La Produzione degli Ovociti: Un Viaggio Biologico Dalla Nascita alla Maturità

L'ovocita, noto anche come cellula uovo o ovulo, rappresenta la cellula riproduttiva femminile, una componente essenziale per la perpetuazione della specie umana. È l'origine di un embrione e, di conseguenza, di una nuova vita. Comprendere come avvengono il suo sviluppo e la successiva trasformazione è cruciale, non solo dal punto di vista della curiosità biologica, ma anche per affrontare con consapevolezza alcuni temi legati all'infertilità e specifiche tecniche di riproduzione assistita. Il suo compito biologico primario è quello di essere fecondato da uno spermatozoo. Dall'unione di questi due gameti si forma poi uno zigote, che rappresenta la prima fase dello sviluppo embrionale. Gli ovociti sono, infatti, indispensabili nella riproduzione umana non solo perché rappresentano e contengono la metà del patrimonio genetico necessario per la formazione di un nuovo individuo, ma anche perché sono loro, una volta fecondati dallo spermatozoo, a trasformarsi in una cellula zigote e successivamente in un embrione.

L'ovocita è una cellula molto complessa e, in termini di dimensioni, corrisponde a 100 micron, ossia un decimo di millimetro, risultando in pratica la cellula di maggiori dimensioni dell'organismo umano. L'ovulo, una cellula di grandi dimensioni che può variare tra i 100 e i 150 micron di diametro, possiede un citoplasma ricco di materiali fosfolipidici di riserva, conosciuti come granuli di vitello o tuorlo. La maturazione di un ovocita è un processo lungo, complesso ed articolato che inizia durante lo sviluppo embrionale e prosegue per tutta la vita fertile della donna.

L'Oogenesi Pre-Nascita: Il Patrimonio Iniziale

A differenza di quanto accade nell'uomo, dove gli spermatozoi si producono nei testicoli solo a partire dalla pubertà, il processo di meiosi delle cellule germinali femminili inizia molto precocemente, tra la 10ª e la 13ª settimana di sviluppo fetale, direttamente all’interno dell’utero materno. Le cellule germinali sono i precursori dei gameti femminili, e contengono il materiale genetico che verrà trasmesso alla generazione successiva. L'oogenesi, intesa come lo sviluppo embrionale fino alla nascita, vede nel feto femminile la formazione delle cellule germinali primordiali, che migrano verso le gonadi e si trasformano in ovogoni. Queste cellule primitive germinali, chiamate anche cellule staminali del gamete o ovogonio, sono inizialmente immature. Gli ovogoni, in seguito a un processo biologico definito mitosi, si dividono dando origine ai primordi degli ovociti.

Sviluppo dell'ovaio fetale e formazione degli ovogoni

Il processo che porta alla formazione dei gameti femminili, gli ovociti, è un percorso che dura anni, iniziando nel feto e terminando con la fecondazione. Le ovaie dell'embrione umano iniziano il proprio processo di maturazione attorno alla 6ª settimana di gravidanza e iniziano a produrre ovociti dalla 12ª settimana. Durante queste settimane l'attività è frenetica: si passa dalla completa assenza di ovociti a un massimo di 5-6 milioni solo 11 o 12 settimane più tardi, attorno alla 22ª settimana di gravidanza. È proprio in questo periodo che gli ovogoni, cellule a rapida moltiplicazione, danno origine agli ovociti primari.

La meiosi di queste cellule consiste in due divisioni cellulari successive, a partire da una singola cellula diploide. Quando l'ovocita si trova ancora in uno stadio molto primordiale chiamato ovogonio, inizia un processo, chiamato meiosi, che consiste in una doppia divisione cellulare. Nella prima parte, la prima divisione meiotica, la cellula duplica il DNA, così da 46 cromosomi avremo il doppio; questi si appaiano ai propri omologhi a due a due, arrestando così il processo. La prima divisione meiotica di tutti gli ovogoni si completa intorno al 7° o 8° mese di gestazione. Di conseguenza, al momento della nascita, l'ovaio contiene ovociti primari che si trovano nell'ultimo stadio della profase I, detto di diplotene. Ciascuno di questi ovociti è circondato da cellule della granulosa, che costituiscono i follicoli primordiali. A partire da questo momento, cesserà per sempre la produzione di nuovi ovociti.

