Il mondo dei legumi è ampio, vario e sfaccettato e, accanto ai più conosciuti come i classici fagioli, lenticchie o piselli, esistono molte varietà che meritano di essere scoperte. Tra queste spiccano i lupini, i semi della pianta di Lupinus, una leguminosa annuale appartenente alla famiglia delle Fabaceae. Questi legumi sono antichi, conosciuti fin dai tempi degli Egizi e dei Maya, e venivano coltivati già 4000 anni fa nelle regioni che si affacciano sul Mediterraneo.
A lungo i lupini sono stati coltivati sia per il miglioramento del suolo, dato che sono piante ricche di azoto, sia per il pascolo che per l’alimentazione umana. Oggi, grazie anche al fatto che l’ONU ha riconosciuto il 2016 come anno internazionale dei legumi e perché la ricerca ha fatto emergere proprietà nutraceutiche, i lupini stanno guadagnando popolarità tra chi segue un’alimentazione sana ed equilibrata. Col loro inconfondibile colore giallo, sono ricchissimi di proteine e di fibre e rappresentano un’ottima alternativa alle fonti proteiche animali. Portarli a tavola significa variare e arricchire la nostra routine alimentare, con tutti i benefici che ne conseguono.

Un Profilo Nutrizionale di Eccellenza
I lupini appartengono alla famiglia delle Leguminose come ceci, fagioli, lenticchie o piselli, e sono alimenti molto energetici, fondamentali nella Piramide Alimentare della Dieta Mediterranea. La composizione nutrizionale dei lupini rende questi legumi un alimento prezioso da molteplici punti di vista.
Con circa 114 kcal per 100g, i lupini sono composti per circa il 69% d’acqua, il 16.5% di proteine, il 7% di carboidrati, il 2.5% di grassi e il 5% di fibra. I lupini secchi sono invece una vera "bomba" proteica, contenendo fino a 36-40g di proteine su 100g di prodotto, con circa 320-370 kcal. Le principali caratteristiche nutrizionali dei lupini includono un alto apporto proteico: i semi di lupino sono ricchi di proteine e sono una valida fonte di proteine vegetali per vegani e vegetariani. I lupini sono tra i legumi con il più alto apporto proteico.
Dal punto di vista dei grassi, i lupini presentano un basso contenuto. Quelli presenti sono insaturi, quindi quelli benefici come omega-3 e omega-6, che rappresentano un valido aiuto per la salute del cuore e che si trovano anche nell’olio extravergine di oliva, ricco di acidi grassi essenziali e di vitamine liposolubili (A, D, E, K). Questo è in contrasto con i "grassi cattivi" ricchi soprattutto di grassi saturi (come il burro e la margarina) spesso nascosti nei prodotti industriali e nei "prodotti da forno" industriali, nei cibi fast food, nelle patatine fritte e nelle salse industriali.
Un'altra caratteristica rilevante è l'elevato quantitativo di fibra, che è una fibra solubile che aiuta il transito intestinale favorendo la sensazione di sazietà. I lupini, come altri legumi, sono ricchi di fibre che favoriscono la motilità intestinale e generalmente non causano problemi a chi non soffre di irritazioni intestinali.
Dal punto di vista dei micronutrienti, i lupini sono una miniera di sali minerali: ricchissimi di potassio e ferro (utile per combattere l'anemia, meglio se associato a vitamina C), oltre a magnesio, calcio e fosforo. È interessante sapere che consumare i legumi in abbinamento a delle fonti di vitamina C, ad esempio condendoli con del succo di limone, ne favorisce l’assorbimento. Anche dal punto di vista vitaminico i lupini spiccano per una particolare ricchezza, in particolare vitamina B1 e vitamina B6, e sono una fonte di vitamina A, molto importante per la risposta del sistema immunitario e con un'azione protettiva nei confronti della pelle e delle mucose. Inoltre, sono praticamente privi di zuccheri e, come altri legumi, il lupino contiene gli isoflavoni, dei composti dall’effetto ipoglicemizzante, ovvero sono in grado di aiutare a mantenere costanti glicemia, colesterolo e pressione.
