L'Istituto Valenciano de Infertilidad (IVI) rappresenta una delle istituzioni mediche più rinomate a livello mondiale nel campo della riproduzione assistita. Con una rete che abbraccia oltre settanta cliniche distribuite tra Spagna, Europa, America e Asia, IVI si posiziona come un punto di riferimento per coppie e individui che affrontano sfide legate all'infertilità. La sua sede centrale a Valencia, in Spagna, è il cuore pulsante di un'organizzazione che gestisce un flusso costante di contatti provenienti da ogni angolo del pianeta.

Il Primo Contatto: Un Ponte di Ascolto e Informazione
Il percorso verso la genitorialità assistita inizia spesso con una telefonata. Il contact center di IVI, situato in un elegante palazzo nel centro di Valencia, riceve un volume impressionante di chiamate: settecento, ottocento, fino a mille al giorno. Queste comunicazioni provengono da donne e uomini, coppie che desiderano un figlio ma incontrano difficoltà nel concepirlo naturalmente. La composizione multiculturale del personale del contact center, con operatrici di diverse nazionalità, è fondamentale per garantire che ogni paziente possa essere assistita nella propria lingua madre.
La formazione delle operatrici non è solo tecnica ma anche "alla sensibilità". In circa 15-20 minuti, tempo medio di una conversazione, è necessario fornire informazioni precise e, soprattutto, creare un ambiente di accoglienza e comprensione. La responsabile del servizio sottolinea quanto questo primo contatto sia cruciale: "se le donne non si sentono accolte e comprese in questa fase, interrompono il percorso." Circa sette chiamate su dieci si traducono in appuntamenti iniziali, smistati nei centri IVI sparsi per il mondo. Le donne che contattano IVI sono spesso in uno stato di profonda fragilità emotiva, avendo alle spalle "una storia di dolore, tanti tentativi vani di diventare mamme." A volte, sono i partner a prendere in mano la situazione, mostrando una preparazione notevole e una minore "estenuazione" emotiva.
Il Dipartimento di Attenzione al Paziente: Un Percorso Personalizzato
Una volta che una paziente decide di procedere, la prima visita nella clinica (in Italia, ad esempio, a Roma) è gestita dal "dipartimento attenzione al paziente". Il personale, che parla la stessa lingua della paziente, funge da punto di riferimento costante durante tutto il processo. Questa fase iniziale include l'anamnesi, la prima ecografia e la raccolta dettagliata della storia medica e personale.
L'approccio di IVI mira a una personalizzazione estrema del rapporto. Molte donne arrivano sole, "provate psicologicamente e anche economicamente." Il personale cerca di stabilire un legame chiedendo delle loro prime impressioni e del loro stato d'animo, riconoscendo che il timore più grande è "quello di un altro insuccesso." Le pazienti richiedono dati e percentuali di riuscita dei trattamenti, cercando rassicurazioni. Il dipartimento garantisce che in IVI "non succederà mai che all’Ivi la paziente si trovi davanti a medici sbrigativi che alimentino false speranze."
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Sfide e Soluzioni nella Procreazione Assistita
L'età è un fattore determinante che spesso richiede approcci terapeutici diversificati. Le donne in età più avanzata, ad esempio, possono faticare ad accettare che l'inseminazione artificiale da sola potrebbe non essere sufficiente. È necessario valutare la qualità degli ovociti e, in taluni casi, considerare l'ovodonazione, ovvero il concepimento in vitro utilizzando un ovocita donato.
Le pazienti di IVI sono prevalentemente donne che non sono mai diventate madri, per le quali l'ansia è spesso più accentuata. Tuttavia, un numero significativo di pazienti ha già figli e desidera una nuova gravidanza, magari in seguito a nuove unioni o nella "seconda parte della loro età riproduttiva." L'età media delle donne che si sottopongono a trattamenti di fecondazione assistita presso IVI Roma è di 40,6 anni, un dato in crescita (era 40,4 nel 2015), riflettendo una tendenza generale che vede l'età media al primo parto aumentare anche in Italia (31,8 anni nel 2017 secondo Istat).
