La gestione della fertilità e la coltivazione del Kiwi: Guida completa

La coltivazione del kiwi è una tradizione che proviene dalla Cina ed è arrivata in Europa all’inizio dell’Ottocento. Il kiwi è un albero da frutto (Actinidia chinensis) ricco di vitamine C ed E, molto dolce. Contrariamente a quanto suggerisce il suo nome volgare, il kiwi è originario della Cina sudorientale. È in Nuova Zelanda che i primi frutti coltivati sono apparsi all'inizio del XX secolo e solo negli anni '40 è iniziata la produzione su larga scala. I neozelandesi lo chiamavano "kiwi" (marchio registrato dal 1974), perché la sua pelle ricorda quella dell'uccello, emblema del paese.

Caratteristiche botaniche e varietali

La pianta di kiwi è una specie rampicante decidua e arbustiva semilegnosa. La pianta può raggiungere fino a 9 m di lunghezza. Le sue foglie sono ovali picciolate e ricurve dalla base, di colore verde scuro con venature verde chiaro. Esistono diverse varietà che rispondono a esigenze estetiche e produttive differenti:

  • Actinidia deliciosa (o Actinidia chinensis): produce il classico kiwi marrone, con buccia pelosa e polpa verde.
  • Actinidia arguta: produce i mini kiwi con buccia liscia.
  • Actinidia kolomikta: un rampicante ornamentale con foglie che virano verso il rosa e rosso.

Nelle colture moderne, alcune specie sono piante autofertili (monoiche o ermafrodite). Tuttavia, la particolarità della pianta del kiwi è che si tratta spesso di una specie dioica: esistono piante con fiori femminili che fruttificano e altre con infiorescenze maschili che non producono frutti ma sono fondamentali per impollinare le piante femminili.

schema morfologico fiore maschile e femminile di Actinidia

Esigenze climatiche e scelta dell’impianto

Il kiwi preferisce i climi miti e soffre le gelate che possono bloccare la fioritura. Il kiwi resiste fino a -15°C, ma i germogli congelano a -4°/-5°C. Teme invece i forti venti che possono rompere i fragili rami. Si trapianta in primavera avanzata o all’inizio dell’autunno, quando le gelate notturne sono scongiurate. Predilige terreni fertili con pH leggermente sub-acido (6-6,5), bassi livelli di calcare attivo e ottima dotazione di sostanza organica. Sono da evitare suoli eccessivamente argillosi, limosi e compatti.

Per la coltivazione nei frutteti urbani, è necessario installare una struttura che permetta di istruire la pianta in modo simile alla vite. È altamente consigliabile avere una copertura in monofilamento sulla struttura per creare un microclima che la aiuti a vegetare meglio. Se si piantano più alberi, è necessario distanziarli tra tre e cinque metri l'uno dall'altro.

La gestione dell’impollinazione in cattività

L’impollinazione di supporto dell’actinidia è largamente utilizzata da tempo in Piemonte per superare i problemi della dioicia della specie e della scarsa attrattività per le api. È uno strumento indispensabile per garantire qualità e produttività, specie in presenza di condizioni climatiche sfavorevoli. La Psa (batteriosi dell'actinidia), che in molti impianti ha falcidiato le piante maschili, ne ha accentuata la necessità.

  • Raccolta del polline: Si esegue a partire dal 50% di fiori aperti fino a completa caduta petali, preferibilmente nelle ore fresche. La raccolta viene effettuata con macchine aspiratrici (a filtro o a turbina).
  • Conservazione: Il polline perde il 2-3% di vitalità all’ora a 20°C. Può essere mantenuto per 5-6 giorni in frigorifero (+4°C) o per un anno in freezer a -20°C.
  • Distribuzione: L’efficacia dipende dal momento dell’esecuzione; i migliori risultati si ottengono allo stadio fenologico di 95% dei fiori femminili aperti. La distribuzione a secco va effettuata durante le prime ore del giorno o nelle ore notturne. La distribuzione in soluzione acquosa deve essere eseguita entro le 2-3 ore dalla preparazione, usando acqua demineralizzata. La dose di polline da impiegare è di 600 - 1.000 g/ha.

