L'infertilità rappresenta una sfida significativa per molte coppie, con implicazioni che vanno oltre l'aspetto puramente medico, toccando profondamente la sfera emotiva e psicologica. Globalmente, si stima che circa il 10-12% delle coppie affronti questa condizione, una percentuale che in Italia si attesta intorno al 15%. Questa differenza sottolinea la diffusione del fenomeno e la necessità di un approccio diagnostico e terapeutico mirato. La diagnosi di infertilità viene generalmente posta in seguito all'evidenza di mancata gravidanza dopo 12 mesi di rapporti non protetti. Tuttavia, questo periodo si riduce a 6 mesi se la donna ha più di 35 anni, evidenziando il ruolo critico dell'età nella capacità riproduttiva. È fondamentale riconoscere che l'infertilità è una questione che coinvolge entrambi i partner e richiede un approccio completo e multidisciplinare per affrontare le sfide associate. Le analisi della fertilità sono procedure essenziali che consentono di identificare le cause sottostanti all'incapacità di concepire e di orientare le coppie verso i trattamenti più appropriati.

Comprendere il Processo Riproduttivo: Fondamenti Fisiologici della Fertilità
Per apprezzare l'importanza delle analisi della fertilità, è utile comprendere i meccanismi fondamentali che regolano la riproduzione umana. Il processo di concepimento è una sequenza complessa e delicata di eventi biologici che richiede la perfetta sincronia di molteplici fattori. Innanzitutto, nel ciclo femminile, gli ormoni stimolano il rilascio dell’ovocita da parte delle ovaie, un evento noto come ovulazione. Dopo il rilascio, l’ovulo deve essere fecondato da uno spermatozoo. Successivamente, l’ovulo fecondato migra nell’utero, dove può impiantarsi grazie all’ispessimento della parete dell’utero, un tessuto specializzato chiamato endometrio. Questo ispessimento è a sua volta regolato da un delicato equilibrio ormonale, preparando l'ambiente uterino ad accogliere e nutrire l'embrione in via di sviluppo. Ogni interruzione o anomalia in uno qualsiasi di questi passaggi può compromettere la capacità di concepimento, rendendo necessarie indagini approfondite.

