La figura di Lana Del Rey, pseudonimo dell’artista nata Elizabeth Woolridge Grant, rappresenta uno dei casi più affascinanti e complessi della musica contemporanea degli ultimi due decenni. Artista capace di attraversare metamorfosi stilistiche costanti, Lana Del Rey ha saputo costruire un immaginario iconografico che fonde la nostalgia per l’America degli anni sessanta con un’estetica moderna, cupa e profondamente introspettiva. In attesa di ascoltare l’ultima opera, intitolata The Right Person Will Stay - prevista per il 21 maggio 2025 - vale la pena approfondire le tappe fondamentali nella carriera e la biografia di questa cantautrice-diva, il cui percorso artistico è un continuo dialogo tra passato e presente.

Le origini: tra New York e la formazione esistenziale
Elizabeth Woolridge Grant nasce a New York il 21 giugno 1985. Cresciuta a Lake Placid, nello Stato di New York, trascorre un’adolescenza lontana dai riflettori in un contesto provinciale. La sua formazione è solida: frequenta la Kent School, un esclusivo collegio del Connecticut, prima di iscriversi alla Fordham University di New York nel 2003. Qui, a diciotto anni, decide di studiare filosofia, approfondendo la natura dell’esistenzialismo. Fu proprio durante gli studi presso l’ateneo gesuita che maturò il suo interesse per il rapporto tra Dio e la scienza, dichiarandosi, per il suo retaggio accademico, di religione cattolica.
Il percorso verso il successo, tuttavia, non è stato lineare. Elizabeth Woolridge Grant ha dovuto affrontare una fase molto difficile, segnata da una forte dipendenza dall’alcol durante l’adolescenza, che l’ha portata a frequentare un centro di riabilitazione già a quindici anni. Questa lotta interiore ha influito profondamente sulla sua musica. In un’intervista del 2012, ha rivelato come l’iniziale fascino per il "lato oscuro" della sua vita si sia trasformato in una spirale auto-distruttiva che l’ha cambiata profondamente. Con il passare degli anni, ha riflettuto su come il narcisismo e la rabbia siano diventati temi ricorrenti nella sua produzione, specialmente durante il periodo della pandemia.
La metamorfosi del nome e il debutto discografico
Prima di diventare l’icona mondiale nota come Lana Del Rey, l’artista ha esplorato diverse identità. Il 25 aprile 2005 produce un CD di sette brani registrati presso l’ufficio statunitense per il diritto d’autore, indicizzati con i titoli Rock Me Stable e Young Like Me. In quel periodo sperimenta pseudonimi come May Jailer, con il quale incide la demo dell’album Siren, e successivamente quello di Lizzy Grant.
L’origine del nome d’arte, Lana Del Rey, è frutto di un mix di influenze cosmopolite. La cantante ha dichiarato che il nome è nato durante i suoi frequenti viaggi a Miami in compagnia di amici cubani; il nome evocava il glamour della riva del mare e suonava bene. È una fusione del nome di una delle sue attrici preferite, Lana Turner, con quello di una storica marca di auto, la Ford Del Rey.

La scalata al successo: da "Video Games" a "Born to Die"
La svolta avviene nel 2011. Con il videoclip del brano Video Games, girato in modo intimo e casalingo, la cantante cattura l’immaginario di una generazione in cerca di bellezza nella malinconia. Il brano diventa virale, anche grazie alla condivisione da parte di The Weeknd su Tumblr. Nell’ottobre 2011, Lana vince il Q Award nella categoria "Next Big Thing".
Il disco Born to Die, uscito nel gennaio 2012, è una fusione di pop e atmosfere barocche. Attraverso tracce come Summertime Sadness, Lana Del Rey arriva dritta al punto con raffinatezza e disillusione. Il video di Born to Die è stato inoltre filmato nel Palazzo di Fontainebleau in Francia, segnando la prima volta in cui è stato concesso di registrare in quei soggiorni storici. Con questo lavoro, Lana Del Rey è diventata la seconda donna nella storia della musica a rimanere presente con un album per più di 500 settimane nella classifica statunitense.
