L'universo cinematografico di Quentin Tarantino è un intreccio complesso di storie, personaggi e riferimenti che spesso trascendono i confini di un singolo film. "Kill Bill Vol. 2" non fa eccezione, rappresentando il culmine di un'epopea di vendetta e redenzione intrisa di omaggi al cinema di genere e arricchita da innumerevoli dettagli di produzione e curiosità narrative. Dal processo di casting alle scelte scenografiche, dalle performance degli attori alle intenzioni registiche, ogni elemento contribuisce a tessere una tela ricca e stratificata, offrendo allo spettatore più attento un'esperienza di visione profondamente gratificante e piena di scoperte inaspettate. Questo approfondimento esplora alcuni dei segreti meglio custoditi e delle curiosità più affascinanti che hanno plasmato la realizzazione di "Kill Bill Vol. 2", collegando talvolta l'opera a riferimenti esterni, tra cui, seppur brevemente, anche ad altri capitoli dell'immaginario tarantiniano come la visione futura di "Inglourious Basterds".
Rivelazioni Inattese e Collaborazioni Storiche
Il processo di produzione di un film di grande portata è spesso costellato di segreti gelosamente custoditi, la cui rivelazione può avere ripercussioni significative. Una di queste circostanze si verificò proprio durante la lavorazione di "Kill Bill". Durante una telefonata, David Carradine disse ingenuamente a una sua amica giornalista che Kill BIll sarebbe stato diviso in due volumi, rivelando quello che al momento era ancora un importante segreto della Miramax. L'attore mortificato scrisse immediatamente una lettera di scuse al produttore Harvey Weinstein, evidenziando la delicatezza delle informazioni in un'industria dove l'anticipazione può fare la differenza.
Un aspetto distintivo dell'approccio di Tarantino è la sua propensione a collaborare con amici e colleghi fidati, spesso in ruoli chiave. Le musiche originali del film furono composte dal regista e amico fraterno di Tarantino, Robert Rodriguez. Come compenso per il lavoro svolto, Rodriguez accettò un solo dollaro, un gesto che sottolinea il forte legame artistico e l'affinità creativa tra i due cineasti. Questa collaborazione fraterna ha spesso arricchito le colonne sonore dei rispettivi film, diventando un marchio di fabbrica nel loro sodalizio creativo.
Cameo, Volti Noti e Curiosità sul Casting
Il cast di "Kill Bill Vol. 2" è un mosaico di talenti affermati, volti familiari ai fan di Tarantino e sorprendenti apparizioni che rendono omaggio a specifiche tradizioni cinematografiche. Ogni personaggio, anche il più piccolo, sembra avere una storia o un significato recondito. Ad esempio, il reverendo Harmony è interpretato dall'attore Bo Svenson, il protagonista del film "Quel Maledetto Treno Blindato" (titolo Usa: "The Inglorious Bastards") del 1978 di Enzo G. Castellari. Questa scelta è un chiaro tributo al cinema bis italiano, una fonte di ispirazione costante per Tarantino. La moglie del reverendo, invece, è interpretata dalla straordinaria stuntwoman Jeannie Epper, definita dalla rivista Entertainment Weekly come "la più grande stuntwoman mai esistita", un riconoscimento meritato per il suo contributo all'industria.

Tra gli amici di lunga data e i collaboratori fedeli di Tarantino, spiccano diverse figure che hanno trovato spazio anche davanti alla macchina da presa. Tim, il testimone dello sposo, ha il volto di Stevo Polyi. Polyi, amico e collega di Tarantino al "Video Archives", aveva recitato in "My Best Friend's Birthday" (era il dj fissato con gli scherzi) ed era comparso anche in "Reservoir Dogs" (era uno degli sceriffi durante la storia inventata da Mr. Orange), consolidando il suo status di presenza ricorrente nell'universo tarantiniano. Anche Trixie, una delle spogliarelliste del club dove lavora Budd, è interpretata da Victoria Lucai, storica assistente personale di Tarantino fino al 1997, un esempio di come il regista ami coinvolgere persone a lui vicine nel suo processo creativo. La maestra elementare che rivela il vero nome della Sposa è Venessia Valentino, un altro piccolo ma memorabile cameo.
Un altro volto riconoscibile è quello di Sid Haig, interprete insieme a Pam Grier di diversi film blaxploitation durante gli anni '70 (primi fra tutti "Coffy" e "Foxy Brown") e già comparso in Jackie Brown nel ruolo del giudice. In "Kill Bill Vol. 2", Haig interpreta Jay, il barista dello stripclub dove lavora Budd, rafforzando i legami con un genere cinematografico particolarmente caro al regista. Quando la Sposa arriva all'hacienda di Bill, passa davanti ad alcuni dipendenti, dettagli che arricchiscono l'atmosfera e la profondità scenografica del film.
