Lo Squirting e l'Eiaculazione Femminile: Tra Scienza, Piacere e Miti da Sfatare

Introduzione: Il Fenomeno dell'Eiaculazione Femminile e dello Squirting

Nel vasto e complesso panorama della sessualità umana, alcuni fenomeni rimangono avvolti da un alone di mistero, dibattiti scientifici e false credenze. Tra questi, lo squirting e l'eiaculazione femminile emergono come argomenti di crescente interesse e curiosità. Se fino a qualche anno fa questi termini erano quasi sconosciuti, oggi è difficile trovare persone che non li abbiano mai sentiti nominare almeno una volta, soprattutto tra le generazioni dei più giovani. Nonostante la loro crescente popolarità, in particolare online e attraverso la rappresentazione mediatica, la comunità medica e scientifica non ha ancora raggiunto un giudizio unanime sulla loro natura e sul loro funzionamento preciso, rendendoli uno dei fenomeni più affascinanti e misteriosi della sessualità femminile.

La divulgazione non scientifica della sessualità femminile e l’ignoranza, unita a false aspettative e convinzioni, infatti, condizionano spesso la stessa risposta sessuale della donna. Questo può portare a situazioni in cui le donne vivono sentimenti di vergogna, si sentono anormali o insicure riguardo alla propria sessualità, sia che sperimentino lo squirting sia che non lo facciano. Per esempio, alcune donne che eiaculano possono scambiare il liquido per urina o pensare che sia un’eccessiva lubrificazione, come evidenziato da Kratochvíl S nel 1994, e quindi non percepire l’eiaculazione femminile come un arricchimento della propria vita sessuale. Al contrario, chi non riesce a sperimentarlo può viverlo come un handicap. È importante, tuttavia, ricordare che un orgasmo intenso e duraturo può prescindere dal fatto che nella donna si verifichi o meno l’emissione genitale. La relazione tra squirting e il benessere sessuale e riproduttivo della coppia è un tema di approfondimento anche in contesti specialistici, come i Congressi Nazionali dell'Associazione Andrologi Italiani, che vedono la partecipazione di specialisti in chirurgia vascolare, chirurgia generale e urologia.

Per fare chiarezza, è fondamentale analizzare in profondità cosa sia realmente lo squirting, da dove provenga il liquido emesso, quali siano le sue implicazioni fisiologiche e psicologiche e come la ricerca scientifica stia cercando di comprendere meglio questo enigma della sessualità femminile. Ciò che è noto al riguardo dell’emissione femminile è ancora oggetto di studio, ma la sua analisi permette di superare i molti pregiudizi che circondano questo aspetto del piacere.

rappresentazione stilizzata dell'orgasmo femminile con emissione di liquido

Distinguiamo i Termini: Squirting ed Eiaculazione Femminile

Spesso utilizzati in modo interscambiabile, i termini "squirting" ed "eiaculazione femminile" indicano in realtà due fenomeni distinti, sebbene correlati. Il cosidetto "squirting" o "squirt", definito anche come "eiaculazione femminile", è uno di quegli argomenti chiacchieratissimi, soprattutto online, eppure difficili da sperimentare in prima persona per tutte le donne.

Con il termine squirting, che deriva dall'inglese "to squirt" (spruzzare/schizzare), ci si riferisce a una consistente emissione di liquido che la donna può sperimentare durante un rapporto sessuale e che coincide generalmente con il momento di massimo piacere. Consiste in un liquido trasparente emesso in quantità più o meno considerevoli, con manifestazioni di carattere eiaculatorio più evidente ed “esplosivo”. È il fenomeno che, nell’immaginario collettivo, è un po’ come l’ultima frontiera del sesso, dal momento che raramente se ne parla al di fuori del mondo del porno. Le scene di eiaculazione femminile sono super diffuse nei porno, eppure molte donne non l'hanno mai sperimentato facendo sesso. Nell'ambito della pornografia esiste un filone ricchissimo di video dedicati a questo fenomeno, spesso accolti con perplessità dalla stragrande maggioranza delle donne che non lo hanno mai sperimentato in prima persona.

