La Mia Bambina Ciuccia Biberon ma Beve Poco: Cause e Soluzioni per un'Idratazione Ottimale

Molti genitori si trovano ad affrontare un dilemma comune: la propria bambina ciuccia il biberon, ma sembra bere poco, o manifesta una chiara avversione all'acqua, soprattutto con l'inizio dello svezzamento. Questa preoccupazione è legittima, poiché l'idratazione è fondamentale per la crescita e il benessere dei più piccoli. Fino a quando il bambino beve esclusivamente il latte materno o quello in formula, il problema non si pone con la stessa urgenza, dato che sia il latte materno, così come quello in formula, sono composti per il 95% di acqua. Questo significa che il lattante non ha alcun bisogno di bere acqua o altri liquidi, che anzi potrebbero interferire con l'allattamento.

Tuttavia, da quando inizia lo svezzamento, un po' per volta l'acqua andrà introdotta, e talvolta questa transizione può rivelarsi più complessa del previsto. Il rifiuto del biberon o dell'acqua può scatenare ansie nei genitori, ma è importante comprendere le cause sottostanti per trovare le soluzioni più adatte.

Il Rifiuto del Biberon: Quando il Latte non Basta

C’è un momento nella vita del bambino in cui la mamma deve introdurre il biberon. Se non allatta, questo passaggio è una tappa obbligata già dai primi mesi di vita. Se allatta, potrebbe essere comunque necessario, per esempio, fargli bere il latte tirato in precedenza con il tiralatte, perché la madre deve rientrare al lavoro o semplicemente non è stata bene. Succede spesso e non bisogna spaventarsi. È molto comune soprattutto tra i piccoli abituati al seno materno, per i quali attaccarsi non vuol dire solamente “fare la pappa” ma anche essere coccolati e rassicurati. Questo è uno dei problemini che sono in grado di far "impazzire" le mamme. Il rifiuto è categorico e spesso legato alle modalità di proposta del biberon, come forzature o l'ansia del genitori correlata. Il piccolo è una spugna che asssorbe le nostre emozioni, ansie, preoccupazioni, aspettative.

Bambino che rifiuta il biberon con espressione di disagio

Perché un Bambino Rifiuta il Biberon? Comprendere le Cause

Quando un bambino rifiuta il biberon, è fondamentale capire se il bambino sta rifiutando il contenuto del biberon o lo strumento. Nel caso di latte materno, ovviamente, la risposta è evidente, poiché il sapore è familiare. Nel caso, invece, del latte artificiale, molto spesso potrebbe proprio esserci un problema con la formula. Magari non hai conservato bene il latte, ha un sapore alterato o potrebbe avere all’interno dei grumi che bloccano la tettarella, innervosendo il bimbo. È cruciale studiare quindi con attenzione il piccolo mentre beve e cercare di comprendere quale sia la causa del suo rifiuto.

In altri casi, il rifiuto categorico può riguardare il sapore o l'odore del ciuccio. Altre volte, vogliono il seno perché è un contatto più intimo con la mamma, con quel calore. Infatti, nella maggior parte dei casi, il bambino sta semplicemente chiedendo il contatto con la mamma. Non accetta questo oggetto perché vuole il seno. Il rifiuto del biberon in un bimbo ben allattato al seno è del tutto normale; quale bambino vorrebbe lasciare qualcosa di così caldo e accogliente come il seno materno per una bottiglia di plastica e una tettarella di gomma? A pochi giorni di vita è paradossalmente più facile, poiché il neonato non ha ancora la capacità di farsi valere come a 4 mesi. Questo contatto, il calore e la rassicurazione offerti dal seno materno sono difficilmente replicabili.

Come far usare il biberon al tuo bambino senza stress

La Tecnica Corretta di Allattamento con il Biberon per Minimizzare il Rifiuto

Se il vostro bambino non vuole il biberon, prima di tutto evitate la frustrazione ed armatevi di pazienza. Se è il biberon a stare “antipatico” al bimbo, il consiglio in questo caso è quello di provare diverse strade. Prima di tutto alterna il seno al biberon per aiutarlo in questo passaggio graduale.