Naturalmente privi di glutine, i lupini sono una scelta ottima per i celiaci o per coloro che seguono una dieta senza glutine.
Benefici per la Salute: Un Alleato Prezioso per il Benessere
La ricchezza proteica è solo una delle molte caratteristiche che rende i lupini dei grandi alleati per la salute: diversi studi hanno dimostrato come il loro ricco profilo nutrizionale sia utile da molteplici punti di vista.
Aiutano il Cuore e Controllano il Colesterolo
Uno dei più grandi benefici offerti dai lupini è l’aiuto nel mantenere in salute il cuore e l’intero sistema cardiovascolare. La presenza di omega-3 e omega-6 (i cosiddetti “grassi buoni”), infatti, influisce in modo positivo sul colesterolo e in particolare aiuta a ridurre quello “cattivo”, il colesterolo LDL, e ad aumentare quello HDL, il cosiddetto colesterolo “buono”. Un consumo regolare dei lupini, quindi, riduce la pressione arteriosa e abbassa i livelli di zucchero e lipidi nel sangue, benefici che si traducono nella riduzione del rischio di aritmie e patologie cardiache in generale, ma anche nel contrastare l'insorgere di infarti e di ictus. Oltre ai macronutrienti, il fitocomplesso del lupino è ricco di molecole bioattive come gli acidi organici, resine, lecitine e fitosteroli, utili per il controllo del colesterolo.
Utili contro il Diabete e per la Gestione della Glicemia
Sempre più studi scientifici supportano l’utilità dell’inserimento dei lupini all’interno dell’alimentazione di chi soffre di diabete (in particolare del diabete di tipo 2) o di glicemia alta. I lupini, infatti, non solo sono ricchi di fibre ma hanno anche un indice glicemico molto basso e, soprattutto, hanno proprietà ipoglicemizzanti. Le fibre solubili e insolubili al loro interno sono fondamentali per il lento assorbimento dei carboidrati e, di conseguenza, per evitare i picchi glicemici. Inoltre, grazie alla loro composizione naturale, i lupini stimolano la produzione di insulina. Il lupino dovrebbe entrare a far parte della dieta nel diabete di tipo 2, come anche gli altri legumi, ma a favore del lupino c’è l’apporto proteico che risulta essere più alto rispetto agli altri legumi e la sua praticità di utilizzo anche come spuntino nutriente ed energetico. Proprio la presenza di una proteina, la conglutina, sembrerebbe alla base dell’effetto ipoglicemizzante. La conglutina-gamma, una proteina specifica del lupino, ha mostrato un'azione simil-insulinica, aiutando a ridurre i picchi glicemici post-prandiali.
Un recente studio effettuato su soggetti con diabete di tipo 2 che consumavano uno snack basato sul Tarwi, lupino andino (Lupinus mutabilis), ha messo in evidenza alcuni importanti effetti che meritano di essere approfonditi da ulteriori studi. Dopo 14 settimane di consumo dello snack, si sono osservati una significativa riduzione della pressione sanguigna e un significativo aumento del colesterolo buono HDL. In merito ai valori della glicemia, invece, si è osservato un miglioramento solo in coloro che avevano valori di emoglobina glicata inferiori all'8% e di questi il 71% aveva raggiunto l’obiettivo auspicabile di una emoglobina glicata minore di 6.5%. Le persone con valori sierici di emoglobina glicata compresi tra 8% e 10% non mostravano miglioramenti metabolici della loro glicemia. Occorre specificare che il consumo di lupini e legumi non è garanzia di miglioramenti sul controllo della malattia in quanto il diabete di tipo 2 è una patologia complessa in cui i parametri da considerare sono davvero numerosi. Tuttavia, i risultati di certi studi sono promettenti e ci devono far capire come sia importante tornare a un’alimentazione basata su prodotti naturali, poco raffinati e ricchi di sostanze salutari invece di consumare tanti alimenti industrializzati e raffinati. Questo sicuramente è molto importante in prevenzione, ma sembra essere utile anche in fase di gestione e cura di una malattia metabolica cronica diagnosticata.