Fattori di Rischio e il Ruolo Cruciale dell'Età
Esistono numerosi fattori di rischio che possono influenzare la fertilità di una coppia, complicando il percorso verso la genitorialità. Tra questi, l’età gioca un ruolo fondamentale nell’infertilità, in modo particolare da quando le coppie hanno cominciato a posticipare i tentativi di concepimento tra i 30 e i 40 anni. La fertilità femminile, in particolare, subisce un declino significativo dopo i 35 anni, sia per la riduzione del numero di ovociti disponibili (riserva ovarica) sia per una diminuzione della loro qualità. Prima di questa fascia d’età, invece, in assenza di fattori di rischio noti, non viene raccomandato di eseguire la valutazione della fertilità prima di 12 mesi dal mancato concepimento. In tal caso, può essere consigliato di monitorare la fertilità e di sincronizzare i rapporti con l’ovulazione.
Oltre all'età, altre condizioni mediche e stili di vita possono influenzare negativamente la fertilità. Tra questi, le malattie sessualmente trasmissibili (MST) rappresentano un rischio significativo. Patogeni come Chlamydia Trachomatis, Neisseria Gonorrhoeae, Mycoplasma Genitalium, Mycoplasma Hominis, Ureaplasma Urealyticum, Ureaplasma Parvum, e Trichomonas Vaginalis, così come il Papillomavirus Umano (HPV), possono causare infiammazioni e danni a livello degli organi riproduttivi, sia maschili che femminili, portando a ostruzioni, alterazioni della funzionalità ovarica o testicolare, e compromissione della qualità dei gameti. Un'attenta valutazione di questi fattori è parte integrante del processo diagnostico.
Quando Rivolgersi a uno Specialista della Fertilità: I Primi Passi Diagnostici
Il momento in cui una coppia dovrebbe rivolgersi a uno specialista della fertilità è un aspetto cruciale. Come già menzionato, se si sta cercando di concepire da un anno senza successo, è il momento di rivolgersi a uno specialista della fertilità per scoprire cosa sta succedendo. Questo periodo si riduce a sei mesi quando una donna ha 35 anni o più. Questo approccio basato sull'età è giustificato dal rapido declino della fertilità femminile in età avanzata, che rende ogni ritardo nella diagnosi e nel trattamento potenzialmente più impattante. Occorre rivolgersi ad un medico per determinare la tipologia di test per la fertilità a cui sottoporsi e per discutere dei risultati del test. Talvolta, può essere necessario rivolgersi ad uno specialista per stabilire l’approccio terapeutico più appropriato. La prima fase del trattamento prevede una visita ginecologica/ostetrica per la donna, andrologica per l’uomo, e endocrinologica per entrambi, in genere in centri specialistici per problemi di fertilità. Questo approccio integrato è fondamentale perché, in circa il 33% dei casi si tratta di problemi femminili, mentre in un altro 33% dei casi si tratta di fattori maschili. L’analisi di uno solo dei suoi componenti può essere insufficiente per fornire un orientamento diagnostico accurato.
Valutazione della Fertilità Femminile: Un Esame Approfondito
La diagnosi di fertilità femminile inizia con una valutazione dettagliata della storia personale e familiare della donna (anamnesi), associata ad un esame fisico completo. Questo permette di individuare eventuali condizioni pregresse, interventi chirurgici, irregolarità mestruali o patologie che potrebbero influenzare la capacità riproduttiva.
Accertamento dell'Ovulazione e del Ciclo Mestruale
I problemi ovulatori sono una causa comune di infertilità femminile; pertanto, possono essere richiesti esami diagnostici per verificare la presenza dell’ovulazione e delle sue tempistiche. Esistono vari metodi per determinare le tempistiche del periodo ovulatorio e del ciclo mestruale. Alcune tipologie di test della fertilità permettono alle donne di rilevare autonomamente il periodo ovulatorio, anche detto periodo fertile, durante il quale la probabilità di concepimento aumenta. I test della fertilità possono contribuire a stabilire il periodo ovulatorio, per aiutare le coppie a identificare la finestra fertile.
- Misura della temperatura basale: Questo metodo, eseguito tramite uno speciale termometro, prevede la misurazione della temperatura corporea prima di alzarsi dal letto. La temperatura basale corrisponde alla temperatura corporea misurata prima di alzarsi dal letto. Tipicamente, questa diminuisce subito prima dell’ovulazione per poi aumentare in corrispondenza dell’ovulazione e rimanere elevata per i 3 giorni successivi. Il monitoraggio della temperatura basale per 3-4 mesi permette di individuare l’andamento preciso del ciclo mestruale di ciascuna donna. Considerando che gli spermatozoi possono rimanere attivi nell’apparato genitale femminile fino a 5 giorni, il periodo migliore per tentare il concepimento è quello corrispondente alle 48 ore precedenti l’ovulazione.

- Valutazione delle secrezioni vaginali: Si tratta di un altro buon metodo per valutare l’ovulazione, sebbene sia soggetto ad errori. Prima dell’ovulazione, il muco secreto è elastico, chiaro, sottile e non viscoso, un ambiente utile alla sopravvivenza e al trasporto degli spermatozoi. Quando il muco può essere stirato tra il dito indice ed il pollice fino a formare un sottile filo di 5-7.5 cm di lunghezza, l’ovulazione è in corso e comincia il periodo fertile. L’analisi microscopica di un campione di muco può rilevare, nel periodo dell’ovulazione, le caratteristiche formazioni “a felce”, indicatori della presenza di estrogeni.

