La Sezione Lattanti: Un Ambiente di Esplorazione e Crescita tra Laboratori, Giochi e Relazioni Significative

L'ingresso dei bambini al nido rappresenta un momento molto delicato, intriso di nuove scoperte e di importanti adattamenti. In questo contesto, la sezione lattanti si configura come un ambiente cruciale e specializzato, pensato per accogliere i più piccoli e accompagnarli nelle prime, fondamentali tappe del loro sviluppo. I sensi del neonato sono come finestre aperte sul mondo, attraverso le quali scopre e impara ad amare la vita. È proprio in questa fase della crescita che l'ambiente circostante deve essere ricco di stimoli, per permettere al bambino di sperimentare pienamente le sue sensazioni ed emozioni, in quanto il suo apprendimento avviene primariamente per via sensoriale. Nei primi mesi di vita, il piccolo deve essere circondato da suoni, odori, colori e materiali differenti, tutti elementi essenziali per nutrire la sua curiosità innata e favorire uno sviluppo armonioso e completo.

La Sezione Lattanti: Un Contesto Specifico per la Prima Infanzia

La sezione lattanti, in genere, prevede la presenza di bambini dai tre ai dodici mesi di età, sebbene in alcuni contesti questa fascia possa differenziarsi di qualche mese, adattandosi alle specifiche esigenze educative e organizzative. Ogni sezione è composta da un numero limitato di bambini, solitamente da quattro a sei, seguiti da un'educatrice dedicata, pronta ad accoglierli, stimolarli e coccolarli. Questa configurazione, che garantisce un rapporto educatrice/bambini molto alto, in media un'educatrice ogni quattro-sei bambini a seconda della regione, è fondamentale per assicurare un'attenzione personalizzata e una cura approfondita per ciascun piccolo. Nel caso in cui nella sezione sia presente un bambino diversamente abile, il numero complessivo dei bambini viene ulteriormente ridimensionato, a testimonianza dell'impegno nel garantire un supporto adeguato e inclusivo a tutti.

Dal punto di vista della gestione, la sezione lattanti è spesso la più costosa, proprio a causa di questo elevato rapporto tra educatori e bambini, unitamente alla frequenza di iscrizione che tende ad essere più bassa. Molte mamme, infatti, se non costrette a rientrare immediatamente al posto di lavoro entro i primi tre mesi dal parto, preferiscono statisticamente usufruire dei congedi parentali fino al nono o dodicesimo mese di vita del bambino, posticipando così l'inserimento al nido.

È imperativo che gli spazi destinati alla sezione lattanti siano separati rispetto a quelli adibiti al gruppo dei divezzi, i bambini più grandi. I lattanti e i semidivezzi, che non si sanno ancora spostare da soli e possiedono un'autonomia molto limitata, necessitano di un ambiente particolarmente studiato e di rapporti personali specifici. Fondamentali sono quindi sia lo spazio, che deve permettere ai bambini di muoversi liberamente gattonando e in sicurezza, sia gli arredi, i quali devono offrire sostegni stabili cui aggrapparsi per iniziare a camminare. Un esempio perfetto di tale arredo è il mobile "primi passi", adatto per favorire questo tipo di esplorazione motoria e sostenere i primi tentativi di deambulazione autonoma. L'intero ambiente è concepito per offrire ai bambini che non sanno ancora camminare la possibilità di muoversi senza incontrare pericoli e ostacoli, proponendosi come un nido accogliente nel quale esplorare, ma anche nel quale rannicchiarsi per ascoltare una musica o essere cullati.

Lo Sviluppo del Bambino nella Sezione Lattanti: Tappe e Stimoli

L'ambiente della sezione lattanti è attentamente progettato per promuovere lo sviluppo motorio, cognitivo, sensoriale ed emotivo dei bambini, rispettando i tempi di ognuno e stimolando le tappe di crescita individuali. I giochi migliori sono quelli che il bambino può sfruttare in vari modi, che si prestano a diverse combinazioni e a nuovi utilizzi, poiché, oltre al resto, stimolano particolarmente l'immaginazione e l'inventiva. Per permettere al bambino di sfruttare al massimo le sue potenzialità, occorre stargli accanto e impegnarsi con lui nelle diverse attività della giornata, ricordando che questo genere di apprendimento non segue regole particolari o imposizioni, ma deve essere libero e divertente, costruito di giorno in giorno sulle esigenze e i cambiamenti del bambino, stimolante per la curiosità e sempre nuovo. Alle domande devono seguire le risposte, ai progressi le lodi, in modo che tutto avvenga in modo inconscio, favorendo un senso di sicurezza e autoefficacia.