Un altro aspetto cruciale è la scelta della tettarella. Abbi la pazienza di sperimentare tettarelle diverse. Ci sono quelle in silicone, caucciù, anticolica, quelle che assomigliano maggiormente al capezzolo o quelle a goccia. Inoltre, è importante fare caso ai forellini sulla tettarella. Spesso ci dimentichiamo che a ogni età corrisponde un numero, che a sua volta corrisponde a dei buchi, e un flusso non adeguato può rendere l'esperienza spiacevole.

Riccardo Davanzo, neonatologo presso l'Ospedale Madonna delle Grazie di Matera e Dottore di Ricerca dell'Istituto Burlo Garofolo di Trieste, spiega che "in caso di alimentazione col biberon, il movimento della suzione è meno faticoso. Al piccolo basta aprire e chiudere le arcate dentarie, al massimo deve ‘difendersi’ dal flusso eccessivo anteponendo la lingua alla tettarella. Poiché il latte affluisce in buona parte per caduta, il suo arrivo non è controllato dal bebè: per questo il flusso può essere eccessivo, esponendolo a un maggior rischio di rigurgito, oppure non costante, e quindi indurlo a deglutire aria." Ma bastano piccoli trucchi per evitare questi inconvenienti, come mantenere un’inclinazione progressiva: la tettarella deve, cioè, essere sempre piena di latte. Questo si ottiene inclinando a 45° la bottiglia con la formula. Questo accorgimento aiuta a ridurre l'ingestione di aria e a rendere la poppata più confortevole.

Superare il Rifiuto: Strategie e Supporto

Se la bimba non vuole saperne del biberon, come nel caso di una mamma la cui bambina di quasi 4 mesi è stata finora allattata al seno e ora deve rientrare al lavoro, la situazione può essere stressante. In queste circostanze, se la madre deve rientrare al lavoro, non ci sono molte alternative: o il piccolo accetta il biberon oppure accetta di digiunare fino al rientro della madre. L'esperienza mostra che in questi casi, la bimba potrebbe aver già scelto. Dal punto di vista della sua salute, attendere un’ora o anche di più prima della poppata non è un grave problema: soprattutto se è ben cresciuta è tranquillamente in grado di farlo senza danni alla salute. In queste situazioni, un consiglio è non insistere con il biberon, almeno fino a quando il latte materno c’è, e rimandare la soluzione del problema a quando questo dovesse scarseggiare, e non è detto che ciò accada. Eventualmente, ma solo dopo i 6 mesi, si può provare a proporre al piccolo qualche alimento più consistente e diverso dal latte dato con il cucchiaino, come pappe o frutta.

Un’alternativa per la somministrazione di latte, soprattutto se il bambino è abbastanza grande o se il rifiuto del biberon è ostinato, potrebbe essere l'utilizzo di un cucchiaino. Esistono in commercio cucchiaini e contenitori appositi per l’allattamento, o uno strumento indiano noto come paladai, perfetto anche per i più piccolini. Un’altra strategia è alternarsi con un’altra persona. Il seno lo pretende ovviamente dalla mamma, ma se fosse il papà o un nonno a dargli il biberon? A volte un viso diverso e un approccio meno "legato" all'allattamento al seno possono fare la differenza.

Un aspetto da considerare è il contesto della poppata. Se la suzione al biberon diventa fastidiosa, ci potrebbero essere dei problemi legati a patologie della bocca, come il mughetto ad esempio, che la rendono dolorosa. Tuttavia, se la tua bimba di notte mangia più tranquilla e beve tranquillamente, ciò suggerisce l’idea che sia in una fase in cui predilige maggior contatto e minori stimoli ambientali. Forse nel passaggio dal seno al biberon di giorno sono cambiate alcune modalità di stare insieme tra di voi? L'ambiente tranquillo e meno stimolante della notte potrebbe favorire un'accettazione che di giorno è preclusa. Per i genitori, è importante fare attenzione al proprio respiro e osservare se fosse troppo corto e “alto”, cioè solo toracico. Una buona respirazione ampia e completa dovrebbe coinvolgere anche la pancia, contribuendo a creare un'atmosfera più calma e rilassante per il bambino, che percepisce le emozioni degli adulti. Mi raccomando… niente fretta; mantenga la calma o sarà peggio. Certi "caratterini" vogliono averla vinta da subito e una piccolina decisa può rendere la situazione più difficile se affrontata con ansia.

