Il mondo della letteratura per ragazzi vanta opere capaci di trascendere le barriere generazionali, offrendo spunti di riflessione e avventura che risuonano tanto nei giovani lettori quanto negli adulti. Tra queste gemme narrative si distingue "La bambina col falcone" di Bianca Pitzorno, un romanzo storico edito per la prima volta nel 1982 da Bruno Mondadori, e successivamente ripubblicato da Ediz. A. Salani s.r.l. S.A.T.E. Quest'opera si immerge con maestria nell'epoca delle Crociate, tessendo una narrazione che fonde l'accurata ricostruzione storica con le vicende intime e i sogni di una famiglia straordinaria. A dispetto della scarsa passione che alcuni potrebbero nutrire per lo studio scolastico della materia, questo romanzo riesce a rendere vivi e palpabili i capitoli sulle crociate, trasformando ciò che potrebbe apparire come un mero esercizio mnemonico di date in un'esperienza ricca di pathos e di avventura. La Pitzorno non si limita a una lezione di storia, ma arricchisce la narrazione di quei valori che da sempre contraddistinguono i suoi romanzi, presentando un'opera che è allo stesso tempo divertente, educativa e profondamente umana.

Un Profondo Affresco Medievale: L'Ambientazione e il Contesto Storico
"La bambina col falcone" trasporta il lettore in un'avventurosa storia ambientata nel Basso Medioevo, precisamente negli anni che vanno dal 1215 al 1230. Lo scenario principale è Minervino Murge, un paesino pugliese vicino ad Altamura, cuore pulsante dell'Impero di Federico II di Svevia. Il romanzo si colloca in un periodo turbolento ma affascinante, quello delle Crociate, dove le ambizioni politiche si intrecciavano con la fervente religiosità e le spinte culturali di un'epoca di grandi cambiamenti. Siamo ai tempi di Federico II di Svevia, uno dei sovrani più carismatici e complessi della storia, una figura che ha segnato profondamente il suo tempo, venendo ricordato come "Stupor Mundi" per la sua straordinaria erudizione e la sua visione progressista. Egli fu Re di Sicilia, Duca di Svevia, Re dei Romani e poi Imperatore del Sacro Romano Impero, oltre che Re di Gerusalemme, avendo vissuto dal 26 dicembre 1194 al 13 dicembre 1250. La narrazione prende avvio nel giorno stesso dell'incoronazione del giovane Federico, un evento che fa da sfondo all'introduzione dei personaggi e delle loro aspirazioni.

Bianca Pitzorno, con la sua inconfondibile sensibilità, immerge la storia della famiglia del falconiere imperiale in un contesto storico-culturale assai abile, rendendo facile immedesimarsi nei personaggi e nelle situazioni che vivono. Il lettore è invitato ad avventurarsi in un libro non solo storico, ma rivolto innanzitutto ai ragazzi, che fa sentire vicine le vicende importanti e meno importanti di una nobile famiglia pugliese dell’epoca di Federico II. Questo risultato è raggiunto attraverso la descrizione delle piccole cose, quelle di tutti i giorni, che appartengono ad ogni epoca, permettendo così di apprezzare la continuità dell'esperienza umana al di là delle epoche storiche. Il romanzo si rivela estremamente documentato, fin nei particolari dello zucchero sui dolci, offrendo un quadro vivido e credibile del mondo medievale, senza mai appesantire la narrazione.
La Famiglia Rufo: Un Microcosmo dell'Epoca
Al centro della narrazione si trova la famiglia di Messer Rinaldo Rufo, il falconiere imperiale del re di Sicilia, Re Federico. Rinaldo Rufo è un uomo devoto al suo mestiere e al suo sovrano, tanto da seguirlo in Germania per essere incoronato Imperatore. La sua famiglia è composta da una bella moglie provenzale, Madonna Yvette, e da cinque figlie femmine: Costanza, Melisenda, Sibilla, Alice e Violante. Madonna Yvette, in particolare, è una nobildonna scampata alla strage degli albigesi, un dettaglio che da solo aggiunge un ulteriore strato di complessità storica e personale alla sua figura, permettendo al lettore un piacevole excursus che solidifica l'ambientazione storica. La Pitzorno non manca, infatti, di riferire particolari sulle condizioni e sulle abitudini sociali dell'epoca, e, come se avesse affidato a ognuno un compito didattico preciso, si sofferma sulle vite passate dei personaggi. Così, accanto a Madonna Yvette e alle giovani protagoniste, compare anche Alienor, una ragazza dal passato misterioso che ricopre il ruolo di bambinaia. Alienor ha partecipato alla Crociata degli Innocenti, perdendovi il fratello Honfroi e diventando schiava, un'altra storia che intreccia il destino individuale con i grandi eventi storici.

