Riuscire a far crescere un gattino neonato senza mamma è un grande impegno che richiede cure amorevoli, pazienza e costanza. Senza mamma questo apporto fondamentale è assente se non con l’aiuto di una gatta “balia” disponibile ad accettare il piccolo nella sua cucciolata. Tuttavia, in molti casi l'allattamento artificiale diventa l'unica via. È un percorso che, se affrontato con dedizione, può portare a una soddisfazione immensa. Questo articolo è dedicato alla comprensione delle pratiche essenziali per la crescita sana dei gattini orfani, con un'attenzione particolare alla prevenzione e alla gestione dei disturbi digestivi, spesso causa di gravi preoccupazioni in questi piccoli esseri fragili.
L'Impegno dell'Allevamento di Gattini Orfani e i Principi Fondamentali di Cura
L'allevamento artificiale di un gattino è un compito che richiede una sostituzione quasi totale delle cure materne. Ogni volta che si deve manipolare un gattino, è fondamentale assicurarsi di avere le mani ben pulite, per prevenire la trasmissione di infezioni a un sistema immunitario ancora immaturo. Un aspetto cruciale è mantenere il gattino sempre al caldo, pulito e riparato. Senza la madre, i gattini possono diventare rapidamente ipotermici e disidratati fino a morire, in particolare durante le prime quattro settimane di vita. La temperatura ottimale ambientale per il gatto nelle prime 6 settimane di vita, periodo in cui non riesce a controllare la temperatura corporea, deve essere intorno ai 24°C. Il gattino stesso si avvicinerà o si allontanerà dalla fonte di calore a seconda se avrà più o meno freddo, segnalando le sue necessità termiche. In natura, riceve il calore dal contatto fisico diretto con la madre e lo conserva rimanendo a contatto con i fratellini.

I gattini possono essere tenuti caldi ponendoli in un rifugio con una coperta che avvolge una boule dell’acqua calda, avendo cura di evitare il contatto diretto per prevenire ustioni, e utilizzando una lampada a luce infrarossa. È importante che l'ambiente sia sicuro e adeguato. I gattini vanno tenuti in una sistemazione sicura, come un trasportino per gatti o un contenitore (ad esempio, una scatola di cartone va benissimo). Entrambi sono migliori se con apertura dall’alto, e devono essere abbastanza grandi da permettere al piccolo di muoversi e di poter scegliere se stare sotto la lampada o spostarsi, garantendo così la termoregolazione autonoma.
L'Alimentazione Corretta: Pilastro della Salute Digestiva
L'aspetto più critico nell'allevamento di un gattino orfano è l'alimentazione, in quanto errori in questo campo sono la causa principale dei problemi digestivi. È vitale utilizzare il latte artificiale specifico per lo svezzamento dei cuccioli, che si acquista nei negozi per animali o in farmacia. Gli altri tipi di latte, come il latte di mucca, non sono adatti in quanto sono troppo poveri di proteine, grassi e minerali, e possono creare gravi problemi intestinali, talvolta molto seri per un cucciolo così fragile. Il latte vaccino non è idoneo nell’alimentazione dei gattini, per cui si deve ricorrere al latte artificiale per cuccioli, liquido o in polvere. Sebbene in emergenza si possa usare latte vaccino intero in assenza di altro, va sostituito appena possibile. Il latte artificiale si acquista in polvere e si diluisce con acqua tiepida seguendo scrupolosamente le istruzioni indicate sul barattolo. È raccomandato l'uso di un buon latte artificiale (ad esempio KMR, che esiste anche in formulazione liquida già pronta all’uso), ma soprattutto formulazioni che non tendano a fare grumi, in ragione di 8 cc ogni 30 gr. di peso corporeo al giorno, diviso in 8-10 somministrazioni durante le 24 ore (all’incirca ogni 2 ore - 2 ore e mezza). Per esempio, se un micetto pesa 120 gr, necessita di 32 cc di formula al giorno. Se somministrate 10 pasti saranno 3,2 cc. Il latte va preparato quotidianamente (al massimo ogni 2 giorni), conservato in frigo e riscaldato al momento dell’uso a 35°-36°C. La temperatura si può misurare sull’interno del polso, esattamente come si fa per i neonati umani: se scotta o se lo sentiamo freddo, non va bene. Il latte non va somministrato freddo, né bollente, ma a circa 38 gradi (tiepido-caldo insomma) per evitare diarrea o che il gatto si bruci.
