Mal di Testa in Allattamento: Cause, Rimedi e Consigli per le Neomamme

L'emicrania, un disturbo che fa parte della vita di circa il 20% delle donne, prevalentemente in età fertile, può condizionare le attività quotidiane anche per più giorni. Il dolore pulsante, associato a volte a nausea, vomito e ipersensibilità a luce e suoni, può risultare debilitante. Si comprende quindi come questa patologia possa costituire un problema ed influenzare la buona riuscita dell’allattamento. L’emicrania è un disturbo piuttosto comune nell’etá riproduttiva con un picco di prevalenza del 25% tra i 30 e i 40 anni. La cefalea e l’emicrania sono dolori molto diffusi nella popolazione femminile in generale e dipendono da molti e diversi fattori. Tuttavia la maggior parte dei mal di testa che colpiscono le donne sono provocati dalle variazioni ormonali collegate al ciclo riproduttivo. Più della metà delle donne che soffrono di emicrania riferisce un’associazione con il ciclo mestruale (emicrania mestruale).

Nei mesi immediatamente successivi al parto, capita che circa il 30-40% delle neo mamme sperimentino questo tipo di disturbo. Questa condizione, seppur comune, merita attenzione per garantire il benessere della madre e la continuità dell'allattamento. L’obiettivo di questo articolo è fornire una panoramica completa sulle cause, sui fattori scatenanti e sui rimedi disponibili per gestire il mal di testa durante l'allattamento, basandosi su evidenze scientifiche e consigli di specialisti.

Donna che allatta serenamente mentre sorride

Il Complesso Rapporto tra Allattamento ed Emicrania

Allattare al seno può esercitare un effetto positivo sulla gravità dell’emicrania, come documentato da uno studio olandese non controllato. Le donne con emicrania che allattano presentano una riduzione della frequenza delle crisi, con un effetto minore in caso di emicrania con aura (50% vs 67%). Questo suggerisce che l'allattamento può avere un ruolo protettivo o mitigante sulla frequenza degli attacchi emicranici.

Nonostante ciò, l'allattamento in presenza di emicrania può presentare delle sfide. Uno studio canadese condotto su una coorte di 5282 donne (età 20-49 anni) che avevano partorito nei 5 anni precedenti, delle quali 862 con emicrania (16,3%), ha mostrato un tasso di allattamento nelle donne emicraniche pari all’88%, nel range dei valori per la popolazione generale riportati in letteratura (76-94%). La percentuale di donne che non avevano allattato esclusivamente al seno era simile tra quelle con e senza emicrania (rispettivamente 13,2% e 11,3%). Tuttavia, la durata dell’allattamento in quelle con emicrania era inferiore.

Le possibili spiegazioni per questa durata ridotta possono includere lo stato di malessere legato alle crisi emicraniche, che rende difficile continuare ad allattare. Un altro fattore è la necessità di usare farmaci per prevenirle o curarle, giudicati (a torto o a ragione) come controindicati, il che può portare le madri a interrompere l'allattamento per poter assumere le terapie necessarie. Infine, la percezione che l’allattamento possa ridurre la sicurezza della gestione del bambino durante una crisi può influire sulla decisione. Nelle donne emicraniche, un dato condizionante una non buona riuscita dell’allattamento è risultato essere la presenza di co-morbidità quali asma, ipertensione e disturbi dell’umore, che possono complicare ulteriormente la situazione.

Grafico sulla prevalenza dell'emicrania nelle donne in età fertile

Le Cause Multifattoriali del Mal di Testa in Allattamento

I mal di testa durante l'allattamento sono spesso il risultato di una combinazione di fattori fisici, ormonali e legati allo stile di vita. Generalmente i sintomi dell’emicrania migliorano in gravidanza e ritornano circa un mese dopo il parto, ma nel 4-8% delle donne si assiste invece a un peggioramento dell’emicrania durante la gestazione che può verificarsi già nel primo trimestre. Nel periodo dell’allattamento, fattori ambientali come la mancanza di sonno e lo stress possono aggravare ulteriormente la situazione.

Il corpo di una donna subisce numerosi cambiamenti dalla gravidanza fino alla fine dell'allattamento non solo fisici, ma anche ormonali e umorali. Questi cambiamenti influiscono significativamente sul benessere generale. Inoltre, le posizioni assunte, il mantenimento del bimbo in braccio, l'alterazione del ciclo del sonno influiscono sulla contrazione muscolare che genera dolore e infiammazione dell'apparato muscoloscheletrico.

