PMA per Tutte: La Nuova Frontiera della Bioetica in Francia e le Sue Implicazioni Globali

La legge bioetica francese, soprannominata "PMA per tutte", entrata in vigore nel settembre 2021, rappresenta una svolta epocale nel campo della procreazione medicalmente assistita (PMA). Questa normativa, approvata con 326 voti a favore, 115 contrari e 45 astenuti, estende l'accesso alla PMA alle coppie lesbiche e alle donne single, realizzando una delle promesse elettorali del presidente Emmanuel Macron e portando a compimento un percorso legislativo iniziato sotto il governo socialista di François Hollande nel 2013, a seguito della promulgazione della legge sui matrimoni tra persone dello stesso sesso.

La procreazione medicalmente assistita, conosciuta anche come procreazione assistita o artificiale, comprende un insieme di metodi medici, farmacologici e chirurgici volti ad aiutare individui o coppie con problemi di infertilità a concepire. L'infertilità è definita come l'incapacità di ottenere una gravidanza spontanea dopo almeno un anno di rapporti sessuali regolari non protetti. Si distingue in primaria, quando non si è mai riusciti a concepire, e secondaria, quando si è già avuta una gravidanza.

Coppia di donne che si tiene per mano

Le Origini e le Opposizioni alla Riforma

L'estensione della PMA a coppie lesbiche e donne single non è stata priva di ostacoli. L'iter legislativo ha subito ritardi a causa dell'opposizione di movimenti conservatori e religiosi, spesso legati a gruppi come "La Manif Pour Tous". Quest'ultima, nata nel 2012 in Francia, si è sempre battuta contro i matrimoni omosessuali, l'adozione da parte di coppie omosessuali, la PMA e la maternità surrogata, rivendicando il diritto dei bambini di avere "un padre e una madre". Tali movimenti hanno anche contestato aspetti della legge, come la possibilità per le donne di conservare i propri ovociti, vista come un potenziale incentivo alla ricerca sulle cellule staminali embrionali.

Anche il Rassemblement National, guidato da Marine Le Pen, ha espresso contrarietà, paventando che l'estensione della PMA possa aprire la strada alla gestazione per altri (GPA), comunemente nota come utero in affitto. È importante sottolineare che la legge francese attuale non legifera a favore della GPA, che rimane di fatto proibita nel paese, sebbene sia in corso una riforma generale della bioetica.

Un Passo Avanti rispetto alla Legge Precedente

La nuova normativa rappresenta un'evoluzione di una legge sulla PMA già esistente dal 2011. Fino a quel momento, in Francia, la PMA era accessibile esclusivamente a coppie eterosessuali (sposate o conviventi) in età fertile, che potessero dimostrare un'infertilità medica o una grave malattia invalidante.

La legge "PMA per tutte" introduce nuove procedure per il riconoscimento della filiazione. Le coppie lesbiche, ad esempio, dovranno procedere a un riconoscimento anticipato del futuro nascituro presso un notaio, una procedura simile a quella già prevista per le coppie eterosessuali non sposate. Questo concetto viene definito come una sorta di "filiazione intenzionale". Per la donna che partorisce, la filiazione sarà stabilita tramite la sua designazione nel certificato di nascita. Per la donna che non ha portato avanti la gravidanza, la filiazione sarà riconosciuta attraverso un riconoscimento congiunto.

L'Accesso alle Origini: Un Dibattito Cruciale

Un aspetto centrale e dibattuto della nuova legge riguarda l'accesso alle informazioni relative ai donatori di gameti. È capitato e continua a capitare che adulti nati da PMA tramite donatore desiderino conoscere l'identità del donatore. La legge prevede che i figli nati dopo la sua entrata in vigore possano accedere alla maggior parte dei "dati non identificativi" del donatore (come età, caratteristiche fisiche, situazione familiare, luogo di nascita, motivo della donazione e impiego). Inoltre, avranno la possibilità di conoscere l'identità del donatore, se lo desiderano.

A partire da settembre 2022, un ulteriore provvedimento abolirà l'anonimato dei donatori. Ogni donatore di gameti dovrà obbligatoriamente accettare che la sua identità possa essere rivelata al figlio o alla figlia nati dalla sua donazione, qualora questi ne facciano richiesta. È fondamentale precisare che, in questo scenario, non verrà legalmente riconosciuto alcun legame di filiazione con il donatore.

Contrariamente al parere del Governo, i deputati hanno votato a favore della retroattività di questo dispositivo di accesso alle origini. Ciò significa che sarà possibile contattare i donatori passati per verificare se acconsentono a trasmettere i dati non identificativi e la loro identità. Inoltre, si vorrebbe consentire ai genitori che lo desiderano di accedere ai dati non identificativi del donatore prima della maggiore età del figlio concepito tramite PMA.

