L’Infinita Rotazione del Sogno: Storia, Tipologie e Valore Sociale della Giostra dei Bimbi

Una giostra è un'attrazione per bambini presente nei luna park o nelle grandi aree all'aperto, solitamente situate nelle piazze del centro città. Si tratta di un oggetto che appartiene all'immaginario collettivo, un simbolo di gioia che attraversa le generazioni. Tanto tempo fa, quando i vostri nonni erano bambini, in una cittadina c’era una piccola giostra con due cavallini, una macchinina, un elefantino, un trenino, un aeroplano, un drago e un cigno. Si trovava proprio al centro della piazza del paese e ogni giorno faceva fare giri ai bambini dall’alba al tramonto. I bambini non ne avevano mai abbastanza! Ma non si trattava di una giostra qualsiasi, sapete? Era magica e ogni sera, dopo che i genitori avevano portato a casa i loro figli, la giostra prendeva vita.

antica giostra in legno al centro di una piazza storica

Le radici arcaiche e la funzione rituale della giostra

In gran parte della documentazione esaminata, si può notare come i primi e principali frequentatori di giostre fossero gli adulti e non i bambini. È bene non dimenticare, a tal proposito, la primitiva funzione della giostra, strumento rituale, propiziatrice di fecondità e fertilità. Le origini di questo divertimento sono molto più pragmatiche di quanto si possa immaginare. Le prime giostre erano costituite da animali veri legati ad una corda e ruotanti attorno ad un palo. Tale utilizzo risale agli albori dell'agricoltura e serviva al doppio scopo di liberare i cereali dal loro involucro di paglia e per il divertimento dei bambini di casa.

Una sua versione, sotto forma di spettacolo militare, apparve in Italia alla fine del XVI secolo per sostituire i tornei, giudicati troppo violenti. Essa venne poi resa popolare in Francia da Enrico IV. In questo contesto, la giostra non era ancora il divertimento meccanizzato che conosciamo oggi, ma un esercizio di abilità cavalleresca che manteneva un forte legame con l'addestramento bellico. Infine, occorre anche osservare che le prime giostre non disponevano di particolari sistemi di sicurezza, anzi alcune di esse, come ad esempio proprio le altalene, potevano risultare di una certa pericolosità per i più piccoli.

mappa storica della diffusione delle giostre in Europa dal XVI secolo

Evoluzione tecnologica: dal vapore all'energia solare

Con la rivoluzione apportata dalle macchine a vapore, i cavalli vennero sostituiti da riproduzioni in legno o altri materiali come la cartapesta. Le prime giostre apparvero in Europa nel 1860 e poi negli Stati Uniti negli anni 1870. La prima giostra di Coney Island venne costruita nel 1876 da Charles I. D. Looff, un ebanista danese. La più antica giostra europea ancora in esercizio si trova a Praga nel parco Letna. Nel 1956 a Efteling, lo Stoomcarrousel, un'autentica giostra a vapore risalente al 1895, acquistata dalla famiglia Janvier, venne installata nel parco.

Dal punto di vista tecnico, il funzionamento di questi giganti del divertimento era affascinante. A seconda del diametro della piattaforma si vedevano più o meno paletti, minimo 4 oppure 8, questi ultimi sormontati da pomi intarsiati. I motori a 380 volt venivano azionati da un reostato ad acqua e sale per dare la possibilità alla giostra di partire lentamente senza strappi. Il tempo o la durata della corsa veniva stabilita da una clessidra che l'operatore doveva ricordarsi di capovolgere. Successivamente vennero elettrificati anche i soggetti, che da cavalli e animali vari, si trasformarono in automobiline, carri armati, motociclette e aerei. Recentemente, William Henry Dentzel III ha costruito la prima giostra funzionante a energia solare.

Tipologie e stili artistici: l'epoca d'oro degli intagliatori

Nella versione più antica, la giostra consisteva in una piattaforma ruotante su di un asse verticale sulla quale venivano montati dei cavalli di legno, ma anche altri generi di animali come cani, gatti, maiali ed altri, sulle cui selle prendevano posto i bambini. Un sistema meccanico dava spesso la sensazione che il cavallo stesse andando al galoppo, ricreata dall'oscillazione, in senso longitudinale, del cavallo stesso. La giostra ha vissuto il suo apice artistico nel primo Novecento negli Stati Uniti. Gli scultori del settore, la maggior parte immigrati europei, utilizzarono le tradizioni dei loro paesi lasciando che la loro immaginazione vagasse nelle loro creazioni.

Questa infusione di nuove visioni nell'industria statunitense ha permesso di rendere la giostra meno statica, più viva. Si distinse in particolare lo stile Coney Island (per il parco di Coney Island) dalle ditte Charles Carmel, Marcus Charles Illions, Solomon Stein & Harry Goldstein (Stein & Goldstein) e Charles I. D. Nel mondo è presente una sola giostra i cui cavalli hanno un movimento ondeggiante, Over the Jumps: The Carousel Arkansas a Little Rock in Arkansas. In Unione Sovietica, nel periodo 1970 - 1980, i parchi di divertimento erano visti come luoghi capitalistici. Forse per reazione contro il capitalismo, ma anche come emanazione di una cultura antica, molte giostre sono state costruite, quasi ovunque, nei giardini della città.

