L'arrivo di un nuovo membro nella famiglia reale britannica è da sempre un evento di portata globale, capace di catalizzare l'attenzione dei media e del pubblico. Tuttavia, le nascite dei figli di Meghan Markle, la Duchessa di Sussex, hanno segnato un significativo distacco dai protocolli tradizionali, introducendo un elemento di modernità e una ferma volontà di proteggere la sfera privata della neo-famiglia. La Duchessa, con le sue scelte, ha ridefinito alcuni aspetti della maternità reale, distinguendosi dalle generazioni precedenti e aprendo un dialogo sulle aspettative e le realtà della vita all'interno della monarchia.

L'Attesa del Primo Royal Baby: Scelte Inedite e Riservatezza per Archie Harrison
Le speculazioni sulla nascita del primo royal baby dei Duchi di Sussex iniziarono a viaggiare a trecento all'ora molti mesi prima dell'evento, da quando i Duchi di Sussex avevano annunciato di aspettare un bambino nell'ottobre del 2018. Fin da subito, era chiara l'idea che Meghan Markle probabilmente non avrebbe seguito tutte le prassi legate al parto che, prima di lei, Kate Middleton aveva seguito alla lettera, in quanto futura regina d’Inghilterra. Questa differenza di status, unita alla grande voglia di indipendenza dai dettami di corte sempre cercata dal principe Harry e da sua moglie Meghan, fece sì che ci si aspettasse che i Duchi di Sussex avrebbero intrapreso un'altra strada, possibilmente con i riflettori dei media spenti.
L'ultima news su Meghan Markle, che anticipava che il parto di Baby Sussex, il figlio suo e del principe Harry previsto entro la fine di aprile 2019, sarebbe stato un affare decisamente privato, non sorprese. Non ci si aspettava dunque un'uscita plateale della coppia con il bambino in braccio, così come si era visto fare a Kate Middleton dopo la nascita dei suoi tre figli e a Lady Diana prima di lei. Meghan Markle e il principe Harry avevano scelto una strada decisamente poco royal ma ad alto tasso di privacy. In un comunicato ufficiale rilasciato da Buckingham Palace e ripreso anche dal The Guardian, i Duchi di Sussex annunciarono di essere "molto grati dell’affetto dimostrato dalle persone nei confronti dell’arrivo del figlio", come la campagna solidale #GlobalSussexBabyShower, ma anche di aver preso la decisione personale di tenere privati i piani relativi alla nascita di Baby Sussex. Aggiunsero che avrebbero "celebrato la nascita del bambino una volta che avranno avuto l’occasione di farlo anche in privato come una nuova famiglia". Era stato anticipato che si sarebbero conosciuti dettagli come il sesso, il peso e il giorno di nascita, come già avvenuto per i suoi cuginetti George, Charlotte e Louis di Cambridge, una volta che i Duchi di Sussex si fossero sentiti pronti, probabilmente in occasione di un photocall insieme al bambino, che si sarebbe tenuto a Windsor, loro nuova casa.
Quello che sarebbe accaduto quando Meghan Markle avrebbe partorito il suo bambino erano, al momento, solo ipotesi. In molti affermavano che non sarebbe stata la Lindo Wing, la clinica dove tutti i royal babies sono nati dagli anni Settanta a oggi, lo sfondo di questo nuovo arrivo. Si puntava molto su ospedali vicini alla nuova casa di Meghan Markle e del principe Harry a Windsor, e in particolare sul Frimley Park Hospital nel Surrey, dove già un altro membro della famiglia reale britannica, ovvero Sophie di Wessex, nuora della Regina Elisabetta e moglie del suo ultimogenito Edoardo, aveva partorito i suoi figli in passato. Un ospedale royal approved e vicino alla propria abitazione sembrerebbe essere la scelta più ovvia con una donna in procinto di partorire, ma i meno conservatori spingevano anche sull'opzione che vedrebbe Meghan Markle, sempre orientata alla vita naturale, partorire in casa. Anche la Regina Elisabetta aveva fatto la stessa scelta con la sua secondogenita, la principessa reale Anna.