Frequenza e Quantità di Allattamento
Il piccolo si allatta con un biberon per cuccioli ogni una o due ore, giorno e notte, nei primissimi giorni. Nei primi giorni di vita, lo stomaco del micio è molto piccolo: questo è il motivo per cui deve essere allattato spesso. Durante le prime due settimane, i gattini dovrebbero essere allattati ogni tre/quattro ore o sette/otto volte al giorno. Durante la terza settimana, la frequenza si riduce a cinque/sei volte al giorno. Il gattino neonato va alimentato ogni 2-4 ore; durante la notte la frequenza può essere un po’ rallentata, ma solo verso i quindici giorni di vita si può provare a sospendere l’allattamento notturno. Un gattino deve assumere nelle 24 ore una quantità di latte pari al 20-30% del suo peso. Quindi, un neonato che pesi sui 100 grammi dovrà assumere almeno 20 ml di latte distribuiti in 24 ore, circa 2 o 3 ml di latte a poppata, perché il suo piccolo stomaco non può contenerne di più!
Per quanto riguarda la quantità, riportiamo delle dosi puramente indicative, perché nessuno sa regolarsi meglio di loro:
- 1° settimana (fino a 7 giorni): 2,5 - 5 ml ogni 2 ore durante il giorno, ogni 2-3 ore la notte.
- 2° settimana (da 7 a 14 giorni): 5 - 10 ml ogni 3 ore durante il giorno, ogni 3 - 4 ore la notte.
- 3° settimana (da 14 a 21 giorni): 10 - 15 ml ogni 3-4 ore durante il giorno, ogni 4-5 ore la notte.
- 4° settimana (da 21 a 30 giorni): 15 -20 ml ogni 4-5 ore durante il giorno, ogni 6-7 ore la notte.

Tecniche di Allattamento e Prevenzione dei Rischi
L'adozione della corretta tecnica di allattamento è fondamentale per prevenire problemi digestivi e respiratori. I primi giorni saranno critici perché i gattini dovranno capire come funziona la tettarella del biberon. Può essere utile allora utilizzare un contagocce o una siringa da insulina (senz’ago ovviamente!), facendo ben attenzione a non far andare il latte di traverso per non rischiare di provocare una polmonite ab ingestis. Per allattarlo, tenete il gattino prono, cioè con la pancia appoggiata alla vostra mano, nella stessa posizione che assumerebbe se succhiasse il latte dalla madre, con la testina ben estesa sul collo. Non allattate mai i cuccioli a pancia in su! Non mettete il micio in posizione supina o come posizionereste un bambino: in questo caso potrebbe anche finirgli del latte nei polmoni. I gattini devono essere tenuti a pancia in giù, la posizione naturale in cui succhierebbero il latte dalle mammelle della madre, o obliqui, ma MAI in posizione supina (a pancia in su), per evitare che il latte possa andare nei polmoni.

Le tettarelle in genere all’acquisto non hanno fori: praticatene uno piccolo con un ago sterile o passato sulla fiamma, tale da permettere la fuoriuscita di alcune gocce di latte. Il foro non deve essere troppo largo, deve permettere la fuoriuscita di alcune gocce di latte. Portate il biberon verso la bocca del micio con la tettarella già sporca di latte, per far sì che senta il sapore: a questo punto, dovrebbe cominciare a succhiare da solo. Non schiacciate il biberon, lasciate che sia il gattino a succhiare il latte, evitando che gli vada di traverso. Un accorgimento importantissimo è quello di controllare il flusso: il buco nella tettarella deve essere tale che rovesciando il biberon, senza premere, il latte esca a gocce, lentamente. Dopo ogni pasto, bollite il biberon o sterilizzate i contenitori.
Allattamento artificiale del gattino di 15 giorni
Alimentazione con Sondino: Una Soluzione per i Più Deboli
A volte l’alimentazione con il sondino rappresenta l’unico modo di salvare la vita ad un gattino, soprattutto per i cuccioli così deboli e gracili da non avere la forza di succhiare e ingerire il latte. L’alimentazione tramite sondino riduce il rischio di aspirazione e permette di fornire al gattino la giusta quantità di alimento facendolo arrivare direttamente nel suo stomaco. I sondini migliori da usare sono i French. Variano nel formato ed è importante utilizzare il tubo del formato giusto. Deve essere abbastanza piccolo da essere comodo ed abbastanza grande che il gattino non possa morderlo. I gattini appena nati avranno bisogno di un #3.5, ma dopo soltanto una settimana avranno bisogno di un #5.
