Micia ha appena partorito e non sapete cosa aspettarvi? Ecco tutto ciò che bisogna sapere sul comportamento della gatta dopo il parto. Dopo questo magico momento in cui la Natura esplode con tutta la sua forza, mamma micia come si comporta? Ha tendenza ad avvicinare i cuccioli? Come comportarsi in caso contrario? Il parto della gatta comporta tre fasi principali. La prima in cui la micia, dopo una gestazione di mediamente 63 giorni, comincia a manifestare i segnali che il momento è giunto. Il gatto è una specie cosiddetta altricial o “a prole inetta”: animali in cui i piccoli nascono ad uno stadio di sviluppo poco avanzato (ciechi e sordi) e sono totalmente dipendenti dalla madre. Alla nascita gli unici sensi sviluppati sono l’olfatto ed il tatto, che i gattini usano per trovare l’unica fonte di cibo a loro disposizione (la mamma).

L'istinto materno e le prime ore di vita
Per istinto materno, si intendono tutti quei comportamenti sia prima che dopo il parto che possiede mamma gatta che, sono volti a curare e proteggere i cuccioli. Le gatte al loro primo parto sono dette “primipare” e dal momento che sono inesperte potrebbero non essere in grado di adottare da subito un comportamento corretto durante il parto, ad es. rompere il sacco amniotico per liberare il gattino e permettergli quindi di respirare. La placenta viene mangiata da mamma-gatta, in quanto è ricca di sostanze nutritive; i primi giorni di vita dei cuccioli rimane infatti costantemente con loro.
I gattini appena nati non sono in grado di espletare alcune funzioni fisiologiche come il defecare e l’urinare, ma la mamma deve necessariamente stimolarli leccando l’area perineale del cucciolo. Mamma-gatta li lecca in modo molto intenso per stimolare la respirazione, la digestione, il metabolismo e l’eliminazione. Mamma gatta è molto attenta al benessere dei suoi cuccioli, è molto delicata anche nei movimenti all’interno della zona parto, cerca infatti di evitare di schiacciarli. Nei primi giorni dopo il parto lei rimarrà all’interno della cuccia per provvedere a tutte le esigenze dei nascituri, uscirà per mangiare poche volte e passerà le sue giornate allattando i cuccioli e pulendoli spesso.
Gestione del nido e spostamento dei cuccioli
Nella settimana che precede il parto la gatta si cerca un angolo tranquillo e isolato. La futura madre trascorrerà molto tempo nel nido, che verrà quindi a essere connotato dal suo odore familiare. Una volta terminato il parto, la femmina tende a stare sempre con i gattini e lascia il nido solo per cercare cibo o fare un po’ di movimento. Un comportamento comune delle gatte è quello di trasferire “frequentemente” (pochi gg dopo il parto e poi dopo qualche settimana) i cuccioli in un'altra “tana”. In questo modo li sposta in un luogo più sicuro e pulito. È possibile anche che la neomamma cominci a spostare i suoi cuccioli in un'altra parte della casa.
ARRIVO di un GATTO a CASA 🐱 🏠 Quanto tempo ci mette ad adattarsi?
L'allattamento: fasi e sviluppo della prole
L’allattamento inizia un paio di ore dopo il parto e durante la prima settimana, la madre trascorre il 70% del suo tempo in questa attività. L’allattamento prevede tre periodi successivi: durante il primo (fino a due-tre settimane dalla nascita) è la mamma che prende l’iniziativa; successivamente (fino alle 4-5 settimane) sia la mamma che i gattini danno inizio alla poppata ed infine saranno per lo più i gattini ad avere l’iniziativa. Il comportamento del cucciolo durante l’allattamento è stereotipato: massaggiano con le zampe anteriori e fanno le fusa mentre succhiano, così da stimolare la fuoriuscita di latte.
Per le prime 3-4 settimane mamma-gatta tenderà a rimanere con i piccoli più del 70% del suo tempo, per prendersi cura di loro, poi piano piano andrà a diminuire per arrivare circa al 16% intorno alla quinta settimana. Gli occhi si aprono all’incirca tra i 7 e i 10 gg. Lo sviluppo motorio avviene lentamente ed i gattini iniziano a camminare intorno alle 3 settimane. Dopo tale periodo i gattini iniziano quindi a esplorare il mondo che circonda il loro nido.
Educazione e svezzamento
Verso la terza settimana i gattini iniziano a mettere i denti da latte e la poppata comincia a diventare man mano dolorosa. L’inizio dello svezzamento parte intorno ai 40 giorni di vita dei cuccioli, quando mamma-gatta comincia ad educarli alla caccia. Mamma-gatta insegna ai cuccioli ad es. come lavarsi, come coprire i bisogni, a cacciare ed a diventare un gatto adulto equilibrato. La frustrazione da svezzamento, quando mamma-gatta allontana il cucciolo che cerca ancora di prendere il suo latte, è un passaggio fondamentale per l’equilibrio psicologico del gattino.
Queste tecniche educative non hanno il fine di “aggredire” il cucciolo nel vero senso della parola, ma di educarlo ed infatti sono sempre seguite da comportamenti di cura, leccamento e sfregamenti. Quando i gattini iniziano a camminare è quindi ora dello svezzamento attraverso il gioco e la caccia e inizia il periodo dell’educazione alla vita.