La vita segreta della giostra: un racconto di amicizia

Una sera, quando le luci della piazza si spensero, l’elefantino prese la parola per primo. “Oh, è stata una giornata così bella!”, disse. “Tanti bambini felici hanno fatto un giro su di me! Com’è andata la vostra giornata, cavallini?”. I cavallini nitrirono allegramente: “Siamo molto felici! È stata una giornata splendida, proprio come ieri e l’altro ieri!”. “Bene, credo sia arrivato il momento di pulirci un po’!”, disse il cigno, che aprì le ali, le scosse un poco e iniziò a pulirsi. “Hai ragione, amico”, disse la macchinina.

“Lascia che ti aiuti con la mia proboscide”, disse l’elefantino. Saltò giù dalla giostra, si diresse verso un ruscello lì vicino, aspirò un bel po’ d’acqua nella proboscide e la spruzzò sulla macchinina, finché non fu tutta pulita e lucida, come un veicolo nuovo di zecca. All’auto piaceva essere chiamata veicolo, perché pensava che la parola suonasse più elegante. “Grazie mille, elefantino”, disse. “Ma probabilmente dovrei immergere anche le mie ruote nell'acqua". Questo aspetto antropomorfico delle giostre riflette l'amore che i bambini riversano su questi oggetti, considerandoli veri e propri compagni di giochi.

infografica sulle componenti meccaniche di una giostra classica

La sfida del "Codino": crescita e competizione

Il tredici di marzo è la festa del patrono di Arona. Qualche giorno prima del Tredicino, così la chiamiamo la grande festa, noi bambini eravamo effervescenti ed emozionati perché arrivavano le giostre. Grandi carovane riempivano il lungo lago di camion, roulotte e bancarelle, pronte da montare con quei gioielli del divertimento. Ultimato il montaggio delle giostre, i giostrai facevano dei giri di prova e noi, che soldi in quei periodi non ne avevamo, eravamo pronti a sacrificarci come primi passeggeri. C’erano le giostre più strane, piene di luci, con mille colori, erano tutte in fila così da far girare la testa e togliere il fiato a qualunque bambino e, forse, anche a qualche adulto che da piccolo non aveva avuto la possibilità di vederle.

La giostra che attirava di più era quella fatta da miniature di macchine, carrozze, cavalli e motociclette. Girava per circa un minuto, poi annunciavano che c'era la gara per chi riusciva a prendere il codino dello scoiattolo. "Dai bambino, prendi il codino, forza, dai che ce la fai, ecco che arriva la bambina sulla carrozza, allunga la manina, dai ragazzino che questa volta è tuo, oooh! Come è veloce questo scoiattolo, non si fa prendere, ma ecco il bambino a cavallo che riesce a strapparlo, bravo hai vinto un altro giro…". Quel codino era il grande obbiettivo da raggiungere. Per il cassiere era solo il suo lavoro tirare la corda, per il bambino era il banco per mettersi alla prova. La sfida ha sempre fatto parte della vita; qualunque cosa ci si proponga di fare, nasce il bisogno di crearsi dei rivali con i quali misurarsi.

bambino che tenta di afferrare il codino su una giostra vintage

Dalla giostra all'autopista: il passaggio all'adolescenza

È durata pochi anni la sfida con il codino perché crescendo le preferenze sono passate su altri tipi di giostre. A tredici anni era l'autopista che attirava, dove la sfida era quella di tamponare l'avversario all'improvviso per ridicolizzarlo agli occhi delle ragazzine che, al bordo della pista, facevano da giudice e da premio finale. Molti, cresciuti in questo ambiente di sana competizione, hanno poi cercato di sfidare il mondo mettendo alla prova le proprie capacità di coraggio e resistenza. Anche se le giostre cambiavano ogni volta, il codino era sempre lo stesso e il giostraio, col tempo, imparava a conoscere bene i suoi piccoli "avversari".

Spesso, tornando alle giostre da adulti con i propri figli, si insegnano loro gli stessi trucchi con ottimi risultati. Dopo qualche giro, ci si ferma a una bancarella per mangiare il classico zucchero filato e un pezzo di torrone con le nocciole, che è così buono da ricordarne il sapore e il profumo per anni. È strano come il sapore del torrone resti immutato nel tempo, un legame sensoriale che unisce il passato al presente, ricordandoci di non perdere "pezzi di film" nel tentativo continuo di sfidare tutto e tutti.

La letteratura e la Giostra del Saracino: "Dai nonno raccontaci una storia"

“Dai nonno raccontaci una storia” è il libro di Alessandro Boncompagni illustrato dalle sorelle Bindi, Ginevra e Letizia, che è stato presentato per la prima volta lo scorso 5 novembre. L’idea di questo racconto nasce da lontano, quando l'autore si è reso conto che storici locali, statistici, “esperti”, o semplici appassionati di Giostra negli anni avevano scritto un bel po’ di roba attorno alla manifestazione di Arezzo, ma raramente qualcuno aveva pensato di scrivere qualcosa per i più spontanei tifosi, i bambini della città. Qualche anno fa venne realizzato il Gioco del Buratto, un gioco da tavolo modello gioco dell’oca, regalato a 3.000 allievi delle prime classi elementari.