La cosa più importante per la prevenzione dell’aspirazione è essere sicuri che il sondino sia ben dentro allo stomaco e che non scivoli fuori durante l’alimentazione. Il modo più facile di misurare la corretta lunghezza del sondino è di disporre l’estremità del tubo lungo la spina dorsale nel punto in cui si trova lo stomaco (ultima costa) e misurarlo fino alla punta del naso. Iniziando dalla parte posteriore della bocca, guidate lentamente il sondino giù per la gola dei gattini fino al segno a pennarello. Troverete due punti di resistenza: nella parte posteriore della gola ed all’apertura allo stomaco. Ricordate, se non avete raggiunto il contrassegno, non siete abbastanza dentro lo stomaco, anche se sembra che il sondino non vada più avanti. Ritirate delicatamente il tubo e riprovate, usando una pressione delicata fino a che il tubo non scivoli oltre la resistenza. Il tubo sarà nello stomaco, quando siete vicino al contrassegno. Se andate troppo avanti il sondino si ripiegherà nello stomaco e ritornerà fuori. Se non siete sicuri del posizionamento mettete l’estremità del tubo in un bicchiere di acqua. Se non compaiono bolle durante la respirazione, siamo nello stomaco. Non importa entrare nella bocca del gattino proprio fino a segno sul tubo. Una volta che il tubo è dentro, tenetelo in posizione con le dita e lentamente spingete lo stantuffo della siringa. Particolarmente con un tubo #3.5, non è il caso di premere per velocizzare l’uscita o il latte potrebbe schizzare fuori dall’estremità e ciò non va bene. Potete esercitarvi nella velocità di fuoriuscita del latte facendolo prima in una tazza, se necessario. Ricordatevi che i gattini devono essere nutriti nella posizione normale di decubito sternale. È bene esercitarsi ad inserire il tubo alcune volte prima della somministrazione del latte. I gattini possono essere difficili da tenere e ci vuole un pò di pratica, ma è preferibile che tentare l’alimentazione forzata con il biberon, che può richiedere ore ed essere un lavoro quasi a tempo pieno.

Importante: NON tentare MAI di ritirare il liquido dallo stomaco del gattino con un sondino. Se il tubo si blocca, rimuoverlo, ripulirlo e ricominciare. Creare aspirazione nello stomaco è pericoloso e può provocare ferite serie. Assicurarsi che il latte che si sta usando passi facilmente dal sondino senza intasarlo. I grumi potrebbero schizzare fuori sotto pressione, quindi assicurarsi che il liquido non torni indietro. Riempite la siringa con il latte artificiale, rimuovete l’aria ed attaccateci il sondino. Spingete il latte nel sondino fino a che non esce una goccia dalla punta. Non dobbiamo mettere l’aria nel pancino del gattino e inoltre una goccia di latte fungerà da un lubrificante ed il gusto incoraggerà il gattino ad inghiottire il tubo. Ovviamente bisogna assicurarsi che il latte sia alla temperatura giusta.
Stimolazione delle Funzioni Vitali e Igiene
L'impegno più arduo è quello di sostituirsi alla mamma anche per l’espletamento delle funzioni organiche (feci, urine). Infatti, la mamma mentre allatta lecca il piccolo per pulirlo e per stimolare la sua funzione intestinale. Quindi con molta pazienza occorre prendere un piccolo batuffolo di cotone inumidito con acqua tiepida e massaggiare delicatamente la parte bassa dell’addome e sotto alla coda per aiutare il piccolo a fare i suoi bisogni, ogni volta che gli diamo da mangiare. Fino alla 4-6 settimana di età i gattini devono essere stimolati per indurli a urinare e defecare, fino a che non sviluppano il controllo volontario di queste funzioni. Stimolare delicatamente la regione anogenitale sia prima che dopo l’assunzione del pasto (usare garza bagnata con acqua tiepida massaggiando la regione perineale). Dopo ogni pasto, massaggiate i fianchi, l’orifizio urinario e l’ano del micetto con un batuffolo di cotone bagnato con acqua tiepida per simulare lo stimolo che gli avrebbe praticato la madre leccandolo, portandolo così a urinare e defecare. Un accorgimento importantissimo è quello di strofinare dopo ogni pasto, la zona anale e genitale con un panno umido per simulare il leccamento materno e stimolare così la minzione e la defecazione che non avvengono spontaneamente nei gattini molto piccoli.