La casa Rufo è un vero e proprio crogiolo di culture e condizioni sociali, dove non mancano precettori, servi cristiani, schiavi saraceni e altre sorelle più piccole, a testimonianza della ricchezza e della complessità del "pittoresco mondo del Medioevo cristiano", popolato da baroni e pellegrini, eretici e goliardi, lebbrosi e cortigiani. La vita delle cinque figlie del falconiere segue il ritmo quotidiano, tra le cure della casa e le lezioni del precettore, le visite dei viaggiatori con i loro meravigliosi racconti, i pettegolezzi della servitù e le partite di caccia con il falcone. La storia della famiglia è raccontata mettendo in luce le gioie e i dolori di tutti i giorni, offrendo al lettore una visuale più completa attraverso i punti di vista di ogni membro, un aspetto che contribuisce a un maggiore coinvolgimento emotivo e intellettuale.
Costanza e Melisenda: Sogni e Aspirazioni Femminili in un Mondo Antico
Crescendo, Costanza e Melisenda, le due figlie maggiori, rivelano attitudini e desideri davvero inimmaginabili per delle fanciulle dell'epoca, mettendo in discussione le aspettative sociali e di genere. Costanza, la maggiore, ha tredici anni e smania dal desiderio di unirsi ai pellegrini che partono per riconquistare il Santo Sepolcro. È una vera sognatrice, con uno spirito focoso, e un desiderio nato il giorno dell’incoronazione di Re Federico: vuole partecipare alla crociata, la prima, per liberare il Santo Sepolcro dagli infedeli, sperando di trovare il fratello gemello della sua bambinaia Alienor, Honfroi, che tutti credono morto nella crociata dei bambini. Non esita a travestirsi da ragazzo pur di partire per Outremer, luogo esotico e misterioso abitato da emiri e sultani infedeli, teatro di eroiche battaglie e assedi vittoriosi. Tuttavia, un'improvvisa malattia la costringe a casa, infrangendo momentaneamente i suoi piani.

Melisenda, la secondogenita, invece, ha un sogno altrettanto forte ma diverso. Ancora in fasce, ha ricevuto un segno del destino sotto forma di un grande uccello rapace che si posò sulla sua culla. Il suo sogno è nato e cresciuto seguendo Messer Rufo nel suo compito di falconiere: vuole imparare nuove tecniche di falconeria per poter seguire le orme del padre. Desidera e ottiene un falcone, di nome Sparr, con cui inizia così il suo apprendistato da falconiere. Il rapporto tra Melisenda e il suo falcone grigio Sparr rappresenta una sensibile amicizia rafforzata dalla similitudine tra il carattere della bambina e quello dell’animale. La bambina, ormai diventata ragazza, vede il suo sogno avverarsi, gestendo il suo falcone con caparbietà e coraggio, superando mille e mille ostacoli che sembrano allontanarle dal loro obiettivo. Questo personaggio, in particolare, è soltanto una delle tante storie dentro alla storia, e incarna la forza di volontà nel voler realizzare i propri sogni, un valore che la Pitzorno sottolinea con grande efficacia.