Meghan, 37enne all'epoca, ex attrice americana ormai celebre per le piccole "rivoluzioni" che giorno dopo giorno provava ad apportare al tradizionale protocollo dei Windsor, prevedeva il parto a casa. Meghan, salutista e sostenitrice di uno stile di vita il più naturale possibile (al Frogmore Cottage lei e Harry avevano messo su anche un orto bio), sapeva anche però che il parto in casa, e nello specifico in acqua, è considerato sicuro per le donne che hanno già partorito senza complicazioni. Ed essendo alla sua prima gravidanza, per questo con il marito Harry non avevano escluso l'opzione ospedale, purché non fosse la classica Lindo Wing del St. Mary Hospital di Londra, dove erano nati tutti i figli di Kate Middleton e anche lo stesso Harry e il fratello William: una scelta considerata troppo "mediatica" e distante dalla loro tenuta di Windsor. Nell'ala esclusiva di questa struttura londinese - dove il pacchetto VIP si aggira intorno alle 15 mila sterline - aveva partorito anche Amal Clooney, amica di Meghan e mentore su maternità e dintorni. Lì lavorava anche uno dei ginecologi reali, Guy Thorpe-Beeston, che aveva curato anche le nascite di George, Charlotte e Louis. Ma su quest'argomento la 37enne era stata irremovibile: non voleva "uomini in giacca a cravatta" intorno a lei. Per questo la Duchessa del Sussex avrebbe scelto una squadra al femminile. L'altra alternativa, il Frimley Park Hospital nel Surrey, poco distante dalla tenuta di Windsor, era considerata la scelta migliore nel caso dovessero esserci complicazioni dell'ultimo minuto al parto in casa.
Una fonte vicina alla coppia aveva aggiunto che Meghan avrebbe voluto partorire nel modo più naturale possibile: "Niente anestesie, niente cesarei e così via". Il piano era quello di iniziare il travaglio al Frogmore Cottage: "Vuole rimanere a casa il più a lungo possibile, ma se dovesse andare storto qualcosa tutto è pronto per portarla in ospedale. La squadra è stata allertata". Secondo le ultime rivelazioni dell'epoca, un'ambulanza avrebbe dovuto essere pronta al di fuori dalla tenuta, e così un elicottero. Intanto nei pressi della residenza era apparso un nuovo cartello che proibiva l’uso di droni nella zona, un "Avviso della Polizia" a caratteri cubitali riportato dalla testata britannica Express, che indicava il divieto di lancio, atterraggio e funzionamento di droni o di qualsiasi altro velivolo telecomandato.
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Secondo alcuni, Meghan Markle sarebbe già entrata in travaglio. Gli indizi? Una scorta di auto della polizia avvistata il lunedì mattina mentre viaggiava attraverso Chiswick, tra Windsor e Londra. La scorta avrebbe intrapreso il percorso più adatto per Meghan per recarsi nel vicino ospedale. "Potrebbe essere un politico o qualcun altro", aveva rivelato una fonte, "ma questa è la strada che avrebbe preso Meghan se fosse dovuta andare in ospedale da casa sua". A supportare l'idea di un parto in casa e le perplessità espresse dai media, si aggiungevano le osservazioni critiche o perlomeno perplesse di Allison Pearson, del britannico Telegraph, che si domandava come fosse possibile che una futura mamma prossima ai 38 anni, come Meghan, sognasse un parto in casa. Notava che, per quanto molto giovanile nell’aspetto e dimostrando sicuramente almeno dieci anni di meno, la Duchessa di Sussex faceva perlomeno una scelta curiosa preferendo la privacy della propria casa, il Frogmore Cottage, alle garanzie di un parto nella Lindo Wing del St Mary’s Hospital. La scelta di molte donne al primo figlio dopo la soglia dei 35 anni è spesso quella di un taglio cesareo, e non sarebbe stato nulla di strano se Meghan avesse optato per una "C section" per il suo primo bebé, anziché un parto naturale con l’aiuto delle pratiche yoga.
