La verità dietro i miti: tra cronaca, scienza e bufale sulle gravidanze plurigemellari

Il giornalismo moderno attraversa una crisi di fiducia profonda e complessa, alimentata da una moltitudine di fattori. Tra questi, il comportamento di figure pubbliche che attaccano i media per nascondere malefatte, etichettando ogni inchiesta scomoda come "notizia falsa" per sviare l'opinione pubblica, gioca un ruolo cruciale. Parallelamente, si assiste a una democratizzazione distorta dell'informazione, dove molti si autoproclamano giornalisti solo per il possesso di un profilo social, e a una crescente incapacità dei media di riflettere le vere esperienze dei cittadini. Eppure, il problema risiede spesso anche nei giornalisti stessi, che falliscono nel loro mestiere di fronte a storie complesse, lasciandosi manipolare o scegliendo la strada della sensazionalizzazione.

Esistono storie che, per loro natura, dovrebbero essere impossibili da fraintendere; la presunta nascita di dieci gemelli in Sudafrica rappresenta, in tal senso, un disastro informativo senza precedenti.

rappresentazione concettuale di una testata giornalistica in crisi di fiducia

Il caso di Tembisa: quando la notizia diventa una vergognosa bugia

La vicenda della coppia di Tembisa, vicino a Pretoria, che avrebbe festeggiato la nascita di dieci neonati, è stata pubblicata dal quotidiano Pretoria News e dal sito Iol, entrambi parte del gruppo Independent Media. Non si è trattato di giornalismo, ma di una vergognosa bugia che ha avuto conseguenze pesanti sul rapporto di fiducia tra i mezzi d’informazione e il pubblico. Per oltre dieci giorni, la testata ha pubblicato articoli senza fornire una singola prova della gravidanza o dell'avvenuto parto.

Il mestiere del giornalista impone di fare domande, ripetutamente, a persone diverse, valutando le prove in modo indipendente. Esiste una struttura redazionale dedicata proprio a far emergere le domande che il reporter potrebbe aver tralasciato e a mettere in discussione le motivazioni di una fonte. In questo caso, il primo campanello d’allarme era la strana coincidenza con la nascita di nove gemelli in Mali, un evento estremamente raro. Eppure, nessuno ha cercato un medico in grado di confermare la gravidanza. Invece di fare chiarezza, sono stati pubblicati pezzi privi di empatia, tesi a coprire la bugia iniziale, accusando la madre di sparizioni e dipingendo il padre come un uomo disperato per non poter vedere i figli, nonostante avesse viaggiato per 1.500 chilometri proprio per incassare un assegno da un milione di rand.

La vicenda non ha superato alcun test di trasparenza. Le autorità sanitarie della provincia del Gauteng hanno ufficialmente dichiarato di non avere alcuna informazione in merito a un simile parto in strutture pubbliche o private. Il giornalista Piet Rampedi, autore dello scoop, ha chiesto al pubblico di fidarsi di lui, lanciando insinuazioni su presunti errori ospedalieri che offendono tutti i cittadini che quotidianamente affrontano le carenze reali del sistema sanitario sudafricano. La verità è che, nel migliore dei casi, il giornalista ha creduto a una storia inventata, tralasciando le basi del mestiere; nel peggiore, si tratta di una truffa orchestrata a danno di chi desiderava aiutare una famiglia in difficoltà.