Tra le tappe di crescita più importanti, sul versante comportamentale, si osservano progressi significativi che possono essere agevolmente trasformati in giochi e attività didattico-educative. Per esempio, il bambino arriva ad afferrare un oggetto posto di fronte a lui a quindici-venti centimetri di distanza, e poi afferra un oggetto tenuto a sette centimetri. Progressivamente, imparerà a bere dalla tazza se tenuta dall'adulto, a mangiare da sé con le mani prendendo il cibo con le dita, a tenere la tazza con le due mani e bere, e poi a portare un cucchiaio pieno di cibo alla bocca, se aiutato, fino a mangiare con il cucchiaio da solo e a tenere la tazza con una mano mentre beve. Ogni piccolo successo è un passo verso una maggiore autonomia.

Il bambino necessita di molto incoraggiamento e di spazi adeguati per fare i suoi esperimenti di movimento. Non appena è in grado di sostenere la testa e la schiena, si può iniziare a fargli provare la sensazione di appoggiare il proprio peso sulle gambe e sulle anche. Tutti i giochi in cui viene fatto saltare o dondolare lo aiutano a prendere coscienza del proprio equilibrio, altro tassello fondamentale per la capacità di stare in piedi e camminare da solo. Lo si può incoraggiare attaccandolo a sostegni stabili e rimanendogli accanto per dargli fiducia. I principali movimenti di torsione e allungamento possono essere insegnati al piccolo mettendo dei giocattoli fuori dalla sua portata e spingendolo a prenderli, stimolando così il raggiungimento e l'esplorazione dello spazio circostante.

Bambino che gioca in una palestrina in sezione lattanti

Per lo sviluppo motorio è di supporto anche il mobile "primi passi", che aiuta e stimola il bambino ad aggrapparsi, tirarsi in piedi e muoversi con appoggio, in associazione a stimoli anche visivi e manuali, così come gli "spingi e cammina" o i giochi trainabili. Tali strumenti, insieme a materiali morbidi come cubi, materassi, cuscinoni, sali e scendi e scivoli, favoriscono un'esperienza di piacere senso-motorio. Il bambino si mette alla prova fisicamente, sperimentando il corpo libero e il movimento nella scoperta della propria competenza motoria, degli schemi motori, dell'agilità e dell'unità del corpo. Si agevola l'azione del bambino nel piacere di rotolare, saltare, correre, abbattere e costruire, dondolare, strisciare, disequilibrarsi, spingersi, nascondere, cadere. Quando si muove su percorsi di saliscendi, quando salta da altezze più o meno elevate, è tutto uno sfidare i propri limiti e le proprie paure, promuovendo la consapevolezza di sé e delle proprie capacità. Nello stesso tempo, impara a guardare gli altri, a muoversi in sicurezza e a collaborare con i coetanei per spostare cuscini e costruire torri, favorendo la relazione con i pari, con lo spazio e i materiali che il bambino fa propri, stimolando la creatività, l'espressività e la coscienza di sé attraverso il piacere motorio e del fare.

Il Ruolo Fondamentale dell'Educatore: Osservazione e Guida Indiretta

In un ambiente così dinamico e orientato alla scoperta autonoma, il ruolo dell'educatore è quello di un attento spettatore, un facilitatore che crea le condizioni ottimali per l'apprendimento senza intervenire direttamente o imporre percorsi predefiniti. Il bambino, infatti, ha bisogno di imparare da solo e di essere concentrato, seguendo i propri ritmi e interessi intrinseci. L'educatrice della sezione lattanti è lì per seguire e stimolare ogni bambino nelle sue tappe di sviluppo, rispettando i tempi di ognuno. Questo approccio si riflette chiaramente in attività specifiche come il cestino dei tesori e il gioco euristico.

