Sonia Gandhi: Dalla provincia italiana alla guida della più grande democrazia del mondo

La storia di Sonia Gandhi è un romanzo avvincente, ricco di insegnamenti, che intreccia le vicende personali di una donna con la tumultuosa storia dell'India. Nata Sonia Maino in un piccolo paese dell'altopiano vicentino, Lusiana, nel 1946, ha intrapreso un percorso straordinario che l'ha portata a diventare una delle figure politiche più influenti del pianeta. La sua traiettoria da studentessa di lingue timida e priva di ambizioni politiche a leader del Congresso Nazionale Indiano, e per estensione, a simbolo di una nazione complessa e multiforme, è un racconto di coraggio, determinazione e un profondo legame con la terra che ha scelto come propria.

Un incontro a Cambridge: l'inizio di un amore e di un destino

Il destino di Sonia Maino si incrocia con quello dell'India in un modo quasi fiabesco. Diciottenne, si trasferisce a Cambridge per perfezionare la sua conoscenza della lingua inglese presso la Lennox Cook School. È qui, in un ristorante greco, che incontra Rajiv Gandhi, il primogenito di Indira Gandhi, allora Primo Ministro dell'India. Rajiv, rampollo di una delle famiglie più importanti e influenti dell'India, si trovava a Cambridge come studente, benché squattrinato, come molti altri giovani dell'epoca, anche a causa delle stringenti leggi valutarie del paese. La presentazione avviene tramite un amico comune, Christian von Stieglitz. Fu amore a prima vista. Un amore che, seppur contrastato inizialmente dalla famiglia di Sonia, emigrata da Orbassano, in provincia di Torino, dall'altopiano di Asiago, non fu ostacolato dalla più cosmopolita Indira Gandhi.

Coppia giovane Sonia e Rajiv Gandhi

Il padre di Sonia, Stefano Maino, un uomo vicino al fascismo, aveva un legame profondo con la sua terra natale. Volontario e poi prigioniero nella campagna di Russia, desiderava chiamare la figlia Sonia in onore di una donna che gli aveva salvato la vita. Tuttavia, il nome non corrispondeva a nessun santo nel calendario, e così Sonia venne battezzata Antonia Edvige Albina. Il padre, che aveva avviato un'impresa edile ad Orbassano, ebbe un ruolo in eventi storici locali, come il sequestro di Luigi Ronzani, Commissario Prefettizio di Lusiana, da parte dei partigiani. La madre di Sonia, Paola Predebon, proveniva da una famiglia con radici nell'altopiano, dove il cognome Maino era presente da generazioni. Sonia aveva due sorelle: Anna, detta Anouchka, la maggiore, e Nadia, la minore. La casa natale di Sonia a Lusiana, contrada Maini, porta ancora oggi una piccola targa in inglese: "Sonia's birthplace".

Il trasferimento in India e l'integrazione nella famiglia Gandhi

Dopo il matrimonio con Rajiv Gandhi, celebrato il 26 febbraio 1968, Sonia, allora ventunenne, si trasferì definitivamente in India. Questo passaggio segnò l'inizio della sua profonda integrazione nella vita e nella cultura indiana. La sua trasformazione da ragazza italiana a figura centrale nella politica indiana è stata graduale ma inesorabile. Imparò perfettamente l'hindi, la lingua nazionale, e abbracciò le tradizioni del paese che era diventato la sua casa. Nonostante le sue origini italiane, Sonia si è completamente "diventata indiana", come affermato da Dominique Lapierre, giornalista francese e profondo conoscitore dell'India. La sua capacità di adattamento e la sua dedizione alla famiglia e al paese di Rajiv sono state fondamentali.

Sonia Gandhi con la famiglia

La famiglia Gandhi-Nehru era un pilastro della politica indiana. Indira Gandhi, suocera di Sonia, era una figura imponente, una delle donne più potenti del suo tempo. La vita di Sonia fu profondamente segnata dagli eventi che coinvolsero la famiglia: la carriera politica e la tragica morte violenta di Indira Gandhi, assassinata nel 1984, e successivamente, nel 1991, l'assassinio di Rajiv Gandhi, vittima di un attentato durante la campagna elettorale. Questi eventi traumatici, che videro Sonia vicina ai suoi cari nei momenti più difficili, la spinsero gradualmente verso un coinvolgimento più attivo nella vita pubblica.