L’eiaculazione femminile vera e propria, invece, si manifesta con l’emissione di una piccola quantità di secrezioni biancastre secrete dalla presunta “prostata femminile”. Questo secondo liquido è più denso e biancastro, simile al liquido seminale maschile, e può presentarsi sempre in questa fase del rapporto sessuale. Contiene maggiori quantità di antigene prostatico. A fronte di ciò, l’eiaculazione femminile è un fenomeno raro, che merita comunque attenzione in consultazioni sessuologiche. La dottoressa Brandye Wilson-Manigat, ostetrica e ginecologa, spiega che l’eiaculazione femminile esiste ed è sempre prodotta dalle ghiandole di Skene, ma, a differenza dello squirting, viene descritta come l’espulsione di una goccia di circa 1 ml di liquido denso e lattiginoso.

In sintesi, mentre l'eiaculazione femminile produce un volume limitato di liquido denso e biancastro, lo squirting si caratterizza per l'emissione di una quantità maggiore di liquido trasparente. Entrambi i fenomeni sono accompagnati dall’orgasmo femminile in alcune donne, ma le loro caratteristiche fisiche e la loro visibilità possono variare notevolmente.

La Scienza Dietro il Liquido: Composizione e Origine

La natura del liquido emesso durante lo squirting è stata a lungo oggetto di speculazione e disaccordo, con una delle più grandi incomprensioni che lo identifica erroneamente come urina. Tuttavia, le ricerche più recenti hanno permesso di delineare una composizione biochimica specifica e un'origine chiara per questo fenomeno.

Sappiamo che quello prodotto è un liquido trasparente e inodore che fuoriesce dall’uretra. Sembra essere composto da acido urico, urea e creatinina, ma attenzione, non è urina. Non ha il tipico odore dell’urina, è quasi inodore. L’unica altra sensazione molto simile a un intenso rilascio di liquido la si prova quando si fa pipì. Per questo motivo, è normale pensare che il liquido rilasciato quando si squirta sia uguale all’urina. Ma, notizia bomba, non è così. Nonostante il fluido rilasciato quando si squirta contenga una percentuale di urina, non si tratta di sola urina. Il componente principale del liquido rilasciato durante lo squirting è l’acqua. Oltre all’acqua sono presenti percentuali elevate di acido urico, urea, creatinina e sodio.

Biochimicamente, per alcuni componenti, è simile al seme maschile. Infatti, si compone soprattutto dell’antigene prostatico specifico (PSA): 3,99 ± 0,60 × 103 ng / ml. L'antigene prostatico specifico è un enzima prodotto nelle ghiandole di Skene, che sono la chiave per comprendere l'origine di questo fluido.

Le Ghiandole di Skene: La "Prostata Femminile"

Il liquido in questione proviene non dalla vagina, ma dall'uretra. È risaputo che alcune donne abbiano mantenuto un residuo prostatico, le ghiandole di Skene (anche note come ghiandole vestibolari minori o "prostata femminile"), che al pari della prostata maschile, rilascia del fluido durante l’orgasmo. Questo tessuto spugnoso è situato intorno all'uretra e si sviluppa dallo stesso tessuto embrionale della prostata maschile. Le ghiandole periuretrali, ovvero queste ghiandole che si trovano intorno all’uretra, si riempiono durante l’attività sessuale, per poi svuotarsi con l’orgasmo. Una volta accumulatosi, viene, attraverso le contrazioni ritmiche dei muscoli pelvici, espulso dall’uretra.

Le ghiandole di Skene, costituite da un tessuto molto simile a quello del clitoride, sono due dotti posizionati ai lati dell’uretra (il canale collegato alla vescica che consente la fuoriuscita della pipì). Si pensa che siano in grado di rilasciare sostanze dalle proprietà antimicrobiche (come ad esempio lo zinco, che può bloccare la proliferazione batterica) utili a prevenire le infezioni del tratto urinario. È per questo che a volte si parla di prostata femminile (anche se le donne non hanno prostata in senso anatomico classico), ma il merito è tutto delle ghiandole di Skene e delle parauretrali che si riempiono di liquidi grazie a una precisa stimolazione.