La Riserva Ovarica: Un Patrimonio Finito e la Sua Diminuzione

Una delle caratteristiche più importanti e distintive della riproduzione femminile è che ogni donna nasce con un numero specifico e predeterminato di ovociti. Questa è una differenza fondamentale rispetto agli uomini, che producono spermatozoi continuamente dalla pubertà. Una donna nasce con tutte le sue potenziali cellule riproduttive.

Diminuzione riserva ovarica. Quali sono le cause?

Al momento della nascita, le ovaie contengono circa 1-2 milioni di cellule ovocitarie, o anche 2 milioni. Tuttavia, questo numero non rimane costante. Durante l’infanzia, il numero di ovociti continua a diminuire drasticamente. Fino alla pubertà, i follicoli rimangono quiescenti e in gran parte addirittura degenerano, un processo noto come atresia follicolare. Alla nascita, ciascuna donna possiede tutti gli ovuli di cui disporrà nell'arco della vita, ma in uno stadio quiescente.

Quando si raggiunge la pubertà, il numero di ovociti è già fortemente diminuito, attestandosi a circa 300.000-500.000. Questa diminuzione prosegue costantemente per tutta la vita riproduttiva della donna, con o senza l'uso di anticoncezionali orali, anelli vaginali o intrauterini, e indipendentemente dalla variabilità dei giorni mestruali o dai mesi in cui è stata incinta. Ogni mese, durante il ciclo mestruale, se ne perderanno altri. Di tutti gli ovuli presenti all'inizio della pubertà, solo una frazione minima, circa lo 0,005% dei 500.000 ovuli, maturerà completamente e verrà ovulato nel corso della vita fertile.

Gli altri ovociti, che non vengono selezionati per la maturazione, vanno incontro a un processo di degenerazione ed eliminazione fisiologica da parte dell'organismo. Questo significa che nel tempo queste cellule andranno a diminuire progressivamente non solo di numero ma anche di qualità. Quando il loro numero sarà pari a zero, la donna non sarà più fertile, raggiungendo così quella che comunemente viene definita menopausa. Nonostante le varie linee di ricerca in corso, è impossibile che le ovaie producano nuovi ovociti dopo la loro formazione prenatale.

Stime effettuate da Wallace e Kelsey evidenziano questo calo significativo: da un milione di ovociti alla nascita, si contano circa dai 10.000 ai 100.000 a 30 anni, circa 1.000 e 10.000 a 40 anni e meno di 1.000 verso la menopausa. Questo dato sottolinea la natura finita della riserva ovarica e la sua progressiva riduzione nel corso della vita.

Il Ciclo di Maturazione Post-Puberale: Follicologenesi e Ovulazione

A partire dalla pubertà, che generalmente va dai 9 ai 13 anni e segna il passaggio dall'età infantile a quella adulta, le cellule riproduttive potenziali, nate durante lo sviluppo fetale, iniziano ad attivarsi. Gli ovociti contenuti nell'ovaio non si attivano tutti insieme, ma dalla pubertà ogni mese ne vengono reclutati 15-20. Questi ovociti, dallo stadio quiescente in cui si trovano, evolvono verso stadi più avanzati.

Schema del ciclo ovarico e maturazione follicolare

Questo processo di maturazione è noto come follicologenesi e ripresa della meiosi. Con l'inizio della pubertà e del ciclo mestruale, alcuni ovociti primari riprendono la meiosi. Maturano all'interno dei follicoli ovarici, strutture complesse composte da cellule che li nutrono e li proteggono attivamente. Nel suo percorso di crescita, l'ovocita è contenuto nel follicolo, una piccola cavità circondata da cellule, specificamente le cellule della teca e della granulosa. Queste cellule non solo supportano l'ovocita, ma producono anche gli ormoni femminili, estradiolo e progesterone, che sono responsabili della regolazione del ciclo mestruale e della preparazione dell'utero per l'impianto dell'embrione.

Il processo maturativo è guidato dall'azione di alcune glicoproteine chiamate gonadotropine, prodotte dalla ghiandola ipofisaria. Sotto la loro influenza, l'ovocita primario, circondato dalle cellule follicolari, riprende la meiosi. Questa fase vede prima uno scambio di parti di cromosomi tra gli omologhi appaiati, un processo noto come crossing-over, e poi una prima divisione cellulare. Questa divisione porta alla formazione di una cellula uovo matura, o ovocita secondario, di grandi dimensioni, e di una seconda piccola cellula inerte, il primo corpo polare. Entrambe contengono 23 cromosomi duplicati, ma solo l'ovocita secondario riceve la maggior parte del citoplasma. Il primo corpo polare degenera.