Diagramma che illustra il processo di PMA

La Francia nel Contesto Europeo e Internazionale

La Francia non è pioniera nell'aver legiferato a favore della procreazione assistita per donne single e coppie lesbiche. Diversi paesi europei hanno già rimosso tali limitazioni da tempo, tra cui Svezia, Danimarca, Finlandia, Estonia, Paesi Bassi, Romania, Irlanda, Regno Unito, Malta, Portogallo, Spagna e Belgio. Prima dell'entrata in vigore della legge francese, era soprattutto in Spagna e in Belgio che le donne francesi si recavano per sottoporsi a procedure di PMA non ancora legali in patria.

Tuttavia, l'estensione francese non è uniformemente replicata in tutti gli altri paesi dell'UE. In nazioni come Grecia, Macedonia, Cipro, Ungheria, Ucraina, Lettonia e Georgia, una donna single può ricorrere alla PMA, ma non una coppia lesbica.

Il presidente dell'ESHRE (European Society of Human Reproduction and Embryology), Calhaz-Jorge, si mostra scettico riguardo alla possibilità di elaborare una normativa europea comune in materia di procreazione assistita, ritenendo "impossibile adottare regole simili [in tutti gli Stati membri]".

Il Quadro Normativo Italiano a Confronto

In Italia, la situazione normativa sulla PMA è significativamente più restrittiva. Possono ricorrere alla PMA solo le coppie eterosessuali, sposate o conviventi, in età potenzialmente fertile, che per ragioni mediche sono impossibilitate ad avere figli in modo naturale.

Per quanto riguarda l'accesso alle origini, la legge 184 del 1983 prevedeva il segreto sull'identità dei genitori biologici per "garanzia insuperabile della coesione della famiglia adottiva", vietando di conseguenza l'accesso a tali informazioni. Il quadro normativo è stato successivamente modificato dalla legge 149 del 2001, che ha regolato l'accesso dell'adottato alle informazioni a determinate condizioni, e dal decreto legislativo 28 dicembre 2013. Infine, la Corte Costituzionale ha abolito l'irreversibilità del segreto sull'identità della madre che avesse dichiarato alla nascita di non volere essere nominata, ritenendo tale irreversibilità lesiva degli articoli 2 e 3 della Costituzione e invitando il legislatore a istituire meccanismi per verificare il perdurare della scelta della madre naturale (sentenza del 18 dicembre 2013, n. 278).

Riguardo lo statuto dell'embrione, in Italia è vietata qualsiasi sperimentazione, manipolazione o intervento non diretti esclusivamente alla tutela della sua salute, escludendo scopi eugenetici o selettivi. Gli embrioni non possono essere soppressi o crioconservati, con l'unica eccezione legata all'impossibilità della donna di eseguire un trasferimento in utero per gravi motivi di salute. La crioconservazione degli embrioni è divenuta possibile dal 2009, a seguito di una sentenza della Corte Costituzionale che ha rimosso il divieto imposto dalla legge 40 del 2004 di creare al massimo 3 embrioni con l'obbligo di impiantarli tutti. La Corte ha riconosciuto al medico la possibilità di scegliere il numero più idoneo di embrioni da trasferire, riducendo i rischi per la salute della donna e del feto.

In sintesi, la legge italiana attuale esclude coppie gay, lesbiche e persone single dalla PMA, alimentando quella che viene definita la "caccia procreativa" in paesi come Spagna, Regno Unito, Grecia, Svezia, Danimarca e Stati Uniti, con costi elevati e spesso proibitivi per molte coppie.

La Denatalità in Francia e le Politiche di Supporto

La denatalità è un fenomeno che non risparmia nemmeno la Francia. Il calo delle nascite è diventato una preoccupazione significativa per il governo Macron. Secondo gli ultimi dati ufficiali, il tasso di fecondità delle donne francesi è sceso nel 2023 a 1,68 figli, rispetto a 1,79 nell'anno precedente. Questo rappresenta un calo netto, considerando che nel 2012 il tasso era superiore alla soglia simbolica dei 2 figli.

Per affrontare questa tendenza, il presidente Macron ha annunciato l'intenzione di rendere più accessibili le "leggi di progresso", riferendosi alle biotecniche per la fecondazione assistita e al fine vita, in linea con una tendenza già avviata negli ultimi anni. Grande attenzione è stata posta ai giovani.

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Un Passo Avanti Storico per la Francia

La Dottoressa Daniela Galliano, Direttrice del Centro IVI di Roma, definisce la nuova legge francese "un passo in avanti verso un’apertura storica". Sottolinea come la possibilità per le coppie di donne di usufruire dei trattamenti di fecondazione assistita permetterebbe a molte di non dover più recarsi all'estero. IVI, fondata nel 1990 in Spagna come prima istituzione medica specializzata nella riproduzione umana, si è fusa nel 2017 con RMANJ, diventando il più grande gruppo mondiale nel settore della riproduzione assistita.