Le donne più giovani, intorno ai 34 anni, tendono a optare più frequentemente per l'inseminazione artificiale. Quelle di età superiore, in media 38 anni, ricorrono alla fecondazione in vitro con gameti propri. Dopo i 40 anni, l'uso di ovociti propri è spesso sconsigliato, portando alla decisione di optare per la fecondazione eterologa, che risulta essere il trattamento più diffuso, scelto nel 57% dei casi.
Innovazione e Sicurezza nei Laboratori IVI
IVI non è solo un centro clinico, ma anche un pioniere in tecniche di laboratorio avanzate per garantire la salute dei futuri nati. Un esempio significativo è il laboratorio dedicato alla diagnosi e al "lavaggio spermatico," attivo a Valencia e Madrid. Questa procedura è essenziale per permettere a uomini affetti da virus come HIV, Epatite C, Epatite B o sifilide di avere figli sani, liberi da trasmissione virale. Il processo, che dura circa tre settimane, mira a selezionare gli spermatozoi mobili e privi del virus, rendendo possibile la fecondazione in vitro in condizioni di massima sicurezza.

Sebbene le richieste per questo specifico servizio siano diminuite nel tempo, la sua esistenza testimonia l'impegno di IVI nella gestione di casi complessi.
La Banca di Ovociti: Eccellenza Europea e Selezione Rigorosa
IVI è particolarmente rinomata per possedere la banca centrale di ovociti più grande d'Europa. Solo nel 2016, ha registrato circa 7.000 cicli di donazione. Il processo per diventare donatrice è estremamente selettivo: circa 7 donne su 10 non superano la selezione. Le candidate devono sottoporsi a test genetici, esami ginecologici e medici approfonditi, oltre a colloqui con medici e psicologi. Una candidata su cinque, in media, non viene accettata, spesso a causa di problematiche riscontrate durante la fase psicologica.
La dottoressa Pilar Dolz, psicologa presso IVI Valencia, conduce colloqui basati su domande aperte, conformi ai criteri diagnostici del Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali. Le candidate con problemi di depressione, ansia, dipendenze o con familiari affetti da patologie psichiatriche vengono generalmente escluse. Tuttavia, vengono valutate anche situazioni di resilienza eccezionale, come nel caso di una donatrice il cui padre era dipendente dall'alcol, ma che lei stessa conduceva una vita equilibrata e aveva una ottima professione.
Ovodonazione: Un Atto di Generosità e Scienza
Quando si ricorre all'ovodonazione, gli esperti di IVI si adoperano per combinare le caratteristiche somatiche della donatrice con quelle della ricevente, considerando elementi come colore degli occhi, dei capelli, carnagione, etnia e gruppo sanguigno.
Carla: "Io dono la vita"
La testimonianza di Carla, una giovane donatrice di 25 anni, illustra le motivazioni e il percorso di chi sceglie di donare i propri ovuli. Per lei, donare è un atto simile alla donazione di sangue o midollo osseo: "regala un 'pacchetto', così dice, di materiale biologico sano, per aiutare un'altra persona, una coppia magari." In Spagna, l'ovodonazione è una pratica diffusa da circa 30 anni, a differenza dell'Italia, dove, nonostante le recenti evoluzioni legislative, la scarsità di ovociti disponibili e la complessità delle procedure di importazione costringono ancora molte coppie a recarsi all'estero.
La legge spagnola stabilisce che le donatrici debbano avere un'età compresa tra i 18 e i 35 anni. Per ogni donazione, registrata in un apposito registro nazionale, ricevono un rimborso statale di mille euro e possono effettuare un massimo di sei donazioni nella vita. Secondo i dati IVI, circa il 50% delle aspiranti donatrici ha, nella propria cerchia di amici o parenti, una coppia con problemi di infertilità, che spesso funge da catalizzatore per la decisione. Il 40% delle donatrici sono già mamme.
Carla descrive il processo: dopo aver iniziato la stimolazione delle ovaie con iniezioni autogestite, percepite come simili a quelle mestruali, ha dovuto evitare sforzi eccessivi e rapporti sessuali per alcuni giorni. La raccolta degli ovuli avviene in anestesia totale, un momento che le ha causato un po' di timore. L'intero impegno dura circa un paio di settimane. La donazione è stata supportata dal suo fidanzato e da sua sorella, e i suoi genitori, considerandola matura, hanno dato la loro approvazione senza riserve.
