Maria Montessori e l'Arte di Educare: Una Filosofia per il Futuro

L’essenza della pedagogia montessoriana

Tra i molti metodi pedagogici formulati nel corso della storia, è quello di Maria Montessori che pone l’accento sul bisogno di indipendenza, autonomia e rispetto per il bambino. In cosa consiste il metodo Montessori? Prima di rispondere a questa domanda dovremmo fare chiarezza su un punto: quando parliamo di Maria Montessori, più che di metodo educativo dovremmo parlare di filosofia. Donna dalle mille doti (filosofa, pedagogista, dottoressa, designer, curatrice, progettista, femminista), attraverso il suo lavoro e i suoi testi - densi, profondi, completi, che guardano al bambino nella sua complessità e unità - Maria Montessori ispirò, e continua ancora oggi a ispirare, educatori, genitori, puericultrici, architetti, dirigenti e, naturalmente, insegnanti del nido, della scuola dell’infanzia, di quella primaria e delle scuole superiori. Il suo contributo più importante fu quello di sensibilizzare gli adulti a cambiare il proprio sguardo verso l’infanzia.

Ritratto storico di Maria Montessori

Il bambino come embrione spirituale

All’inizio della vita i bambini pongono le basi per tutto lo sviluppo futuro in termini di relazione, autonomia, autostima, fiducia, competenza. Maria Montessori chiama il neonato “embrione spirituale” per farci comprendere quanto la sua mente, dal primo respiro in avanti, proprio come l’embrione nel ventre materno, necessiti di condizioni favorevoli e facilitanti per svilupparsi al meglio. Il bambino 0-3 anni è un bimbo esploratore che necessita di un ambiente da scoprire con l’uso dei cinque sensi. Il mondo da subito appare composto da cose, da oggetti che si vedono, si toccano, si sentono, si gustano, si odorano: i cinque sensi del nostro corpo ci mettono in contatto con la realtà. Direttamente. Maria Montessori si richiamava al principio delle lezioni di cose, cioè fatte su cose e mediante cose. Le sue lezioni oggettive infatti dovevano essere vivaci descrizioni di un oggetto: la raccomandazione era quella di mai cominciare con le parole, ma appunto con l’oggetto.

Il metodo Montessori

L’ambiente preparato: la casa e la scuola

In moltissime scuole è facile incontrare arredi Montessori a misura di bambino (arredi che possono essere riproposti anche nella camera montessoriana a casa). Tavolini, sedioline, piccoli lavelli e gabinetti, panchette per il cambio delle scarpe e così via. All’interno delle scaffalature aperte, si possono inserire vassoi contenenti attività a vista e a disposizione dei bambini durante tutta la giornata. Per “letti Montessori” si intendono letti bassi che permettano al bambino di sentirsi libero di scendere e salire già prima dell’anno di età.

Il segreto della riuscita di questo ambiente risiede nell'ordine: Maria Montessori ha dedicato numerose pagine a questo aspetto centrale. Ella prestava attenzione all’ordine nella triplice accezione di bellezza, di conoscenza e funzionalità: l’intento della gran sala di lavoro (l’aula) deve essere gaio e piacevole. Il lavoro che si è manifestato adatto ai piccoli bambini dai tre ai sei anni di età non è un lavoro creativo, ma un’attività che ha il fine di mantenere l’ordine nell’ambiente per mezzo di esercizi di vita pratica.

Esempio di arredo Montessori a misura di bambino

Materiali di sviluppo e il concetto di lavoro

Virgolettiamo il termine “gioco” perché difficilmente lo ritroverete tra le pagine dei libri di Maria Montessori. Il termine deriva dal latino iŏcus (scherzo, burla) ma l’attività libera del bambino tutto è fuorché uno scherzo. Il bambino svolge le sue azioni con serietà: infila un bottone nella scatola per affinare la sua manualità, così come impila i cubi della “torre rosa” per sperimentare il concetto di “grande” e di “piccolo”.

Ecco alcuni esempi di materiali che favoriscono la concentrazione:

  • La torre rosa: Dieci cubi, tutti dello stesso colore, in legno, che avvicinano sin dai 18 mesi il bambino al concetto di grande e piccolo.
  • Il cubo del trinomio: Si caratterizza per essere la rappresentazione della formula algebrica (a+b+c)3. Dal punto di vista della struttura, la scatola è composta da cubi e prismi.
  • L’alfabetiere: È uno strumento utilizzato per aiutare i bambini nell'apprendimento delle lettere dell'alfabeto. Si tratta di una scatola contenente tutte le lettere dell’alfabeto in più copie, suddivise in singoli scomparti. Le lettere sono in legno e di due colori: rosso per le vocali, blu per le consonanti.
  • Gli incastri piani: Una serie di forme geometriche piane dotate di pomello centrale, contenute all’interno di una cornice quadrata, avviano il bambino al disegno, al tratteggio, alla gestione del contorno, al controllo della matita e dello spazio sul foglio.

Dettaglio dei materiali sensoriali montessoriani

Vita pratica e autonomia

Le attività di vita pratica sono fondamentali per lo sviluppo del bambino. In questa categoria sono comprese tutte quelle azioni che favoriscono lo sviluppo dell’autonomia nella cura di sé e dell’ambiente: lavarsi le mani, apparecchiare, lavare un vetro, curare una pianta, spremere gli agrumi, le allacciature, setacciare eccetera.

