Maialini con il Bavaglino: Uno Sguardo al Dialetto e al Collezionismo

illustrazione di maialini con bavaglino

L'estate scorsa, in un'atmosfera di condivisione e riscoperta, un gruppo di amici si è immerso nella lettura di un articolo illuminante, scritto nel 1909 dall'illustre concittadino, il prof. Silvestro Baglioni. Il titolo, "Pro dialettologia picena. Alcune considerazioni ed una proposta ai lettori della Rivista marchigiana Illustrata", apriva una finestra su un mondo linguistico affascinante. Verso la fine del testo, il professore Baglioni affermava che il dialetto "è inoltre -dopo tutto -un oggetto di studio che si può attuare praticamente in un modo molto facile da chi vive in mezzo ai nostri marchigiani." Questa frase ha innescato una vivace competizione tra gli amici, una vera e propria gara nel ricercare e pronunciare parole dialettali, sia di uso comune che rare.

Questo spirito di ricerca e l'interesse per la lingua parlata hanno portato a una riflessione più ampia sulla conservazione del patrimonio linguistico e culturale, un tema che si intreccia con la passione per il collezionismo, come dimostrato dalla ricchezza di dettagli sui modellini e le loro storie. Se esperti di fonetica, di lessicografia, di morfologia, e di etimologia volessero approfondire, troverebbero in queste osservazioni un punto di partenza interessante, pur riconoscendo che l'autore di queste riflessioni non ha alcuna competenza specifica in quelle materie. Non si azzardano confronti con i dialetti dei paesi vicini, i quali possono leggermente differenziarsi dal dialetto belmontese per la presenza di alcune parole mai sentite pronunciare a Belmonte o per la diversa dizione di poche altre. Se il prof. Baglioni fosse stato ancora tra noi, avrebbe certamente consigliato e questo lavoro, forse, sarebbe stato certamente migliore e, forse, di qualche valore.

La Ricchezza del Dialetto Belmontese: Nomignoli e Espressioni

Il dialetto, come oggetto di studio e come parte integrante della vita quotidiana, si manifesta in molteplici forme. I belmontesi più anziani, oggi, rileggeranno con piacere questi nomignoli con cui venivano individuati i componenti delle famiglie negli anni 1950/1960, perché richiamano alla loro mente amici, conoscenti, parenti o anche nemici con cui hanno condiviso fanciullezza e gioventù. I nomignoli sopra elencati sono stati tramandati, per diverse generazioni, e la loro origine quasi sempre è sconosciuta, aggiungendo un velo di mistero e fascino alla tradizione orale.

Tra le espressioni dialettali raccolte, alcune spiccano per la loro immediatezza e vivacità:

  • Corbezzoli!
  • Diammene = diamine!
  • Figurete!
  • Finu = fino, sottile, astuto; oppure nell'espressione "stai finu"!
  • Fresca!
  • Madosca!
  • Mmazzete!
  • Mosca!
  • Muto mmugghio!
  • Nbo!
  • Ngravedasse = ingravidarsi.
  • Nicchese!
  • Nisba! = No!
  • Pundata = puntata, ciascuna delle parti di ciò che viene trasmesso, pubblicato ecc.
  • Quell'omu!
  • Scio'!
  • Scordu = ascolto (nell'espressione: "damme scordu!").
  • Smamma!
  • Ttende = attenti, nell'espressione: "sta attende!".
  • Urca!
  • Uzzi!
  • Va!
  • Va via!
  • Zzicchete!

Queste parole non sono solo suoni, ma portano con sé storie, emozioni e un modo di vivere che rischia di perdersi senza un'adeguata attenzione e valorizzazione.

Dalle Parole ai Modellini: Il Collezionismo come Custode della Memoria

Parallelamente all'interesse per il dialetto, emerge una profonda passione per il collezionismo, in particolare di modellini. Questi oggetti, pur nella loro diversità, condividono con le parole dialettali il ruolo di custodi della memoria e della cultura. La gioia nel trovare un pezzo raro, la cura nel restauro, la condivisione delle scoperte, tutto contribuisce a creare una comunità di appassionati che, in fondo, celebra la storia in modi tangibili e visivi.

Un esempio lampante di questa passione è la ricerca di modellini iconici, come l'Alfa Romeo Grand Sport Quattroruote Zagato, descritta come "bellissima Alessio, il capolavoro politoys, completamente apribile e con ruote e STERZO funzionanti in 1/43, una cosa mai vista prima e che penso mai più si vedrà". Questo dimostra come il valore non sia solo intrinseco all'oggetto, ma anche nella sua capacità di rappresentare un'eccellenza ingegneristica e di design del passato.