Uno studio del 2022, volto ad analizzare lo squirt in modo più approfondito, è giunto alla medesima conclusione sulla composizione del liquido. In occasione di questo approfondimento, è stato iniettato un pigmento blu all’interno delle vesciche delle partecipanti. Nella totalità dei casi, il liquido rilasciato durante lo squirting era blu. Ciò suggerisce un collegamento con la vescica, ma non solo. Il Dott. Salama, ginecologo, urologo, ostetrico e sessuologo, nel suo studio del 2014, ha preso in analisi un campione di sette donne in grado di produrre, durante la stimolazione sessuale, una quantità abbondante di liquido. A queste donne è stato chiesto di fornire un campione d’urina e di svuotare completamente la vescica prima dell’inizio dello studio. Un’ecografia pelvica ha confermato che la vescica fosse vuota. Le donne hanno quindi iniziato a stimolarsi fino a raggiungere la fase pre-orgasmica, quando è stata fatta una seconda ecografia che ha rivelato la vescica nuovamente piena, nonostante fosse stata svuotata prima. Al momento dell’orgasmo, il liquido emesso è stato raccolto e un’ultima ecografia effettuata ha mostrato la vescica nuovamente vuota. Questo significa che il liquido emesso proveniva quasi sicuramente dalla vescica. L’analisi biochimica ha poi mostrato livelli comparabili di urea, creatinina e acido urico tra i campioni di urina e di squirting, ma il PSA è stato rilevato nello squirting, ma non sempre nell'urina pre-stimolazione. Questo conferma che lo squirting è una miscela complessa, che include componenti urinari ma è arricchita da secrezioni delle ghiandole di Skene.

immagine delle ghiandole di Skene e dell'uretra femminile

Fisiologia dello Squirting: Meccanismo e Stimolazione

Il meccanismo fisiologico che porta allo squirting è intrinsecamente legato alla risposta sessuale femminile e, in particolare, all'orgasmo. È indubbio che le differenti variabili anatomiche della donna possano o meno facilitare lo squirting.

Lo squirting è principalmente collegato con l’orgasmo. Si verifica a seguito di una intensa stimolazione, presumibilmente del punto G. Le contrazioni che si verificano nel corpo della donna durante questa fase aiuterebbero l’emissione del liquido, in alcuni casi anche in maniera abbastanza “esplosiva”. Durante un orgasmo, i muscoli vaginali, uterini e anali si contraggono (o comprimono). Questo spiega la sensazione di rilascio della tensione sessuale. Si presume che succeda qualcosa di simile nel momento in cui si squirta: una contrazione combinata dei muscoli del pavimento pelvico determina il rilascio del liquido. Le contrazioni ritmiche involontarie del muscolo pubococcigeo che circonda la vagina, giocano un ruolo cruciale nell'espulsione del fluido.

Il Ruolo del Punto G

Il punto G, o punto di Gräfenberg, è una zona ipersensibile situata nella parte anteriore della vagina, a circa 5 cm dall’ingresso, lungo la parete superiore. Non è facilissimo da trovare. Si tratta di un cuscinetto spugnoso di tessuto che sembra una piccola pallina da ping pong sulla parte superiore della vagina (se la donna è stesa a pancia in su). Quando una donna è eccitata, si gonfia e si sente come una piccola sporgenza. Questo punto è una zona decisamente controversa dell’anatomia femminile. Nonostante molti pensino che l’orgasmo sia provocato dalla pressione applicata sul punto G, i risultati delle ricerche suggeriscono come il punto G non sia strutturato esattamente in questo modo, essendo, a tutti gli effetti, una parte del clitoride presente all’interno del corpo. Nonostante il dibattito sulla sua precisa natura, è universalmente riconosciuto che la stimolazione di quest'area può indurre sensazioni di intenso piacere e facilitare l'emissione del liquido dello squirting.

Al momento dell’orgasmo, che può essere clitorideo o vaginale, si sente una tensione crescente che all'apice si libera sfociando nel classico momento refrattario, esattamente come accade agli uomini dopo l'eiaculazione. Quando si arriva ad eiaculare, è come se si percepisse un forte stimolo ad urinare, una sensazione strana a cui alcune potrebbero non essere abituate, tanto che spesso stringono i muscoli pelvici per trattenersi.

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Prevalenza e Variabilità: Chi Squirta e Perché

Una delle domande più frequenti riguardo allo squirting riguarda la sua prevalenza: quante donne lo sperimentano e con quale frequenza? Le risposte a queste domande non sono univoche, riflettendo la complessità e la variabilità della sessualità femminile.

