo stesso tempo, preoccupazione per molte future e neomamme. Se da un lato la natura offre un'ampia gamma di sostanze che possono supportare il benessere materno e neonatale, dall'altro è fondamentale approcciare il loro utilizzo con la dovuta cautela, basandosi su evidenze scientifiche e raccomandazioni mediche. L'Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) ha da tempo avviato un dialogo informativo su questi temi, promuovendo un uso consapevole dei farmaci, inclusi quelli di origine vegetale, in queste delicate fasi della vita.
La Sicurezza dei Farmaci in Allattamento: Un Bilancio tra Rischio e Beneficio
Un principio fondamentale che guida le decisioni terapeutiche in gravidanza e allattamento, come sottolineato dall'AIFA, è il rapporto rischio/beneficio. "I benefici dell’allattamento al seno sono superiori rispetto al rischio di esposizione alla maggior parte degli agenti terapeutici attraverso il latte materno," afferma l'ente, basandosi su una solida revisione della letteratura scientifica. Questo significa che, nella maggior parte dei casi, i benefici che il neonato riceve dall'allattamento al seno superano i potenziali rischi derivanti dall'assunzione di farmaci da parte della madre.
"La letteratura scientifica ha ormai dimostrato inequivocabilmente l’importanza dell’allattamento al seno, sia per la madre che per il lattante, dal punto di vista fisico e psicologico," spiega l'Agenzia Italiana del Farmaco. Allo stesso tempo, "i rischi di contaminazione del latte materno sarebbero minimi per le maggior parte delle terapie farmacologiche. Inoltre, solo un ristretto gruppo di medicinali è realmente controindicato per le madri che allattano o associato a effetti negativi per i bambini."
Nonostante queste rassicurazioni, l'AIFA evidenzia come "sono molte le madri che decidono, non sempre appropriatamente, di sospendere la terapia farmacologica o l’allattamento in caso di assunzione di farmaci." Questo timore, spesso infondato, porta a decisioni che possono compromettere la salute materna e, indirettamente, quella del bambino. Negli Stati Uniti, ad esempio, si stima che a tre mesi dal parto oltre la metà delle madri che allattavano interrompa l'allattamento, principalmente a causa del timore legato all'assunzione dei farmaci.

La quantità di farmaco che passa nel latte materno è influenzata da diversi fattori, tra cui la tipologia del farmaco, la dose assunta e la durata della terapia. A livello molecolare, sono il peso molecolare, il legame delle proteine, il grado di lipofilia del farmaco e la biodisponibilità a determinare l'escrezione del medicinale nel latte. Per fornire un supporto concreto ai medici nella prescrizione, esistono database specializzati come LactMed, che offrono informazioni basate su revisioni paritarie (peer-review).
I Benefici Inestimabili dell'Allattamento al Seno
L'importanza dell'allattamento al seno va ben oltre la semplice nutrizione del neonato. Studi scientifici hanno dimostrato che iniziare l'allattamento entro un'ora dalla nascita protegge il piccolo dalla possibilità di contrarre infezioni e riduce la mortalità neonatale.
Neonato: benefici dell'allattamento al seno
Ma i benefici non si esauriscono nei primi istanti di vita. "Alcuni studi hanno dimostrato che la probabilità di sviluppare obesità diminuisce e alcune prestazioni durante test che misurano lo sviluppo cognitivo sono migliori in persone che appena nate sono state allattate al seno."
Gli effetti positivi coinvolgono anche le madri. L'allattamento stimola la naturale contrazione dell'utero, riducendo il sanguinamento post-partum e accelerando il suo ritorno alle dimensioni normali. Inoltre, è associato a una riduzione del rischio di osteoporosi dopo la menopausa e di alcuni tipi di cancro, come quello al seno e alle ovaie.
Il Progetto AIFA "Farmaci e Gravidanza": Informazione e Consapevolezza
Riconoscendo la necessità di diffondere informazioni corrette e aggiornate, l'AIFA ha avviato il Progetto scientifico-comunicativo "Farmaci e gravidanza" (disponibile su www.farmaciegravidanza.gov.it). Questa campagna di informazione mira a promuovere l'uso "corretto e appropriato dei farmaci in gravidanza" e si rivolge sia alla popolazione generale che agli operatori sanitari. L'obiettivo è sensibilizzare l'opinione pubblica, poiché "non curarsi mette a rischio la propria salute e quella del nascituro."
Nell'ambito di questo progetto, l'AIFA, in collaborazione con le Università di Padova, Siena e Ancona, ha condotto una revisione sistematica della letteratura scientifica sull'uso dei farmaci durante l'allattamento al seno.
Fitoterapici: Un Approccio Naturale Richiede Attenzione
La convinzione diffusa che non sia possibile assumere farmaci in allattamento, inclusi i rimedi fitoterapici, porta molte madri a sopportare disagi come emicranie, mal di denti o sintomi influenzali. Antonio Clavenna, responsabile dell’Unità di Farmacoepidemiologia dell’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri, sottolinea come "purtroppo ancora oggi in Italia spesso non ci siano conoscenze adeguate sull’uso dei farmaci in allattamento."