Aiutano la Digestione e Promuovono la Sazietà
L’alta presenza di fibre permette ai lupini di influire in modo positivo sull’intero apparato digerente, favorendo una corretta digestione e un buon transito intestinale, tanto che possono essere usati in caso di stipsi. Inoltre i lupini favoriscono la crescita di batteri benefici nell'intestino, contribuendo così a una migliore salute digestiva. Le fibre presenti nei lupini aiutano il transito intestinale, contribuendo a prevenire stitichezza e gonfiore addominale. I lupini sono ricchi di proteine e fibre, due nutrienti noti per aumentare il senso di sazietà. Questo li rende un’opzione interessante per chi segue regimi alimentari ipocalorici o desidera tenere sotto controllo l’appetito. La loro bassa quota di carboidrati ad alto indice glicemico li rende adatti anche ai soggetti con insulino-resistenza o diabete di tipo 2.I lupini non sono un alimento poco calorico, anzi hanno un apporto piuttosto alto (circa 120 kcal per 100 grammi di lupini freschi e 370 kcal per la stessa quantità di lupini secchi). Ma allora perché sono considerati amici della linea? Prima di tutto perché di queste calorie quasi il 40% sono costituite da proteine, mentre la quota di grassi si attesta attorno al 10% e i carboidrati sono appena 40 gr. Quindi i lupini sono estremamente energetici ma in modo positivo e, se inseriti nella giusta alimentazione e consumati in quantità limitata, sono anzi di grande supporto alla linea perché hanno un alto potere saziante e sono quindi ideali per placare gli “attacchi di fame” e favorire un prolungato senso di sazietà.
Gli incredibili benefici dei lupini | Nuova Vita
Energetici, Ricostituenti e Alleati del Sistema Immunitario
Proprio per questo alto concentrato di energia che forniscono all’organismo, i lupini sono considerati uno snack energetico e ricostituente, soprattutto per chi ha una vita molto attiva o si dedica allo sport. Inoltre contengono anche vitamine del gruppo B che agiscono sulla regolazione del sistema cardiocircolatorio e sulla pressione del sangue, e sali minerali come calcio, magnesio e fosforo che non solo reintegrano i componenti che si perdono con l’attività fisica, ma sostengono anche muscolatura e ossa.
La presenza di sali minerali e in particolare di zinco, permette ai lupini di proteggere e fortificare il nostro sistema immunitario. Inoltre all’interno dei lupini si trovano molti elementi antiossidanti che contrastano l'insorgere dei radicali liberi e combattono così l'invecchiamento delle nostre cellule; proprio per questo motivo la scienza si sta dedicando a diverse ricerche per sfruttare questo particolare beneficio dei lupini anche in campo della cosmesi.
Lupini nelle Diete Speciali
I lupini sono naturalmente privi di glutine, caratteristica che li rende perfetti per chi soffre di intolleranza o di celiachia. Per chi segue una dieta vegetariana o vegana, i lupini rappresentano una fonte di proteine vegetali di altissima qualità, potendo tranquillamente sostituire o ridurre la quota dei derivati animali nella dieta quotidiana. L'Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (Iarc) incoraggia l'utilizzo di proteine provenienti dalle leguminose lungo tutta la catena alimentare, per aumentarne la produzione a livello mondiale e affrontare le difficoltà nel settore commerciale. Poveri di grassi e ricchi di sostanze nutritive e di fibra solubile, i legumi sono infatti una fonte vitale di proteine e di aminoacidi. L'ormai ex direttore generale dalla Fao Josè Graziano Da Silva ha sottolineato come, «per secoli i legumi sono stati una parte essenziale delle diete umane, ma oggi il loro valore nutrizionale è spesso sottovalutato.» In Italia, il Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria (Crea) ha deciso di partecipare alla campagna di consapevolezza sui legumi e puntare alla riscoperta dei lupini, assieme alle fave, ai ceci e alle cicerchie, uno dei legumi di origine mediterranea che è tuttavia oggi poco valorizzato sulle tavole degli italiani.