Un esempio concreto di questi disturbi è stato riportato da una donna di 35 anni che, allattando il suo bimbo da 5 mesi, ha descritto una "pressione alla testa al centro a volte dietro la nuca", con vertigini che durano alcuni secondi quando il dolore è al centro. Ha aggiunto di sentire un lieve dolore a girare il collo che è molto teso e anche le spalle che le fanno male, in concomitanza con esami del sangue negativi. La donna ha sottolineato di essere "un po' stressata, e sto dormendo poco", con una leggera scoliosi e posizioni scorrette per via dell'allattamento. Ha anche percepito "come dei brividi in testa a volte nelle spalle" e dolore alla spalla sinistra. Questi sintomi, sebbene variegati, sono spesso interconnessi.

L'Influenza della Postura e della Tensione Muscoloscheletrica

Molti specialisti concordano che i disturbi descritti, come quelli della paziente, sono compatibili con una disfunzione a carico delle prime 3 vertebre cervicali. Molto spesso in presenza di questi sintomi si riscontra soprattutto una drastica riduzione della rotazione tra la prima e seconda vertebra cervicale. Tali sintomi, che includono vertigini, tensione al collo e difficoltà nel movimento, stress e mancanza di sonno, sono tutti da interessamento del plesso neuromuscolare cervico-brachiale (testa e braccio), che agisce anche direttamente sulle vertebre cervicali.

La correlazione tra mal di testa e tensione dei muscoli del collo o del volto, che possono facilmente contrarsi a causa di ansia e stress, è nota. Anche l’adattamento posturale che si determina nella donna a causa del crescente volume dell’addome, se non adeguatamente compensato, può generare tensioni sulla muscolatura dorsale e cervicale, con la medesima conseguenza. Purtroppo, in questo periodo di allattamento, lo stress, la postura non corretta per tenere il neonato e la conseguente rigidità della muscolatura interessata possono arrivare a dare questi sintomi molto fastidiosi. A dire il vero è molto frequente con l'allattamento a causa di posture scorrette, poco riposo e sollevamento "pesi" molto asimmetrico.

Un aspetto da considerare, specialmente se l'evento del parto è passato da poco tempo, è la possibile incidenza della puntura epidurale. Se si è fatta l'epidurale, i fastidi che si sentono potrebbero essere anche dovuti ad una "tensione" della dura madre, una membrana che avvolge il midollo e il cervello. La puntura epidurale potrebbe averla irritata e darle il tipo di sintomi riportati. Se non si è fatta l'epidurale, più probabilmente è colpa del tratto cervicale e delle posture che si stanno assumendo in questo periodo.

Esercizi per il Dolore Cervicale - Stretching per Ridurre Stress e Tensione del Collo

Strategie Non Farmacologiche per la Gestione del Mal di Testa

Un approccio preventivo non farmacologico dovrebbe essere sempre considerato quale prima scelta. Questo include evitare fattori scatenanti o aggravanti, assicurare un’alimentazione adeguata e un numero di ore di sonno sufficiente, fare esercizio fisico e di rilassamento.

Per ridurre la frequenza e la durata del mal di testa, viene generalmente consigliato di:

  • Ridurre le occasioni "trigger": Evitare ciò che può scatenare le crisi, come saltare un pasto, la disidratazione, il consumo di alcool, il fumo, l’insonnia, il riposo disturbato, lo stimolo luminoso eccessivo o le emozioni intense. Se determinati cibi o odori hanno provocato mal di testa in passato, è saggio evitarli.
  • Intervenire precocemente: Agire non appena si sente iniziare il dolore, anche farmacologicamente se necessario, per evitare di raggiungere picchi risolvibili poi con maggior difficoltà.
  • Adottare metodi sani per affrontare i fattori di stress e per la sua gestione: Praticare tecniche di rilassamento. Si può provare con esercizi di respirazione, lo yoga, il massaggio e il rilassamento attraverso esercizi di visualizzazione.
  • Cercare aiuto: Se possibile, trovare qualcuno disponibile ad occuparsi del bambino durante la fase più acuta della crisi.
  • Idratazione e Alimentazione: Mantenere elevato il livello di idratazione, bevendo almeno un litro e mezzo di acqua al giorno. Mangiare regolarmente, con pasti programmati e mantenere una dieta sana; prediligere piccoli pasti frequenti. Bere molto per prevenire la disidratazione.
  • Sonno Regolare: Seguire un programma di sonno regolare è fondamentale, anche se spesso è una sfida per le neomamme.
  • Attività Fisica: Includere l’attività fisica nella routine quotidiana. Provare inizialmente con una passeggiata o un altro esercizio aerobico moderato.