Modellini Alfa Romeo

Altri modellini citati includono:

  • Nash Rambler 1950
  • Mercedes 600 SEL
  • Mini (Mebetoys riverniciata)
  • R17 (con dettagli sui ritocchi subiti)
  • Mercedes 280E W123 Solido
  • Maggiolone Volkswagen Dinky (ricercato per colmare un vuoto nella collezione)
  • Fiat Abarth 2000
  • Bianchina Giardiniera Politoys (descritta come "identica alla mia: davvero è così rara? non lo credevo!")
  • Fiat 1100R Mebetoys
  • Oldsmobile Dynamic 88 Dinky Toys Honk Kong
  • Opel Vectra A Gama in 1/43 (con discussioni sui colori e le versioni)
  • Fiat 33 e Regata
  • Seat Ronda (particolare, con curiosità sulle livree)
  • Bedford Dinky Van
  • Porsche-VW 914 Polistil 1:43
  • Citroën 2CV (descritta come "meravigliosamente bella")
  • Fiat 127 Mebetoys (definita la migliore riproduzione obsoleta)

La descrizione dei "Politoys-M" come una serie proposta in kit, con 4 aperture e scatoletta accattivante, evoca un senso di nostalgia e il piacere dell'assemblaggio, un'attività che unisce manualità e passione.

Modellini Politoys-M

La Manutenzione e il Restauro dei Modellini: Un'Arte Minuziosa

Il mondo del collezionismo non si limita all'acquisto, ma si estende alla cura e al restauro. Le conversazioni tra i collezionisti rivelano la meticolosità e la dedizione necessarie per preservare questi piccoli tesori. Ad esempio, la discussione su un modellino di DB5 con un rivetto manomesso e un sedile "eiettabile" rotto, mostra la complessità del restauro. Il consiglio di lasciarlo così se i difetti non sono gravi, ma anche la ricerca di soluzioni per un ripristino accurato, sottolineano l'importanza della conservazione. "Il problema è aprirla, non ho il dremel!" esclama un collezionista, evidenziando le sfide tecniche. Un altro suggerisce: "Unica cosa è la scomodità dell'operazione, il modello dovresti tenerlo ben saldo al banco di lavoro, del tipo avvolgerlo in un panno facendo più giri attorno ad esso lasciando visibili le rivettature, metterlo in una morsa senza stringere troppo, giusto per tenerlo fermo e delicatamente dare colpetti di trapano, ma molto leggeri senza premere o insistere troppo." Questo dimostra che il restauro è una vera e propria arte, che richiede pazienza, precisione e gli strumenti giusti.

La menzione di "quella collaccia schifosa che la mebetoys metteva per i brillantini" o la preoccupazione per la vernice che si stacca dai passaruota, evidenziano le problematiche specifiche legate ai materiali e alla produzione dell'epoca.

Restauro modellini auto

Restauro 500 Mebetoys

Il Valore Affettivo e la Condivisione: Più di Semplici Oggetti

Al di là del valore economico o storico, i modellini portano con sé un immenso valore affettivo. Frasi come "Non li ricordavo mica così i miei giocattoli, ma grazie a voi……" o "È stato un salto indietro di 10 anni, soprattutto quando ho preso l'ambulanza, con due portine apribili dietro e il malato sulla barella" rivelano come questi oggetti siano catalizzatori di ricordi e sentimenti. La condivisione delle scoperte, delle gioie e delle difficoltà tra collezionisti, come si evince da commenti tipo "eheh ottimo luca, altri bei colpi con modelli bellissimi! e finalmente qualcosa che non è dinky! porco cane…quanta roba comprate voi 2?", crea una comunità.

La discussione sull'obsolescenza e la rarità, come nel caso delle Majorette, dove "Se si gira nei tabaccai o in negozi un pò fuori mano si trovano ancora nuove e le porti via perfette pagandole max 2 o 3 euro l' una. Sono comunissime," contrapposta a "Luca non è che me ne prendi un pò allora? Qua da me sono completamente sparite e poi dai, un certo anno già lo hanno pure queste, massimo massimo la Safrane e la Golf non sono proprio obsolete, ma le altre si," mostra la dinamicità del mercato e la percezione del valore in base alla disponibilità e al tempo.

Dalle Parole ai Piccoli Grandi Mondi: Storie di Canili e Sogni al Mare

La narrazione si sposta poi verso storie più personali e toccanti, quelle degli animali ospiti di un canile, che, pur non essendo direttamente collegati ai modellini o ai dialetti, condividono il tema della cura, dell'attesa e della ricerca di un "lieto fine". Questi racconti, intrisi di speranza e piccole vittorie quotidiane, riflettono un desiderio universale di benessere e appartenenza.