Dalla Pianta alla Tavola: Coltivazione e Preparazione
Di lupino esistono diverse specie, non tutte commestibili: la più coltivata in Italia è il lupino bianco (Lupinus Albus), tra le specie di maggiore interesse dal punto di vista alimentare. Ma esistono anche varietà più rare come il lupino di Anterivo, che cresce solo nel piccolo borgo della Val di Fiemme e si usa da secoli per preparare un particolare surrogato del caffè. Lupinus albus condivide la famiglia botanica con fagioli, fave e lenticchie. Si presenta come una pianta dal fusto robusto e poco ramificato che può raggiungere e superare il metro di altezza. La fioritura è spettacolare, con grandi racemi di fiori bianchi (talvolta sfumati di azzurro) che lasciano poi posto ai frutti: baccelli lunghi ed eretti contenenti semi schiacciati, quadrangolari-arrotondati, di colore giallo paglierino. La sua straordinaria resistenza la rende capace di adattarsi a terreni acidi, aridi e a climi ostici che scoraggerebbero altre colture. In Italia i lupini sono coltivati nel basso Lazio, in Campania, Puglia e Calabria, regioni in cui si registrano pure i maggiori consumi. Ed è un peccato che non troneggino sulle tavole di tutti gli italiani, perché hanno molte proprietà benefiche per l’organismo.
La Cruciale Fase della Deamarizzazione
I lupini, quando sono al naturale, contengono alcune sostanze tossiche che si chiamano alcaloidi (lupotossina, lupanina), motivo per cui devono essere sempre trattati con particolare attenzione prima di essere consumati. Questi alcaloidi sono responsabili di un gusto amarognolo e della potenziale tossicità. Per eliminare una sostanza tossica presente nei lupini, la lupinina, questi legumi vengono cotti tramite bollitura e poi vengono messi in ammollo in salamoia. I marinai in passato mettevano i lupini in ammollo direttamente nell’acqua di mare.
Generalmente, proprio per questo motivo, si trovano in commercio già cotti e poi essiccati o in salamoia, due tecniche che rimuovono e inattivano questi composti tossici che potrebbero provocare una vera e propria intossicazione con febbre e disturbi gastrointestinali. Il prodotto che acquistiamo al supermercato (sottovuoto o in barattolo) è già stato trattato e deamarizzato, quindi è perfettamente sicuro e pronto al consumo. Non ci si deve preoccupare però perché tutti i lupini in commercio sono adeguatamente trattati e sicuri da consumare. L'attenzione va posta solo se dovessero avere un sapore particolarmente amaro perché potrebbe essere il segnale che ci sono ancora tracce di alcaloidi non rimossi. La deamarizzazione altro non è che un prolungato ammollo in acqua e sale (di almeno 5 giorni) che consente di eliminare gli alcaloidi e rendere a tutti gli effetti il lupino un alimento sicuro.
Acquistate solo lupini già cotti e non lupini secchi se non sapete come prepararli per eliminare le sostanze tossiche, dato che i residui di queste sostanze possono avere effetti collaterali, soprattutto a livello gastrointestinale.
Consumo e Usi Culinari
I lupini si trovano comunemente in salamoia o già cotti e pronti al consumo. Di solito i lupini si trovano in vendita già cotti, in salamoia, nei supermercati, nei mercati e nelle fiere. I lupini sono celebri come "passatempo" o snack da aperitivo, da "sbucciare" premendo il legume tra le dita (anche se la buccia è edibile, spesso risulta coriacea). La buccia è commestibile e ricca di fibre, ma può risultare difficile da digerire per alcune persone.
