Tracciare un profilo ideale della donatrice di ovuli, oggi, appare necessario per sfatare una serie di dubbi ricorrenti. Questo non è da attribuirsi soltanto al numero di ovuli in calo, ma anche al fatto che è più probabile che certe anomalie genetiche emergano col passare degli anni. L’ovodonazione, ovvero la cessione anonima, gratuita e altruista di alcuni ovociti da parte di una donna affinché un’altra possa avere un figlio, rappresenta oggi una delle opzioni terapeutiche di maggior successo per le coppie o le donne che affrontano problemi di fertilità.
Il Profilo e la Selezione della Donatrice
La donazione degli ovociti è definita come la cessione anonima, gratuita e altruista di alcuni ovociti. L'altruismo conferisce alla donazione quell'elemento di cessione gratuita per la quale non ci si aspetta alcun riconoscimento. L'espressione chiara della volontarietà è imprescindibile per evitare che la donazione possa essere condizionata da una qualsiasi forma di coazione o pressione che attenti al diritto alla libera scelta delle proprie azioni.

Nella selezione della donatrice, la qualità è il fattore chiave ed è strettamente legata all'età. Una donna nasce con circa 400.000 ovociti nelle sue ovaie. Ogni mese, diversi ovociti avviano il loro sviluppo che culminerà il giorno dell'ovulazione, ma solo uno diventerà maturo. Le donatrici di ovuli sono donne giovani, solitamente tra i 18 e i 35 anni, che si sottopongono a un accurato processo di screening medico, genetico e psicologico.
Criteri di Idoneità Medica e Psicologica
Per diventare donatrice è necessario superare non solo una serie di esami dal punto di vista medico, ma anche sotto il profilo psicologico. Le analisi riguardano l'aspetto genetico, infettivo e ormonale. Inoltre, le donatrici devono avere già un figlio sano ed essere giovani.
- Visita Psicologica: Valuta motivazioni, idoneità e possibili patologie pregresse.
- Screening Medico: Include test per malattie sessualmente trasmissibili come Clamidia, HIV, Epatite B e C, sifilide e gonorrea.
- Analisi Genetica: Permette di escludere le candidate portatrici di mutazioni autosomiche recessive (fibrosi cistica, talassemia, X-fragile, ecc.). In alcuni centri, si effettua lo screening di oltre 600 o addirittura 3000 malattie genetiche per garantire la salute del nascituro attraverso il cosiddetto "matching genetico".
Il Processo di Matching: Oltre la Genetica
La scelta della donatrice è uno step fondamentale. Nonostante la legge in Italia ponga dei limiti alle selezioni eugenetiche, è ragionevole cercare di avere una somiglianza tra la donatrice e la ricevente per tutelare il nascituro. Si cerca di fare in modo che tra donante e recettore ci sia la maggiore compatibilità possibile per quanto riguarda gruppo sanguigno, etnia, colore degli occhi, dei capelli, fisionomia e corporatura.

Molte cliniche utilizzano sistemi avanzati, come App per il riconoscimento facciale o piattaforme dedicate, che operano un matching approfondito tra le caratteristiche somatiche della coppia e quelle delle donatrici disponibili nel database.
La Scienza dietro l'Ovodonazione: Epigenetica e FIVET
Un dubbio comune riguarda la connessione biologica con il bambino. Biologicamente parlando, il nascituro non avrà alcun gene della madre, ma la genitorialità è un percorso di crescita individuale che consiste nell'essere in grado di accettare e di amare un bambino anche qualora si discosti molto dal nostro ideale di figlio.
Tuttavia, la scienza dell'epigenetica suggerisce che l'ambiente uterino della madre naturale gioca un ruolo chiave nella salute generale del bambino. Scambi di segnali biochimici ed emotivi che avvengono nell'ambiente uterino possono condizionare l'espressione di alcuni geni. La paziente ricevente influisce dunque nello sviluppo del bebè: le sue abitudini, la dieta e l'ambiente uterino modulano il modo in cui i geni si esprimono.
Epigenetica ed Ovodonazione
Il Procedimento Tecnico
Una volta incontrata la donatrice, è necessario sincronizzare i cicli mestruali delle due donne. La donatrice si sottopone a una terapia di stimolazione ovarica per sviluppare più ovociti, mentre la beneficiaria riceve una terapia che prepara l'endometrio ad accogliere l'embrione. Il procedimento impiegato è la Fecondazione in Vitro (FIV), spesso combinata con la tecnica ICSI (Iniezione Intracitoplasmatica di Spermatozoi) per aumentare il tasso di fecondazione. Utilizzare embrioni sviluppati fino allo stadio di blastocisti (quinto giorno) garantisce una potenzialità riproduttiva molto più elevata.
Quadro Normativo e Riservatezza
La donazione dei gameti è un contratto gratuito, ufficiale e segreto tra la donatrice e il centro medico. In Ucraina, così come in Spagna, la normativa garantisce l'anonimato per entrambe le parti: i genitori e la donatrice. La registrazione dei dati rimane ad uso esclusivo del centro medico, che certifica l'impossibilità da parte dei donatori di reclamare diritti o doveri nei confronti dei figli che nasceranno.
In Italia, l'eterologa è attuabile ma, a causa della scarsità di donatrici, molte coppie si rivolgono a centri specializzati all'estero. È importante ricordare che, da un punto di vista legale, il genitore è colui che ha espresso la volontà di ricorrere alla tecnica, confermando che il contributo della donatrice è esclusivamente di tipo genetico.
Considerazioni per i Futuri Genitori
La scelta di ricorrere all'ovodonazione è un passo coraggioso e profondo. Molti aspiranti genitori di fronte a fattori di infertilità, come la ridotta riserva ovarica o la menopausa precoce, vedono in questa pratica l'unica via per coronare il sogno di una famiglia.
Nella valutazione, è essenziale considerare:
- Storia medica della donatrice: Non solo lo screening fisico, ma l'anamnesi familiare fino a tre generazioni.
- Qualità del centro: Scegliere un'agenzia o una clinica con tassi di successo certificati e un laboratorio di embriologia interno all'avanguardia.
- Supporto psicologico: Molti centri offrono consulenze psicologiche per predisporre i futuri genitori agli stati emotivi che accompagnano le diverse fasi del trattamento.

In ultima analisi, sebbene la relazione genetica sia un aspetto del concepimento, la maternità è un processo ampio nel quale il futuro individuo sviluppa e mantiene una relazione intima con la madre che lo porta in grembo. La cura, l'amore e l'ambiente in cui il bambino crescerà restano, in definitiva, gli elementi fondamentali che definiscono il rapporto genitore-figlio.
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