Avvicinare i bambini alla gentilezza è la base per un futuro positivo; è essenziale mettere nel bagaglio del piccolo la buona educazione, la cortesia e le buone maniere. Spiegare la gentilezza ai bambini non è soltanto una questione di regole sociali, ma rappresenta un vero e proprio benessere per la loro salute. Essere gentili fa bene al cuore e mantiene l’umore felice, mentre al contrario essere non gentili porta a uno stato di nervosismo che costituisce un aggettivo negativo nocivo alla salute. Molti genitori desiderano che i propri figli siano gentili, capaci di piccoli gesti di cura e affetto verso il prossimo. Un bambino gentile ci intenerisce e ci riempie di orgoglio perché per molti la gentilezza è un valore importante. Per contro, quando i bambini si comportano in modo più egoista o impulsivo, cosa del tutto normale nello sviluppo, ci intristiamo e ci chiediamo: come possiamo spiegare ai bambini cosa significa essere gentili? E come possiamo aiutarli a portare questo valore nelle loro relazioni quotidiane?

Il significato profondo della gentilezza nell'infanzia
Il concetto di gentilezza può essere astratto per i bambini piccoli, che ragionano in modo concreto. Possiamo renderlo più chiaro collegandolo a gesti quotidiani e usando un linguaggio semplice. Insegnare la gentilezza ai bambini è più che insegnare a dire “grazie” e “prego”. Essere gentili significa esprimere empatia, consapevolezza, gratitudine e capacità di interagire in modo positivo con le persone che ci circondano. Praticando la gentilezza, bambini e bambine imparano anche a riconoscere la gentilezza negli altri e a vedere il lato positivo delle persone e delle situazioni.
Per spiegare la gentilezza ai bambini, gli educatori possono fare un cartellone insieme al piccolo con delle paroline gentili. Ve ne consigliamo qualcuna: Grazie, scusami, prego, buona fortuna, buona giornata, come ti senti? hai mangiato? hai bisogno di qualcosa? Le storie e fiabe possono aiutare i bambini a identificarsi con atti di gentilezza. Albi illustrati in cui i protagonisti compiono gesti gentili stimolano l'imitazione, sebbene l'esempio delle persone reali sia ancora più potente. Dopo aver letto una storia, possiamo sottolineare: “Che gesto gentile ha fatto la bambina raccogliendo i sassolini per la sua amica.”
L'IMPORTANZA DELLA GENTILEZZA A JOY STORY JOY AND HERON
L'esempio degli adulti: il motore del cambiamento
La gentilezza si insegna soprattutto attraverso l’esempio. I bambini imparano molto più dai nostri comportamenti che dalle nostre parole. Se vedono i genitori essere gentili - tra di loro e con gli estranei - interiorizzano questi atteggiamenti. Ricordiamo però che i bambini imitano tutto ciò che vedono, gentilezza e atteggiamenti più prepotenti. Le interazioni quotidiane tra genitori e figli sono fondamentali per definire nella loro mente cosa sia “giusto” o “sbagliato”.
Cogliamo ogni occasione per evidenziare i valori che vogliamo trasmettere: “Hai visto? Ho aiutato quella signora con le buste della spesa perché mi sembrava in difficoltà. Quando vediamo qualcuno che ha bisogno di aiuto, possiamo fare qualcosa per farlo stare meglio.” Oppure: “Che gentile quel signore che ci ha fatte passare, è proprio bello quando qualcuno si comporta in modo cortese.” Questi piccoli momenti di condivisione contribuiscono a far sì che i bambini comprendano il valore della gentilezza e siano motivati a ripeterli.
Sviluppare l'empatia come radice della gentilezza
La gentilezza è strettamente legata allo sviluppo dell'empatia, che si manifesta quando i bambini riescono a riconoscere e comprendere i sentimenti degli altri. Aiutare i bambini a sviluppare empatia li rende più sereni e favorisce la loro capacità di relazionarsi in modo positivo. Per avviare questo prezioso processo possiamo iniziare con semplici domande e osservazioni che incoraggiano i bambini a riflettere sulle emozioni altrui e i gesti di cura:
- “Vedi, Sofia ci è rimasta male. Come possiamo chiederle scusa?”
- “Luis sembra triste. Cosa potremmo fare per aiutarlo?”
- “Hai visto che si è allontanato? Probabilmente ha voglia di stare un po’ da solo.”
- “Cinzia sta guardando la tua merenda, sembra che le piaccia molto. Lei è senza nulla, credo che sarebbe molto contenta se gliene offrissi un po’.”
Queste riflessioni aiutano i bambini a mettersi nei panni degli altri, imparando così che possono provare emozioni diverse dalle loro. Ricordati che è naturale che a scuola o all'asilo i bambini a volte mostrino comportamenti impulsivi come urlare, strappare di mano un oggetto desiderato o spingere quando si sentono infastiditi. Questi atteggiamenti non indicano necessariamente una mancanza di gentilezza, ma piuttosto la difficoltà a gestire le emozioni in situazioni di frustrazione. Con il tempo, e quando i bambini si sentono sereni e supportati, imparano a regolare meglio le loro reazioni.