La Crociata degli Innocenti e l'Accuratezza Storica
Uno degli elementi che conferisce profondità e realismo al romanzo è la sua straordinaria accuratezza storica. La Pitzorno integra abilmente dettagli e riferimenti a eventi reali che arricchiscono il quadro narrativo. Un esempio lampante è il racconto della Crociata degli Innocenti, un evento tragico e controverso che vide migliaia di bambini e adolescenti europei tentare di raggiungere la Terra Santa. Nel racconto della disavventura di Alienor, la bambinaia, vengono nominati Guglielmo Porco e Ugo da Fer, i mercanti marsigliesi che, secondo la tradizione, offrirono un passaggio ai piccoli crociati, solo per poi venderli come schiavi. Questo è solo un assaggio dell'accuratezza storica che permea l'intero romanzo. Anche se, come notato da alcuni lettori più informati, potrebbe emergere occasionalmente qualche luogo comune o una mentalità più contemporanea (soprattutto in riferimento alle Crociate), la leggerezza che pervade le pagine fa sì che questo limite sia molto meno evidente che in romanzi di genere diverso.
L'autrice dimostra un'eccezionale capacità di inserire la storia della famiglia in un contesto storico-culturale, tanto che è facile immedesimarsi nei personaggi e nelle situazioni che vivono. Giungendo agli avvenimenti storici, tutto comincia al momento dell’incoronazione di Federico II. Durante questi anni, il rapporto tra Sparr e Melisenda nasce, cresce e il sogno della bambina ormai diventata ragazza si avvera. La Pitzorno, con la sua penna, riesce a far sentire vicine le vicende importanti e meno importanti di una nobile famiglia pugliese dell’epoca di Federico II attraverso le piccole cose, quelle di tutti i giorni, che appartengono ad ogni epoca, offrendo un ritratto autentico della vita medievale.

Federico II e la "Crociata più Pacifica": Strategia e Diplomazia
La figura di Federico II è centrale non solo come contesto storico, ma anche come motore di alcuni sviluppi della trama. Imperatore colto e lungimirante, Federico II fu noto per la sua propensione alla diplomazia piuttosto che alla guerra. Nel romanzo, la questione delle crociate è un tema ricorrente e complesso. Re Federico, il cui ruolo era di guidare una crociata per liberare il Santo Sepolcro, fu spesso criticato e scomunicato dal Papa per i suoi continui rinvii. Ogni volta che arriva il momento della partenza, Re Federico ha un nuovo motivo per rimandarla. Purtroppo gli anni passano e la crociata è sempre più lontana, creando frustrazione e attesa.
Finalmente, nel 1227, sembra che la partenza sia imminente, con Costanza e Melisenda che si travestono da ragazzi e si dirigono a Brindisi per unirsi alla spedizione. Il paggio Konrad deve partire insieme a Guglielmo e Bencivenni per la crociata. Tuttavia, il giorno prima dello scoppio di quella che doveva essere una grande impresa, vi è una forte epidemia, così l’imperatore stesso si ammala e non può partire. Per il Papa sembra ancora un’inutile scusa per la guerra e così lo scomunica. Ma Federico II, un sovrano che non spargerà una sola goccia di sangue, avrà altre armi per riuscire a risolvere la questione. Anni dopo, sarà Melisenda ad imbarcarsi per Outremer in quella che sarà la più pacifica delle crociate, un evento storico reale in cui l'imperatore, grazie alle parole e alla sua amicizia con il re di Gerusalemme (il Sultano del Cairo in questo contesto narrativo), riuscirà a stringere un'alleanza senza ricorrere alla violenza. Questa rappresentazione della crociata diplomatica di Federico II è un esempio eccellente di come la Pitzorno utilizzi la storia per veicolare messaggi di pace e comprensione, sfidando la visione tradizionale delle crociate come mero scontro di civiltà.