I travasi, ad esempio, sono una delle attività che i bambini amano di più (specialmente quelli tra il primo anno di età e i 3 anni). Inizialmente il travaso avviene con le mani, poi con un cucchiaio, in seguito con un contagocce o una spugna. Il primo materiale da travasare sarà solido e di grandi dimensioni, poi sempre più piccolo o addirittura liquido. È importante ricordare che, per Maria Montessori, chi non comprende che insegnare a un bambino a mangiare, a lavarsi, a vestirsi, è un lavoro ben più lungo, difficile, e paziente che imboccarlo, lavarlo, vestirlo?

Il ruolo dell’adulto come guida

Un genitore o un educatore che pratica il metodo Montessori, lascia che il bambino impari facendo. L’esperienza pratica assume un ruolo fondamentale. L’insegnante, l’educatrice, l’adulto educante hanno il delicato compito di assistere senza intervenire, e di osservare: non giudicare, non incitare, non promuovere, non essere mai direttivi ma al tempo stesso non ridurre l’educazione allo spontaneismo.

La maestra interviene al principio mostrando l’azione in modo dettagliato e preciso, usando solo le parole necessarie a richiamare l’attenzione, ed evitando un parlare superfluo che distrarrebbe l’interesse del bambino dallo scopo che si deve raggiungere. La pedagogista italiana mette in risalto il tema della comunità anche quando focalizza l’importanza dell’aiuto reciproco soprattutto tra i più grandi e i più piccoli. "Mai aiutare un bambino mentre sta svolgendo un compito nel quale sente di poter avere successo".

Educatore che osserva il lavoro dei bambini in aula

Sviluppo del linguaggio e periodi sensitivi

Durante i primi 3 anni di vita, tutti i bambini hanno una specifica ed innata predisposizione nell'apprendimento del linguaggio. Ogni bambino possiede tempistiche diverse di apprendimento. Maria Montessori riconobbe in pedagogia la massima importanza all’intero “piano dell’infanzia” (0-6 anni). Le nomenclature, dai 18 mesi, possono proporre attività che favoriscano lo sviluppo linguistico. Un oggetto tridimensionale va riconosciuto e abbinato alla sua immagine corrispondente. A partire dai 3 anni è consigliabile abbinare anche la scritta, che consentirà al piccolo di prendere confidenza con il segno grafico corrispondente.

L’educazione cosmica

Le attività legate all'educazione cosmica mirano ad apprendere ritualità e usanze. Permettono poi di manipolare e giocare con elementi che rappresentano ambienti naturali. Vivere la ritualità di un compleanno o di una festività, con attività a tema, analizzare le parti di un fiore, ricreare in una scatola il bioma terrestre di una parte del mondo: sono tutte esperienze che aiutano il bambino a connettersi con il tutto, comprendendo la propria posizione all'interno dell'universo.

La matematica: perle e astrazioni

Per avvicinare i bambini alla matematica, Maria Montessori scelse la perla, un materiale prezioso, raro, da custodire; ciò ci fa ben comprendere l’amore che la Dottoressa riservava nella scelta del materiale per i suoi bambini e quanto la loro crescita intellettiva fosse per lei preziosa. Il bambino inizia con il concreto, manipolando quantità fisiche, per poi arrivare naturalmente, attraverso il materiale scientifico, verso il piano dell’astrazione.

Applicare il metodo a casa

Si può adottare il metodo Montessori a casa? La risposta è affermativa. La casa può farsi luogo di esercizio, di sviluppo dell’autonomia e dell’indipendenza se pensata e organizzata a favore dei più piccoli e di tutta la famiglia. L’attenzione va posta nella definizione delle routine, nella gestione degli spazi e nell’allestimento dei materiali: i bambini a casa non devono trovare l’ambiente scolastico montessoriano, ma un ambiente domestico caldo, oggetti quotidiani, materiale e giochi fai da te. Preparare coi bambini la pasta di sale è un'attività molto divertente che, ai fini del Metodo Montessori, permette un buono sviluppo sensoriale. Similmente, possiamo divertirci modellando la pasta al bicarbonato.

Esempio di angolo domestico organizzato secondo il metodo

Il superamento dei luoghi comuni

Vengono erroneamente attribuiti a Maria Montessori moltissimi materiali, giochi, rituali e arredi: a volte solo perché in legno, altre volte perché assomigliano o ricordano materiali scientifici da lei progettati. Proprio per questo è molto facile trovare strane diciture come “alberi di Natale Montessori”, “pannello o tavola sensoriale Montessori”, “barattolo della calma Montessori”. La forza della pedagogia montessoriana sta proprio nella sua scientificità: Maria Montessori strutturò il suo pensiero, i materiali, l’arredo e il ruolo dell’educatore a partire dall’osservazione scientifica del bambino. A volte, impropriamente si pensa alla libertà del bambino come a un’assenza di regole, o all’autonomia come inutilità dell’obbedienza. La realtà è che, come scriveva la Montessori, la libertà senza organizzazione di lavoro sarebbe inutile. Il bambino lasciato libero senza mezzi di lavoro andrebbe perduto, proprio così, come un neonato, lasciato libero senza nutrimento, morirebbe di fame.

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