Le motivazioni di Carla sono duplici: contribuire a non pesare economicamente sui genitori, anche se il rimborso è minimo, e soprattutto "la volontà di dare una mano a qualcuno a crearsi una famiglia." Attualmente impegnata in un master, Carla pianifica anch'essa di formare una famiglia in futuro, consapevole di avere ovuli di ottima qualità. Non teme ripensamenti futuri, poiché la sua decisione è fondata sulla convinzione che il bambino nato da donazione non sarà suo figlio in senso biologico diretto, diversamente da un parto e successivo affidamento, che non riuscirebbe a sostenere. La sua determinazione è tale che le perplessità iniziali, scaturite da commenti esterni, sono state rapidamente dissipate. La psicologa Dolz conferma l'importanza di accertare che "il vincolo emozionale non ci sia," promuovendo un approccio sempre più naturale e non giudicante verso l'ovodonazione, vista come un atto di "dare la vita."
Beatriz: "Quando Camila sarà grande, l’eterologa non sarà più un tabù"
La storia di Beatriz illustra l'esperienza di una madre che ha concepito grazie alla fecondazione eterologa. Camila, la sua bambina di tre mesi, è frutto di un parto naturale, e sebbene non vi sia alcun legame genetico tra loro, Beatriz e Camila sono madre e figlia a tutti gli effetti, riconosciute dalla legge. La scelta dell'eterologa è stata dettata dalla scoperta di una malattia genetica nel marito, rendendo più prudente l'utilizzo di sperma di un donatore.
A 38 anni, Beatriz e suo marito desideravano "un bambino sano, che arrivasse in fretta. Non avevamo più tempo da perdere." Hanno deciso di combinare la donazione di sperma con l'ovodonazione. Il primo ciclo di fecondazione in vitro ha prodotto sei embrioni, e Beatriz è rimasta incinta immediatamente.
Beatriz esprime con fermezza il suo legame con Camila: "L’ho portata dentro. È mia figlia e la amo come una madre ama la sua bambina. Ed è lo stesso per mio marito: proviamo un sentimento totalizzante per lei." Il percorso scelto per concepire la bambina non è più un pensiero centrale; ciò che conta è "essere genitori, e farlo nel migliore dei modi."
Attualmente, solo i genitori sanno della fecondazione eterologa di Camila. Non l'hanno rivelato a parenti o amici, ritenendo che "non ce n’è bisogno, non serve." Tuttavia, Beatriz è certa che, quando Camila sarà abbastanza grande, glielo dirà, prevedendo che in futuro, in Spagna, sarà una condizione "normale" per molti coetanei.
Curiosamente, nonostante l'estraneità genetica, madre e figlia sembrano somigliarsi, con Camila che ricorda anche parenti paterni, come lo zio e la nonna del marito.

L'Epigenetica e l'Importanza del Contesto Uterino
Contrariamente al mito che la madre sia solo un'"incubatrice" in caso di ovodonazione, la direttrice della clinica IVI di Roma, Daniela Galliano, sottolinea l'importanza del fattore ambientale in cui l'embrione si sviluppa. L'epigenetica, una branca della biologia molecolare, dimostra come l'attività del DNA possa modificarsi senza alterare la sua sequenza. I geni possono manifestarsi parzialmente o per nulla in base a fattori ambientali. Ad esempio, il fumo durante la gravidanza induce cambiamenti epigenetici non solo nei figli, ma anche nelle tre generazioni successive. Questo evidenzia che "non siamo solo il prodotto della genetica: quello che succede nell’utero materno è più importante di ciò che accade dopo la nascita." Nonostante l'epigenetica sia ancora agli inizi, i suoi studi dimostrano un significativo scambio di informazioni tra embrione e madre, capace di modificare il patrimonio genetico del figlio anche in caso di ovodonazione. La banca di ovociti IVI conserva altri cinque embrioni congelati della stessa donatrice di Camila, offrendo la possibilità di avere fratelli geneticamente imparentati.
Valutazione della Fertilità e Opzioni Future
IVI Valencia offre un servizio completo per la valutazione della fertilità, attraverso analisi personalizzate e una valutazione approfondita dell'anamnesi clinica, ecografie 3D, analisi dell'ormone antimülleriano e, se necessario, spermiogrammi. Per coloro che desiderano posticipare la genitorialità, è disponibile la vitrificazione di ovociti o spermatozoi.