Gli ovociti evolvono in sequenza attraverso diversi stadi:

  • Ovocita Primario: È circondato da uno strato chiamato zona pellucida e da uno strato di cellule cuboidali.
  • Ovocita Secondario: È la cellula uovo matura dopo la prima divisione meiotica.
  • Ovocita Terziario (o Antrale): Si tratta di un ovocita secondario in cui è comparsa una cavità contenente liquido, chiamata antro. Per questo motivo, questi ovociti sono anche detti antrali. Le dimensioni dei follicoli che contengono questi ovociti variano da 1 mm fino a 20 mm, che è la dimensione tipica del follicolo ovulatorio.

Di norma, soltanto uno di questi 15-20 follicoli reclutati raggiunge il completo sviluppo in ogni ciclo e viene destinato a maturare completamente, realizzando il fenomeno dell'ovulazione. Gli ovociti secondari iniziano la seconda divisione meiotica, che si blocca subito dopo la separazione dei cromatidi fratelli. Questa divisione verrà completata solo in caso di fecondazione. I rimanenti follicoli regrediscono rapidamente, secondo un processo degenerativo che interessa dapprima l'ovocita e in seguito le cellule follicolari che lo circondano.

Ogni ciclo mestruale dura circa 28 giorni e comprende diverse fasi:

  1. Fase Proliferativa: Porta alla maturazione dell'ovocita e del follicolo che lo contiene.
  2. Fase Ovulatoria: Si ha il rilascio della cellula uovo. L'ovocita maturo viene rilasciato dall'ovaio e catturato nelle tube di Falloppio, dove può essere fecondato.
  3. Fase Post-ovulatoria: Durante la quale ciò che resta del follicolo dopo l'esplosione, la cosiddetta deiscenza, si trasforma in corpo luteo.

L'ovulazione coincide generalmente con la metà del ciclo, circa 14 giorni dopo l'inizio dell'ultima mestruazione. È importante sapere che è possibile controllare l'ovulazione attraverso esami sia ormonali che ecografici. Tramite l'ecografia si valuta la maturazione del follicolo, la piccola struttura che contiene l'ovocita, e attraverso i dosaggi ormonali la sua funzionalità.

In linea di massima, gli ovuli sono prodotti alternativamente da ciascuna delle due ovaie. La maturazione in contemporanea di due o più ovociti è rara, ma comunque possibile. Se fecondati, questi ovuli possono dare luogo a due o più embrioni.

Il Destino dell'Ovocita: Fecondazione o Degenerazione

Una volta liberato nella cavità addominale, l'ovulo viene prontamente "risucchiato" dalle fimbrie della rispettiva tuba di Falloppio e incanalato al suo interno. La tuba di Falloppio è la sede deputata alla fecondazione. L'ovocita ha una vita massima di 12-24 ore. L'ovocita può avviare il suo processo di trasformazione in embrione solo se è fecondato da uno spermatozoo. Affinché la fecondazione abbia luogo è necessario che uno spermatozoo penetri all'interno della cellula uovo.

Rappresentazione della fecondazione dell'ovocita

Si tratta di un evento delicato, dal momento che l'ovocita è protetto da alcune cellule che costituiscono la cosiddetta corona raggiata e da membrane, come la zona pellucida, che si oppongono all'ingresso dello spermatozoo. Per gli spermatozoi si tratta dunque di una vera e propria corsa ad ostacoli: solo il primo che riuscirà a raggiungere l'ovulo e a penetrarlo, grazie al rilascio di appositi enzimi, avrà l'onore di fecondarlo. L'unione dei due gameti avviene solitamente nelle tube di Falloppio.

In tale contesto, con la penetrazione dello spermatozoo, l'ovocita completa il suo sviluppo con la seconda divisione cellulare, producendo un secondo globulo polare. A questo punto, i due pronuclei, quello dell'ovocita e quello dello spermatozoo, contenenti ciascuno solo 23 cromosomi, si congiungono, ricostituendo il corredo cromosomico diploide tipico degli organismi adulti, pari a 46 cromosomi. Questo processo dà origine a uno zigote. Lo zigote, a sua volta, continua il suo sviluppo, formando in pochi giorni un embrione multicellulare, con cellule differenziate destinate a diventare i tessuti e gli organi del feto e poi del bambino.

