Ivano Marescotti è stato una delle figure più poliedriche e profonde del panorama artistico italiano, capace di attraversare decenni di storia dello spettacolo con una presenza scenica intensa e un volto che raccontava, da solo, storie di tormento e determinazione. Nato il 4 febbraio 1946 a Villanova di Bagnacavallo, in provincia di Ravenna, la sua traiettoria esistenziale è stata segnata da una svolta radicale che ha trasformato un impiegato dell'ufficio urbanistica in un attore di rara sensibilità, amato sia dal pubblico del grande schermo che da quello dei palcoscenici teatrali.

Dalle carte d’ufficio ai palcoscenici teatrali
Per dieci anni, la vita di Marescotti si è svolta tra i corridoi dell’ufficio urbanistica del comune di Ravenna, un contesto burocratico lontano anni luce dalle luci della ribalta. Dopo il diploma conseguito al liceo artistico Nervi-Severini di Ravenna, Marescotti aveva inizialmente accarezzato l’idea di una laurea in architettura a Venezia, seguita da un percorso al DAMS di Bologna, spinto dal sogno di diventare attore. Tuttavia, la sua vita professionale ha subito una sterzata decisiva solo nel 1981, quando, all’età di 35 anni, ha compiuto quello che lui stesso definiva un "colpo di testa": ha rassegnato le dimissioni dal suo posto fisso per dedicarsi totalmente alla recitazione.
È iniziato così un apprendistato sul campo che lo ha portato a confrontarsi con i più grandi maestri del teatro italiano. La sua formazione è passata attraverso la collaborazione con figure del calibro di Leo de Berardinis, Mario Martone, Carlo Cecchi, Giampiero Solari, Marco Martinelli e il grande Giorgio Albertazzi. Questi incontri sono stati fondamentali per renderlo un interprete capace di scatenare emozioni continue, paure e sguardi che si rinnovavano a ogni scena. Tra i suoi successi teatrali si ricordano "La signorina Else", "L'alba sotto casa Steinberg", un favoloso "Amleto", "Woyzeck" e "Blues in sedici" di Benni.
Intervento di Ivano Marescotti al Covegno PD: "Dialetto, lingua viva" - 1° parte
L’ingresso nel mondo della settima arte
Sebbene il suo cuore pulsasse per il teatro, la carriera cinematografica di Marescotti ha avuto inizio nel 1989, con una piccola partecipazione nel film "La cintura" di Giuliana Gamba. Inizialmente titubante riguardo alla macchina da presa, la svolta è arrivata grazie all'incontro con Silvio Soldini. Il regista lo ha voluto ne "L'aria serena dell'ovest" (1990) e in "Un'anima divisa in due" (1993), due pellicole che hanno radicalmente mutato il suo approccio verso il cinema, spingendolo a dedicarsi con successo a questo linguaggio.
Il volto di Marescotti, capace di incarnare la figura dell'uomo forte che spesso si ritrova nel ruolo del carnefice, lo ha reso perfetto per una vasta gamma di personaggi. Ha collaborato con registi del calibro di Anthony Minghella, Ridley Scott, Marco Risi, Pupi Avati, Sandro Baldoni, Maurizio Nichetti, Carlo Mazzacurati, Antonello Grimaldi e Klaus Maria Brandauer. La sua versatilità gli ha permesso di passare dal cinema d'autore a ruoli più brillanti e comici. Indimenticabili restano le sue interpretazioni dirette da Roberto Benigni in "Johnny Stecchino" (1991) e "Il mostro" (1994). Inoltre, ha lasciato il segno in pellicole come "Il portaborse" (1991), "Il muro di gomma" (1991), "Pasolini, un delitto italiano" (1995), "Il talento di Mr. Ripley" (1999) - dove ha recitato accanto a Gwyneth Paltrow - e nei film di Checco Zalone "Cado dalle nubi" (2009) e "Che bella giornata" (2011).
L'impegno per il dialetto e la cultura romagnola
Parallelamente alla carriera nazionale, Marescotti non ha mai dimenticato le proprie radici. A partire dagli anni ’90, ha intrapreso un ambizioso lavoro di recupero del dialetto romagnolo, portando in scena testi di Raffaello Baldini e rileggendo i classici della letteratura italiana in chiave vernacolare, come in "Dante, un patàca" e "Bagnacavàl". Il suo amore per Dante Alighieri è stato profondissimo, tanto da portarlo a incidere l'intera Divina Commedia, un impegno che gli è valso il riconoscimento di "testimone di Dante nel mondo" da parte della Società Dante Alighieri.
La sua passione per la terra di origine si è tradotta anche nella creazione del Teatro Accademia Marescotti a Ravenna, una scuola di arte drammatica dove ha personalmente guidato i giovani talenti, e nella gestione del Teatro Comunale di Conselice. Il suo impegno culturale è stato costante e profondo, testimoniato anche dalla fondazione, nel 2004, della Patàka S.r.l., società attraverso la quale coordinava le sue iniziative artistiche, tra cui la coproduzione internazionale "Babe-Lé".