Genitore che offre il biberon in un ambiente sereno e calmo

La Difficoltà nell'Introduzione dell'Acqua: Oltre il Latte

Una delle sfide che i genitori affrontano con l'inizio dello svezzamento è la difficoltà a far bere l'acqua ai propri figli. Fino a quando beve il latte, il problema non si pone, ma da quando inizia lo svezzamento facciamo fatica a fargli bere l'acqua. Soprattutto in estate, quando fa caldo e il nostro timore è che il bambino vada incontro a disidratazione, questa preoccupazione aumenta. Molti bambini sembrano non avere mai sete e rifiutano biberon, bicchierini o altri contenitori che cerchiamo di proporgli pur di fargli bere qualche sorso d'acqua. Ma dobbiamo capire se nostro figlio ha davvero bisogno di introdurre acqua. Perché se ha da poco iniziato lo svezzamento e fa ancora alcune poppate di latte durante il giorno, può darsi che già con il latte introduca la quantità di liquidi di cui necessita.

Quando e Come Introdurre l'Acqua?

Come fare per convincerlo, ammesso che sia il caso di convincerlo? Cosa fare dunque per far bere al bambino l'acqua? L'acqua è l'unica bevanda ammissibile per la quotidianità del bambino. Tuttavia, questo non significa che anche alle feste di compleanno nostro figlio debba bere solo acqua! Se per la quotidianità l'unica bevanda ammessa è l'acqua, nelle occasioni speciali, ad esempio nella cena del sabato sera, possiamo anche concederci tutti uno "strappo" con una bella pizza accompagnata dalla sua bibita dolce preferita. Per lo stesso motivo, se qualche volta per la merenda al parco ci viene comodo portare il brick con il succo di frutta, vada per il succo di frutta (magari senza zuccheri aggiunti!), senza che per questo ci sentiamo "cattivi genitori". L'introduzione dell'acqua, però, deve essere un processo graduale.

Bambino che beve acqua da un bicchiere con cannuccia colorata

È vero, passare dalla suzione al seno o al biberon ad altri meccanismi di assunzione di liquidi agli inizi potrebbe risultare difficoltoso per il bambino, che nel tentare di bere da un bicchierino potrebbe sbrodolarsi l'acqua addosso o strozzarsi un po': ovvio che a quel punto cercherà di evitare un'esperienza poco piacevole! I bambini solitamente iniziano a bere da soli intorno ai 2 anni, un passo importante verso l'indipendenza. Se il tuo piccolo ha ancora bisogno del tuo supporto per bere, non preoccuparti: ogni bambino ha i suoi tempi, bisogni ed esigenze.

Strategie Efficaci per Incoraggiare l'Assunzione di Acqua

Per invogliare tuo figlio a bere, diverse strategie possono essere messe in atto:

  1. L'Esempio dei Grandi: Ai bambini piace molto imitare i grandi. Per questo, se vogliamo spronarlo a bere, mettiamoci davanti a lui e cominciamo a bere un sorso invitandolo a fare lo stesso. Come in tutte le azioni, l'esempio costituisce un ottimo stimolo. A volte noi adulti per primi ci dimentichiamo di bere o lo facciamo solo ai pasti comandati. Invece, dovremmo prendere l'abitudine di bere più volte nei vari momenti della giornata: farà bene a noi e farà bene al bambino, al quale trasmetteremo indirettamente il messaggio che si beve spesso durante il giorno.