Se la cellula uovo non viene fecondata entro una decina di giorni, il corpo luteo cessa la produzione endocrina e regredisce, formando una piccolissima cicatrice sulla superficie ovarica chiamata corpo albicante. Il tempo necessario per portare l'ovulo a completo sviluppo e rilascio è molto variabile, mentre il tempo che intercorre tra l'inizio dell'ovulazione e l'inizio della successiva mestruazione è pressoché costante (14 giorni), poiché gli eventi ormonali si controllano strettamente a cascata.

L'Impatto dell'Età sulla Fertilità Femminile

Nella società attuale, si tende sempre più a posticipare la programmazione della gravidanza. Questa scelta ha un impatto significativo sulla fertilità femminile, poiché dopo i 35 anni, l'orologio riproduttivo non va alla pari con l'ottima qualità della vita del resto degli organi del nostro corpo. Il posticipare la maternità dopo i 35 anni rende più difficoltoso realizzare il sogno di avere un bambino, perché si assiste non solo a un calo del numero degli ovociti ma anche a una riduzione della loro qualità. Questo invecchiamento ovarico si manifesta con una riduzione della fertilità, accompagnata da un aumento graduale della probabilità di abortire.

Grafico sulla fertilità femminile in relazione all'età

Attorno ai 40 anni, le probabilità di aborto sono del 40% circa, e aumenta costantemente il rischio di nascite con alterazioni cromosomiche. Dopo i 40 anni, le possibilità di gestazione con ovociti propri diminuiscono enormemente. Questo evidenzia come l'età sia un fattore determinante per la capacità riproduttiva della donna, a causa della diminuzione quantitativa e qualitativa degli ovociti.

Le Tecniche di Riproduzione Assistita: Supporto e Opportunità

Quando si incontrano difficoltà a concepire un bambino in modo naturale, la medicina riproduttiva offre diverse soluzioni attraverso le tecniche di fecondazione assistita. Con questa terminologia si fa riferimento a una serie di tecniche mediche, più o meno complesse, impiegate per aiutare le coppie a concepire.

La maggior parte di queste procedure si basa sulla stimolazione ovarica, finalizzata a produrre un numero maggiore di ovociti in ogni singolo ciclo rispetto alla maturazione spontanea di un singolo ovocita. In alcuni casi, gli ovociti vengono prelevati e fecondati in laboratorio per essere poi trasferiti nell'utero dopo lo sviluppo dell'embrione.

Le tecniche più comuni includono:

  • Fecondazione in Vitro (FIVET): Gli ovociti vengono prelevati e inseriti in una provetta insieme ai gameti maschili. Si attende la fecondazione senza intervenire attivamente, lasciando che il processo naturale avvenga al di fuori dell'organismo della donna.
  • Iniezione Intracitoplasmatica di Spermatozoo (ICSI): Un singolo spermatozoo viene iniettato direttamente nell'ovocita per favorire la fecondazione, una tecnica particolarmente utile in caso di problemi di fertilità maschile o fallimento di precedenti FIVET.

Il prelievo degli ovociti, o pick-up ovocitario, rappresenta la fase finale della stimolazione ovarica. Questa procedura si svolge in sala operatoria adiacente al laboratorio biologico. L'aspirazione dei follicoli è effettuata per via transvaginale sotto guida ecografica. Viene eseguita in analgo-anestesia (sedazione profonda) per eliminare ogni possibile dolore alla paziente. Dopo l'intervento, la paziente viene tenuta in osservazione e dimessa dopo circa 3 ore. È una procedura che presenta un'incidenza di complicanze molto bassa. Per accedere al prelievo degli ovociti è indispensabile la compilazione di una scheda di consegna del campione e di un'autocertificazione che fanno parte integrante del protocollo previsto di sicurezza e controllo di qualità, requisiti previsti dalle Linee Guida del 2004 del Ministero della Salute.

La crioconservazione degli ovociti è una pratica che permette alle donne di conservare i propri gameti per un'eventuale gravidanza futura. Questa procedura si effettua dopo una stimolazione ovarica e il conseguente prelievo degli ovociti. È particolarmente utile e preziosa per chi si sottopone a trattamenti medici che possono compromettere la fertilità, come la chemioterapia, oppure per motivi personali o professionali legati alla scelta di posticipare la maternità. Una volta congelati, gli ovociti possono essere conservati per anni senza perdere le proprie capacità riproduttive. Quando si decide di utilizzarli, gli ovociti scongelati possono essere fecondati in laboratorio tramite FIV o ICSI. Rivolgersi a un centro per la fertilità altamente specializzato e riconosciuto dal Ministero della Salute è fondamentale quando si hanno difficoltà a concepire o si desidera crioconservare gli ovociti.