Dettagli di Scena: Cibo, Bevande e Oggetti di Scena
L'attenzione di Tarantino ai dettagli si estende anche agli oggetti di scena più minuti, dai marchi di sigarette alle bottiglie di liquore, spesso carichi di significati nascosti o semplicemente elementi che contribuiscono alla verosimiglianza della scena. A quanto pare, la marca di sigarette fumate da Budd e da Elle Driver dovrebbe essere la "Natural American Spirit", una scelta che suggerisce una certa attitudine "naturale" o "autentica" per questi personaggi. Tuttavia, non tutte le marche sono così facilmente identificabili. Nonostante sia visibile un pacchetto sul tavolo e nonostante venga inquadrato anche il logo impresso sulla sigaretta, non sono mai riuscita a scoprire quale sia la marca di sigarette fumate da Esteban Vihaio, aggiungendo un piccolo mistero per gli spettatori più osservatori.
Anche le bevande consumate dai personaggi sono scelte con cura, contribuendo a delineare la loro personalità o a creare specifici richiami culturali. Budd beve una bottiglia di schnapps Brennivín (che significa "vino infuocato"). Questo fortissimo liquore islandese, noto anche col nome di "Black Death", è ottenuto da purè di patate fermentato e semi di cumino, una scelta che ben si addice al carattere ruvido e isolato del personaggio. In un'altra scena, Budd prepara quello che sembrerebbe essere nient'altro che un semplice "frozen margarita", un contrasto con la complessità del Brennivín. Esteban Vihaio, con la sua aura di sofisticata esoticità, ordina da bere "Dos añejo", un tipo specifico di tequila invecchiata. Durante la scena finale, Bill beve alcuni bicchieri di tequila "Tres Generaciones" marca Sauza, un dettaglio che aggiunge un tocco di eleganza e gravità all'epilogo.
Anche il cibo e gli oggetti quotidiani non sono lasciati al caso. Sul tavolo del motel dove hanno passato la notte Beatrix e sua figlia B.B. si nota una scatola di cereali "Lucky Charms". I Lucky Charms sono dei cereali prodotti dalla General Mills composti da fiocchi d'avena tostati e pezzettini di marshmallows colorati in vari gusti "magici", un elemento di normalità e infanzia in un contesto altrimenti violento.
Un oggetto di scena particolarmente ingegnoso è il barattolo di caffè utilizzato da Budd. Budd si serve di un barattolo vuoto di "Oak Ridge Coffee" (marca non realmente esistente) per poterci sputare dentro il tabacco da masticare. Più tardi, la Sposa utilizzerà lo stesso disgustoso barattolo come "arma" contro Elle Driver. Questa "arma" insolita ha anche un riferimento storico: La Oakley, vissuta a cavallo tra l'800 e il '900, vantava un'abilità con il fucile a dir poco sbalorditiva. La sua mira incredibile le fece ottenere un ruolo da protagonista nello spettacolo del "Selvaggio West di Buffalo Bill" grazie al quale diventò la prima superdiva americana, un richiamo sottile alla maestria e alla letalità femminile.

Omaggi Cinematografici e Referenze Pop-Culture
L'opera di Tarantino è una celebrazione ininterrotta della cultura pop e della storia del cinema, e "Kill Bill Vol. 2" è un vero e proprio compendio di questi riferimenti. Molti di essi sono intessuti nella trama o nei dialoghi, arricchendo l'esperienza dello spettatore.
Un esempio lampante è l'omaggio ai fumetti e in particolare a Superman. Durante una piacevole conversazione con Tarantino, David Carradine gli espose le sue personali teorie su alcuni personaggi dei fumetti, e su Superman in particolare. Il regista ne rimase così colpito che decise di apportare immediatamente delle modifiche alle sceneggiatura aggiungendo il famoso "monologo di Superman", incentrato appunto sulle idee di Carradine riguardo Superman e il suo alter ego Clark Kent. Le idee di Carradine si basavano comunque anche su quanto scritto nel libro "The great comic book heroes" di Jules Feiffer, dimostrando come le intuizioni personali e le fonti culturali possano fondersi nella creazione artistica.
Tarantino ama anche seminare collegamenti tra i suoi stessi film, creando un universo narrativo interconnesso. In una scena di Reservoir Dogs, Nice Guy Eddie esclama in tono sarcastico che chiamerà un incantatore di serpenti (snake charmer) per curare Mr. Orange, un'espressione che in "Kill Bill" assume un significato più diretto con le Deadly Vipers.
Anche le scelte automobilistiche nel film sono cariche di significato. Carradine non approvò la scelta di una De Tomaso Mangusta del '69 come auto di Bill. L'attore cercò di convincere il regista a scegliere una di queste macchine più costose ma senza successo. La scelta di quella vettura ha un suo significato nascosto: la mangusta, è infatti l'unico animale in grado di poter uccidere un cobra (è dunque un riferimento alle Deadly Vipers), un dettaglio simbolico che rafforza il tema della vendetta. La macchina di Elle Driver è una Pontiac Firebird Trans Am del 1980. Anche Daryl Hannah ne possiede una uguale, aggiungendo un tocco di autenticità alla scelta del veicolo del personaggio.

