Il Premio Pieve Saverio Tutino, giunto alla sua 41ª edizione, celebra la memoria e il potere narrativo della scrittura personale attraverso una selezione di opere finaliste che spaziano da fitte corrispondenze a diari intimi, memorie e scritti che coprono un arco temporale vastissimo, dal 1917 al 2021. L'evento, organizzato dall'Archivio Diaristico Nazionale, si svolgerà a Pieve Santo Stefano, la "Città del diario", dal 18 al 21 settembre, con il tema "1945-2025 Il ritorno della memoria". Questa manifestazione non è solo una celebrazione dei vincitori, ma un'immersione profonda nelle vite, nei progetti, nelle richieste di aiuto e negli amori che le pagine scritte hanno saputo custodire, offrendo uno spaccato vivido e commovente dell'esperienza umana.

Le Voci della Grande Guerra e della Prigionia: Ricciardo Vaghetti
Tra i testi che affondano le radici nel passato, emerge la figura di Ricciardo Vaghetti, un giovane soldato di vent'anni del Reggimento Granatieri, di stanza a Caporetto nel 1917. Le sue memorie ci restituiscono il dramma vissuto durante la disfatta, un'esperienza segnata dalla cattura, dalla fame e dal freddo in una prigionia umiliante nell'Impero di Guglielmo II. La sua testimonianza, raccolta in un diario, offre uno sguardo crudo sulla realtà della guerra e sulla resilienza dello spirito umano di fronte a avversità estreme.
Amore e Lontananza sui Fronti della Seconda Guerra Mondiale: Vittorio Binotto e Bernardina Casarin
Le vicende della Seconda Guerra Mondiale sono al centro dell'epistolario tra Vittorio Binotto e Bernardina Casarin. Giovani sposi della provincia di Padova, i due si sono trovati separati dalla partenza di lui per il fronte. Le loro lettere, scritte tra il 1937 e il 1943, sono un dialogo intenso che attraversa la distanza, toccando i problemi quotidiani della loro giovane famiglia, i figli concepiti durante le poche licenze e i progetti irrealizzabili in un contesto di guerra, lontananza e povertà. L'epistolario, intitolato "Questo tempo della mia felicità desiderata", è stato uno dei due vincitori ex aequo della 41ª edizione del Premio Pieve Saverio Tutino. La giuria ha riconosciuto in queste lettere "una passione e un amore reciproci anche nella distanza", pensieri impressi "d’impulso su carta, ravvivati dalle sfumature dialettali". Vittorio, alpino della Divisione Julia, morì in un campo di prigionia sovietico sul fronte russo, ma la loro corrispondenza testimonia la forza dell'amore contro quella dell'odio.

Prigionieri e Fuggiaschi nel Dodecaneso: Tito Zampa e Arnaldo Manni
Sempre negli anni della Seconda Guerra Mondiale, le isole del Dodecaneso diventano teatro di storie di prigionia e fuga. Tito Zampa, soldato del reggimento di fanteria Regina, sbarca a Kos nel 1940 e trascorre un periodo relativamente tranquillo fino all'8 settembre 1943. La data del ribaltamento delle alleanze segna la sua cattura da parte dei tedeschi e la prigionia in un castello. La sua rocambolesca fuga in canotto, inizialmente fallita, culmina nel 1944 con la riuscita evasione e la protezione delle autorità inglesi. La sua testimonianza, raccolta nel diario "Fuga da Kos", ha ricevuto una menzione speciale.
Parallelamente, il Tenente del Genio Arnaldo Manni giunge nell'isola di Rodi nell'agosto 1943. Nato a Castelfranco Emilia, Manni inizia a scrivere un diario pochi giorni prima del suo arrivo, confidando il dolore per la partenza e commentando il crollo dell'Italia fascista e il dramma delle truppe abbandonate nel Mar Egeo. Il suo scritto, "Bisogna andare a Rodi", anch'esso menzionato specialmente, affronta la difficile scelta tra schierarsi con la Germania o con l'Italia di Badoglio, tra deportazione e Repubblica Sociale.
Un Viaggio tra Sicilia e New York: L'Odissea Familiare di Francesca Ingoglia
La memoria di Francesca Ingoglia abbraccia un arco temporale più ampio, narrando l'odissea della sua famiglia, costantemente in viaggio tra la sua terra d'origine, Partanna in Sicilia, e New York, simbolo di opportunità. Sebbene legata profondamente alla Sicilia, Francesca aspira a una vita più agiata negli Stati Uniti, un risarcimento per i sacrifici lavorativi. Il matrimonio con Pietro, un giovane insegnante conosciuto in Sicilia, sembrava promettere la condivisione di queste ambizioni. Tuttavia, dopo una trasferta a New York, Pietro matura il desiderio di tornare a Partanna, creando una frattura tra le aspirazioni dei coniugi e mettendo in luce le diverse visioni del futuro.