Questo ti fa capire quanto il lupino sia versatile in cucina: può essere consumato come snack spezza fame (magari essiccato, diventa croccantissimo), può essere aggiunto in insalate, zuppe, paste e risotti. Si utilizzano soprattutto come contorno e per preparare polpette di legumi e burger vegetali. Interi sono ottimi anche nelle insalate. La farina di lupini è oggi un ingrediente prezioso nell'industria alimentare: viene usata per migliorare la struttura di prodotti da forno senza glutine (pane, biscotti, pasta) e per arricchire il profilo proteico di alimenti vegani e sportivi. I lupini e la farina di lupini ben si prestano come ingredienti nella preparazione di prodotti da forno come pane e focacce, ma anche polpette e hamburger vegetali. Possono essere aggiunti a insalate, salse proteiche, zuppe o frullati salati.
Se non si hanno a disposizione legumi secchi cotti in casa ci si può sempre rifare a quelli surgelati oppure alle confezioni di legumi precotti. La cottura prolungata dei legumi permette al ferro di essere assorbito in maggiore percentuale.
Lupini nelle Fasi Sensibili della Vita: Gravidanza, Allattamento e Svezzamento
Un’alimentazione corretta, varia ed equilibrata è essenziale per la crescita e per il benessere fisico e mentale. Dal punto di vista nutrizionale nessun alimento, se preso singolarmente, è in grado di soddisfare tutte le esigenze del nostro organismo.
Lupini in Gravidanza
Sin dalla 12^ settimana di gestazione compaiono sulla lingua del feto le papille gustative, indicando l'importanza di una dieta varia anche in questa fase per abituare il bambino a diversi sapori. I legumi, con il loro profilo nutrizionale ricco, possono essere un ottimo componente della dieta materna.
Lupini in Allattamento: Sfatiamo un Mito
"Occhio, che se li mangi e poi allatti, al bambino può venire aria nel pancino!", potrebbe consigliare qualcuno. Sfatiamo subito questo mito. Il gonfiore legato al consumo di legumi è causato dagli oligosaccaridi presenti nella fibra, ovvero la parte esterna che ricopre il legume. Questa richiama acqua all’interno dell’intestino, dove può fermentare e causare gonfiore e formazione di gas nell'adulto che li consuma, ma non si trasmette al lattante tramite il latte materno. Il passaggio di questi componenti nel latte materno è irrisorio o inesistente. Pertanto, la mamma che allatta può consumare i legumi, inclusi i lupini, senza timore che causino coliche o gonfiore al bambino.

Lupini nello Svezzamento e Autosvezzamento
Il bambino è pronto per assaggiare il cibo dei grandi! Nello svezzamento tradizionale i legumi vengono proposti dall’ottavo mese in poi (i fagioli solo dopo i 12 mesi). Con l’autosvezzamento, invece, queste tempistiche vengono superate: i legumi possono essere introdotti da subito e tutti, fatta eccezione per le fave (a causa del favismo, una malattia ereditaria causata dal deficit dell’enzima glucosio-6-fosfato deidrogenasi, in assenza del quale i globuli rossi muoiono più facilmente). Il favismo colpisce i maschi, mentre le femmine sono portatrici sane.
Dal punto di vista nutrizionale, i legumi si trovano a metà strada tra alimenti proteici e alimenti ricchi in carboidrati. Spesso si sente dire che i legumi non contengono proteine nobili. Questo significa che le proteine di origine vegetale non contengono tutti gli aminoacidi essenziali, ovvero quelli che il nostro organismo non può autoprodurre. Ma questa carenza può essere colmata abbinando i legumi ai cereali. Facciamo qualche esempio: la classica pasta e ceci della dieta mediterranea, oppure una porzione di pasta di farina di lenticchie con un buon pesto di zucchine e mandorle; a merenda un hummus di ceci spalmato su una fetta di pane e condito con olio extravergine d’oliva; d’inverno una vellutata di zucca e lenticchie rosse decorticate. I cereali non devono necessariamente essere abbinati nello stesso pasto, ma devono essere presenti nell’arco della giornata. In definitiva, possiamo dire che i legumi sono un’ottima alternativa vegetale alla carne o al pesce.