Misura della concentrazione di LH in un campione di urina: Questo test è utilizzato per predire il periodo dell’ovulazione. Gli ormoni stimolano il rilascio dell’ovocita da parte delle ovaie. L'ormone luteinizzante (LH) presenta un picco poco prima dell'ovulazione, e la sua rilevazione nelle urine con appositi kit casalinghi permette di identificare i giorni più fertili.
Dispositivi digitali per rilevare il periodo ovulatorio: I test per rilevare autonomamente il periodo ovulatorio sono dispositivi digitali che prevedono l’ovulazione in base ai livelli di elettroliti nella saliva, i livelli di LH nelle urine o la temperatura corporea basale della donna. Questi strumenti combinano diverse metodologie per offrire una previsione più accurata della finestra fertile.
I giorni fertili della donna. L'ovulazione quando avviene?
Valutazione Ormonale e Riserva Ovarica
Gli ormoni svolgono un ruolo cruciale nella capacità riproduttiva di una donna. Qualsiasi loro alterazione può influenzare il ciclo mestruale e rendere difficile una gravidanza. L'analisi ormonale è un esame clinico del sangue per la funzione ovarica ed ipofisaria. Gli esami del sangue per identificare i livelli ormonali femminili includono la misurazione dell’FSH (Ormone Follicolo-Stimolante) e dell’Estradiolo (E2), dell’Ormone Antimulleriano (AMH), del TSH (Ormone Tireostimolante) e dei livelli di prolattina.
- Ormone Antimulleriano (AMH): Indica il numero di ovuli disponibili nell’ovaio, ovvero la riserva ovarica. Livelli normali sono generalmente compresi tra 0,7 e 3,5 ng/ml. Livelli bassi (<0,7 ng/ml) possono suggerire una menopausa precoce o una ridotta riserva ovarica, indicando che il numero di ovociti è basso rispetto all'età. La valutazione dell’infertilità può anche comprendere la stima della riserva ovarica, un test che valuta la quantità e qualità degli ovociti presenti nelle ovaie.
- FSH ed Estradiolo (E2): Questi ormoni sono valutati solitamente all'inizio del ciclo mestruale per avere un'indicazione sulla funzione ovarica. Livelli elevati di FSH possono indicare una ridotta riserva ovarica.
- TSH e Prolattina: Livelli anomali di TSH (correlato alla funzione tiroidea) o di prolattina possono interferire con l'ovulazione e la fertilità.

Indagini Strutturali e Genetiche
Oltre alle valutazioni funzionali e ormonali, sono fondamentali gli esami che indagano l'integrità strutturale degli organi riproduttivi e la presenza di eventuali anomalie genetiche.
Ecografia transvaginale: L’ecografia viene eseguita per visualizzare le ovaie, l’utero e le tube di Falloppio. Aiuta a identificare cisti, fibromi, malformazioni uterine e altri problemi strutturali che potrebbero ostacolare il concepimento o l'impianto. L’ecografia transvaginale può anche essere utilizzata per contare il numero di follicoli antrali, fornendo un ulteriore parametro per valutare la riserva ovarica.
Isterosalpingografia (HSG) o sonoisterosalpingografia: È un esame radiologico o ecografico che permette di valutare la cavità uterina e la pervietà delle tube di Falloppio. Un’ostruzione di entrambe le tube ostacolerebbe il processo di fecondazione naturale, impedendo agli spermatozoi di raggiungere l'ovulo o all'ovulo fecondato di migrare nell'utero. Si esegue dopo le mestruazioni ma prima dell’ovulazione per evitare interferenze con una possibile gravidanza iniziale. L’HSG è un esame che utilizza i raggi X per valutare le tube di Falloppio e l’utero. Può rilevare blocchi o irregolarità che possono impedire il concepimento.
Biopsia dell’endometrio: Si esegue mediante aspirazione della mucosa endometriale tramite una cannula che si introduce nell’utero attraverso il canale cervicale. Questa procedura può fornire informazioni sulla recettività dell'endometrio e sulla presenza di condizioni come l'endometrite.
Isteroscopia (HSC): È consigliata in caso di aborto spontaneo ripetuto e per individuare anomalie dell’utero come polipi e fibromi uterini, che possono interferire con l'impianto o la progressione della gravidanza.
Cariotipo: Lo studio del cariotipo può rivelare anomalie cromosomiche, che possono spiegare sterilità o infertilità, nonché aborti spontanei ricorrenti. L’analisi del cariotipo viene utilizzata per identificare eventuali alterazioni del numero o della struttura dei cromosomi che possono causare infertilità. Poiché tutte le cellule con nucleo contengono cromosomi, questo test può essere eseguito su un semplice campione di sangue esaminando i globuli bianchi o i linfociti.