Nel contesto di queste attività, l'educatore supervisiona attentamente ma non dà indicazioni su come utilizzare gli oggetti. La sua presenza è una garanzia di sicurezza e un punto di riferimento emotivo, ma l'iniziativa e la scoperta sono interamente lasciate al bambino. Questo non significa assenza di guida, ma piuttosto una guida indiretta, basata sulla predisposizione di un ambiente ricco e sulla fiducia nelle capacità innate del bambino di esplorare e apprendere. L'educatore, attraverso l'osservazione, è in grado di comprendere gli interessi emergenti dei bambini, adattando l'offerta di materiali e le proposte di gioco per rispondere al meglio alle loro esigenze evolutive. Questo richiede una profonda conoscenza dello sviluppo infantile e una grande sensibilità nell'interpretare i segnali non verbali dei piccoli.

Laboratori e Attività per l'Esplorazione e la Scoperta

All'interno della sezione lattanti, la giornata è scandita da una varietà di laboratori e attività pensate per stimolare lo sviluppo olistico dei bambini, incoraggiando la curiosità, la manualità e la socializzazione. Tra le proposte principali troviamo l'attività di manipolazione, l'espressione grafico pittorica, l'educazione all’ascolto, le attività senso-motorie, i giochi di socializzazione, il gioco simbolico e il gioco di esplorazione e scoperta. Ciascuna di queste attività contribuisce in modo unico alla crescita del bambino, fornendo un ricco panorama di esperienze formative.

L'importanza del gioco fra genitore e bambino- bonding

Il Cestino dei Tesori: Un Mondo di Sensazioni a Portata di Mano

Il cestino dei tesori è un gioco rivolto specificamente ai bambini dai sei ai dodici mesi, un periodo in cui il bambino è particolarmente curioso ed esplora tutto ciò che lo circonda con grande intensità. Questo strumento ludico gli dà la possibilità di esplorare e scoprire tanti oggetti per lui nuovi e misteriosi, che oltre a sviluppare la sua curiosità, rafforzeranno anche i suoi sensi. Attraverso la presa degli oggetti, il rigirarli tra le sue manine e, inevitabilmente, il metterli in bocca, i bambini scopriranno dimensioni, pesi, rumori e odori differenti, costruendo così una conoscenza sensoriale e tattile del mondo.

Nel cestino offerto ai bambini saranno presenti oggetti di uso comune e non giocattoli, per stimolare un'esplorazione più autentica e diversificata. Vanno bene oggetti naturali come pigne o grandi conchiglie, di metallo come un cucchiaio o un mazzo di chiavi senza punte, di legno come anelli o cilindri, in pelle come un piccolo portamonete, tessuto come scampoli di stoffa di diverse texture, o gomma come una pallina morbida. La varietà dei materiali è cruciale per offrire un'ampia gamma di stimoli sensoriali. Il cestino stesso deve essere preferibilmente di vimini, con un fondo piatto e senza manici, per favorire l’esplorazione del bambino senza ostacoli e garantirne la sicurezza. Come già accennato, il ruolo dell’educatore è di attento spettatore, permettendo al bambino di imparare da solo e di rimanere concentrato sulla sua scoperta personale.

Il Gioco Euristico: L'Arte di Scoprire Attraverso l'Esplorazione Libera

Il gioco euristico, o gioco di scoperta, è un'attività rivolta a bambini dai dodici ai ventiquattro mesi, che prosegue e approfondisce l'approccio esplorativo del cestino dei tesori. La parola Euristico deriva dal greco "heurisko", che significa "serve a scoprire o a raggiungere la comprensione", riflettendo perfettamente la natura di questa pratica. Il gioco euristico è un'attività di esplorazione e ricerca in cui i bambini possono sperimentare o scoprire il "senso" e il significato degli oggetti e dei materiali messi a disposizione dagli educatori.

Con il gioco euristico si favorisce l’esplorazione spontanea degli oggetti di uso comune, offrendo ai bambini un’esperienza sensoriale e l’opportunità di determinare le proprie azioni senza la guida diretta di un adulto. L’educatore, anche in questo caso, supervisiona l'attività ma non dà indicazioni su come utilizzare gli oggetti, incoraggiando l'autonomia e la creatività del bambino. Questa attività stimola tutti i sensi, allena alla concentrazione, affina l'abilità motoria e arricchisce la conoscenza del mondo che li circonda. Contribuisce inoltre alla comprensione degli insiemi e delle associazioni, come raggruppare oggetti per colore, forma o consistenza.