Oltre alla stimolazione, la pulizia è essenziale. Dopo la poppata pulitegli anche muso, nasino e occhi, con delicatezza. Se fosse necessario lavare il gattino, perché per esempio ha la diarrea, pulitelo con acqua tiepida e bicarbonato: mitigherà l’acidità delle feci. Asciugatelo delicatamente ma con molta cura con un asciugamano. Se l’ano è arrossato, utilizzate le creme lenitive per neonati, tipo la pasta di Fissan. È importante mantenere sempre i gattini puliti e al caldo.
Svezzamento: Una Transizione Cruciale per la Digestione
Verso le 3-4 settimane di vita il latte non supporta più completamente le esigenze nutrizionali dei gattini. Questo è il momento dello svezzamento che terminerà tra la 7° e l’8° settimana. Alla quarta settimana i cuccioli dovrebbero essere pronti ad ingerire dei cibi solidi, ma è meglio continuare anche ad allattarli fino alla sesta settimana di vita. Si deve cominciare a proporre gradualmente cibi semi-solidi e in quantità sempre maggiori, diminuendo via via la quantità del latte fino ad eliminarlo verso i due mesi d’età. Alla quarta settimana di età si può iniziare a svezzare gradatamente i gattini aggiungendo al latte nel biberon 1 o 2 cucchiaini di scatoletta Babycat della Royal Canin. A 5-6 settimane possiamo offrire ai gattini, in un piattino, scatoletta per cuccioli (Royal babycat, Stuzzy gold, almo nature ecc…) ammorbidita con un po’ di acqua calda o latte per gattini. Non è una buona idea dare al micino omogeneizzati per bambini, che potrebbero provocare diarrea.
Per lo svezzamento esistono appositi alimenti commerciali, oppure si può optare per una dieta casalinga o una integrazione delle due. Non esistono regole precise sui tempi e sulle quantità: come sempre, anche all’interno della stessa cucciolata, ogni individuo è diverso dall’altro! Per fortuna la natura fa le cose per bene, e in genere i gattini sanno regolarsi da soli su quando iniziare lo svezzamento, cosa mangiare e in che quantità. Il nostro compito è proporgli un’ampia varietà di cibi diversi, inizialmente non mischiati in un pappone, ma singolarmente, in modo tale che sia più facile capire quali sono i loro gusti e individuare eventuali intolleranze. Il buon senso, inoltre, suggerisce di introdurre nuovi alimenti gradualmente per aiutare a sviluppare gli enzimi digestivi. Per evitare che si abbuffino con rischio di indigestione e coliche è importante che i pasti siano regolari e frequenti, almeno 6 fino alla 8°-9° settimana.
Allattamento artificiale del gattino di 15 giorni
Riconoscere i Segni di Malessere e Intervenire
Un gattino normale, sano, dovrebbe mangiare o dormire per il 90% del tempo per le prime due settimane di vita. Se i gattini gridano troppo, o non riescono a succhiare, di solito sono malati o non ricevono abbastanza latte. I gattini che non si sono nutriti abbastanza invece miagolano lamentandosi e succhiando ciò che hanno a portata di bocca. Il ritmo sonno-veglia è influenzato molto dalla luce, pertanto dopo ogni poppata e i bisogni, rimetteteli nella scatola con un panno sopra per evitare di disturbare il loro importante sonno. Se il gattino dopo un pasto miagola insistentemente forse ha ancora fame.
Per verificare che tutto proceda regolarmente, si consiglia di pesare quotidianamente il gattino con una bilancia pesa-alimenti. Alla nascita, un cucciolo di gatto pesa dagli 85 ai 120 grammi e l’incremento ponderale dovrebbe essere di 7-10 grammi al giorno. In una o due settimane il peso dovrebbe raddoppiare. Durante la prima settimana di vita, i gattini devono essere pesati giornalmente (ad esempio nella bilancia da cucina) per accertarci che aumentino ogni giorno il loro peso e che non lo diminuiscano mai. Meglio pesarli sempre prima di una poppata in modo da non avere i pesi falsati dal latte appena bevuto. Dalla seconda settimana possiamo pesarli un paio di volte alla settimana.
Le feci devono essere color ocra chiaro e mollicce, ma non liquide. Se non è così, è meglio cambiare il latte, perché i problemi intestinali nel gattino in allattamento artificiale sono spesso (per non dire quasi sempre) associati a un tipo di latte artificiale che causa problemi.