"Ma non si corre un alto rischio di soffocamento usando i legumi in svezzamento?" I legumi, in effetti, hanno una forma tondeggiante o poco allungata che può causare soffocamento. Per ovviare a questo, possono essere schiacciati o frullati. Un’altra raccomandazione riguarda la fibra presente nella pellicola esterna dei legumi, che, come già detto, se ingerita fermenta nell’intestino producendo gas e impedendo l’assorbimento di alcuni nutrienti. Sarà dunque bene eliminarla. Per i ceci basterà passarli sotto l’acqua tiepida dopo la cottura e togliere la pellicola, oppure passarli al passaverdure. Le lenticchie sono ottime durante lo svezzamento, sia per il loro sapore gradevole sia perché ricche di ferro. Una valida alternativa ai legumi interi sono le farine di legumi: con la farina di ceci si possono preparare polpette, frittate, pancake. Infine, si può offrire la pasta di farina di legumi.
Preparazione dei Legumi per lo Svezzamento
Per quanto riguarda i legumi secchi, vanno per prima cosa messi a bagno per almeno 12 ore e poi scolati e cotti in abbondante acqua. Questa procedura ammorbidirà la loro consistenza, ma soprattutto renderà inattivi alcuni “antinutrienti”: i fitati. L’ammollo infatti permette ad alcuni enzimi presenti nei legumi secchi di attivarsi e inattivare queste molecole che, se presenti, catturano il ferro e lo zinco limitandone l’assorbimento. Nella vita di oggi, però, spesso frenetica e piena di impegni, non sempre si ha il tempo o la concentrazione per mettere in ammollo i legumi secchi prima di prepararli. Il primo consiglio è quello di dedicare un giorno a settimana alla preparazione dei legumi (vale lo stesso per le verdure). Basterà metterli in ammollo la sera prima e il giorno successivo cuocerli aggiungendo all’acqua di cottura una foglia di alloro o semi di finocchio o alga kombu per renderli più digeribili. Una volta cotti e raffreddati si possono dividere in più porzioni da conservare in frigo per tutta la settimana.
Gli incredibili benefici dei lupini | Nuova Vita
Potenziali Rischi e Controindicazioni
Nonostante i loro molteplici benefici, i lupini presentano alcune controindicazioni a cui è necessario prestare attenzione.
Tossicità da Errata Preparazione
I lupini, quando non adeguatamente trattati, possono contenere alcaloidi amari tossici (come la lupanina), responsabili di un gusto amarognolo e di effetti collaterali come nausea, vomito e disturbi gastrointestinali, e in casi gravi, sintomi neurologici e malessere. Per rendere inattive queste sostanze, i lupini devono essere consumati solo ed esclusivamente dopo cottura o in salamoia. Nel primo caso, il calore distrugge la tossina naturale mentre nel secondo la salamoia permette di “estrarre” gli alcaloidi tossici. Per questo motivo, è fondamentale che i lupini, soprattutto se acquistati crudi, siano soggetti a un processo chiamato deamarizzazione.
Allergie e Cross-Reattività
I lupini sono considerati un allergene alimentare a tutti gli effetti. L’allergia al lupino è inserita nell’elenco europeo dei 14 allergeni obbligatori da segnalare in etichetta. I lupini contengono proteine allergeniche simili a quelle presenti nelle leguminose come arachidi e soia. Esiste un'elevata cross-reattività con le arachidi: chi è allergico alle arachidi ha un'alta probabilità di reagire anche ai lupini. Ovviamente non deve consumare i lupini chi sa di essere allergico a questi alimenti.
Disturbi Intestinali e Contenuto di Sodio
Il consumo eccessivo può portare a un effetto opposto sull’apparato intestinale e scatenare uno spiacevole effetto lassativo, quindi ricorda sempre di consumarli con moderazione. Le persone con sindrome dell’intestino irritabile (IBS) o problemi di gonfiore e meteorismo potrebbero risentire negativamente dell’alto contenuto di fibre e FODMAP presenti nei lupini. Infine, i lupini in salamoia sono spesso ricchissimi di sodio. Evitando di aggiungere il sale alle pietanze, permetterete al bambino di crescere senza alcuna dipendenza dai cibi salati e di imparare a riconoscere i diversi sapori, e questo consiglio può essere esteso anche agli adulti per un consumo più consapevole dei lupini in salamoia.