Nella pratica, il gioco euristico vede oggetti comuni come mollette, cerchi di legno, nastri, bigodini, catenelle, secchielli, e altri materiali non strutturati, divisi in sacchetti di tela. Ad esempio, tutte le mollette in un sacchetto, i bigodini in un altro, e così via. Questi sacchetti vengono proposti ai bambini, lasciando che siano loro a svuotarli e a esplorarli liberamente. Non viene data alcuna indicazione da parte dell’adulto che rimane un attento osservatore, garantendo un ambiente privo di distrazioni e il più possibile neutro, senza musica o altri giochi, per permettere la massima concentrazione dei bambini sui materiali.

La Manipolazione e l'Espressione Creativa

Il concetto di manipolare per i bambini significa scoprire, conoscere e sperimentare. È un’esperienza di scoperta creativa di elementi semplici, e difatti, attraverso il tatto, il bambino conosce materiali, ne percepisce le forme, le consistenze e le dimensioni. In questo modo ha la possibilità di sperimentare una gran varietà di percezioni e di sensazioni, trasformando la materia agendo su di essa. Ha quindi la possibilità di conoscere facendo da solo o con i compagni, e può esprimere il proprio vissuto emotivo accompagnando le parole con le azioni di gioco, condividendo con i pari non solo lo spazio e i materiali ma anche il suo mondo interno. Dapprima, il materiale viene proposto a terra su di un telo nero o all’interno di un grande contenitore, successivamente, per favorire l’alzata in piedi, verrà proposto mediante l’uso di vasche rialzate, adattando l'esperienza alle capacità motorie in evoluzione del bambino.

Bambini che manipolano materiali naturali

Il laboratorio del colore pone al bambino alcune sfide importanti, come per esempio l’affrontare il contatto con un materiale freddo, vischioso, umido e che sporca, superando le iniziali resistenze. Successivamente, l’uso di strumenti che permettono di lasciare segni diversi e che devono essere usati in modi specifici: le spugne non sono come i rulli, i pennelli non danno lo stesso effetto delle macchinine, e così via. Il bambino si trova così ad affrontare la paura dello sporcarsi e riscopre il piacere del manipolare il colore, di osservare come cambia e le tracce che lascia sul foglio. Sperimenta nuove tecniche attraverso vari strumenti e, attraverso l’uso di un nuovo linguaggio, il bambino può esprimere in maniera personale e autonoma le proprie emozioni e sensazioni. Questo processo si sviluppa attraverso un pieno coinvolgimento dei sensi e un piacere nel toccare e lasciare tracce e segni, passando dal foglio grande condiviso a uno verticale, fino a giungere a un foglio singolo o a un supporto diverso, ampliando le possibilità espressive.

Parallelamente, nel laboratorio della traccia grafica, il bambino può lasciare il segno di sé, un'espressione unica della propria individualità. Da un primo approccio in cui lo strumento, come matita, pennarello o cera, viene impugnato in modo grossolano e istintivo, si passa a un secondo momento in cui lo strumento viene impugnato con la presa a pinza, un'evoluzione delle abilità motorie fini che apre nuove possibilità di precisione e controllo. Questo percorso non solo affina la manualità, ma permette anche al bambino di comunicare e rappresentare il proprio mondo interiore attraverso i segni grafici.

Continuità e Connessione: Il Ponte tra Nido, Famiglia e Scuola dell'Infanzia

La programmazione annuale della sezione lattanti si inserisce in un quadro più ampio di continuità educativa, orientato a supportare il bambino e la sua famiglia nel percorso di crescita. Un esempio significativo è il titolo "Coltivare radici e Costruire ponti", un tema che spesso accompagna le attività per più anni. Per il gruppo lattanti, lo scopo di tale percorso è avvicinare i bambini fin da piccolissimi al tema della natura, dando loro la possibilità di esplorare e manipolare elementi naturali come terra, sabbia, corteccia, fiori, erba, foglie e l’acqua. Questi campi di esperienza, sotto la responsabilità dell'educatrice di sezione, si traducono in attività pratiche in laboratorio e, con l'arrivo della primavera, anche in giardino, dove i bambini possono ritrovare gli stessi materiali nel loro ambiente naturale. Gli obiettivi principali sono la conoscenza dei materiali attraverso l’osservazione e la manipolazione, utilizzando strumenti come materiali naturali vari, proposti in contenitori o adagiati su un telo, dipendendo dal volume del materiale, lasciando i bambini liberi di sentire con il corpo le varie sensazioni che ogni materiale potrà suscitare.