Attività pratiche per celebrare e allenare la gentilezza
Il 13 novembre si celebra in tutto il mondo la Giornata della Gentilezza. Può essere il momento perfetto per compiere delle attività per la gentilezza che insegnino ai bambini l'importanza di questo valore. Un’attività emozionante per i più piccoli è creare il "Cuore della Gentilezza": ogni bambino riceve un cuore di carta e disegna o descrive un gesto gentile che ha fatto o che vorrebbe fare. Questi cuori vengono poi appesi insieme per creare un grande "Cuore della Classe", che rappresenta l'amore e la gentilezza che uniscono tutti.
Giochi per stimolare la socialità
- Abbraccia l'albero: in giardino o al parco l'adulto suona un tamburello e i bambini ballano, corrono e si muovono in libertà fino a quando la musica non si stoppa e il musicista dice "Abbraccia l'albero".
- Girotondo della gentilezza: a scuola, i bambini iniziano un girotondo a ritmo di musica e osservano i compagni "cercando" qualità da attribuire loro. Quando la musica si ferma, scelgono un compagno da abbracciare, pronunciando una parola gentile che sottolinei una sua qualità.
- Il gioco delle Parole della gentilezza: a casa possiamo stabilire un traguardo da raggiungere durante la giornata, per esempio 50 Grazie o 100 Grazie. Abbiamo a disposizione una giornata di tempo per raggiungere l'obiettivo.
Gesti quotidiani di valore
Per dimostrare gentilezza si può partire condividendo la merenda con i propri compagni, aiutando gli amici e le persone in difficoltà, provando a essere più buoni con i propri fratelli evitando di litigare. Altro gesto importante è rendere merito agli altri complimentandosi per un risultato raggiunto o una buona azione compiuta. Incoraggiate il saluto spontaneo: molte persone attendono che sia l'altro a salutarle per timidezza o perché introverse, e insegnare al bambino a fare il primo passo è un atto di grande coraggio sociale.

Valorizzare i comportamenti spontanei e l'autostima
Un altro aspetto prezioso è valorizzare i gesti spontanei di gentilezza. Anche senza una guida esplicita, i bambini spesso mostrano atti di gentilezza autentici. Ad esempio, possiamo dire: "Ho notato che oggi hai prestato il tuo gioco nuovo a Marta." Far notare questi effetti aiuta i bambini a comprendere che la gentilezza ha un impatto concreto sugli altri e questo li motiva a continuare a comportarsi in modo gentile, rafforzando anche la loro autostima: si sentiranno infatti più apprezzati e competenti. Quando tuo figlio si comporta in modo gentile, lodalo. Alcuni bambini hanno un’intelligenza intrapersonale più sviluppata e sono naturalmente più empatici di altri, ma tutti possono imparare a essere più gentili.
Esempi pratici per la vita in casa e a scuola
Per educare bambini e bambine alla gentilezza non servono grandi discorsi, ma esempi pratici di piccoli gesti gentili che possono fare verso amici, parenti e insegnanti. E anche verso di te: chiedi aiuto quando ne hai bisogno, abitua i tuoi figli a dare una mano in casa.
- Aiutare in casa: insegnare a bambini e bambine ad aiutare in casa, o chiedere aiuto quando ne hai bisogno è un modo per aiutarli a praticare la gentilezza.
- Condividere i materiali scolastici o i giocattoli: puoi incoraggiare i bambini a condividere giocattoli, libri o il materiale scolastico in modo graduale e quando hanno l’età giusta.
- Invitare a giocare chi è da solo: insegna a tuo figlio a notare se qualcuno è solo durante la ricreazione e suggerisci di invitarlo a fare un gioco.
- Ricordare i compleanni: create insieme un calendario delle feste e dei compleanni di amici e familiari per non dimenticare i giorni speciali.
- Chiedere “come stai”: la gentilezza è prima di tutto attenzione agli altri. Puoi insegnare a tuo figlio a mostrare interesse per come si sentono i compagni di scuola, gli amici o i familiari.
- Chiedere scusa: per essere gentili bisogna imparare a dire “mi disprace” quando si fa un errore.
La gentilezza va allenata, e pian piano diventa un’abitudine che arricchisce la vita del bambino e di chiunque lo circondi. Ricordiamoci sempre di suggerire: “Nonna sarebbe contenta se le facessi una telefonata per salutarla”, “Il tuo amico non viene a scuola da qualche giorno. Potreste chiamarlo per sentire come sta e raccontargli cosa avete fatto a scuola”, oppure “Porta una matita in più a scuola, così puoi prestarla a chi l’ha dimenticata a casa”. Questi piccoli passi formano cittadini più consapevoli e cuori più aperti verso il mondo.
tags: #la #gentilezza #spiegata #ai #bambini