Il concetto di "culla" applicato al territorio non è solo una metafora poetica, ma rappresenta un impegno concreto verso la tutela, la valorizzazione e lo sviluppo sostenibile delle comunità locali. Che si tratti di accogliere la vita nelle sue fasi più vulnerabili, di preservare ecosistemi antichi o di rigenerare il verde urbano, il territorio si trasforma in una risorsa attiva, capace di nutrire il benessere collettivo attraverso progetti mirati e una visione lungimirante.

La Culla per la Vita: un messaggio di accoglienza e speranza
Nel 2015, Ai.Bi. - Amici dei Bambini ha costruito una Culla per la Vita in via dei Pioppi a Pedriano, una frazione di San Giuliano Milanese, situata tra Melegnano e San Giuliano. Dall’esterno la struttura si presenta in maniera semplicissima, come un gabbiotto in muratura, ma colorato, che potrebbe essere quello di una piccola portineria. In effetti, questo era quello che pensava di stare costruendo il muratore che si occupò della sua realizzazione. Una volta venuto a sapere dello scopo della struttura, fu lui a dire che gli sarebbe piaciuto che quella Culla per la Vita venisse chiamata “La Chioccia”.
Dal 2015, La Chioccia non è mai stata utilizzata. A chi si chiedesse se, allora, non sia un po’ inutile, la risposta della Dottoressa Valentina Bresciani, la responsabile di Ai.Bi. anche per questo servizio, è chiara: “Accogliere fisicamente un eventuale neonato è solo uno degli scopi della Culla per la Vita. L’altro è quello di dare un messaggio: far conoscere questa possibilità. Raccontare che c’’è un’alternativa al non far nascere un bambino o ad abbandonarlo nei campi o in un cassonetto. Il messaggio c’è, forte e chiaro, per chiunque passi di lì e adocchi il muretto rosa con l’alberello bianco disegnato”.
A livello tecnico è semplicissimo e i passaggi sono tutti descritti sul muro della culla stessa, in 4 lingue tra cui l’arabo. Schiacciando il pulsante si sblocca l’apertura del vetro. Aprendolo, si trova subito al di là una culla in cui riporre il neonato. Questo presidio rappresenta un punto di riferimento fondamentale per la sicurezza e la dignità umana, un presidio che agisce come un faro di protezione per chi si trova in una condizione di fragilità estrema.
CULLE PER LA VITA
Prati stabili: l’oro verde e la biodiversità agricola
Se La Chioccia protegge la vita umana, i "prati stabili" proteggono la biodiversità e l’eccellenza agroalimentare. Presenti soprattutto nelle campagne dei comuni di Goito, Marmirolo, Porto Mantovano, Roverbella e Volta Mantovana, i prati stabili o prati perenni sono habitat di interesse comunitario e formazioni tutelate dal Parco del Mincio. Sono caratterizzati dalla presenza di specie erbacee preziose per la biodiversità vegetale, mantenute esclusivamente attraverso la concimazione naturale e l’irrigazione a scorrimento, secondo antichi disciplinari risalenti all’epoca dei Gonzaga.
Con questo virtuoso, perenne circolo della fertilità è garantita la conservazione dell’habitat in condizioni pressoché simili a quelle del passato lontano. Dal prato stabile ha così origine un foraggio estremamente pregiato, del tutto naturale e non impattante per l’ambiente, che viene utilizzato nell’alimentazione delle vacche da latte all’interno della filiera di produzione del Grana Padano DOP. La notevole varietà di specie è apprezzabile anche a colpo d’occhio al momento della fioritura per effetto dei colori delle appariscenti e multiformi corolle.
Da una grande variabilità floristica discende un’importante biodiversità faunistica: il prato attira molte varietà di insetti anche impollinatori, fornisce cibo e rifugio per piccoli mammiferi di diverse specie e questi, a loro volta, rappresentano una fonte di nutrimento per numerose specie di uccelli. Il Parco del Mincio, nell’ambito del progetto integrato d’area “Valorizzazione del territorio dei prati stabili della Valle del Mincio”, ha realizzato azioni di rete tese alla valorizzazione di questa risorsa, considerando i prati stabili non solo come coltivazioni, ma come volano di promozione imprenditoriale e turistica.
GreenUP Piemonte: l’innovazione urbana al servizio del benessere
Le aree urbane e i centri abitati rappresentano una componente fondamentale dei nostri territori e oggi sono il contesto in cui il cambiamento climatico manifesta con maggiore evidenza i propri effetti: isole di calore, riduzione della biodiversità, qualità dell’aria compromessa e un impatto crescente sulla vivibilità delle comunità locali. In questo scenario si inserisce GreenUP Piemonte, il progetto promosso da Fondazione Agrion e Regione Piemonte, insieme a Legambiente e ANCI.
L’iniziativa nasce con l’obiettivo di mettere la ricerca al servizio del verde urbano, riconosciuto come elemento strategico per la mitigazione degli effetti climatici e per il rafforzamento della sostenibilità ambientale. Il progetto coinvolge 31 Comuni piemontesi in un percorso biennale strutturato di analisi e pianificazione, finalizzato alla riqualificazione del patrimonio verde. GreenUP introduce un approccio fondato su dati oggettivi e misurabili, attraverso un sistema di analisi ESG in grado di valutare lo stato di sostenibilità ambientale dei Comuni.
Giacomo Ballari, Presidente di Agrion, sottolinea come GreenUP porti nei Comuni un forte investimento in ricerca applicata, traducendosi in protocolli concreti per la progettazione e la cura del verde. L’Assessore all’Agricoltura, Paolo Bongioanni, evidenzia come il Piemonte sia una culla straordinaria di eccellenza agroalimentare e come questo progetto rappresenti un modello replicabile di collaborazione tra ricerca e amministrazioni locali, capace di accompagnare i territori verso una transizione ecologica concreta.

Sinergie tra territori: ricadute economiche e sociali
Il concetto di "culla" si estende anche alla capacità dei territori di generare sviluppo. Come puntualizza il presidente Alberto Cirio: “Si tratta di interventi strategici attesi da tempo che danno risposte concrete ed efficaci alle richieste dei cittadini e che saranno capaci di produrre sviluppo diffuso e partecipato. Tutto il Piemonte avrà così ricadute positive in termini di sostegno alle grandi sfide riguardanti la sostenibilità, l’innovazione e il welfare”.
Per la prima volta ogni Comune piemontese può concretizzare un progetto nel cassetto e si potrà garantire una ricaduta economica, sociale, culturale e turistica in ogni singola area. In base a quanto stabilito dall’art. 27 comma 2 del D.lgs, si stima che nella fase di costruzione, della durata di quattro anni, i benefici occupazionali complessivi potranno superare le 4.000 unità l’anno, di cui 2.000 diretti fra interni ed esterni, 1.200 indiretti e 1.000 indotti. È possibile prevedere che una quota via via crescente di posti di lavoro sarà destinata ai residenti delle aree limitrofe.
Il valore aggiunto di tali opere va oltre i benefici diretti e occupazionali e rappresenta un’occasione di sviluppo a lungo termine. La collaborazione tra partner istituzionali e privati, guidata da una visione scientifica e orientata alla sostenibilità, trasforma le buone pratiche locali in un sistema integrato. Che si tratti di salvaguardare un prato stabile, di gestire una Culla per la Vita o di riforestare uno spazio urbano, il filo conduttore è la cura del territorio come bene comune, dove ogni azione è tesa a migliorare la qualità della vita, la resilienza climatica e l’identità culturale di ogni singola comunità coinvolta.