Parallelamente, si tiene conto dell’importanza di coltivare radici anche tra genitori e figli. L’allontanamento, seppur di poche ore, che si verifica con l'ingresso al nido, può destare momenti di malinconia e tristezza, a volte legati a manifestazioni di pianto. È nata così l’idea di creare un piccolo libretto che di volta in volta verrà costruito con l’aiuto dei genitori, attraverso alcune stampe di foto che ritraggono il bambino nel suo ambiente familiare in diverse occasioni, come il Natale, il Carnevale, l’ambiente di casa preferito, un’attività o un gioco preferito, la Pasqua e il compleanno. Queste immagini verranno affiancate da una corrispondenza di una proposta nell’ambiente nido, creando un filo conduttore tra casa e nido che rassicura il bambino e rafforza il legame con la famiglia. Ogni bambino è come un albero in crescita, le cui radici sono formate dai suoi genitori e di conseguenza dalla sua famiglia allargata, includendo nonni, zii, cugini e quelle persone non consanguinee che negli anni si prenderanno cura di lui.

Per favorire lo scambio di informazioni tra il nido e la scuola dell’infanzia, verrà compilata a cura dell’educatrice dei divezzi una "scheda continuità", nella quale verranno descritte le competenze già raggiunte dai bambini. Questa verrà discussa con i genitori durante l’ultimo colloquio dell’anno scolastico e da loro firmata, per garantire una transizione serena e informata. Gli obiettivi di questo passaggio sono promuovere nei bambini un senso di aspettativa positiva nei confronti della nuova esperienza, favorire la loro capacità di coping e promuovere la conoscenza dei nuovi ambienti e delle nuove routine. Questo laboratorio di integrazione con la sezione dei piccoli di tre anni della Scuola dell’Infanzia è fondamentale per avviare i bambini dell'ultimo anno di nido all’esperienza della Scuola dell’Infanzia.

Spazio ZeroSei: Un Hub per Famiglie e Sviluppo

Il programma di "Spazio ZeroSei" offre un ricco catalogo di attività educative che si intrecciano con la vita della sezione lattanti e delle famiglie. Le attività consolidate, come "SpazioPonte", i laboratori per le famiglie, le attività con le scuole e i nidi, e "SpazioLibero" accompagnato da "PortAspazio", sono un punto di riferimento importante. "SpazioLibero" in particolare, grazie al suo successo, ha aperto un interessante campo di sperimentazione e ricerca attiva sui temi del sostegno alla genitorialità, cercando di stimolare e far fiorire relazioni mutuali e per creare pratiche di supporto, condivisione, partecipazione e sostegno tra le famiglie.

Logo di Spazio ZeroSei

Il tema dell'anno che Spazio ZeroSei ha scelto per comporre il catalogo delle attività educative, ad esempio "La Città: osservare, fare, immaginare", offre una piattaforma naturale per incontrare anche nuove reti, consolidare collaborazioni, partenariati e sinergie, sia in chiave di prossimità (come intorno a Porta Palazzo) sia in chiave cittadina. Questo avviene anche grazie ad altre progettazioni, come "Nutrirsi di cultura", che vede coinvolte le biblioteche civiche insieme a Musei e Enti del Terzo Settore, costituendo una rete diffusa di azioni partecipate solidali per famiglie e bambini.

I laboratori di Spazio ZeroSei sono rivolti alle famiglie in piccoli gruppi suddivisi per fasce di età: sette-dodici mesi, uno-tre anni e tre-sei anni, offrendo un'occasione preziosa di tempo condiviso tra adulti e bambini. La proposta laboratoriale è rivolta anche ai bambini degli asili nido e delle scuole dell’infanzia. I percorsi prendono il via dal racconto di una storia attraverso varie metodologie narrative, come un kamishibai, un cubo, un teatrino, un foglio lunghissimo, una scatola, delle ombre, un piccolissimo libro o uno gigantesco. Il racconto è condiviso e interpretato di volta in volta dai partecipanti all’attività, e il laboratorio si sviluppa attraverso la manipolazione e la scoperta di materiali, piccoli esperimenti e momenti creativi.