Scienza, Famiglia e Distanza: L'Epistolario tra Eduardo Renato Caianiello e Carla Persico
Nel secondo dopoguerra, precisamente tra il 1948 e il 1953, si sviluppa la vivacissima disputa epistolare tra Eduardo Renato Caianiello e sua moglie Carla Persico. Caianiello, borsista negli Stati Uniti per studiare Fisica, diventerà uno scienziato di fama mondiale. Carla, letterata, insegnante e plurilaureata, rimane a Napoli con la loro piccola figlia e le rispettive famiglie. Le prospettive di carriera negli USA sono incomparabili rispetto all'Italia del dopoguerra, ma Carla fatica a rinunciare ai legami familiari. Eduardo, pur soffrendo la lontananza, si adatta con facilità allo stile di vita americano, descrivendolo con acume e ironia. Questo scambio epistolare, intitolato "Dovunque la fisica fosse Fisica", è stato l'altro vincitore ex aequo del Premio Pieve. La giuria ha apprezzato la "scelta delle parole colta, pensata", il dialogo su amore, desideri, confronto culturale e le diverse visioni del "Nuovo mondo" rispetto alla "staticità dell’ambiente scientifico italiano".
Galileo: La Lettera a Cristina di Lorena
L'Impegno Umanitario e la Lotta per l'Acqua: Chiara Castellani
Chiara Castellani, medico chirurgo specializzata in ginecologia e ostetricia, dedica la sua vita all'aiuto dei bisognosi in prima linea. Ha operato in Nicaragua, Ecuador e in diversi paesi africani, impegnandosi sia in sala operatoria sia nella realizzazione di programmi di sviluppo sanitario. Nel 1991, giunge nello Zaire, dove dirige un ospedale abbandonato dai belgi, ma la cronica mancanza d'acqua rappresenta un ostacolo insormontabile. Chiara, incapace di accettare l'attesa passiva, avvia un ambizioso progetto per portare l'acqua dal fiume all'ospedale, sfruttando l'energia idrica. L'insistenza e la passione con cui parla di questo progetto nelle sue numerose lettere a colleghi, parenti, amici e in particolare al padre Paolo e all'ingegnere Danilo Matievich, testimoniano la sua determinazione e il suo spirito d'iniziativa.
La Ricerca di Sé tra Difficoltà e Provvidenza: L'Autobiografia di Debora Pietrarelli
L'autobiografia di Debora Pietrarelli, raccolta sotto il titolo "La nebbia", è un autoritratto di una ragazza che cresce e diventa donna affrontando numerose difficoltà, ma trovando nella provvidenza una guida. Dopo la perdita dei genitori, punti di riferimento fondamentali, Debora si ritrova isolata, con l'equilibrio emotivo vacillante. Tra Roma e Venezia, si arrangia per sopravvivere grazie all'aiuto di chiese e associazioni che offrono ospitalità e pasti ai senzatetto. La condivisione di questa condizione con altri ragazzi le permette di sentirsi meno sola. Le sue memorie intime hanno ricevuto una menzione speciale al Premio Pieve.
Saverio Tutino: Un Giornalista Militante e Fondatore dell'Archivio dei Diari
Saverio Tutino (1923-2011) è stato una figura di spicco della vita civile italiana: giornalista militante, giovane capo partigiano nella zona di Ivrea, inviato dell'Unità e poi di Repubblica. La sua eredità più duratura è la fondazione e l'animazione dell'Archivio dei diari di Pieve Santo Stefano. La sua opera ha contribuito a far conoscere la rivoluzione cubana e le sue vicende successive, influenzando la percezione del mito di Cuba. Tutino viaggiava in un'aura avventurosa e misteriosa, ma come scrive Norberto Fuentes, fu "sempre agente di se stesso e degli ideali cui era lealmente devoto", immischiandosi "senza troppi inciampi in qualunque delle cospirazioni nazionali e internazionali".