Ma i punti interrogativi e le indiscrezioni sarebbero rimasti tali fino a dopo il parto, perché Meghan e Harry avevano annunciato che avrebbero gestito la nascita del loro primogenito in modo privato: "I duchi del Sussex saranno lieti di condividere pubblicamente la gioia del bambino solo dopo aver celebrato privatamente come famiglia". Niente foto sui gradini, quindi. Al Frogmore Cottage era arrivata da Los Angeles anche mamma Doria Ragland. "Meghan sarà responsabile di tutto, ma è molto grata per l'aiuto e i consigli di sua madre. Non è in contatto con il padre in questo momento, ma il suo legame con Doria è estremamente forte e importante". Nemmeno Zara Tindall, figlia della principessa Anna, aveva mostrato le sue figlie subito dopo il parto (Mia e la piccola Lena). Un annuncio sarebbe stato fatto dopo la nascita del bambino, dopo che i genitori avessero avuto la possibilità di parlare con la loro famiglia e i loro amici. La prima persona a essere informata, ovviamente, è sempre Sua Maestà. "Vogliono solo un paio d'ore in cui sono genitori per la prima volta senza che il resto del mondo lo sappia. È perfettamente naturale in quanto è un momento così importante nella vita di chiunque", aveva spiegato un'altra fonte. Il nome del bambino, come da protocollo, non sarebbe stato annunciato immediatamente. Il nome Diana, come l'amata mamma di William e Harry, rimaneva il preferito dai bookmaker, seguito da Victoria e Alice. Se invece fosse stato maschio, i nomi più popolari erano Albert e Philip. Il bambino sarebbe stato settimo in linea di successione e potrebbe non essere stato nominato "Sua altezza reale", a meno che la regina non avesse deciso di fare un'eccezione.

La Nascita di Archie Harrison: Un Arrivo Discreto e Gioioso
Il royal baby è nato. Meghan Markle ha infatti dato alla luce un maschietto, primogenito suo e del principe Harry. La Duchessa di Sussex, assistita dalla mamma Doria Ragland, volata da Los Angeles per il lieto evento, ha partorito alle 5:26 del mattino in un’ala di Frogmore Cottage, dove la coppia risiede. Il piccolo pesava poco più di 3,2 kg, stava bene ed era il settimo in linea di successione al trono. Per il nome, però, era ancora presto, come aveva dichiarato il principe Harry, che si era detto "elettrizzato" per la nascita. Solo un anno prima, il 23 aprile 2018, era nato il terzogenato di William e Kate, Louis, venuto alla luce alla clinica londinese St Mary, l'ospedale preferito dai reali britannici dal 1977, dove partorì entrambi i figli anche la principessa Diana. Lì sono nati appunto William, Harry e tutti i bambini dei Duchi di Cambridge. La scelta di Meghan di partorire in un'ala privata della sua residenza, benché supportata da un team medico, ha ulteriormente sottolineato la sua inclinazione verso la privacy e un approccio meno formale rispetto alle nascite reali tradizionali.

Meghan Markle e l'Età della Maternità Reale: Un Nuovo Primato
La maternità di Meghan Markle ha anche sollevato interessanti discussioni sull'età delle madri reali. Il 4 agosto, Meghan avrebbe compiuto 38 anni, un'età considerata "avanti" anche in una società che ormai non si sorprende di mamme che hanno (e di molto) superato la trentina. Di fatto, Meghan è diventata la Royal Mum alle prese con il suo primo figlio, più anziana di casa Windsor. La sua età al primo parto la colloca ben più "agée" di Kate Middleton, nata a Reading nei dintorni di Londra nel gennaio del 1982 e che ha dato alla luce l’erede al trono (dopo Carlo e William), il principino George, nel 2013 all’età di 31 anni.
Che dire di Zara Phillips, che convolò a nozze nella cornice scozzese del Royal Mile di Edimburgo con il campione di rugby Mike Tindall lo stesso anno di William e Kate? La figlia della Princess Royal, Anna, ha partorito il suo primo bebé, la piccola Mia, nel 2014, quando aveva 33 anni. Persino più giovane Autumn Kelly, la ragazza canadese sposata Phillips, che ha regalato alla regina Elisabetta II - nel 2010 - il suo primo bisnipote, Savannah. Se poi si va indietro nel tempo, Meghan diventa davvero una "Mum to be" alquanto avanti con l’età. Elisabetta II, ad esempio, aveva solo 22 anni quando il principe Carlo venne alla luce nel novembre del 1948, e ne aveva solo due di più quando Lilibeth (come era chiamata da piccola la regina) diede il benvenuto alla sua unica figlia, la principessa Anna.