Nasce quindi "SpazioPonte": un ambiente fonte di benessere, autonomia e apprendimento, in grado di sostenere il singolo e le sue potenzialità. Oltre alle tradizionali attività di massaggio materno infantile, che si focalizza sull’importanza del contatto per la coppia mamma/bambino sin dai primi mesi, è attivo "zerododici MESI", uno spazio per le prime attività per bambini e adulti con loro, alla scoperta di materiali, oggetti, letture e colori della prima infanzia. Si prosegue poi, accompagnando la crescita delle famiglie, con le iniziative laboratoriali per i sette-dodici mesi, con momenti di racconto, manipolazione, scoperta e primi stimoli di motricità. Un filo rosso lega attività diverse per i primi mesi di vita del bambino, accompagnando anche il mestiere di diventare genitori, e accoglie e lega le nuove famiglie a Spazio ZeroSei con una rosa di attività. Accanto a SpazioLibero, "PortASpazio" rappresenta uno sportello per mamme, papà e famiglie, un’opportunità per le famiglie di stare, chiacchierare e scambiare, con libri e riviste per grandi, cuscini e giochi liberi per bambini. Non mancano iniziative speciali come "Spazio ZeroSei Egizio", nato come sperimentazione e divenuto una realtà che trascende tempi antichi, offrendo storie di vita quotidiana organizzate per centro di interesse.

L'Ambiente e gli Arredi: Sicurezza e Stimolo per i Lattanti

La cura nell'allestimento degli spazi e la scelta degli arredi sono fondamentali nella sezione lattanti, dove ogni elemento è pensato per la sicurezza, il comfort e lo stimolo allo sviluppo dei bambini. Un nido nel quale muoversi per esplorare, ma anche nel quale rannicchiarsi per ascoltare una musica o essere cullati, necessita di arredi funzionali ai bisogni dei bambini che incominciano a muoversi per conoscere ed esplorare l’ambiente che li circonda.

Nella zona soggiorno e pranzo, il seggiolone deve avere una struttura robusta e stabile, e deve permettere la seduta in completa sicurezza del bambino. Il sedile deve essere imbottito con schienale fisso o reclinabile, dotato di cinture robuste che trattengano il bambino senza impedirne i movimenti naturali. La seggiolina per i più piccoli, o infant-seat, è fatta di plastica foderata con un materassino imbottito, spesso con lo schienale reclinabile in più posizioni; una variante è la sdraietta. Essa deve garantire il sostegno e il contenimento della schiena posteriormente e ai lati, offrendo un supporto ergonomico.

I lettini per la sezione lattanti devono essere solidi, ampi (con dimensioni indicative di 130 x 60 cm) e costruiti con materiali atossici, per garantire un ambiente salubre e sicuro. Per la sicurezza del bambino, il lettino deve avere sbarre verticali a margini arrotondati, e distanziate di circa 7,5 cm per non consentire al piccolo di infilare la testa fra le doghe, evitando così ogni rischio di intrappolamento. Per la regolazione delle sponde laterali ci devono essere fermi di sicurezza, che ne impediscano l’azionamento al bambino, garantendo che le sponde rimangano sempre nella posizione desiderata. Il materasso deve essere rigido, privo di avvallamenti e di irregolarità, di dimensione esatta per il lettino, senza spazi laterali fra il bordo e la sponda, alto dieci-quindici centimetri e costituito da fibre naturali come cotone o lana, per il massimo comfort e igiene. È meglio scegliere una rete a doghe in legno, rigida e indeformabile, che contribuisce alla corretta postura del bambino durante il sonno.

