L'apparizione improvvisa di una scia di colore verde brillante nel cielo notturno è un evento che, da sempre, solleva curiosità, stupore e talvolta un senso di mistero tra gli osservatori casuali. Recentemente, intorno alle ore 21.00 del 13 aprile, nei cieli d’Italia è comparso un bagliore verde che ha catturato l’attenzione di migliaia di persone. Le segnalazioni sono arrivate da tutto il Paese e i testimoni hanno raccontato di aver visto una scia di colore verde brillante attraversare l’oscurità. Sebbene possa apparire come un evento straordinario o ultraterreno, il fenomeno è in realtà più comune di quanto si pensi: si tratta di un bolide, ovvero una meteora particolarmente luminosa.
Natura e dinamica dei bolidi
Le meteore luminose vengono chiamate bolidi. È un termine corrente ma non scientifico, poiché gli astronomi non distinguono le meteore esclusivamente in base alla loro luminosità apparente. I bolidi nascono dall'impatto di un corpo celeste con l'atmosfera terrestre. Le particelle più piccole, come polveri e detriti rilasciati da comete e asteroidi durante il loro passaggio orbitale, danno origine alle meteore classiche, le cosiddette "stelle cadenti". Se invece i frammenti che intersecano la traiettoria terrestre sono di dimensioni maggiori, essi possono trasformarsi in spettacolari fireball o bolidi.

Il processo di ionizzazione dell'aria causato dall'attrito ad altissime velocità genera la luminosità che osserviamo. È importante notare che il colore di un bolide varia a seconda degli elementi chimici presenti nel corpo celeste: le tinte gialle o arancioni suggeriscono solitamente la presenza di ferro o sodio, mentre tonalità blu-violetto o rosse possono indicare la presenza di calcio o un’interazione tra ossigeno e azoto. Il tipico bagliore verde, invece, è spesso associato a specifiche composizioni mineralogiche o alla fisica della ionizzazione atmosferica ad alte quote. Ogni anno, in realtà, si registrano migliaia di avvistamenti, ma nel caso del 13 aprile, la luminosità del passaggio e il cielo particolarmente terso hanno reso il bolide visibile a occhio nudo in gran parte del Paese. Di solito il fenomeno dura pochi secondi, al massimo dieci, sufficienti però per vedere la scia di luce colorata che attraversa il cielo.
Dall'impatto al suolo: le dinamiche del fenomeno
Quando un frammento entra nell'atmosfera, può sviluppare due tipi di scie dietro di sé: i treni di luce e le scie di fumo. Spesso, questi eventi sono accompagnati da forti boati udibili anche a distanza, simili a tuoni lontani, che di solito vengono percepiti da 1 a 3 minuti dopo l'apparizione del bolide, a causa della differenza tra la velocità della luce e quella del suono.
Può capitare che frammenti di queste meteore, a contatto con l’atmosfera, possano originare spettacoli suggestivi che durano pochi secondi. Tuttavia, non tutti i frammenti sopravvivono alla violenta interazione con l'atmosfera terrestre. La maggior parte viene completamente vaporizzata. Se alcuni resti riescono a superare il calore dell'attrito e a raggiungere il suolo, prendono il nome di meteoriti. Spesso, dopo l'avvistamento di un bolide particolarmente intenso, inizia una vera e propria caccia ai detriti da parte di scienziati e appassionati. Tuttavia, individuarli sul terreno non è così semplice come si potrebbe pensare, a causa della vasta area di caduta e della difficoltà nel distinguere una roccia spaziale da un sasso terrestre. In Italia, esistono reti di monitoraggio, come la nota rete Prisma, costituita da camere puntate verso il cielo che mirano proprio a osservare e triangolare questi eventi, che rimangono per loro natura non prevedibili.