"L'estate scorsa, insieme a due amici, stavo leggendo l'articolo che l'illustre concittadino, il prof. Silvestro Baglioni, ha scritto nel 1909, con il titolo: “Pro dialettologia picena. Alcune considerazioni ed una proposta ai lettori della Rivista marchigiana Illustrata”, nel quale, alla fine, dice che il dialetto “è inoltre -dopo tutto -un oggetto di studio che si può attuare praticamente in un modo molto facile da chi vive in mezzo ai nostri marchigiani.” Subito è iniziata fra me e i due amici una gara nel ricercare e pronunciare parole dialettali di uso comune o anche rare." Questo estratto, che apre la riflessione sul dialetto, trova un'eco nella vita quotidiana del canile, dove ogni cane ha la sua "storia" e le sue "parole", anche se non pronunciate, che i volontari cercano di comprendere.

Il racconto di GHOST, con l'arrivo del cucciolo Little che rompe gli equilibri, e LADY, insofferente alle attenzioni del "poco testone" Mario, rivela le dinamiche sociali e le personalità uniche di ogni animale. "Proprio durante un appuntamento in cui la nostra bella ricciolina Cassandra si stava godendo le vostre coccole, Mario - dopo aver importunato Lady e rimediato una sonora ringhiata di disappunto - si è avvicinato a Cassandra… non so cosa gli sia passato per la testa … ma ha pensato bene di beccare Cassandra ed è riuscito a strapparle un bel ciuffo di pelo." Questi aneddoti, seppur a volte buffi, mostrano la complessità delle interazioni e la necessità di un'attenta gestione.

cane con volontari al canile

La piccola ZOE, "meno piccola" ormai, si distingue per la sua spensieratezza, mentre altri cani, come il "testone" che parla e sogna il mare, vivono l'attesa con ansia ed eccitazione. "Ebbene, il sogno è diventato realtà, la mia nuova famiglia mi ha portato in gita al mare e io….sono strafelice!!" Queste parole, seppur immaginate, trasmettono la gioia di un desiderio realizzato.

Il racconto delle "scappatelle" del cagnolone durante le pulizie del canile, "la porta di mezzo del mio box è rimasta accidentalmente accostata e non chiusa…beh io ne ho approfittato ovviamente!", evidenzia l'ingegno e la voglia di libertà di questi animali. La "stella della TV", che ha partecipato a una puntata di "Dalla parte degli animali", porta alla luce l'importanza della visibilità per trovare una famiglia.

Altri personaggi canini includono:

  • Romolo, la "star" con tanti ammiratori, soprattutto ammiratrici.
  • Madeline, l'incrocio Amstaff adolescente con la macchia nera sull'occhio, un po' insicura ma socievolissima.
  • SKORPION, che freme per la sua gita in programma.
  • MUSETTO, che ha perso l'occasione di fare da modello per un corso di formazione.
  • BENJI, che non ama gli estranei e si agita, specialmente davanti a un decespugliatore acceso.
  • ENERGY, sempre carico a molla ma che non sopporta trattori e tagliaerba.
  • GARPEZ, il "più furbo del gruppo", che sa usare il suo fascino per evitare di camminare.
  • BAHAMAS, la "quota rosa", una principessa che ama le passeggiate lunghissime e la caccia alle lucertole.

Queste storie, raccontate con affetto e un pizzico di umorismo, umanizzano gli animali e creano un legame emotivo con il lettore, sottolineando l'importanza di dare loro una seconda opportunità.

La Vita dei Gatti al Canile: Grazia, Affetto e Indipendenza

Anche i gatti hanno il loro spazio in questa narrazione, con le loro personalità distintive e le loro piccole manie. Lola, la "beniamina" che si gode il nuovo movimento e i mille insetti, è un esempio di come anche i felini, nel contesto di un rifugio, trovino i loro momenti di gioia e libertà. La sua pigrizia apparente, che nasconde una "tigre" pronta a risvegliarsi, e il suo ruolo di "reporter", che scopre le abitudini degli altri gatti, aggiungono un tocco di vivacità.

"Sua Grazia Lucio ama il sole e quando arriva un raggio caldo ama distendersi a pancia in su per goderselo tutto: chissà come deve essere bello accarezzare quel pancino baciato dal sole. Vi volete offrire volontari?" Questa descrizione evoca un'immagine di puro relax felino, invitando all'interazione e all'affetto.

Glinda, con le zie e gli zii che conosce meglio, ama farsi avvolgere dalle carezze e dalle coccole, ricambiando con "impareggiabili e meravigliose performance da soprano miagolante". Questa immagine, piena di tenerezza, illustra il legame speciale che può crearsi tra gatti e persone.