Sebbene esistano fonti bibliografiche specifiche per il personale sanitario, è necessaria una costante volontà di aggiornamento. L'allattamento rappresenta una controindicazione solo per pochissimi medicinali, e i rischi per il neonato si concentrano nei primi 2-3 mesi di vita. "Superati i primissimi mesi, il metabolismo del bambino matura e si riduce molto il rischio di accumulo nell’organismo," spiega Clavenna. "Dopo il sesto mese le controindicazioni diventano estremamente rare e riguardano farmaci con una tossicità elevata, come le terapie antitumorali e i farmaci radioattivi assunti in occasione di particolari esami diagnostici."
Molte madri si affidano ai foglietti illustrativi (bugiardini) per valutare la compatibilità di un farmaco con l'allattamento. Tuttavia, spesso questi riportano informazioni eccessivamente caute. Uno studio del 2005 ha rivelato che l'80% dei bugiardini citava l'allattamento tra le controindicazioni, talvolta per mancanza di studi specifici o per una forma di autotutela delle aziende farmaceutiche.
Nel caso dei fitoterapici, il fatto che siano "naturali" non li rende automaticamente "innocui". "I dati disponibili riguardo all’uso dei rimedi fitoterapici in allattamento sono scarsi e riguardano pochi principi attivi," spiega il dottor Clavenna. "Inoltre, occorre prendere in considerazione il preparato nel suo complesso e le dosi. Alcuni farmaci, come le terapie antitumorali e i radiofarmaci, sono controindicati." È fondamentale ricordare che alcune piante possono avere effetti dannosi sul bambino.

Esistono in commercio farmaci a base di piante medicinali registrati presso l'AIFA, che ne ha verificato qualità, efficacia e sicurezza. Questi prodotti hanno indicazioni approvate e sono acquistabili in farmacia, alcuni dietro prescrizione medica (es. iperico per depressione lieve e moderata), altri come farmaci da banco (OTC) (es. estratto di pelargonium sidoides per il comune raffreddore). Tuttavia, i prodotti a base di piante medicinali più diffusi sono gli integratori alimentari, privi di indicazioni terapeutiche specifiche e utilizzati per auto-medicazione. Un uso improprio, che non tenga conto dell'età, di particolari condizioni fisiologiche come la gravidanza e l'allattamento, o di malattie in atto, potrebbe rivelarsi controproducente o dannoso.
Fonti di Informazione e Supporto
Per ottenere informazioni affidabili sull'uso dei farmaci in gravidanza e allattamento, le neomamme possono rivolgersi a diverse risorse:
- Telefono Rosso (06.3050077): Il Centro Studi per la tutela della Salute della Madre e del Concepito dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma offre informazioni sulla prevenzione dei difetti congeniti e sulla compatibilità dei farmaci in allattamento.
- Sito dell’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA): Inserendo il nome del principio attivo, è possibile verificare la possibilità di assunzione in allattamento. Il sito offre anche un menù a tendina con le principali patologie fisiche e psicologiche.
- Rapporto nazionale sull’uso dei farmaci in gravidanza: Realizzato dall'Osservatorio nazionale sull’impiego dei medicinali (Osmed) dell’AIFA, questo rapporto monitora la prescrizione dei farmaci erogati a carico del Servizio Sanitario Nazionale nelle donne in gravidanza residenti in Italia.
Farmaci Più Prescritti in Gravidanza: Un Quadro Generale
Il "Rapporto nazionale sull’uso dei farmaci in gravidanza" ha evidenziato che i farmaci più prescritti durante la gestazione rientrano principalmente nelle seguenti categorie terapeutiche:
- Sangue e organi emopoietici (47,9%): Con un picco nel primo trimestre.
- Antimicrobici per uso sistemico (33,2%).
- Farmaci del sistema genito-urinario e ormoni sessuali (20,8%).
- Farmaci attivi sul sistema gastrointestinale e metabolismo (12,1%).
- Preparati ormonali sintetici, esclusi ormoni sessuali (11,2%).
Tra i principi attivi più utilizzati figurano l'acido folico (34,6%), il progesterone (19%), il solfato ferroso (18,8%) e l'amoxicillina/acido clavulanico (11,5%).
Appropriatezza Prescrittiva e Raccomandazioni
L'AIFA pone l'accento sull'appropriatezza prescrittiva, evidenziando come i progestinici per la prevenzione dell'aborto spontaneo e gli antibiotici siano a maggior rischio di uso inappropriato. Anche il trend prescrittivo dell'acido folico, sebbene con una probabile sottostima del consumo reale, non sempre appare in linea con le raccomandazioni nazionali e internazionali.
In conclusione, mentre la maggior parte dei farmaci e dei rimedi fitoterapici può essere assunta in sicurezza durante l'allattamento, è cruciale basarsi su informazioni scientifiche aggiornate e consultare sempre il proprio medico o farmacista. Ignorare la necessità di cure per timore di nuocere al bambino può avere conseguenze più gravi rispetto ai potenziali rischi minimi associati all'assunzione di farmaci compatibili.
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