Meteorite di 10 km | Simulazione del disastro
Identificare le luci nel cielo notturno
Spesso vediamo oggetti luminosi muoversi e non sappiamo come identificarli. Quante volte capita di alzare lo sguardo, in una serata spensierata tra amici, e vedere strane e inaspettate luci nel cielo? Se ne stanno lì, luminose, muovendosi lentamente per poi scomparire, oppure corrono veloci nel cielo per svanire in un istante. Le risposte possibili sono diverse e basate su una corretta analisi visiva.
Aerei e lanterne volanti
Gli aeroplani sono i più facili da riconoscere per vari motivi. Intanto sono accompagnati dal classico rumore che generano al loro passaggio, a meno che non siano molto alti e lontani. Ma soprattutto, un aereo si riconosce in maniera inequivocabile per i colori delle luci di navigazione: ogni aereo ha infatti delle luci bianche nella parte posteriore, una luce rossa sull’ala sinistra e una verde sull’ala destra, rendendo la loro identificazione immediata se osservati da una distanza ravvicinata.
Diverso è il caso delle lanterne volanti, o mongolfiere di carta. Si tratta di piccoli sacchetti di carta di riso con una candela che produce il calore necessario per scaldare l’aria interna e farle volare. Originarie di alcune culture dell'estremo oriente, queste lanterne sono piuttosto semplici da riconoscere: il loro colore in genere è rossiccio e il loro movimento è spesso molto lento e verticale, anche se, seguendo la direzione e la velocità dei venti, può capitare di vederle sbandare all’improvviso. Poiché talvolta arrivano a terra ancora accese innescando incendi, i regolamenti sul loro utilizzo si stanno facendo sempre più rigidi.

Satelliti artificiali e Stazioni Spaziali
Se parliamo di oggetti in orbita, i satelliti artificiali appaiono a occhio nudo come puntini luminosi appena visibili che si muovono lentamente lungo le loro traiettorie. Visto quanto lo spazio vicino alla Terra è oggi sovraffollato, aguzzando la vista se ne riescono a riconoscere facilmente decine in una sola notte. Tra i molti, la Stazione Spaziale Internazionale (ISS) fa storia a sé. Dai suoi 400 chilometri di altitudine, a seconda dell’angolo con cui la luce solare viene riflessa dai suoi enormi pannelli solari, la ISS può risultare più luminosa di ogni stella nel cielo. Poiché compie un’orbita completa in circa 80 minuti, la sua traiettoria varia continuamente, rendendola visibile ora alta, ora bassa all'orizzonte. Esistono numerose applicazioni digitali che permettono di prevedere con esattezza i suoi passaggi.
Un fenomeno moderno che spesso genera sconcerto sono i "trenini" di luci, ovvero i satelliti della megacostellazione Starlink di SpaceX. Ogni lancio porta in orbita decine di satelliti in fila indiana, che si dispongono in orbita bassa prima di salire verso la loro quota definitiva, dove diventano invisibili a occhio nudo. Questa massiccia presenza spaziale sta ricevendo molte critiche dalla comunità astronomica internazionale a causa dell'inquinamento luminoso e del disturbo alle osservazioni professionali, critiche che hanno spinto l'azienda a tentare modifiche tecniche per rendere i nuovi satelliti meno riflettenti.
Stelle cadenti e sciami meteorici
Infine, le stelle cadenti, che abbiamo imparato a riconoscere nelle notti estive come quella di San Lorenzo, seguendo le rapide strisciate luminose causate dalle Perseidi. È fondamentale ribadire che non sono stelle che cadono, ma meteoroidi, piccoli frammenti di comete o asteroidi che, intersecando l’atmosfera terrestre, bruciano per attrito. Possono essere minuscole e rapidissime o grandi e vistose, a seconda della dimensione dei frammenti. Sebbene la tradizione le leghi alla metà di agosto, esistono sciami meteorici durante tutto l'anno, in corrispondenza dei punti dell’orbita terrestre in cui il nostro pianeta attraversa le "nuvole" di detriti lasciate nel tempo dal passaggio di corpi celesti maggiori. L'osservazione del cielo, dunque, rimane un esercizio costante di distinzione tra fenomeni naturali ed elementi tecnologici dell'era moderna.