Complicazioni nel post-partum e salute della gatta
A volte può capitare che una gatta non riesca ad espellere la parte finale delle membrane fetali dopo che il parto sembra essere terminato. La gatta probabilmente mostrerà segni di irrequitezza e di disagio addominale e potrà essere poco disposta a sdraiarsi con i suoi gattini e prendersene cura durante le 24-72 ore dopo parto. Il suo appetito probabilmente sarà scarso e si potranno avere perdite vaginali brunastre. Trattamento: è necessaria la copertura antibiotica a vasto-spettro, mentre l’uso di prostaglandina F2-alpha può contribuire ad indurre l’espulsione delle membrane ritenute.
Il prolasso uterino consiste nella protrusione o fuoriuscita di un corno uterino rovesciato che sporge dalla vulva. Accade raramente, e si presenta come emergenza acuta post parto, specialmente in un parto lungo e/o di parecchi cuccioli. La protrusione dell’organo è molto evidente, in forma di una formazione sferica o tubolare di colore rosso vivo che esce dalla vulva, la gatta manifesta disagio malgrado il completamento del parto. Trattamento: Chirurgico immediato, se si ritarda a trattare il problema la gatta diventerà velocemente acuta, collassata e letargica, e si può rischiare una rottura uterina.
La mastite è l’infiammazione delle ghiandole mammarie, si può avere sia all’inizio che alla fine del periodo di lattazione. Possono essere causa di predisposizione a mastite la presenza di ostruzioni in un dotto della ghiandola mammaria, condizioni di vita poco igieniche, o una temperatura insufficiente della zona dove vive la gatta. I segni di mastite in una gatta sono la depressione, la letargia, perdita di appetito, febbre e rifiuto nutrire o occuparsi dei gattini. Una o più ghiandole appaiono gonfie, di colore rosso, dure e dolenti. Se si sviluppano ascessi la gatta diventerà anoressica, febbricitante e si avrà oltre che dolore e rigonfiamento nella ghiandola, una zona violacea di pressione del pus accumulato. La mastite purulenta è pericolosa per i gattini, quindi è necessario nutrirli artificialmente.
La tetania da lattazione si può verificare durante, o in qualunque momento dopo, il parto. Nella gatta, la maggior parte dei casi sono registrati più avanti nella lattazione, tipicamente da 17 giorni a otto settimane dal parto. Trattamento: Il trattamento deve essere rapido tramite l’iniezione endovenosa di soluzioni di calcio, e ciò determina un recupero spettacolare delle condizioni della gatta. Può essere anche necessario un trattamento a seguire con iniezioni sottocutanee di soluzioni di calcio ai fini di un completo recupero. I gattini dovrebbero essere rimossi dalla madre e svezzati, se abbastanza grandi, oppure supportati con un’alimentazione supplementare.
Consigli pratici per il proprietario
Nonostante le dinamiche biologiche siano guidate dall'istinto, noi padroni possiamo mettere in pratica una serie di piccole astuzie per far sì che il post parto vada per il meglio. Assicurarsi che mamma gatta si prenda cura dei suoi gattini appena nati: deve leccarli più volte al giorno e lasciare ad ognuno la possibilità di nutrirsi. In caso di dubbio, controllare la presenza di latte premendo delicatamente le mammelle. Se il parto è prematuro non esitare a metterli di fronte alle mammelle in modo che si nutrano.

L’istinto materno può venire meno solo in casi estremamente rari come gravidanze difficili, ambiente di vita stressante, problemi legati al parto o a difetti genetici dei gattini. In questi casi purtroppo i gattini vengono abbandonati e lasciati al loro destino e, possiamo sperare di salvarli trovando loro una balia o, diventando noi stessi delle balie. Se la gatta non vuole farsi trovare difficilmente riuscirete a monitorarla. Strano però che non voglia…. magari se riuscite a seguirla fino al luogo del parto, portate dietro il suo cibo preferito da darle una volta là, così magari associa le vostre visite a qualcosa di positivo. Durante la fase di allattamento la dieta della gatta deve essere adattata per sostenere il dispendio energetico della lattazione.