Un elemento molto amato dai bambini e cruciale per il loro sviluppo è lo specchio. Accanto ai tappetoni, in cui i bimbi adorano guardarsi, toccarsi e riconoscersi, esso propone moltissime esperienze di gioco alla scoperta della propria immagine e di quella dei compagni. Cercare di catturare l’immagine che lo specchio rimanda, vedersi e riconoscersi, è un gioco che meraviglia e appassiona anche i più piccoli, contribuendo alla costruzione dell'identità e alla comprensione del proprio corpo. Lo specchio deve essere ben appeso alla parete e costruito in modo da poter resistere ai continui colpi dei bambini, garantendo la massima sicurezza. Nella sezione dei più piccoli è uno dei luoghi dove si trascorre più tempo, e in questo spazio, mentre procedono le operazioni di pulizia e cambio, il contatto corporeo e quello visivo sono molto intensi e permettono il costruirsi di relazioni molto significative tra il bambino e l’adulto che se ne prende cura. In questo spazio trovano posto, in una grande cesta dai bordi bassi, giocattoli da proporre ai bambini molto piccoli per suscitare la loro attenzione, il loro meraviglia e curiosità.

La Formazione degli Educatori: Approfondimenti sui Laboratori

La qualità dell'offerta formativa in una sezione lattanti dipende in larga misura dalla preparazione e dall'aggiornamento costante degli educatori. Corsi specifici, come quelli destinati agli educatori e alle educatrici di nido e sezioni primavera, sono fondamentali per fornire spunti per tecniche di approccio e supporto operativo alle attività didattiche, differenziando l’offerta per l’età dei bambini.

Un esempio di tale formazione è il corso "I sensi del colore - Giochiamo esploriamo sperimentiamo inventiamo costruiamo". La prima parte di questo corso, intitolata "I sensi del colore", esplora l’arte di preparare i colori dagli elementi naturali, un’attività creativa affascinante che affonda le radici nei tempi più remoti. Nel laboratorio dei colori, leggende e alchimie si mescolano, e i partecipanti scoprono le materie prime tintorie e i principi per ottenerle dalla natura, la fabbricazione dei pigmenti di origine minerale, l’estrazione dei coloranti da fiori, foglie e radici di piante officinali tintorie. Un’esperienza che parte dalla percezione della forma, dell’odore e del sapore della materia prima fino alla visione della sua essenza, il colore. Lo sviluppo di questa ricerca nell’ambito della prima infanzia nasce dalla necessità di stimolare i bambini verso una crescita consapevole e sensibile al rapporto con la natura, attraverso la scoperta del mondo del colore e degli elementi naturali. Nella prima fase del laboratorio viene presentata una collezione di materie prime tintorie che saranno riconosciute a livello visivo, tattile, olfattivo e tramite le loro storie e leggende. Nella seconda fase si producono i colori utilizzando elementi naturali con semplici tecniche di estrazione, e infine, i colori prodotti vengono impiegati in pittura, invitando ogni partecipante a realizzare uno o più lavori pittorici di propria ideazione, ispirati dalle emozioni, sensazioni e fantasie date dai colori.

La seconda parte del corso, "Giochiamo esploriamo sperimentiamo inventiamo costruiamo. I laboratori al nido e nelle sezioni primavera con i materiali poveri e di recupero", approfondisce l'approccio ai materiali "poveri e di recupero", che si rinnova attraverso la costruzione di materiali, giochi e laboratori. L’insieme degli strumenti e delle attività, illustrate attraverso una ricca documentazione fotografica e materiale costruito ad hoc, permette la costruzione di percorsi formativi proposti ai bambini attraverso l’arricchimento delle esperienze, non visto nel senso di una moltiplicazione delle offerte, ma come una graduale espansione delle stesse che tenga conto dei progressi dei bambini. Vengono forniti esempi concreti differenziati per età: per la sezione piccoli, pannelli sensoriali, scatole di fazzoletti di stoffa e cesti differenziati per materiali; per la sezione medi, libri delle azioni e degli oggetti, la valigia dei rumori, i vasetti degli odori e dei sapori, laboratori di manipolazione e percorsi senso-motori; per la sezione grandi, la scatola dei profumi, la valigia delle allacciature, il domino sensoriale, la caccia al ciuffo, laboratori tattilo-sensoriali e laboratori di costruttività e manipolazione. Un esempio specifico è la realizzazione di un domino sensoriale con prodotti della natura come mais, lenticchie, fagioli e ceci. Nel laboratorio al nido e nella sezione primavera, è possibile curiosare, provare, riprovare, concentrarsi, esplorare, cercare soluzioni e agire con calma, senza l’assillo del risultato finale, promuovendo un apprendimento basato sul processo e sull'esperienza diretta.

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