I "piccoli selvaggi" Sirio e Centauro, "timidi giocherelloni" che ora hanno un nuovo compagno di giochi, il "simpatico Cat Bunny!", mostrano la curiosità e la socialità dei gatti, anche in un ambiente nuovo. L'invito "Vi è venuta voglia di verificare di persona? Dite la verità, come ve la racconto io non ve la racconta proprio nessuna e adesso non vedete l'ora di fissare il vostro appuntamento!?! Bene, noi siamo qui pronti a dedicarci a voi, ovviamente nei tempi e modi giusti per un gatto ah, ah," chiude la sezione felina con un tono giocoso e un invito all'azione.

gatti al canile

Il "LIETO FINE del mese" per TIARA, che ha trovato una famiglia, è la dimostrazione che, con pazienza e amore, anche le storie più difficili possono avere un risvolto positivo. La gratitudine espressa ai volontari e a coloro che hanno seguito e aiutato Tiara, sottolinea l'importanza del supporto della comunità.

Riflessioni sul Linguaggio e la Cultura Digitale

In un contesto che spazia dal dialetto ai modellini, fino alle storie di animali, non manca una riflessione, seppur fugace, sul linguaggio nell'era digitale e sulla cultura contemporanea. La frase "E il control C + control V fa così maledettamente Vintage..non credete? G. e E. Vi vogliamo bene." è un commento ironico sulla riproduzione e condivisione di contenuti, che in qualche modo si lega alla riproduzione in miniatura dei modellini e alla tramandazione orale del dialetto.

Le domande di un test online, come "Hai già amato al punto di piangere per qualcuno?", "Hai mai fatto un incidente con l'automobile?", "Pepsi Cola o Coca Cola?", "Tipo di musica preferita?", "Doccia o bagno?", "Cosa odi?", "Come ti vedi nel futuro?", "Libro preferito?", "Di cosa hai paura?", "La prima cosa a cui pensi quando ti svegli?", "Film preferito?", "Se potessi essere qualcun altro chi saresti?", "Cosa c'è appeso al muro della tua camera?", "Cosa c'è sotto il tuo letto?", "Il posto dove ti piacerebbe andare?", "Hai paura della morte?", "Dolce o salato?", mostrano la tendenza a sondare la personalità e le preferenze individuali, tipica dei social media e dei forum.

La descrizione della propria persona come una "Cipolla" con "tanti strati, tanti modi d'essere; allegra con i suoi colori e i suoi sapori, triste quando piange," è un esempio di auto-riflessione e di espressione della propria complessità interiore, un modo per presentarsi al mondo digitale. L'immagine della "Cipolla che vuole vivere, che vuole provare emozioni, che vuole urlare al mondo. Che ama una bella giornata di sole, ascoltare il rumore della natura, guardare la grandezza del cielo blu. Vorrebbe passare la vita a viaggiare, inteso come esperienza umana, come contatto con persone diverse e uguali a me, come arricchimento interiore. Ama respirare a pieni polmoni, sentendosi viva. Una Cipolla che cerca la libertà dei sensi, delle emozioni, dell'anima e della mente. Che mette il naso all'insù, guarda il cielo e un aereo che passa… chi porterà, dove andrà, quale culture farà incontrare e quante storie, quante vite racchiude. Una Cipolla che ride e si emoziona, che ama chi ha intorno: la sua famiglia e gli amici. Legge tantissimo e osserva il mondo ancora di più." È un inno alla vita, alla curiosità e alla connessione umana.

La menzione di "Basla" come traduzione araba di Cipolla, e il racconto della famiglia "internascional" con il "Patatone-Consorte che viene da Tunisi", aggiunge un tocco di multiculturalismo e di apertura al mondo.

illustrazione di una cipolla con strati e colori vivaci

Il Dialetto come Punto di Partenza per un Viaggio Culturale

In conclusione, la riflessione sul dialetto, intesa come punto di partenza per un viaggio culturale che abbraccia il collezionismo e le storie di vita, offre una prospettiva ricca e sfaccettata sulla memoria, sull'identità e sulla passione umana. Dal "Pro dialettologia picena" del professor Baglioni, che invita a studiare la lingua parlata, si arriva alla complessità del restauro di un modellino, alle vicende emozionanti degli animali in cerca di una casa e alle auto-rappresentazioni nell'era digitale. Ogni elemento, pur nella sua specificità, contribuisce a un quadro più ampio di come l'uomo cerchi di dare senso al proprio passato, di vivere il presente e di costruire il futuro, conservando e valorizzando ciò che lo rende unico.

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