Porzioni e Frequenza di Consumo
Quando si parla di porzioni occorre sempre ricordare che variano in rapporto alla persona, delle sue condizioni e della sua attività fisica. In linea generale, per un adulto medio la porzione di legumi è di 30 g per i legumi secchi e di 100 g per i legumi freschi. I lupini in particolare hanno una porzione consigliata tra i 50 g e i 100 g a seconda dell’uso come snack allo spuntino o come “carne dei vegetariani” ai pasti. Non esiste una dose fissa, ma per un adulto sano il consumo consigliato può variare tra 30 e 50 grammi al giorno (peso sgocciolato), equivalenti a circa 15-20 lupini.
Si consiglia un consumo dalle 2 alle 4 porzioni settimanali di legumi, ma tale consumo può arrivare ad essere quotidiano in chi voglia avere un regime più vegetariano. Per chi non amasse il gusto dei lupini può tenere a mente che parte delle proprietà nutrizionali dei lupini e dei legumi in genere si ritrovano anche nella farina di lupini (e legumi) con la quale è possibile preparare alimenti sfiziosi e gustosi.

La Scienza dietro i Lupini: Ricerca e Prospettive Future
I lupini hanno notevoli proprietà nutrizionali. Negli ultimi anni, se ne parla di più grazie anche al fatto che la ricerca ha fatto emergere proprietà nutraceutiche che potrebbero aiutare a mantenersi in un buono stato di salute. Sui media si stanno rincorrendo notizie sugli effetti salutistici dei lupini, e c’è molto di vero.
Innanzitutto va detto che, come per tutti gli altri legumi, il consumo di lupini è associato con un minor rischio di sviluppare sovrappeso, obesità, diabete e disturbi cardiovascolari. Grazie al loro consumo si introducono proteine vegetali, fibre, micronutrienti e altre sostanze utili al mantenimento della salute. Il loro consumo regolare consente di ridurre gli alimenti di origine animale, i quali apportano maggiori quantità di grassi saturi e colesterolo.
Ai lupini possono essere attribuite proprietà specifiche per il mantenimento di un buono stato di salute. Quando un alimento è ricco di nutrienti utili al corpo e al suo corretto metabolismo è da considerare positivo per un buono stato di salute. Negli ultimi anni a favore dei lupini si sono mostrate proprietà ipoglicemizzanti, ipocolesterolemizzanti e ipotensive. In altre parole, contribuiscono a tenere sotto controllo la glicemia, il colesterolo e la pressione con ripercussioni positive sulla prevenzione delle malattie cardiovascolari e metaboliche.
Gli studi si stanno oggi concentrando nel trovare le sostanze responsabili di questi effetti positivi e nel capirne i meccanismi d’azione. Diverse molecole sono state individuate e sono state chiamate genericamente Peptidi Lupino-Derivati (LDPs). Studi in vitro ma anche su modelli animali e sull’uomo mostrano che queste sostanze hanno diverse proprietà che aiutano a promuovere la salute: la regolazione del metabolismo del glucosio e dei grassi, l’attività antiossidante, antinfiammatoria e osteoprotettiva, per citarne alcuni.
Inoltre, non va dimenticato l’apporto di fibra solubile, la quale esercita un’azione di rallentamento dell’assorbimento dei carboidrati, riducendo i picchi glicemici e un’azione positiva sul controllo di una normale flora batterica intestinale (oggi chiamato microbiota intestinale), altro punto importante per la salute in generale e per controllare i valori di glicemia e colesterolo in particolare.
I lupini, come ogni alimento, devono essere consumati con consapevolezza, tenendo presenti controindicazioni e possibili allergie.
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