Gli approcci al trattamento dell’emicrania possono essere piuttosto diversi, anche senza ricorso ai farmaci: agopuntura o esercizi di yoga, stretching, tecniche di respirazione e di rilassamento. Ogni donna dovrà trovare l’intervento che le risulta più congeniale ed efficace.

Donna che pratica yoga o esercizi di rilassamento

L'Importanza della Postura Corretta e del Supporto Osteopatico/Fisioterapico

Le posizioni assunte durante l'allattamento e per il naturale e doveroso riposo di questi mesi possono mantenere le contratture della muscolatura cervicale. È molto importante in questa fase delicata della vita essere seguita da un osteopata che, soprattutto attraverso manovre viscerali e cranio sacrali, saprà donare un giusto equilibrio corporeo per affrontare al meglio i difficili compiti di una neo mamma.

Per aiutarsi in questa fase e nell’attesa delle terapie, è consigliabile muoversi spesso ed utilizzare un cuscino lombare in posizione seduta, utile nel caso specifico anche se i dolori sono nel tratto più alto della colonna. Meglio stesa nel suo letto che sul divano per riposare. Se o quando possibile, è bene evitare di allattare con la testa rialzata su due cuscini, poiché questo può accentuare la tensione cervicale.

Sarebbe buona cosa effettuare a titolo di sicurezza una visita ortopedica di controllo prima di passare nelle mani di un collega e concordare una terapia mirata a risolvere il problema. Molte di queste patologie sono risolvibili al 90%, a meno che non ci siano problemi particolari di base. Se i fastidi sono dovuti al tratto cervicale e alle posture che si stanno assumendo in questo periodo, è consigliabile contattare un osteopata che si occupi di craniale. Si può anche rivolgere a un fisioterapista per una valutazione e trattamenti e per quanto possibile troverà sicuramente beneficio. È consigliabile iniziare un percorso fatto di trattamenti osteopatici (non assidui, ma piuttosto diluiti) associati ad un inizio di attività fisica.

Approcci Farmacologici e Sicurezza in Allattamento

Per quanto l’uso di farmaci in gravidanza e allattamento debba essere sempre il più possibile limitato, in alcuni casi la gravità e l’intensità degli attacchi è tale da non poterne fare a meno. Un trattamento non ottimale dell’emicrania può avere conseguenze rilevanti per la madre e per il lattante che comprendono malnutrizione, disidratazione, privazione del sonno, stress, e depressione. Alcuni studi hanno rilevato inoltre un aumento del rischio di complicanze cardiovascolari, quali ictus, ipertensione gestazionale e preeclampsia. Pertanto fornire un trattamento antiemicrania adeguato nelle donne in gravidanza è imperativo, anche se la scelta dei farmaci può rappresentare una sfida. Molti dei farmaci utilizzati nel trattamento dell’emicrania non hanno infatti una documentazione di sicurezza sufficiente a garantirne l’uso gestazionale o nell’allattamento.

La cura dell’emicrania e l’allattamento non devono essere intese come scelte opposte ed incompatibili. La donna con emicrania dovrebbe stimolare il medico curante a definire un piano di prevenzione e di cura degli eventuali attacchi emicranici, che risulti sicuro per il lattante. Per il trattamento acuto si usano principalmente paracetamolo, farmaci antinfiammatori non steroidei e triptani. Per la prevenzione dell’emicrania sono utilizzati principalmente betabloccanti, antiepilettici, e antidepressivi triciclici. La possibilità di utilizzare o meno questi farmaci in gravidanza e allattamento può dipendere dal periodo gestazionale e puerperale specifico.