Successi televisivi e riconoscimenti
Il piccolo schermo ha visto Marescotti protagonista di numerose fiction di successo. Tra le tante apparizioni, si annoverano "La neve nel bicchiere", "La piovra", "Il giovane Mussolini", "Raccontami", "I liceali" - dove ha interpretato il professor Gualtiero Cavicchioli - e "Un medico in famiglia 8". Nel 2021 è stato parte del cast della serie "Màkari".
La sua carriera è stata costellata da premi prestigiosi. Ha ottenuto ben sei candidature ai Nastri d'Argento, conquistando l'ambito riconoscimento nel 2004 come miglior attore protagonista di un cortometraggio per "Assicurazione sulla vita" di Tommaso Carboni e Augusto Modigliani. Nel 2014 ha ricevuto il Premio Enriquez per il teatro, a conferma di un percorso artistico che non ha mai smesso di interrogarsi e rinnovarsi.
Una vita oltre la scena
Ivano Marescotti è stato un uomo profondamente legato agli affetti familiari. Figlio di Speranza e Amleto, ha spesso ricordato con commozione il padre, un partigiano dedito al lavoro dei campi che, a oltre ottant’anni, volle assistere al debutto teatrale del figlio pochi giorni prima di morire. La vita privata di Marescotti è stata segnata da tre matrimoni. Dalle prime nozze era nato Mattia, scomparso prematuramente nel 2009, che lo aveva reso nonno di Leonardo. Dal secondo matrimonio con Ifigenia Faye Kanarà era nata la figlia Iliade. Nel 2022 ha sposato Erika Leonelli, sua ex allieva presso il suo Teatro Accademia, con una cerimonia celebrata interamente in dialetto romagnolo presso l'Ecomuseo delle erbe palustri di Villanova di Bagnacavallo.
L'impegno civile e le ultime apparizioni
La figura di Marescotti non è stata esente da polemiche, specchio di un uomo che non temeva di esporsi. Nel 2014, in occasione della sua candidatura alle Elezioni europee con la Lista Tsipras, l'attore fu al centro di un caso mediatico: la Rai scelse di cancellare, a sua insaputa, le scene che lo vedevano protagonista nella fiction "Una buona stagione". Questa scelta portò l'attore ad avviare un contenzioso legale contro l'emittente.
Negli ultimi anni, Marescotti ha continuato a dedicarsi alla scrittura e alla pedagogia, pubblicando nel 2021 "Fuoriclasse", una raccolta di poesie e canzoni dedicate ai bambini. Dopo aver annunciato il ritiro dagli schermi nel 2022 per dedicarsi esclusivamente all'insegnamento presso la sua accademia, il grande interprete si è spento il 26 marzo 2023, all'età di 77 anni, presso l'Ospedale Civile di Ravenna, a causa di una grave malattia. La sua eredità rimane nel cuore di chi ha visto in lui non solo un attore, ma un profondo conoscitore dell'animo umano e un custode appassionato della cultura romagnola.

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