Valutazione della Fertilità Maschile: Analisi Dettagliate
Così come per la donna, il primo esame che viene eseguito per valutare l’infertilità maschile è un esame di tipo fisico, per la valutazione di anomalie anatomiche, e di tipo anamnestico (storia clinica personale e familiare). Questo include un'indagine su patologie pregresse, esposizioni ambientali, traumi o infezioni che possono aver compromesso la funzione riproduttiva.
L'Analisi del Liquido Seminale (Spermiogramma)
Il primo e più importante test di laboratorio che viene eseguito per la fertilità maschile è l’analisi del liquido seminale, noto come spermiogramma, che misura la quantità e qualità degli spermatozoi presenti nello sperma. Data la sua semplicità, è il primo esame che viene indicato alla coppia. L’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) afferma che per analizzare correttamente lo sperma si debba eseguire l’esame dopo un periodo di astinenza dall’attività sessuale che va da 2 a 7 giorni. Non solo: affinché lo spermiogramma possa essere eseguito correttamente, il liquido seminale va conservato a temperatura ambiente e portato in laboratorio per l’analisi sperma entro un’ora dalla raccolta o meglio produrlo direttamente nel Centro dove verrà esaminato. Un esame accurato del liquido seminale può fornire preziose informazioni diagnostiche sulla salute riproduttiva maschile e può aiutare a identificare eventuali problemi o anomalie che potrebbero influenzare la fertilità.

I parametri macroscopici per la valutazione e l’analisi sperma sono i seguenti: colore, aspetto, volume, PH, grado di liquefazione e viscosità.
- Volume: È il risultato dell’unione del secreto delle ghiandole dell’apparato genitale maschile. Un livello normale è tra gli 1,5 e i 5 ml.
- PH: Generalmente il liquido seminale è basico e il suo pH oscilla tra il 7,5 e l’8, contribuendo a neutralizzare l'acidità dell'ambiente vaginale.
- Colore e Aspetto: Il colore dello sperma è trasparente o lattescente, è grigiastro. Un liquido troppo trasparente può indicare la presenza di uno scarso numero di spermatozoi. Un colorito giallastro o rosso indica invece un’alta concentrazione di leucociti (suggerendo un'infezione) o più probabilmente la presenza di sangue (emospermia).
- Liquefazione e Viscosità: Dopo l’eiaculazione lo sperma coagula per aderire al fondo della vagina giusto il tempo necessario a consentire il passaggio degli spermatozoi nel muco cervicale. Infine, dopo 5-25 minuti intervengono gli enzimi prostatici e il liquido si liquefa, portando all’assenza di coaguli. Tuttavia, uno sperma anche inizialmente privo di coaguli può indicare un’ostruzione del dotto eiaculatorio o altri problemi.
Dopo aver analizzato i parametri macroscopici, lo spermiogramma prosegue con l’analisi microscopica, che ha l’obiettivo di valutare la concentrazione, la morfologia e la motilità degli spermatozoi presenti nel liquido seminale.
- Concentrazione: Misura il numero di spermatozoi per millilitro di eiaculato.
- Motilità: È la caratteristica che permette allo spermatozoo di risalire le vie genitali femminili per dare inizio alla fecondazione. In particolare, lo spermiogramma analizza il numero di spermatozoi dotati di movimento flagellare su un campione di non meno di 200 spermatozoi, distinguendo tra motilità progressiva, non progressiva e immobilità.
- Morfologia: Ogni spermatozoo si compone di testa, collo e coda osservabili al microscopio. L'analisi della morfologia valuta la percentuale di spermatozoi con forma normale, in quanto anomalie possono compromettere la loro funzionalità. Anche in questo caso per lo spermiogramma si analizzano almeno 200 spermatozoi.
- Vitalità: Un elemento ulteriore che viene analizzato con lo spermiogramma è la vitalità degli spermatozoi, per distinguere quelli morti da quelli che, seppur vivi, sono immobili.
- Anticorpi Anti-spermatozoi: In laboratorio si può analizzare anche la presenza di anticorpi anti-spermatozoi, per cui il sistema immunitario attacca gli spermatozoi presenti nel liquido seminale.
Nel caso lo spermiogramma rilevi dei parametri alterati è bene ripeterlo dopo 1 mese, poiché i parametri seminali possono variare e un singolo esame potrebbe non essere completamente rappresentativo.