Evoluzione sonora: "Ultraviolence" e il sound riflessivo
Nel 2013, l’artista annuncia Ultraviolence, dove il tono si fa più oscuro, segnando un passaggio verso un sound maggiormente riflessivo e introspettivo. La sua capacità di reinventarsi la rende una voce peculiare della musica contemporanea. Tra le influenze letterarie che hanno guidato la sua penna si annoverano Anthony Burgess con Arancia meccanica, Allen Ginsberg con Howl e Vladimir Nabokov con il romanzo Lolita.
L'evoluzione prosegue nel 2017 con Lust For Life, che riprende le sonorità di Born to Die, mentre il 2019 vede la pubblicazione di Norman Fucking Rockwell!, definito dalla critica come l'opera più riuscita della sua carriera. Grazie a quest'album, Lana riceve la sua prima candidatura nella categoria di "album dell'anno" ai Grammy Awards 2020. Il sodalizio creativo con il produttore Jack Antonoff continua poi con Chemtrails over the Country Club e Blue Banisters nel 2021.
LANA DEL REY e il LATO OSCURO DEL POP: la verità dietro la sua musica
L'impegno artistico e la vita privata
Lana Del Rey ha vissuto una vita sentimentale intensa, spesso intrecciata con il suo percorso creativo. Dalla relazione "artisticamente proficua" ma difficile con Barrie James O'Neill, al breve legame con il regista Francesco Carrozzini, fino al matrimonio nel 2024 con la guida turistica Jeremy Dufrene, incontrato casualmente in una riserva di alligatori. La sua vita privata, spesso lontana dai riflettori, riflette quella ricerca di autenticità che anima la sua poetica.
Il rapporto con la famiglia è un altro pilastro centrale: cita spesso la sorella Caroline, il fratello Charlie e il padre Rob, musicista a sua volta. Nel 2023 ha collaborato con il padre per le tracce Hollywood Bowl e Lost at Sea. Al contrario, il rapporto con la madre Patricia è descritto come complesso e tormentato, un tema che traspare in alcune riflessioni intime dell'artista.
L’impatto culturale e le sfide contemporanee
Oltre alla musica, Lana Del Rey è stata una figura chiave nel dibattito culturale. Nonostante alcune polemiche che l’hanno etichettata erroneamente come antifemminista, lei si è dichiarata sostenitrice del femminismo di terza ondata, sostenendo che una vera femminista sia una donna che fa esattamente ciò che le pare. Il suo impegno sociale si è tradotto in azioni concrete, come la donazione di 350.000 dollari, provenienti dalle vendite del suo libro di poesie Violet Bent Backwards over the Grass, a progetti per fornire acqua pulita alla Navajo Nation.
Nel 2023, durante il suo attesissimo ritorno sul palco in Messico dopo sette anni di assenza, l’artista ha vissuto un episodio surreale: una pericolosa "caduta di massa" che ha coinvolto parte dei 65.000 spettatori, un evento che ha aggiunto una nota drammatica al suo ritorno trionfale.
Verso il futuro: il nuovo capitolo musicale
Il processo dietro il lavoro in uscita nel 2025 è stato lungo e meditato. Inizialmente orientata verso un album country dal titolo Lasso, Lana ha deciso di cambiare rotta, optando per un sound decisamente più "Southern Gothic". La scelta deriva dalla sensazione che le prime idee fossero ormai "fuori sincrono" rispetto al suo sentire attuale. Con l’annuncio del singolo Henry, Come On e del nuovo disco The Right Person Will Stay, Lana Del Rey conferma di non voler restare ancorata a schemi precostituiti, preferendo seguire l'istinto della propria evoluzione artistica. Il tour estivo, che si concluderà allo stadio di Wembley, promette di essere il culmine di questo nuovo percorso, consolidando ulteriormente il suo ruolo di voce imprescindibile nel panorama musicale globale.