Dai dati di alcuni studi recenti sembra che la percentuale di donne che lo hanno provato almeno una volta nella vita vada dal 10% al 54%. Come precisa il sito ufficiale dell'Istituto di sessuologia clinica di Roma, sulla totalità della popolazione femminile le donne che squirtano sarebbero tra il 10 e il 40%. La dottoressa Wilson-Manigat spiega come, fino al 2011, gli studi a riguardo non facessero distinzione tra i vari liquidi rilasciati durante l’orgasmo, ragion per cui, ancora oggi, è difficile capire quanto lo squirting possa essere comune. È difficile rispondere con esattezza, in parte perché non si è ancora raggiunto un parere unanime su cosa sia esattamente e da dove venga il liquido rilasciato durante lo squirting.

Ci sono alcune persone che non riusciranno mai a squirtare e altre che invece ci riescono, ma non tutte le volte che hanno rapporti. In entrambi i casi, è tutto normale. Lo squirting non è una cosa per tutte. Ogni donna è differente, e differente è il suo modo di vivere il sesso e la sessualità. Molti pensano che si tratti semplicemente di urina che fuoriesce dopo il rilassamento provocato dall'orgasmo femminile. In realtà, non è nulla di tutto ciò.

Secondo uno studio, tra coloro che squirtano, la maggior parte ha dichiarato di squirtare più volte a settimana. Quindi, per coloro che ci riescono, sembra essere piuttosto frequente. Tuttavia, è importante sottolineare che lo squirting non è garanzia di orgasmo, né viceversa. Ci sono donne che provano orgasmi molto intensi senza l’emissione di nessun tipo di liquido. Altre invece riportano di non provare tutto questo piacere durante lo squirting. Il fatto di non squirtare mai non significa nulla, non è indice di rapporti sessuali peggiori o meno piacevoli, può accadere solo certe volte o anche mai.

È normale squirtare? Assolutamente sì. Ma se il tuo corpo proprio non ne vuole sapere di squirtare, non preoccuparti. È normale. Anzi, si potrebbe tranquillamente affermare che si fa parte della maggioranza. Ciò che importa davvero non è conoscere il numero esatto, ma comprendere il proprio corpo e la propria unicità.

Squirting e Piacere: Aspetti Psicologici e Impatto sulla Sessualità

Il legame tra squirting e piacere è indissolubile nell'immaginario comune, spesso elevando questo fenomeno a "Santo Graal" del sesso, da cercare, esplorare e ottenere con tutte le forze. Tuttavia, la realtà è più sfumata e l'impatto psicologico dello squirting sulla sessualità femminile può essere sia positivo che, in certi contesti, fonte di disagio.

Il piacere che deriva dallo squirtare sembrerebbe molto forte e il quantitativo di fluido rilasciato considerevole. Per chi lo sperimenta, rappresenta un fenomeno particolarmente liberatorio e strettamente correlato a un orgasmo particolarmente intenso. In alcune donne, l’orgasmo è accompagnato dal rilascio di liquido dai genitali esterni, e questo può essere percepito come un arricchimento della propria vita sessuale. Dai dati di una ricerca condotta online nel 2013 dagli urologi dell’ospedale Rudolfdtiftung di Vienna emerge che il 78,8% delle donne considera il proprio squirting come un arricchimento del rapporto sessuale e lo 0,6% ritiene la mancata manifestazione di questo come una patologia. Il 90% dei partner, in linea con quanto affermato in precedenza, considera assolutamente positivo lo squirting della partner. Un evento che comunica l'idea di godimento totale e liberatorio, e quindi di un orgasmo particolarmente intenso. Alcune donne provano una sensazione intensa e un piacevole senso di liberazione una volta rilasciato il liquido.

Tuttavia, come accade spesso con il piacere femminile, la confusione regna sovrana. La visione di determinati tipi di filmati ha creato aspettative fuorvianti. Nell’ultimo periodo sembra nato un grosso interesse nelle donne su come arrivare allo squirting perché sembra essere collegato ad un intensa sensazione di piacere. La colpa a volte è anche dei partner che, causa scarsa educazione sessuale, sono convinti che lo squirting sia la garanzia delle loro capacità sessuali. Ciò che si vede nei porno potrebbe non rispecchiare la realtà, poiché "spesso, il mondo del porno esagera quella che è la rappresentazione dello squirting, in termini di quantità e intensità, per ragioni puramente cinematografiche," afferma la dottoressa Brandye Wilson-Manigat.