L'ingresso in politica: un percorso inatteso

L'ingresso di Sonia Gandhi nella politica non fu una scelta immediata. Dopo l'assassinio di Rajiv nel 1991, i vertici del Congresso Nazionale Indiano si rivolsero a lei per chiederle di assumere la guida del partito. Tuttavia, Sonia rifiutò, ritenendo che la famiglia Gandhi avesse già dato abbastanza all'India. La pressione politica e il declino delle fortune del partito la spinsero, dopo sei anni di riflessione, a cambiare idea. Nel 1997, si unì formalmente al Congresso, diventandone presidente nel 1998.

Come Sonia ha governato l'India ~ Docufilm completo

La sua leadership fu inizialmente oggetto di dibattito e critiche a causa delle sue origini straniere. Nel 1999, alcuni dissidenti del partito, tra cui Sharad Pawar, contestarono il suo diritto di aspirare alla carica di Primo Ministro indiano. Nonostante ciò, Sonia dimostrò una notevole capacità di mobilitare e riconquistare la fiducia degli elettori, appoggiandosi alla forte eredità politica della dinastia Gandhi-Nehru. La sua campagna elettorale nel 1999 la vide vincere in due collegi, Bellary e Amethi, scegliendo infine di rappresentare quest'ultimo.

La leader del Congresso e la rinuncia alla carica di Primo Ministro

Sotto la guida di Sonia Gandhi, il Congresso Nazionale Indiano riuscì a risalire la china e a riconquistare il favore popolare. Alle elezioni generali dell'aprile-maggio 2004, la coalizione da lei guidata, l'United Progressive Alliance (UPA), ottenne una vittoria a sorpresa, conquistando 214 dei 543 seggi della Lok Sabha (la camera bassa del Parlamento). La vittoria fu schiacciante contro il partito del primo ministro uscente, Atal Behari Vajpayee.

Nonostante il suo ruolo di leader della coalizione vincente, Sonia Gandhi fece una scelta storica e inaspettata: rinunciò alla carica di Primo Ministro. Propose invece Manmohan Singh, un ex ministro del governo di Narasimha Rao, come candidato premier. Questa decisione fu accolta con sorpresa ma dimostrò la sua capacità di anteporre l'interesse del partito e della nazione a quello personale. Manmohan Singh divenne Primo Ministro il 19 maggio 2004.

Sonia Gandhi con Manmohan Singh

Il figlio di Sonia, Rahul Gandhi, fu eletto al parlamento indiano nella stessa consultazione elettorale del 2004, con la sorella Priyanka che aveva curato la sua campagna. Nel 2009, la coalizione guidata dal partito di Sonia Gandhi ottenne nuovamente la vittoria alle elezioni, riconfermando Manmohan Singh come Primo Ministro.

Le sfide dell'India e il ruolo di Sonia Gandhi

L'India che Sonia Gandhi ha contribuito a guidare affronta sfide immense. La povertà, la corruzione e la diversità culturale sono solo alcune delle questioni cruciali. Dominique Lapierre, nel suo libro "Il sari rosso" (scritto con Javier Moro), evidenzia come Sonia Gandhi sia profondamente consapevole della gravità della corruzione in India. Ha imposto misure rigorose ai suoi ministri, come l'uso della classe economica per i viaggi aerei e soggiorni in alberghi a tre stelle, nel tentativo di contrastare la corruzione dilagante. Lapierre descrive la corruzione come una "malattia grave" che colpisce ogni livello della società, arrivando persino a intaccare le attività benefiche, come nel caso dei farmaci destinati ai malati di tubercolosi che vengono rubati e rivenduti.

La forza di Sonia Gandhi, secondo Lapierre, risiede nella sua intelligenza, nel suo coraggio, nel suo rigore e nella sua onestà. Ma soprattutto, risiede nella sua capacità di aver raccolto l'eredità spirituale e politica di una grande tradizione familiare. Il nome "Gandhi", nonostante la sua origine non legata al Mahatma Gandhi (Feroze Gandhi, marito di Indira, era un parsi omonimo), continua a rappresentare un simbolo di unità e universalità in un paese estremamente frammentato.

Sonia Gandhi durante un discorso

Nel 2010, la rivista statunitense Forbes ha posizionato Sonia Gandhi al nono posto nella classifica delle personalità più potenti del pianeta, un riconoscimento del suo ruolo di spicco sulla scena globale. Nonostante abbia rinunciato alla carica di Primo Ministro, il suo influsso politico rimane considerevole, guidando il partito e influenzando le decisioni governative. La sua capacità di navigare le complesse dinamiche della politica indiana, mantenendo al contempo un legame con le sue radici italiane, fa di lei una figura unica e affascinante nella storia contemporanea. La sua storia è una testimonianza del potere trasformativo dell'amore, della determinazione e della capacità di un individuo di abbracciare un destino inaspettato, diventando un punto di riferimento per milioni di persone.

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