Lo Stile Inconfondibile di Bianca Pitzorno: Giocosità e Profondità
La scrittura di Bianca Pitzorno in "La bambina col falcone" è un esempio luminoso di come si possa parlare a diverse audience, dai bambini agli adulti, senza mai banalizzare il contenuto. Il tono è giocoso e quasi spensierato, ma non banalizzato, un tratto distintivo che rende i suoi romanzi accessibili e coinvolgenti per un vasto pubblico. La Pitzorno sembra ricordarci che per parlare ai bambini, ai ragazzi e farsi capire non occorre abbassare il registro ed appiattire il lessico, caratteristiche che -ahimé- spesso si ritrovano in romanzi di altro genere e rivolti ad un pubblico più maturo. Al contrario, il suo linguaggio è ricco e preciso, stimolando l'intelletto e la curiosità dei giovani lettori, introducendoli a un lessico più complesso e a concetti storici articolati.
Un brano letto di sfuggita in quel minestrone che è l’antologia scolastica delle scuole medie, e quelle righe diventano una specie di ritornello, qualcosa che comincia a ronzarti per la testa e a pungolarti dalla curiosità di sapere tutto il resto. Questo è l'effetto che il romanzo può avere, come testimonia l'incontro di alcuni lettori con una ragazzina di nome Melisenda: una ragazzina che immaginavo della mia stessa età (10-11 anni), curiosa di tutto e piena di vita, che dava del voi al padre e cui il padre dava del voi, e che, per la prima volta in vita sua, faceva volare un falcone. La capacità di far sentire vicine le vicende importanti e meno importanti di una nobile famiglia pugliese dell’epoca di Federico II attraverso le piccole cose, quelle di tutti i giorni, che appartengono ad ogni epoca, è uno dei maggiori pregi del romanzo.
La mia sensazione è che l’ispirazione dell’autrice sia stato un altro romanzo molto amato durante l’infanzia: "Piccole donne" (e "Piccole donne crescono") di Louisa May Alcott. Questo paragone non è casuale: entrambi i romanzi eccellono nel ritrarre la crescita e lo sviluppo di giovani donne in contesti storici specifici, esplorando i loro sogni, le loro sfide e il loro legame familiare. La Pitzorno, come Alcott, riesce a creare personaggi femminili forti e indipendenti, che cercano il loro posto nel mondo, ispirando i lettori a perseguire i propri desideri con passione e determinazione.
Bianca Pitzorno – Elogio della sartina
Valori Universali e Risonanza Contemporanea
"La bambina col falcone" non è solo un romanzo storico avvincente, ma anche un veicolo di valori importanti e universali. I personaggi sono molto diversi tra loro ma tutti mossi da una grande passione e da una grande forza di volontà. Il romanzo insegna valori importanti, come l’amore per la famiglia, la forza di volontà nel voler realizzare i propri sogni e il buon senso di portare sempre a termine i propri compiti anche quando non potrebbero corrispondere alle proprie volontà. Questi principi, presentati attraverso le esperienze quotidiane e le grandi sfide affrontate dalla famiglia Rufo, risuonano con forza in ogni lettore, a prescindere dall'età.
Il romanzo offre un'educazione non solo storica, ma anche emotiva e morale. L'imperatore Federico II, con la sua abilità nel risolvere le questioni senza spargimenti di sangue, grazie alla sua amicizia con il re di Gerusalemme, dimostra il potere della diplomazia e del dialogo sulla violenza. Questo messaggio è particolarmente rilevante, e mostra come anche in un'epoca di conflitti come le Crociate, fosse possibile trovare vie alternative per la pace.
In definitiva, "La bambina col falcone" si configura come un classico della letteratura per ragazzi, capace di unire il rigore storico alla vivacità narrativa. L'invito a leggere e rileggere durante le vacanze, rivolto dalle maestre, trova in questo libro una valida proposta, adatta dai dieci anni in su. La storia, in cui anche i più giovani sognano la Grande Avventura del viaggio nel paese di Outremer, con i suoi emiri e sultani infedeli, le sue battaglie e assedi, diventa un pretesto per esplorare temi profondi e intramontabili. Bianca Pitzorno, con la sua arte, ci ha consegnato un'opera che continua a ispirare e ad affascinare, ricordandoci il valore della curiosità, della perseveranza e del rispetto, in un mondo che, seppur lontano nel tempo, offre ancora molteplici lezioni per il presente.