Il paracetamolo si può usare sporadicamente (automedicazione) contro il dolore. Un’altra molecola ritenuta sicura durante l’allattamento è poi l’ibuprofene, da escludersi però durante l’intera durata della gravidanza. Esistono alcuni farmaci capaci di ridurre il mal di testa e allo stesso tempo di preservare al meglio la salute del bambino. È importante sottolineare che ogni terapia va individualizzata e monitorata in ciascuna paziente dal medico specialista esperto nel campo. Una revisione sistematica condotta da Ethan M. Balk e collaboratori ha avuto come obiettivo proprio quello di valutare efficacia e sicurezza dei farmaci per le cefalee primarie in gravidanza e allattamento.

È sempre necessario rivolgersi al medico per diagnosi e prescrizione se il problema persiste, se i mal di testa sono frequenti, se il dolore è intenso, se si devono assumere farmaci diversi inclusi integratori o qualsiasi preparato anche a base di erbe.

Tavola comparativa di sicurezza dei farmaci in allattamento

Quando il Mal di Testa è un Segnale d'Allarme: La Preeclampsia

I mal di testa, sebbene spesso benigni, possono talvolta indicare condizioni più serie. Il mal di testa a volte può essere un sintomo della preeclampsia, una condizione che colpisce alcune donne in gravidanza, di solito nel secondo trimestre, a partire da circa 20 settimane, o subito dopo il parto. I mal di testa frequenti in gravidanza, associati anche a nausea e talvolta a vomito, si presentano soprattutto nel primo periodo gestazionale. Nella norma questo fenomeno dura alcune settimane, poi migliora o scompare del tutto durante gli ultimi sei mesi, senza avere recato danno né alla mamma né al bambino.

In ogni caso, cefalee persistenti e ricorrenti, specie se associate a ipertensione, possono essere il segnale di preeclampsia. È quindi molto importante che la pressione arteriosa in gravidanza si mantenga normale, cioè uguale o inferiore a 135/85. Qualora la pressione arteriosa risulti maggiore di 135/85, è opportuno effettuare una seconda misurazione a distanza di alcuni minuti. Monitorare la pressione sanguigna è un gesto semplice ma cruciale per la salute della madre e del bambino.

Sfigmomanometro per la misurazione della pressione arteriosa

Un Approccio Integrato alla Cura: L'Esempio di Maddalena

Per comprendere meglio come i disturbi legati alla postura e al sovraccarico funzionale possano essere gestiti, è utile considerare un caso pratico. Maddalena, una paziente, lamentava dolore nel lato destro del collo, dalla zona occipitale fino alla spalla. L’eziologia di questi sintomi era stata data da un sovraccarico funzionale, infatti Maddalena ci ha detto che nelle sue azioni di vita quotidiana, come prendere in braccio il bambino e stirare, si manifestava questo problema.

Il trattamento di Maddalena è iniziato cercando di correggere le posizioni che adottava durante il giorno, in modo da rimuovere subito la causa del problema. In ogni seduta è stata trattata manualmente con una tecnica osteopatica molto dolce, chiamata “pompage”, che è molto utile per allentare la muscolatura e contrastare le rigidità articolari. Dopo di che, è stata effettuata una massoterapia coadiuvata dalla Tecarterapia applicata in modalità capacitiva. La tecar aggiunge valore al massaggio, ne aumenta l’effetto analgesico, ha un’azione drenante e stimola la circolazione periferica. Dopo sei terapie le condizioni di Maddalena erano migliorate notevolmente, il collo si muoveva liberamente e il dolore era scomparso. Questo esempio evidenzia l'efficacia di un approccio combinato che considera la correzione posturale e l'intervento manuale e strumentale.

Il Ruolo Fondamentale degli Operatori Sanitari

Gli Autori dello studio sottolineano come gli operatori sanitari, compresi quelli che si occupano di patologie neurologiche, dovrebbero incoraggiare le donne con emicrania ad allattare esclusivamente al seno i loro bambini, dati i noti benefici sia per la madre che per il bambino. La cura dell’emicrania e l’allattamento non devono essere intese come scelte opposte ed incompatibili. È compito degli specialisti guidare le neomamme verso soluzioni sicure e personalizzate.

La donna con emicrania, dal canto suo, dovrebbe stimolare il medico curante a definire un piano di prevenzione e di cura degli eventuali attacchi emicranici, che risulti sicuro per il lattante. È fondamentale ricordare che questo servizio non sostituisce le cure mediche professionali fornite durante una visita specialistica.

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