Questa tendenza di avere figli in età più matura riflette un cambiamento culturale più ampio, ma nel contesto della famiglia reale, Meghan ha stabilito un nuovo precedente. Si può consolare però, più avanti di lei con l’età, a dar credito ai resoconti storici di mille anni fa, ci fu Eleonora d’Aquitania che diede alla luce il futuro re Giovanni nell’anno del Signore 1166 all’età di 44 anni. Questo confronto storico evidenzia come, sebbene l'età di Meghan possa sembrare elevata per gli standard reali passati, la storia offre esempi di maternità ancora più tardive, dimostrando la variabilità e l'evoluzione delle norme sociali e biologiche nel corso dei secoli. La sua esperienza si inserisce in un dibattito moderno sulla maternità tardiva, le sue sfide e le sue ricompense, fornendo un punto di riferimento contemporaneo all'interno di una delle istituzioni più antiche e osservate del mondo.

L'Arrivo della Secondogenita: Lili Diana e le Indiscrezioni sulla Nascita Prematura
L'attesa per il secondo figlio dei Duchi di Sussex fu altrettanto carica di attenzione, ma con un velo di mistero ancora più fitto, accentuato dal loro trasferimento negli Stati Uniti. I rumors su una possibile nascita anticipata della bambina di Meghan Markle avevano iniziato a circolare con insistenza. Si vociferava che Meghan Markle avesse già dato alla luce la sua bambina, che sarebbe nata in anticipo di qualche settimana, e questo avrebbe giustificato il fatto che Harry fosse ritornato precipitosamente a Los Angeles dopo i funerali del Principe Filippo. Secondo le indiscrezioni di New Idea, dunque, Meghan Markle avrebbe già partorito. La figlia sarebbe dovuta nascere a giugno, ma pare avesse deciso di venire al mondo prima.
A giustificare i rumors di una nascita prematura, si aggiungeva l'avvistamento di un SUV nero nei pressi della villa di Montecito dei Sussex, con a bordo una donna simile alla Markle. L’auto si sarebbe diretta a tutta velocità verso il Santa Barbara Cottage Hospital. Secondo quanto si era appreso nei mesi scorsi, Meghan aveva deciso di partorire in casa, ma avvalendosi sempre dell’appoggio dell’ospedale di Santa Barbara in caso di necessità. Dunque, era probabile che su consiglio dei medici, anche in considerazione di un possibile parto prematuro e dei problemi che lo scorso luglio l’avevano portata a un aborto spontaneo, Lady Markle si fosse recata all’ultimo in ospedale. In effetti, fu considerata sospetta anche l’assenza di Meghan al Vax Live, dove a salire sul palco era stato solo Harry, alimentando ulteriormente le congetture.
Poi, l'annuncio ufficiale. Harry e Meghan sono diventati nuovamente genitori. La Duchessa ha partorito il 4 giugno la sua secondogenita. L’annuncio, poco dopo, sul sito di Archewell, la fondazione creata dai Sussex, e poi ripreso da People. Alla bambina è stato dato il nome “Lili” Lilibet Diana. Si leggeva sul sito ufficiale della coppia: “È con grande gioia che il principe Harry e Meghan, duca e duchessa del Sussex, accolgono la loro figlia, Lilibet “Lili” Diana Mountbatten-Windsor”. L’annuncio della nascita, quindi, avvenne due giorni dopo il parto, avvenuto venerdì 4 giugno in tarda mattinata. Proseguiva il comunicato: “Pesa 7 libbre e 11 once (circa 3,5 kg). Sia la madre che il bambino stanno bene e sono a casa”. C’era poi la spiegazione sulla scelta del nome: “Lili prende il nome dalla sua bisnonna, Sua Maestà la Regina, il cui soprannome di famiglia è Lilibet. Lilibet Diana è la seconda figlia della coppia”. Nel 2019, infatti, i due avevano dato il benvenuto ad Archie.
La scelta del nome Lilibet, un soprannome intimo e affettuoso della Regina Elisabetta II, e Diana, in omaggio all'amata madre del Principe Harry, ha un profondo significato simbolico. Rappresenta un ponte tra la tradizione monarchica e il desiderio di onorare la memoria di Lady Diana, combinando un tributo personale con un legame diretto alla famiglia reale. Questo nome, annunciato due giorni dopo la nascita e non immediatamente, ha rispettato il desiderio di privacy della coppia, pur condividendo un momento di gioia con il mondo in un modo che rispecchiava la loro unica posizione all'interno e all'esterno della monarchia. La nascita di Lili Diana ha consolidato la loro nuova famiglia, nata e cresciuta in un contesto internazionale, continuando a segnare un percorso distintivo per i Duchi di Sussex.

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