Barbara Elter Tutino e il Mito di Cuba
Barbara Elter Tutino, figlia di Saverio, pittrice, viaggiatrice e militante, ha pubblicato "Yo soy Fidel" (Cantagalli), un libro illustrato con fotografie storiche e recenti di Cuba. Il volume contiene il ricordo dei suoi viaggi a Cuba, specialmente il primo a diciott'anni con il padre, lettere inedite di Saverio alla figlia bambina e un ritratto di Saverio a firma di Norberto Fuentes. Le lettere paterne di Saverio, con la descrizione delle partite di pesca subacquea tra "assedi di tiburones e danze di delfini", sono un esempio commovente del legame padre-figlia, un legame che Saverio stesso descriveva con il desiderio di raccontare alla figlia "cose più divertenti della politica".
Pieve Santo Stefano: La Città del Diario
Dal 1984, Pieve Santo Stefano, situata al confine tra Toscana, Umbria e Romagna, si fregia del titolo di "Città del diario", con un cartello giallo che segnala il suo legame unico con la scrittura personale. Quarant'anni dopo la fine della guerra, in un'ala di un edificio storico, è sorta una casa della memoria: una sede pubblica dedicata alla conservazione di scritti di memorie private. L'iniziativa, ideata e fondata da Saverio Tutino, non mira solo alla conservazione di brani di scrittura popolare, ma anche a valorizzarne la ricchezza attraverso varie iniziative, tra cui il Premio Pieve. L'Archivio, nato da un piccolo avviso su alcuni giornali, ha visto un afflusso di oltre cento testi e raccolte di lettere in poche settimane e oggi conserva quasi 10.000 documenti. Nel 1991 è nata la Fondazione Archivio Diaristico Nazionale, poi divenuta Onlus.
Le Iniziative dell'Archivio Diaristico Nazionale
L'Archivio Diaristico Nazionale promuove numerose iniziative per diffondere e valorizzare il patrimonio custodito. Dal 1998 viene pubblicata la rivista "Primapersona". Nel 2001, le memorie e i diari dell'Archivio hanno ispirato l'iniziativa cinematografica "I diari della Sacher". Nel 2009, il patrimonio documentario ha ricevuto la notifica del Codice dei Beni Culturali dello Stato. Il 7 dicembre 2013 è stato inaugurato il Piccolo museo del diario, ispirato al volume "Il paese dei diari" di Mario Perrotta.

Il Premio Pieve Saverio Tutino 2025: Un Calendario di Eventi
Il 41° Premio Pieve Saverio Tutino, dal 18 al 21 settembre, si annuncia ricco di eventi. La cerimonia di premiazione, condotta da Guido Barbieri e Monica D’Onofrio, con letture di Mario Perrotta e Paola Roscioli e musiche dal vivo di Mario Arcari e Silvia Costanzo, vedrà l'annuncio dell'opera vincitrice. Tra i diari che diventeranno libri quest'anno figurano: "Quando saremo di nuovo uomini. Storia della faccenda" di Ettore Piccinini, "Cominciammo così la nostra vita. Storia di una donna libera nella Milano del dopoguerra" di Albertina Castellazzi, e "La storia sono loro. Un secolo di Toscana nei diari di dieci donne". L'editore Nicola Fano presenterà "Liberazione quotidiana" di Nicola Maranesi e Pier Vittorio Buffa. Brani del testo di Levi Zagari saranno interpretati da Paola Roscioli.
Il programma include anche performance come "Se queste parole potessero parlare", un'opera sull'analisi simbolica del respiro, e il percorso "I muri parlano", che offre accesso a contenuti audio e video sulla memoria di Pieve attraverso QR code. Il progetto DIMMI di storie migranti vedrà protagonisti Mamadou Diakité, con il suo racconto tratto dall'antologia "Il confine tra noi", e Andrea Merendelli con la performance "La linea dell’Acqua: oceani e fiumi, andate e ritorni nell’Archivio di Pieve". Marco Baliani con "Corpo eretico. Dialogo in tempo presente con Pier Paolo Pasolini" e Mario Perrotta con "Nel blu" saranno altri protagonisti attesi. Le esposizioni "Il tesoro dell’Archivio" e "disegnammi" daranno volto alle pagine più belle arrivate a Pieve Santo Stefano, a cui si aggiunge quest'anno "Persistenze".
Il Premio Pieve Saverio Tutino 2025 è organizzato dall'Archivio Diaristico Nazionale con il sostegno di Ministero della Cultura, Regione Toscana, Comune di Pieve Santo Stefano, Comitato per le celebrazioni del centenario della nascita di Saverio Tutino, Consiglio Regionale della Toscana, Banca di Anghiari e Stia, Camera di Commercio di Arezzo e Siena, Fondazione CR Firenze, L.A.