Le Nuove Frontiere della Ricerca: Ovociti e Ovaie in Laboratorio

Studiare l'ovogenesi e la produzione di ovociti non è semplice, sia per la scarsità di materiale umano disponibile sia perché i modelli animali spesso non riproducono esattamente la fisiologia umana. Per superare questi ostacoli, la ricerca scientifica sta esplorando nuove vie, in particolare la possibilità di ricostruire in laboratorio un ovaio umano completo delle sue funzioni.

Il processo che porta alla formazione dei gameti femminili, gli ovociti, è estremamente complesso. Per studiarlo più da vicino, i ricercatori hanno ricreato i precursori degli ovociti, noti come cellule precursori delle cellule germinali primordiali (PGCLC, "primordial germ cell-like cells"), partendo dalle cellule staminali. Queste PGCLC possono essere riprodotte in laboratorio a partire dalle cellule staminali pluripotenti indotte (iPSC), ovvero cellule adulte che vengono riprogrammate geneticamente per tornare a uno stadio non ancora differenziato. Come le staminali embrionali, anche le iPSC possono dare origine a ogni tipo di cellula o tessuto del corpo umano, ma solo se si conosce la "ricetta", ovvero la precisa combinazione di proteine e fattori di crescita da introdurre nel liquido di coltura.

Rappresentazione di cellule staminali pluripotenti indotte (iPSC)

Meno fruttuosi, finora, erano stati i tentativi di ottenere le altre cellule che compongono l'ovaio. Le PGCLC, infatti, raggiungono lo stadio di maturazione successivo solo se sono a contatto con le altre cellule che compongono l'ovaio. Per via di questo limite, i modelli più avanzati di organoide ovarico erano stati realizzati usando cellule di topo o miste uomo/topo. Ad esempio, in uno studio pubblicato nel 2018 su Science, i ricercatori avevano mescolato i PGCLC umani con cellule ovariche murine, e questo ovaio "ibrido" era stato in grado di produrre gameti più maturi.

Il progresso scientifico, tuttavia, è in continua evoluzione. Ricercatori del Wyss Institute della Harvard University di Boston e della Duke University, in collaborazione con l'azienda Gameto, hanno pubblicato su eLife un nuovo metodo veloce ed efficiente per riprodurre in laboratorio le cellule ovariche della granulosa, che sono fondamentali per sostenere la maturazione degli ovociti. Questo metodo permette di ottenere cellule della granulosa umane con una resa maggiore, pari al 70%, e in soli 5 giorni.

I ricercatori hanno riprogrammato le iPSC usando i fattori di trascrizione, proteine che si legano al DNA per attivare determinati geni. L'insieme di queste "istruzioni" stabilisce quale sarà il destino della cellula. Dopo aver testato un'intera batteria di fattori, sono stati selezionati solo quelli che stimolano il differenziamento in cellule della granulosa: NR5A1 e RUNX1 (o RUNX2). Le cellule ottenute con questo metodo hanno la stessa "firma" genetica delle originali e sono in grado di rispondere all'ormone follicolo-stimolante (FSH) e di produrre gli ormoni sessuali, estradiolo e progesterone.

Mescolando queste cellule con gli ovociti primordiali in una piastra da laboratorio, i ricercatori hanno realizzato il primo "ovaroide" completamente umano. Dopo soli quattro giorni di coltura, le PGCLC hanno iniziato a produrre due proteine, DAZL e DDX4, che nell'embrione compaiono solo dopo che gli ovociti sono migrati nella gonade, cioè quando hanno raggiunto uno stadio di differenziazione ormai avanzata.

Diminuzione riserva ovarica. Quali sono le cause?

Questo modello supera i precedenti perché include solo cellule umane, è più veloce rispetto ai sistemi ibridi uomo/topo e replica la maggior parte delle funzioni dell'ovaio vero e proprio. Il prossimo passo per rendere ancora più completo l'ovaroide sarà quello di introdurre anche le cellule della teca, che metabolizzano il colesterolo e producono l'androstenedione, il precursore degli ormoni sessuali. La tecnologia è stata concessa in licenza a Gameto, che la sta usando per realizzare nuovi agenti terapeutici per le malattie dell'apparato riproduttivo femminile, aprendo nuove speranze per affrontare l'infertilità e prolungare la vita riproduttiva.

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