La realtà delle gravidanze plurigemellari

Mentre il mondo si divideva su bufale montate ad arte, la scienza medica continua a studiare le gravidanze plurigemellari reali, che richiedono un monitoraggio costante e un approccio multidisciplinare. Una gravidanza gemellare, infatti, richiede attenzioni particolari rispetto a una singola e necessita di controlli più frequenti. Spesso la crescita dei gemelli è simile a quella dei singoli feti fino al secondo trimestre, per poi rallentare fisiologicamente nel terzo. È fondamentale che i medici monitorino parametri come la corionicità (se i feti condividono la placenta), il liquido amniotico e la crescita ponderale tramite ecografie regolari.

diagramma esplicativo del monitoraggio ecografico in gravidanza gemellare

I rischi associati a queste gravidanze sono reali: ipertensione (gestosi), diabete gestazionale, anemia, colestasi e un'elevata probabilità di parto prematuro. Circa il 60% delle gravidanze gemellari porta a una nascita pretermine, rispetto al 5-10% di quelle singole. Per questo motivo, le strutture sanitarie di secondo e terzo livello sono organizzate con team che includono neonatologi e ostetrici esperti. Un esempio di gestione eccellente è avvenuto all'Azienda Ospedaliera San Camillo Forlanini di Roma, dove una giovane donna arrivata dalla Macedonia alla 22esima settimana ha partorito quattro gemelli. Grazie a un approccio multidisciplinare e a cure specializzate, i piccoli sono cresciuti senza complicazioni, superando una sfida clinica di rara complessità.

Fake news tra 22 e 13 gemelli: la proliferazione di miti sui social

La confusione informativa non si ferma ai confini sudafricani. Sui social network è circolata la notizia di una donna di 40 anni di Bari che sarebbe stata in attesa di ben 22 gemelli. L'articolo, inventato, sosteneva che la donna avesse consultato quattro diversi medici, nascondendo a ognuno le terapie ormonali prescritte dagli altri. Un'altra versione della stessa bufala riportava il numero di 13 gemelli.

Queste notizie, prive di ogni fondamento scientifico e clinico, sono esempi lampanti di come la disinformazione possa viaggiare rapidamente su piattaforme prive di filtri editoriali. È importante ricordare che, sebbene esistano parti plurigemellari (trigemini, quadrigemini, ecc.), questi sono rari e quasi sempre legati a tecniche di fecondazione assistita. La storia di Nadya Suleman, che nel 2009 diede alla luce otto gemelli in California dopo il trasferimento di dodici embrioni, rimane un caso limite storicamente documentato, ben lontano dalle fantasie dei 22 gemelli di Bari.

Gravidanze gemellari con patologie: il punto con la specialista

Considerazioni sulla gestione medica e le linee guida attuali

La medicina moderna ha fatto passi da gigante nel supportare le mamme in attesa di gemelli. La scelta del parto, vaginale o cesareo, dipende dalla presentazione dei feti. Se entrambi sono in posizione cefalica, il parto naturale è una via percorribile, ma va seguito con monitoraggio continuo del battito cardiaco. In caso di presentazione podalica o trasversale, o se insorgono complicazioni, il taglio cesareo diventa necessario.

Il tasso di gemellarità è in aumento dal 1975, complice il ricorso sempre più frequente a trattamenti per la fertilità che comportano il trasferimento di più embrioni. Come segnalato dal Manuale MSD, fino a un parto su 30 è oggi plurimo. Tuttavia, una gravidanza multipla resta un evento che richiede una gestione delicata: l'utero sovradisteso può causare contrazioni precoci e il rischio di emorragie post-parto è superiore alla norma.

È fondamentale, per chiunque si trovi in questa condizione, rivolgersi a centri di riferimento capaci di fornire un'assistenza olistica. La salute della madre e dei neonati non è un palcoscenico per "scoop" giornalistici, né un terreno fertile per leggende metropolitane. La complessità biologica di una gravidanza plurima merita, al contrario, il rispetto del silenzio clinico, la precisione della scienza medica e, soprattutto, un giornalismo che torni a fare domande lecite anziché cavalcare la menzogna per inseguire un click.

La fiducia nel sistema dell'informazione si ricostruisce solo attraverso la trasparenza e la capacità di distinguere tra il sensazionalismo delle bufale e la realtà, talvolta difficile ma sempre dignitosa, dei pazienti che affrontano le sfide della vita reale nelle corsie degli ospedali.

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