Questa idealizzazione può portare a pressioni indesiderate. In alcune donne l’eiaculazione o la sua assenza causa sentimenti di vergogna, si sentono anormali e vivono la sessualità inibite e insicure. Il fatto di non riuscire, per alcune donne (in realtà una piccolissima percentuale), a trattenere questo liquido può essere vissuto come un fatto imbarazzante. Sebbene il 78,8% delle donne che squirtano definisca questa sensazione un “arricchimento della propria vita sessuale”, il 7,2% a volte desidera che ciò non accada. Allo stesso modo, mentre il 90% dei partner ha una visione positiva, solo lo 0,6% ne ha una visione negativa. Questo suggerisce che, pur essendo spesso un'esperienza positiva, le reazioni individuali possono variare.

È bene ricordare che un orgasmo intenso e duraturo può prescindere dal fatto che nella donna si verifichi o meno l’emissione genitale. Lo squirting non deve essere confuso con l’orgasmo, perché anche se ne condividono la fase, sono due situazioni diverse. Il primo non è garanzia del secondo o viceversa. È importante che ogni donna si impegni nella conoscenza del proprio corpo alla ricerca delle sensazioni che le procurano piacere. La cosa che aiuta di più è, oltre a una buona conoscenza del proprio corpo, la capacità di lasciarsi andare e di godersi appieno il momento. Nonostante alcuni esperti sessuali dichiarino che qualsiasi donna, con un’adeguata e prolungata stimolazione sessuale, sia in grado di esperire lo squirting, è importante non ostinarsi né ossessionarsi con questo fenomeno. Riuscire a squirtare non è il fine ultimo del rapporto e non è affatto indispensabile per vivere un’esperienza sessuale straordinaria. Se ci si concentra troppo sul come squirtare a tutti i costi, si rischia di non godersi appieno l’esperienza.

coppia che esplora la sessualità con apertura

Miti e Realtà: Sfatare le False Credenze

Intorno allo squirting aleggia un'aura di leggenda, alimentata da rappresentazioni spesso fuorvianti e da una limitata conoscenza scientifica. È fondamentale distinguere ciò che è basato sulla realtà da ciò che è pura speculazione o malinteso.

Uno dei falsi miti più comuni è quello secondo cui il liquido dello squirt è identico alla pipì. Come già approfondito, nonostante il fluido rilasciato quando si squirta contenga una percentuale di urina, non si tratta di sola urina. L’orgasmo femminile in alcune donne è accompagnato dal rilascio di liquido dai genitali esterni, che non è solo pipì. Durante l’eccitazione avvengono dei cambiamenti che portano il rene a filtrare molto di più. Questo non significa che il liquido emesso sia solo urina. Quando questi liquidi rimangono in vescica per un po' vengono in parte riassorbiti e si concentrano dando poi quel tipico odore. Lo squirt non ha il tipico odore dell’urina, è quasi inodore, quindi non sono la stessa cosa.

Un altro mito diffuso, spesso indotto dalla pornografia, è che ogni donna dovrebbe provare a squirtare o che sia un segno inequivocabile di un orgasmo pazzesco e di un rapporto sessuale particolarmente intenso. Questo non è vero. Non è garanzia del secondo o viceversa. Lo squirting non è strettamente legato all’intensità o al tipo di orgasmo. Molte donne non l'hanno mai sperimentato facendo sesso, e questo è assolutamente normale. Il fatto di non squirtare mai non significa nulla, non è indice di rapporti sessuali peggiori o meno piacevoli. Anzi, potremmo tranquillamente affermare che chi non squirtsa fa parte della maggioranza.

Esistono svariate ragioni per cui, durante un rapporto sessuale, potresti rilasciare del liquido. Tra queste segnaliamo:

  • Lubrificazione vaginale durante l’eccitazione: Viene descritto come una fuoriuscita “zampillante” (a differenza della sensazione di bagnato), ed è piuttosto facile capire se si ha squirtato.
  • Eiaculazione femminile: Questo fenomeno è leggermente diverso dallo squirt. L’eiaculazione femminile esiste ed è sempre prodotta dalle ghiandole di Skene, ma, a differenza dello squirting, viene descritta come l’espulsione di una goccia di circa 1 ml di liquido denso e lattiginoso.
  • Pipì (incontinenza coitale): Se a volte ti capita di provare una sensazione di incontinenza, potrebbe capitarti anche di provare la cosiddetta incontinenza coitale. “L’incontinenza coitale viene descritta come una piccola perdita di urina durante la penetrazione o gli orgasmi”, spiega la dottoressa Wilson-Manigat. Si tratta di un rilascio di ridotte quantità di urina durante i rapporti e non è come squirtare. Non c’è assolutamente nulla di cui vergognarsi. Qualora ti capitasse di provare questo tipo di incontinenza, rivolgiti al medico, che potrà aiutarti a trovare diverse soluzioni per gestirla al meglio.