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Tecniche di propagazione: Semi e Talee

Per piantare i kiwi, è possibile utilizzare i semi o le talee. Se si utilizzano i semi, si consiglia la tecnica della stratificazione:

  1. Disporre i semi in strati di carta assorbente umida.
  2. Lasciarli in frigorifero a 3°C-4°C per 5 settimane, estraendoli ogni 3 giorni per brevi periodi.
  3. Dopo la germinazione, trapiantare in un substrato composto da 50% torba, 40% compost/humus e 10% sabbia.

Per le talee, occorre prelevare rami di 10-15 cm a fine inverno. È fondamentale raschiare 2,5 cm di corteccia dal portainnesto e mantenere una temperatura costante tra 20°C e 24°C durante la radicazione.

Potatura e gestione della chioma

L’actinidia è un vitigno fruttifero molto vigoroso e richiede potature annuali per limitare la volatilità e favorire la produzione.

  • Potatura invernale: Obbligatoria per garantire una buona fruttificazione. Si accorciano i rami a due occhi ogni 30-40 cm. Si mantengono 4 o 5 rami principali rimuovendo quelli vecchi (oltre i 5 anni).
  • Potatura estiva (verde): Utile per avere frutti più belli. Si taglia 4 foglie sopra i grappoli di frutta e si eliminano i rami "avidi" dalla base.

Il fusto principale deve crescere verticalmente, mentre i germogli laterali devono essere guidati in orizzontale. La pacciamatura alla base è una pratica utile per proteggere l'apparato radicale.

Gestione idrica e nutrizione

L’actinidia richiede un elevato volume di adacquamento, valutato attorno a 4.000/7.000 m³/ha. È fondamentale monitorare la qualità dell'acqua: contenuti di cloro o sodio superiori a 70 mg/l non permettono uno sviluppo normale. Il metodo irriguo più adatto è quello localizzato (goccia o micro-sprinkler).

Per quanto riguarda la fertirrigazione, le esigenze variano per fase fenologica:

  • Azoto: Richiesto soprattutto dalla fioritura all'allegagione.
  • Potassio: Fondamentale per la qualità del frutto, zuccheri e amido.
  • Calcio: Essenziale per la consistenza e conservabilità, deve essere somministrato nelle prime 6-7 settimane dopo l'allegagione.
  • Magnesio: Centrale per la fotosintesi; la sua carenza causa ingiallimento delle foglie basali.

infografica sulle fasi fenologiche e fabbisogno nutritivo del kiwi

Considerazioni sulla protezione delle colture

La pianta di kiwi, sebbene robusta, può essere vittima di ragni rossi in ambienti caldi e secchi. Tra le patologie fungine più diffuse vi è la moria del kiwi (Phytophthora spp.) e la botrite. La prevenzione, basata su una corretta gestione dell'irrigazione per evitare ristagni idrici, è la strategia principale. Per quanto riguarda la batteriosi PSA, è essenziale utilizzare materiale vivaistico certificato e proteggere i tagli di potatura.

Produzione e raccolta

La prima fioritura avviene dopo i primi 3 anni di vita. Una volta stabilizzata, una pianta può produrre dai 40 ai 50 chili di frutta. La maturazione inizia in autunno (novembre) e la raccolta è scalare fino a febbraio. Più il frutto rimane sulla pianta, maggiore sarà la sua dolcezza, tuttavia nelle zone a rischio gelate è opportuno raccogliere prima che le temperature scendano pericolosamente sotto lo zero. Il kiwi possiede proprietà antinfiammatorie, lenitive e digestive, rendendolo un elemento essenziale nella nutrizione moderna.

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