La realizzazione di un libro è sempre un gioco di squadra. L’autore ha scelto la forma del dialogo tra un nonno e la sua nipotina, qualcosa di diverso dalla fiaba o dal racconto tradizionale, forse per la sua grande passione per il teatro. In questo progetto sono entrati in gioco molti attori: l’amico giornalista Alessandro Bindi, le sue figlie Ginevra e Letizia, grafici, tipografi e mecenati. Il fine benefico dell’iniziativa è centrale: il libro è stato pensato per la Fondazione Meyer dell’ospedale pediatrico fiorentino, una struttura specializzata apprezzata da tante famiglie che ne hanno avuto bisogno.

illustrazioni dei quartieri della Giostra del Saracino per bambini

Solidarietà e appartenenza: il Meyer e i Quartieri

Poter illustrare la storia scritta da Alessandro Boncompagni è stata un'esperienza che ha avvicinato ancora di più le giovani illustratrici alla Giostra del Saracino. I disegni sono frutto in parte della fantasia e in parte della realtà, come quelli che raffigurano gli stemmi di quartieri e che ritraggono fedelmente gli emblemi. Contribuire ad aiutare i bambini che hanno bisogno di cure attraverso l'ospedale Meyer è una finalità che riempie di gioia. Questo progetto solidale ha permesso di comprendere in prima persona l’importanza della beneficenza e di restituire il sorriso attraverso il dono.

La Giostra del Saracino è una manifestazione affascinante ed emozionante, con un apparato regolamentare invidiato da molti e un contesto scenografico unico al mondo, come visto nel film “La vita è bella…”. I suoi Quartieri “vivono” tutto l’anno. Tuttavia, emerge il desiderio di nuove iniziative dedicate ai più piccoli che coinvolgano tutti i quartieri, affinché emerga la passione verso la Giostra in generale, al di là della fede giostresca di ciascuno. L'obiettivo è organizzare eventi di bambini per i bambini con finalità solidali, continuando a sostenere chi ha bisogno di cure.

Simbolismo e valore sociale: la Giostra per la pace

La Biblioteca Braidense si pone come luogo per lo sviluppo dei valori dei bambini e per la pace. Durante i giri di giostra è stata animata e raccontata un’antica fiaba tradizionale, intitolata "La rapa", letta sia in ucraino che in italiano. Alla favola originale sono state apportate solo delle piccole modifiche per permettere ai bambini di partecipare attivamente. La giostra è stata scelta perché ha un alto valore simbolico ed è lo strumento ideale per lavorare sulla dimensione dell’immaginario collettivo attirando il pubblico con le luci, i suoni, l’imbonimento, la sfida e la condivisione di un’esperienza.

Ogni visitatore della Biblioteca Braidense e della Pinacoteca di Brera merita un’esperienza straordinaria. La giostra, in questo contesto, smette di essere solo un divertimento meccanico per diventare un ponte tra culture e un veicolo di messaggi universali. La combinazione di arte, storia e gioco permette di creare un ambiente dove il bambino può crescere non solo fisicamente, ma anche emotivamente e socialmente.

Aspetti gestionali e segreti della tradizione

Gestire una manifestazione tanto bella quanto complessa come la Giostra richiede competenza e dedizione. Alessandro Boncompagni, ex Direttore dell’ufficio Giostra del Saracino e Folclore per undici anni, cita il suo maestro, il dott. Vittorio Beoni, dal quale ha appreso tutti i segreti e i problemi della gestione. La complessità risiede nel bilanciare la fedeltà storica con la necessità di rendere l'evento fruibile e appassionante per le nuove generazioni.

Il passaggio dalla stesura dei testi alla fase embrionale, fino alla stampa di opere dedicate alla giostra, richiede una revisione continua. La forma del dialogo, l'uso di illustrazioni realistiche per gli stemmi e la collaborazione tra professionisti diversi dimostrano quanto la giostra sia un tema multidisciplinare. Non è solo ingegneria o solo arte; è un ecosistema culturale che comprende artigianato, storia locale e impegno civile.

Un’eredità da preservare

La giostra continua a girare, portando con sé storie di bambini, di sfide col codino e di solidarietà. Che sia una giostra a vapore del 1895 o una moderna struttura a energia solare, il suo cuore rimane lo stesso: un cerchio magico dove il tempo sembra fermarsi. Dalla funzione rituale di fertilità degli antichi alle moderne iniziative per il Meyer, la giostra dimostra una straordinaria capacità di adattamento, rimanendo sempre fedele alla sua missione originaria di regalare meraviglia e unire la comunità attorno a un centro rotante di gioia e colori.

particolare di un cavallo di giostra in stile Coney Island riccamente decorato

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