Rimedi per i Problemi Intestinali: La Base è la Prevenzione
La chiave per i "rimedi" al mal di pancia nei gattini svezzati artificialmente risiede, prima di tutto, nella prevenzione e nell'individuazione tempestiva della causa. Il problema principale è quasi sempre legato al tipo di latte artificiale somministrato. È cruciale comprendere che non si risolverà la situazione somministrando fermenti lattici per gattini senza risolvere il problema alla radice. È necessario cambiare il latte prima che sia troppo tardi per il gattino e prima che i danni diventino irreparabili. Nel gattino ogni declino avviene in tempi rapidissimi. Quindi, è fondamentale controllare subito se il latte che si sta utilizzando è adeguato e, in caso contrario, procurarsi nel giro di al massimo 24 ore un latte artificiale specifico per cuccioli di qualità o del latte di capra intero, sebbene quest'ultimo sia meno indicato del latte artificiale specifico.
Inoltre, soprattutto nel caso di gattini che non hanno potuto assumere il colostro, è necessario integrare l’alimentazione con fermenti lattici, colostro in polvere, estratti idroenzimatici e rimedi omeopatici prescritti dal veterinario, che regolarizzino la digestione e aumentino la resistenza alle infezioni e la possibilità di sopravvivenza. Non tutti i fermenti lattici sono indicati per i gattini. In particolare la prima regola è di NON somministrare al gatto i prodotti destinati ad uso umano. I fermenti lattici per gattini non sono necessari se il gattino sta bene, cresce regolarmente di peso, ha feci regolari, ben formate e senza muco o sangue.
Per quanto riguarda i problemi specifici, se il gattino presenta diarrea, è opportuno pulirlo con acqua tiepida e bicarbonato, che mitigherà l’acidità delle feci. Asciugatelo delicatamente ma con molta cura con un asciugamano. Se l’ano è arrossato a causa della diarrea, utilizzate le creme lenitive per neonati, come la pasta di Fissan. È fondamentale ricordare che il latte di mucca non è idoneo per i gattini, al limite si può dare quello di capra, sennò è sempre meglio ricorrere al latte artificiale per cuccioli, che va preparato seguendo le istruzioni e somministrato in contenitori puliti o sterilizzati.
Aspetti Psicologici e Socializzazione
Oltre alle cure fisiche, è importante considerare anche lo sviluppo psicologico e sociale dei gattini. Come accennato prima, è bene che i gattini interagiscano tra loro il più possibile, tuttavia possono manifestare l’istinto di suzione nei confronti dei fratellini in mancanza della mamma. Per questo motivo, può capitare che succhino altri componenti della nidiata, provocandosi reciproci gravi traumi cutanei. Se capita ciò, sarà necessario separare i gattini mettendone uno per scatola. Tuttavia, è dimostrato che l’isolamento e la mancanza di stimoli possono portare a sviluppare comportamenti asociali, sospettosi ed aggressivi nell’adulto. È un delicato equilibrio trovare il giusto bilanciamento tra l'interazione e la prevenzione di comportamenti dannosi. A prescindere da motivi nutrizionali, protrarre l’allattamento, anche se artificiale, porta molti benefici psicologici al gattino, rafforzando il legame e il senso di sicurezza. Il sonno. Tra un pasto e l’altro i cuccioli, se sazi, dormono beati. È un buon segno di benessere generale.

Avvertenze Importanti e Quando Rivolgersi al Veterinario
È fondamentale ribadire che la salute dei gattini orfani è estremamente fragile e il loro declino può essere rapidissimo. Ogni decisione presa riguardo la loro alimentazione, salute e cura dovrebbe essere attentamente ponderata. I problemi di ingorgo delle tettarelle (fori troppo grossi o troppo piccoli) e la sveglia che suona ogni 2-3 ore per le poppate sono parte della routine. Può succedere che un gattino rifiuti il biberon, o che ci sia un mangiatore lento che succhia, ma alterna pause di riposo per prendere la sua razione. In quel caso, può capitare che al momento in cui il piccolo ha finito, sarà già il momento di preparare la prossima poppata, e bisogna considerare che l’allevatore deve mandare avanti anche le altre attività normali della casa, il lavoro, la famiglia, ecc. La stanchezza renderà più facile fare errori.

In nessun caso le informazioni racchiuse in questo testo possono costituire indicazione di un trattamento possibile o la prescrizione di un trattamento medico oppure sostituire la visita e/o il rapporto diretto con un veterinario. Eventuali decisioni prese dal lettore sulla base delle informazioni riportate sono assunte in piena autonomia decisionale e a proprio rischio. Tutte le informazioni fornite sono da intendersi esclusivamente a scopo informativo, senza essere in alcun modo legalmente perseguibili e quindi non si accettano responsabilità per danni derivati dall’uso di queste informazioni.