La scarsa educazione sessuale e la visione di determinati tipi di filmati possono generare false aspettative, portando a credere che lo squirting sia il risultato della stimolazione del punto G e che debba essere ricercato a tutti i costi. Tuttavia, la ricerca in questo ambito è ancora limitata e i pregiudizi abbondano. Lo squirting femminile non è un segno inequivocabile di un orgasmo o di un rapporto particolarmente intensi.

La dottoressa Wilson-Manigat vuole dare un ultimo consiglio: riuscire a squirtare non è il fine ultimo del rapporto e non è affatto indispensabile per vivere un’esperienza sessuale straordinaria. Se ci si concentra troppo sul come squirtare a tutti i costi, si rischia di non godersi appieno l’esperienza.

Guida alla Scoperta: Come Esplorare lo Squirting (Se lo si Desidera)

L'interesse su come arrivare allo squirting è in aumento, poiché sembra essere collegato a un'intensa sensazione di piacere. Tuttavia, è fondamentale approcciare questa esplorazione con consapevolezza, senza pressioni o aspettative irrealistiche. Ricorda sempre che lo squirt non è indicativo della qualità dei rapporti o dell’intensità dell’orgasmo.

Esistono alcuni tipi di stimolazioni che possono aiutare ad ottenerlo, ma sembra che la cosa che aiuti di più sia, oltre a una buona conoscenza del proprio corpo, la capacità di lasciarsi andare e di godersi appieno il momento. Impegnarsi nella conoscenza del proprio corpo alla ricerca delle sensazioni che ci procurano piacere è sempre un’ottima cosa. Non è ancora molto chiaro il motivo per cui alcune persone squirtano e altre no. Ognuno di noi reagisce in modo diverso alle varie stimolazioni sessuali ed è davvero eccitante sperimentare e capire cosa ci stuzzica.

Se si ha voglia di sperimentare, ecco un metodo suggerito dalla dottoressa Wilson-Manigat: "Il modo più semplice è quello di inserire le dita all’interno della vagina e di effettuare un movimento simile al gesto 'vieni qui', muovendo quindi le dita verso la parte anteriore della parete vaginale."

Ecco una guida dettagliata per scoprire i segreti di questo potenziale orgasmo unico:

  1. Crea un'atmosfera rilassata: I preliminari sono fondamentali. Un bel massaggio, qualche bacio, carezze sul clitoride e, una volta eccitati al punto giusto, si può iniziare a penetrare con un dito. La donna deve essere ben lubrificata per evitare fastidi. Si può usare un lubrificante a base d’acqua.
    scelta di lubrificante per il benessere sessuale
  2. Trova il punto G: Una volta che la partner è pronta, rilassata e già stimolata con un dito, si può provare a inserirne un secondo. Lo squirting richiede la stimolazione del famoso punto G, una zona ipersensibile situata nella parte anteriore della vagina, a circa 5 cm dall’ingresso. Per trovarlo è necessario cercare la spugna uretrale, alias quel cuscinetto spugnoso di tessuto che sembra una piccola pallina da ping pong sulla parte superiore della vagina (se la donna è stesa a pancia in su).
  3. Usa la tecnica giusta: Infila le dita per 3-5 centimetri, piegale un po’ ad arco perché puntino verso la parte alta della vagina e muovile ritmicamente su e giù, ma anche avanti e indietro. La velocità può variare; basta osservare come reagisce la partner e regolarla di conseguenza (gradisce, chiede più intensità o mostra fastidio?). Molte donne hanno la sensazione di dover fare la pipì nel mentre e stringono i muscoli pelvici al momento dell’orgasmo per trattenersi, una sensazione strana a cui alcune potrebbero non essere abituate.
  4. Includi il clitoride: Stimolare contemporaneamente il clitoride con la mano o un sex toy amplifica il piacere e facilita l’eiaculazione femminile.
  5. Lo squirting durante la penetrazione: Sì, è possibile far squirtare una donna anche durante il rapporto sessuale, ma dipende tutto dall’angolo di penetrazione. Bisogna fare in modo che il pene stimoli proprio il punto G. Movimenti rapidi e intensi possono aiutare!
  6. Il vibratore per squirting, un valido alleato: Se con le dita non si riesce ad arrivare all’effetto sperato, si può mettere alla prova un vibratore per squirting. Bisogna sceglierne uno con la punta leggermente inclinata (aka: a forma di banana) pensato specificamente per raggiungere il punto G e provocare lo squirt senza complicazioni.
    esempio di vibratore per stimolazione del punto G