Esami Complementari per la Fertilità Maschile
Oltre allo spermiogramma, possono essere richiesti diversi esami supplementari per una diagnosi più approfondita.
- Test di capacitazione: È uno studio complementare allo spermiogramma, che consiste nel “lavare” lo sperma eliminando tutti i fluidi e le sostanze che contiene e lasciando soltanto gli spermatozoi, che vengono messi in un terreno di coltura ricco di sostanze nutritive. Questo test valuta la capacità degli spermatozoi di acquisire la capacità di fecondare, un processo fisiologico chiamato capacitazione.
- Esami ematici per la valutazione ormonale: Possono essere richiesti anche diversi esami ematici per la valutazione ormonale, al fine di rilevare eventuali condizioni cliniche responsabili dell’infertilità maschile, come squilibri nei livelli di testosterone, FSH e LH, o prolattina.
- Esami batteriologici e biochimici: Possono essere eseguiti per identificare infezioni nel tratto genitale maschile (spermiocoltura). La presenza di infezioni genitali può avere gravi conseguenze sulla fertilità maschile e può essere associata a una serie di sintomi legati all’infiammazione del tratto genitale, danni agli spermatozoi e ostruzioni delle vie spermatiche. Lo spermiogramma e la spermiocoltura sono strumenti essenziali nella valutazione della fertilità maschile e nell’identificazione delle cause sottostanti all’infertilità di coppia.
- Biopsia testicolare o agoaspirazione dell’epididimo: Questi esami servono per il recupero di spermatozoi trovati nei testicoli o nell'epididimo in casi di azoospermia (assenza di spermatozoi nell'eiaculato), o per indagare la causa di problemi di produzione.

Percorsi Terapeutici e Ruolo dei Centri Specializzati
Una volta completata la fase diagnostica e identificate le cause dell'infertilità, si può procedere con la definizione di un approccio terapeutico personalizzato. Una delle chiavi di ogni trattamento di fertilità è una diagnosi personalizzata. Non tutti i casi di infertilità possono essere risolti, anche se gli approcci utilizzati sono utili nell’85-90% dei casi. Le opzioni di trattamento variano ampiamente a seconda della causa e possono includere terapie farmacologiche per stimolare l'ovulazione, interventi chirurgici per correggere anomalie anatomiche, o tecniche di riproduzione assistita.
Tra le tecniche di riproduzione assistita, le tecniche di fecondazione in vitro (FIVET) sono tra le più note. Queste metodiche prevedono la manipolazione degli ovuli e degli spermatozoi in laboratorio e l’inserimento dell’ovulo fecondato direttamente nell’utero della donna. Esistono diverse varianti della FIVET, ognuna adattata alle specifiche esigenze della coppia.
L'infertilità è un problema complesso e sempre più diffuso che coinvolge un numero crescente di coppie in tutto il mondo. È fondamentale riconoscere che l’infertilità è una questione che coinvolge entrambi i partner e richiede un approccio completo e multidisciplinare per affrontare le sfide associate; basti considerare l’impatto emotivo e psicologico che questa condizione può avere sul benessere delle coppie coinvolte. Il Laboratorio Analisi Clinitest di Pescara, per esempio, offre un servizio completo di analisi ormonali e test per la fertilità, utili per valutare il corretto equilibrio endocrino e supportare percorsi di diagnosi e prevenzione. Attraverso esami mirati per uomo e donna, questi centri aiutano a individuare eventuali squilibri ormonali, problemi ovulatori o alterazioni della funzionalità riproduttiva. Le analisi vengono eseguite con tecnologie avanzate, garantendo risultati accurati. Similmente, centri come Clinica EUGIN o Vida Fertility si propongono di eseguire tutti i test medici necessari per il trattamento, spesso durante una prima visita e in un unico giorno, enfatizzando l'importanza di un team di esperti che possa guidare i pazienti in ogni passo verso la genitorialità. L’andrologia è una branca specializzata della medicina che si occupa della diagnosi e del trattamento delle patologie del sistema riproduttivo maschile. Grazie ai recenti progressi nella tecnologia medica, sono ora disponibili una serie di trattamenti innovativi e terapie mirate per affrontare una vasta gamma di problemi di fertilità maschile.

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