Il Percorso Legislativo in Assemblea Nazionale

L'Assemblea Nazionale francese ha recentemente approvato nuovamente la legge di bioetica, apportando modifiche significative rispetto alle versioni precedenti. I deputati hanno ripristinato l'articolo 1, il più controverso, aprendo alla "PMA per tutte" e quindi alla possibilità per coppie lesbiche e donne single di accedere alla fecondazione eterologa con donatore di sperma. Al contrario, sono state respinte la fecondazione post-mortem e l'accesso alla pratica per gli uomini trans. Sarà inoltre vietata la tecnica ROPA (Rachidovarian Paternity Alignment), che prevede la fecondazione degli ovociti di una donna della coppia e l'impianto dell'embrione nell'utero dell'altra. Sono state invece autorizzate la creazione di embrioni "chimera" uomo-animale per scopi scientifici e la crioconservazione dei gameti.

Il testo, che ha diviso il Parlamento, tornerà ora al Senato per ulteriori analisi. La maggioranza, composta da sinistra e macroniani, celebra una legge che "fa avanzare la società", mentre l'opposizione e "La Manif Pour Tous" denunciano un testo che, a loro dire, cancellerà legalmente la figura paterna. Emblematico è stato l'emendamento approvato dal Senato che inseriva nella legge la frase "Non esiste un diritto al figlio", poi eliminato dai deputati.

La Gestazione per Altri: Un Ponte Inevitabile?

Il governo francese ha negato che la legge di bioetica aprirà le porte all'utero in affitto. Tuttavia, secondo alcuni osservatori, è una conseguenza inevitabile. Attualmente, la fecondazione eterologa è aperta solo a coppie eterosessuali con impedimenti procreativi dovuti a patologie. Dal 29 giugno, la pratica sarà estesa anche a donne sole e coppie di donne, non per ragioni mediche ma per evitare discriminazioni, affermando che "tutte devono poter avere un figlio, a prescindere dalla biologia". A questo punto, ci si chiede chi potrà in futuro proibire a una coppia di uomini di ottenere un figlio.

Il Dibattito Biopolitico: Oltre la Bioetica Classica

Il progetto di legge sulla bioetica, presentato al Consiglio dei ministri francese, ha suscitato un acceso dibattito, ripreso anche in Italia. Alcuni analisti definiscono questo dibattito non più strettamente bioetico, ma "biopolitico", indicativo della crisi della "bioetica classica" che si concentrava sulle frontiere terapeutiche della biomedicina.

Si assiste a una "gestione politica" del corpo umano, dove il corpo non è più solo quello malato da curare, ma un corpo manipolato, potenziato e ricostruito da tecniche sempre più ingegneristiche. La biopolitica non si limita a legittimare il desiderio di salute, ma riconosce come diritto fondamentale la soddisfazione di desideri esistenziali, come quello di generare, sia per donne sole che per coppie omosessuali.

Grafico sulla denatalità in Francia

Nuove Argomentazioni per un Dibattito Complesso

Di fronte a questa evoluzione, diventa vano ragionare sulla PMA utilizzando esclusivamente argomenti bioetici o etici tradizionali, che rischiano di essere etichettati come ideologici in una società laica. Le ragioni da utilizzare nei dibattiti dovrebbero essere strettamente biopolitiche, distinguendo radicalmente la PMA terapeutica da quella non terapeutica.

La PMA non terapeutica, secondo questa visione, darebbe un'indebita priorità al desiderio gestazionale rispetto all'interesse sociale dei bambini. Si solleva la questione se sia un bene per un bambino nascere intenzionalmente senza la figura paterna o essere allevato da due donne. Si richiama l'attenzione sul "triangolo familiare" padre-madre-figlio, considerato da psicologi, psicoanalisti e sociologi come un elemento fondamentale, la cui banalizzazione o rimozione attraverso esperimenti sociali di biopolitica sarebbe arbitraria e pericolosa.

Sostenere che la PMA debba mantenere finalità terapeutiche è un'istanza antropologica fondamentale, prima ancora che morale. La bioetica, quindi, è chiamata a riconoscere i propri limiti e a riconfigurarsi come una biopolitica, capace di prendere sul serio i diritti dell'uomo in senso generalissimo.

Piano Nazionale contro l'Infertilità in Francia

Dopo l'estate, tutti i cittadini francesi di 29 anni riceveranno una lettera dal governo con informazioni "mirate, equilibrate e scientificamente fondate" sulla salute sessuale e riproduttiva. Questa iniziativa fa parte del nuovo piano nazionale contro l'infertilità, presentato dall'esecutivo Macron, con l'obiettivo di evitare "rimpianti futuri" e offrire strumenti per scelte consapevoli. La ministra della Salute Stéphanie Rist ha chiarito che "la politica non deve dire se bisogna avere figli o a che età".

La comunicazione includerà dati sulla fertilità maschile e femminile, sulla contraccezione e sulle opzioni di preservazione della fertilità, come l'autoconservazione dei gameti e il congelamento degli ovociti. Il piano prevede anche l'espansione dell'accesso al congelamento degli ovociti, con l'obiettivo di aumentare i centri autorizzati da circa 40 a 70 entro il 2028, garantendo che le procedure rimangano gratuite. Particolare attenzione sarà dedicata alla sindrome dell'ovaio policistico e alla ricerca sugli effetti di esposizioni ambientali tossiche.

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