Ebbene, lo squirting è una cosa per tutte, non ci sono differenze genetiche che possano impedirlo. Però, c’è un però: è necessario che la donna abbia voglia di provarci, conosca molto bene se stessa, si fidi del partner e possa rilassarsi. Molte donne sostengono di essere riuscite a squirtare con la stimolazione di molte e diverse parti del corpo. Si tratta di sperimentare e provare a capire cosa funziona meglio per te. E, ovviamente, di divertirti durante la sperimentazione.

Il Dibattito Scientifico e le Ricerche Chiave

La ricerca scientifica sullo squirting e sull'eiaculazione femminile è relativamente recente e, nonostante i progressi, rimane un campo di studio con molte zone d'ombra e disaccordi. La natura e l’origine di questo fenomeno restano molto dibattute. Ginecologi, urologi e sessuologi spesso si trovano in disaccordo su questo argomento.

Nel 1981, Beverly Whipple, nota sessuologa e ricercatrice della Rutgers University di Newark, iniziò ad interessarsi e a studiare il punto G e il fenomeno dell’eiaculazione nelle donne. Affermò che il liquido emesso durante l’eiaculazione non fosse semplice urina, come altri colleghi sostenevano, bensì un fluido prodotto dall’equivalente femminile della prostata maschile. Secondo la Whipple, il fluido eiaculatorio era di colore chiaro, alcalino, ma soprattutto sembrava contenere il PSA, l’antigene prostatico specifico, un marker proprio della prostata maschile.

Uno dei più noti studiosi in questo campo è il Dott. Salama, ginecologo, urologo, ostetrico e sessuologo, autore del libro "Femmes fontaines & éjaculation féminine". Per investigare la natura e l’origine dello squirting, il Dott. Salama, ha preso in analisi un campione di sette donne in grado di produrre, durante la stimolazione sessuale, una quantità abbondante di liquido, pari a circa un bicchiere d’acqua. Lo studio, pubblicato nel 2014 ("Nature and Origin of “Squirting in Female Sexuality”"), ha rappresentato un passo significativo.

Le donne partecipanti allo studio del Dott. Salama sono state sottoposte a una procedura rigorosa: è stato chiesto loro di fornire un campione d’urina e di svuotare completamente la vescica prima dell’inizio della stimolazione. Un’ecografia pelvica ha confermato che la vescica fosse vuota. Successivamente, le donne hanno iniziato a stimolarsi, continuando fino a raggiungere la fase pre-orgasmica (tra i 25 e i 60 minuti di stimolazione), momento in cui è stata fatta una seconda ecografia. È stato osservato che la vescica appariva nuovamente piena. Al momento dell’orgasmo, il liquido emesso è stato raccolto e un’ultima ecografia, effettuata, ha mostrato che la vescica di tutte le donne era nuovamente vuota. Questo significa che il liquido emesso durante l’orgasmo proveniva quasi sicuramente dalla vescica.

Inoltre, l’analisi biochimica dei tre campioni di liquidi (quello di urina fornito prima dell’inizio della stimolazione sessuale, quello di urina raccolto dopo l’orgasmo e il campione di liquido emesso durante l’orgasmo, ovvero lo squirting) ha mostrato livelli comparabili di concentrazione di urea, creatinina e acido urico. Per quanto riguarda il PSA, invece, in 6/7 donne non è stato rilevato nei campioni d’urina pre-stimolazione, bensì è stato trovato in 5 donne sia nell’urina post-orgasmica che nello squirting.

Le ricerche in ambito medico riguardanti lo squirting (e il piacere in generale) attualmente sono ancora piuttosto limitate e circondate da una marea di falsi miti. Il motivo per cui alcune donne possano sperimentare lo squirting durante i rapporti sessuali non è ancora chiaro, come non lo è la sua funzione. C’è ancora tanto da imparare sullo squirting, ad oggi le ricerche sono molto limitate e, di conseguenza, esistono tanti falsi miti a riguardo.

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