Il centro si impegna a offrire opzioni personalizzate e adatte alle necessità individuali, fornendo assistenza completa, tecnologia avanzata e un approccio individualizzato per aiutare i pazienti a pianificare il loro percorso. Le donne che desiderano diventare madri senza partner possono accedere a vari trattamenti di Procreazione Medicalmente Assistita (PMA) con donazione di sperma, con l'obiettivo di ottenere i migliori risultati.
Testimonianze di Coppie e Pazienti
Le esperienze condivise da pazienti italiani evidenziano la risonanza emotiva e l'importanza di un supporto umano e professionale. Una coppia italiana, Marta ed Enrica, ha scelto FIV Valencia non potendo accedere ai trattamenti in Italia. La presenza di medici italiani e personale che parla la loro lingua ha garantito un senso di sicurezza fin dall'inizio. L'esperienza con il Metodo ROPA (Ricezione Ovuli Partner) è stata particolarmente emozionante, permettendo a entrambe di partecipare attivamente al processo. Hanno percepito fin dal primo momento un approccio caloroso e umano, con un team che le ha supportate con pazienza, ascolto ed empatia. Le cure personalizzate hanno infuso la fiducia necessaria per ottenere il miglior risultato possibile: diventare madri di Andrea, con la speranza di poter presto dare un fratellino o una sorellina.
Un'altra paziente, giunta a 40 anni con grandi aspettative dopo aver sempre desiderato essere madre, descrive un'accoglienza eccezionale da parte di tutto il personale, dalla reception ai medici, psicologi e infermieri. Ogni passo, specialmente il trasferimento embrionale e l'ascolto del battito cardiaco, è stato emozionante.
Le recensioni, sebbene etichettate come opinioni personali, confermano l'interazione commerciale e la verifica delle esperienze autentiche. Alcune recensioni includono feedback contrastanti, come quella di una coppia che, dopo essere stata indirizzata verso l'ovodonazione presso IVI Bari, ha successivamente concepito naturalmente, definendo il centro "ladri." Altre esperienze negative menzionano tentativi falliti nonostante esami approfonditi, costi elevati e una percezione di mancanza di empatia o professionalità in specifici casi o sedi, come IVI Madrid, IVI Bari, IVI Casilino, IVI Lancisi, IVI Palma.
Tuttavia, numerose testimonianze positive lodano la professionalità e la competenza di specifici medici, come il Dott. Ortega a IVI Madrid, che è stato descritto non solo come un medico ma come un vero e proprio sostegno. Altre recensioni menzionano il team della Dott.ssa Galliano a IVI Italia, evidenziando la professionalità, gentilezza e cortesia che hanno trasmesso tranquillità e speranza, portando alla realizzazione di un sogno per pazienti con casi complessi.
La gestione dei costi è un aspetto ricorrente nelle discussioni tra pazienti. I costi per tentativi di ovodonazione possono variare significativamente, con cifre che si attestano tra i 6.000 e i 7.500 euro per ciclo, escludendo eventuali costi aggiuntivi per il congelamento o trasferimenti successivi. Molte cliniche richiedono il saldo totale il giorno del transfer, indipendentemente dall'esito. È consigliabile contattare direttamente le cliniche per ottenere preventivi precisi e personalizzati.
L'organizzazione delle visite e delle procedure, come il monitoraggio della stimolazione ovarica, viene pianificata con cura, con un calendario dettagliato fornito già alla prima visita, tenendo conto del ciclo mestruale della paziente. La possibilità di effettuare visite virtuali è un'opzione che può essere seguita da una visita "reale", con un eventuale rimborso dei costi della prima. La scelta della lingua per le comunicazioni è un fattore importante per evitare fraintendimenti, con molte cliniche che offrono supporto in italiano.
Il listino prezzi viene generalmente fornito alla prima visita e suddiviso per tipo di trattamento, permettendo di calcolare un preventivo di spesa personalizzato. Un assistente viene assegnato per le questioni pratiche e amministrative. Nonostante le sfide economiche e le complessità emotive, il desiderio di creare una famiglia spinge molti a intraprendere questo percorso, con IVI Valencia che si propone come partner affidabile, offrendo un approccio "all'avanguardia, insieme a un team professionale e molto umano."
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