  2. Rendere l'Esperienza Divertente e Autonoma:

    • Bicchiere con impugnatura: Utilizza un bicchiere con impugnatura pensata appositamente per i piccoli, che faciliti la presa e l'uso autonomo.
    • Cannucce colorate: I bambini amano particolarmente bere dalla cannuccia, sia perché considerato un gioco, sia perché il quantitativo di liquido che raggiunge la sua piccola bocca è in effetti moderato, riducendo il rischio di sbrodolarsi o strozzarsi.
    • Oggetti personalizzati: Anche questo influisce, perché bere da un bicchiere con il suo personaggio preferito dei cartoni ha un appeal in più. Inutile mettergli davanti un bottiglione con l'aspirazione che lo beva tutto: avere una bottiglietta o una borraccia tutta per lui gli dà anche la rassicurante sensazione che si tratta di una quantità limitata, non di un "dovere" che non finisce mai.
    • Fare da soli: Un'altra cosa che piace tanto ai bambini è fare da soli, perché in questo modo si sentono grandi, promuovendo la loro indipendenza.
  3. Acqua Aromatizzata Naturalmente: Una tendenza sempre più diffusa è preparare delle bevande a base di acqua, mettendo in infusione frutta, verdura e/o spezie. Lava e sbuccia una frutta a tuo piacimento. Prendi una caraffa di circa 1 litro, riempi con dell’acqua fresca e immergici della frutta intera o a pezzetti in infusione e conserva in frigo. Questo può rendere l'acqua più interessante senza aggiungere zuccheri o aromi artificiali.

Errori da Evitare nell'Idratazione del Bambino

Nell'ansia di far assumere liquidi al bambino, il primo errore nel quale possiamo incorrere è quello di offrirgli da bere alternative più saporite, come succhi di frutta o altre bibite zuccherate. E questo non va bene, perché si rischia di abituarlo a sapori che poi renderanno più difficile tornare alla semplice acqua, che per sua natura è insapore. Bibite gassate e zuccherate non devono diventare un'abitudine quotidiana. L'obiettivo primario è che il bambino impari ad apprezzare l'acqua come bevanda principale per la sua idratazione. La cosa che preoccupa, come testimoniato da una mamma, non è tanto il rifiuto del latte, perché ci sono varie alternative per l’assunzione di calcio, ma il fatto che non voglia bere in nessun modo. O almeno, con il bicchiere al massimo si riesce a fargli bere qualche sorsetto, ma non è pari al suo fabbisogno giornaliero di liquidi.

Come far usare il biberon al tuo bambino senza stress

Lo "Sciopero del Lattante": Comprendere i Segnali di Disagio

Talvolta, il rifiuto di bere, sia latte che acqua, può rientrare in un fenomeno più ampio noto come "sciopero del poppante". L'allattamento sembra procedere bene, il bambino cresce e prende peso quando all'improvviso tutto cambia: il piccolo si rifiuta di attaccarsi al seno o al biberon e non si comprende bene quale sia il motivo di questo repentino cambiamento nelle abitudini. Quando il bambino non vuole poppare? Questo atteggiamento è sempre la manifestazione di un disagio o di qualcosa che non va. Lo sciopero del poppante può riguardare anche i bambini che bevono il latte dal biberon e non è così infrequente, soprattutto quando hanno 6-7 mesi. Insomma, nulla di preoccupante o di così raro.

Cause e Segnali dello Sciopero del Lattante

Ci sono molte ragioni per cui il tuo bambino può rifiutare il seno o il biberon. Queste cause possono essere di natura fisica, emotiva o ambientale:

  • Ansia o stress: Il bambino potrebbe percepire la tensione o lo stress della madre durante l'allattamento. Se allatti in un ambiente rumoroso e caotico, con voci di familiari o la televisione accesa, questo potrebbe disturbare il bambino che reagisce rifiutando il seno: ricorda che i bambini spesso reagiscono alla sovrastimolazione, che può essere stressante. Ripensa ad eventuali cambiamenti nella tua routine che potrebbero avere un impatto sul bambino. Sei stressata? Stai assumendo nuovi farmaci? La tua dieta è cambiata? Stai usando un nuovo profumo o un sapone profumato? Tutte queste variazioni, anche piccole, possono influenzare il comportamento del bambino.
  • Disagio fisico o patologie: Se la suzione al biberon diventa fastidiosa, ci potrebbero essere dei problemi legati a patologie della bocca, come il mughetto ad esempio, che la rendono dolorosa. Un disagio fisico generale o una fase di malessere possono portare il bambino a rifiutare di mangiare o bere.
  • Cambiamenti nella routine: Qualsiasi alterazione significativa nella routine quotidiana del bambino può generare stress e, di conseguenza, rifiuto. Le cause includono stress, cambiamenti nella routine, disagio fisico o emotivo e fattori ambientali.
  • Fattori ambientali: Un ambiente non confortevole, troppo luminoso, rumoroso o con temperature non ideali può contribuire al disagio del bambino.
  • Abitudini alterate: Il fatto che di notte mangi più tranquilla e beva tranquillamente, come testimoniato da una mamma, suggerisce l’idea che la tua bimba sia in una fase in cui predilige maggior contatto e minori stimoli ambientali. Questo evidenzia come il contesto della poppata sia fondamentale.

I segnali più comuni di uno sciopero del lattante includono una diminuzione dell'appetito, irritabilità durante le poppate e un cambiamento nei tempi di allattamento.

Mamma che cerca di calmare un bambino irritato e piangente

Come Gestire lo Sciopero del Lattante

Innanzitutto, ricorda che lo sciopero del lattante non indica che il bambino sia pronto per lo svezzamento: è solo una fase passeggera dovuta a precise cause che possono essere risolte. La durata varia da pochi giorni a diverse settimane, a seconda delle esigenze del bambino e delle circostanze che influenzano l'allattamento. Bisogna, quindi, essere pazienti e fornire al bambino un posto tranquillo e sicuro per l'allattamento. Mantenere la calma è essenziale, poiché il piccolo assorbe le emozioni degli adulti.

Ecco alcune strategie per affrontare lo sciopero del lattante:

  • Creare un ambiente rilassato: Assicurati che l'ambiente sia tranquillo e confortevole, riducendo rumori e distrazioni. Se allatti in un ambiente rumoroso e caotico, con voci di familiari o la televisione accesa, questo potrebbe disturbare il bambino che reagisce rifiutando il seno. Una luce soffusa, una musica dolce o il silenzio possono fare la differenza. Assicurati che l'ambiente sia tranquillo e confortevole.
  • Mantenere il contatto pelle a pelle: Questo contatto intimo è fondamentale per rassicurare il bambino e ripristinare il legame. Prova a cambiare posizione, trovando quella più comoda per entrambi.
  • Offrire pause e riprovare: Se il bambino si rifiuta, non forzarlo. Fagli fare una piccola pausa e riprova dopo un po', magari cambiando stanza o posizione.
  • Mantenere l'offerta di latte: Nella maggior parte dei casi lo sciopero del poppante dura solo pochi giorni e nel frattempo è importante continuare a svuotare il seno, ad esempio con il tiralatte, per evitare ingorghi mammari e mastiti e per mantenere la produzione di latte. Se si tratta di latte artificiale, è importante continuare a proporlo regolarmente.
  • Osservazione attenta: Studia con attenzione il piccolo mentre beve e cerca di comprendere quale sia la causa del suo rifiuto. Presta attenzione ai segnali non verbali del bambino, che possono rivelare molto sul suo disagio.
  • Consultare il pediatra: Se il rifiuto persiste per più giorni, il bambino mostra segni di disidratazione (come poche urine, letargia) o manifesta altri sintomi preoccupanti, è fondamentale consultare il pediatra. È importante affrontare queste difficoltà, anche perché da noi hanno fatto cambio pediatra e si deve aspettare per un appuntamento, oppure si deve ricorrere a un privato.

Come far usare il biberon al tuo bambino senza stress

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