Un omaggio più discreto è rivolto ai membri della troupe. Tarantino omaggia Jasmine Yuen Carrucan (assistente operatrice e assistente di produzione in entrambi i volumi di Kill Bill) attraverso il finto libro letto da Esteban "The Carrucan’s of Kurrajong" (in italiano: "I Carrucan di Kurrajong) di Jasmine Yuen, un modo personale e affettuoso per riconoscere il contributo dei suoi collaboratori.
Il flauto di Bill è lo stesso flauto che David Carradine suonava nel film "Circle of Iron" (titolo italiano: "Messaggi Da Forze Sconosciute" / titolo alternativo: "The Silent Flute") del 1978 di Richard Moore, film tratto da una storia ideata da Bruce Lee, un ulteriore ponte tra la filmografia dell'attore e il personaggio che interpreta.
Il cinema stesso è spesso il soggetto dei riferimenti. In base a quanto raccontato da Esteban, Bill rimase colpito dalla bellezza della protagonista del film "Il Postino Suona Sempre Due Volte" (titolo originale: "The Postman Always Rings Twice") di Tay Garnett con Lana Turner e John Garfield, alla tenera età di soli 5 anni, un ricordo formativo che definisce la sua percezione del fascino femminile. Appesa ad una parete della roulotte di Budd è ben visibile la locandina del film "Mr. Majestyk" (titolo italiano: "A Muso Duro") del 1974 di Richard Fleischer (basato sulla sceneggiatura originale di Elmore Leonard) con Charles Bronson, un altro tributo al cinema d'azione e ai suoi eroi.
Visioni Future e Dettagli Narrativi
Tarantino ha spesso accennato a possibili sequel o espansioni del suo universo narrativo, mantenendo viva la curiosità dei fan. Nel 2009, poco dopo l'uscita di Inglourious Basterds, Tarantino dichiarò in varie occasioni (tra l'altro anche nel talk show italiano "Parla con Me" con Serena Dandini) la sua intenzione di dare un seguito alla storia della Sposa. Questo terzo capitolo si sarebbe dovuto incentrare sulla vendetta della piccola Nikki e avrebbe visto la luce a distanza di 10 anni dai primi due volumi, un'idea che ha entusiasmato molti ma che è rimasta finora un progetto non realizzato.
Anche i dialoghi nascondono significati e riferimenti. Quando la Sposa, davanti alle scale che portano al tempio di Pai Mei, chiede a Bill quando lo rivedrà di nuovo, l'uomo le risponde con un enigmatico: "È il titolo della mia canzone preferita degli anni '70", lasciando allo spettatore il compito di decifrare il riferimento musicale.
La collaborazione tra attore e regista può portare a sorprendenti aggiunte alla caratterizzazione dei personaggi. L'idea che Bill, subito dopo il suo incontro con Pai Mei, presentasse delle ferite intorno all'occhio venne a David Carradine. Secondo l'attore quei graffi simili a quelli inflitti dall'artiglio di un'aquila sarebbero stati arrecati da Pai Mei nel tentativo di staccare l'occhio di Bill durante il combattimento, un dettaglio che aggiunge profondità e realismo alle cicatrici del personaggio.
Il film "Shogun Il Giustiziere" (titolo originale: "Shogun Assassin") del 1980 di Robert Houston con Tomisaburō Wakayama gioca un ruolo significativo. B.B. insiste per vedere insieme a Beatrix questo film. "Shogun Assassin" fu realizzato esclusivamente per la distribuzione americana e non è altro che un mix male eseguito dei primi due film della serie originale "Lone Wolf And Cub" ("Lone Wolf and Cub: Sword of Vengeance" e "Lone Wolf and Cub: Baby Cart at the River Styx"). In realtà, madre e figlia avrebbero dovuto guardare insieme "Gli Aristogatti" ma la Disney non concesse i diritti. Il brano Liquid Swords di GZA ft. RZA (RZA è l'autore dei brani originali della colonna sonora di Kill Bill), inoltre, si apre con lo stesso monologo del piccolo Daigoro di Shogun Assassin ("When I was little, my father was famous. He was the greatest samurai in the empire…") che si sente fuori campo in Kill Bill, creando un'ulteriore connessione multimediale.
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Location Reali e Segreti del Set
La magia del cinema spesso trasforma luoghi comuni in ambientazioni iconiche, ma dietro le quinte, queste location hanno origini molto concrete. La suggestiva chiesetta di El Paso in realtà è la "Sanctuary Adventist Church", situata nel deserto del Mojave appena fuori la città di Lancaster (precisamente al 19874 di E Avenue G) nello stato della California, una location che evoca un senso di isolamento e desolazione.

Personaggi e Retroscena Inediti
Molte delle informazioni che definiscono i personaggi di "Kill Bill" non sono esplicitate nel film ma emergono da dichiarazioni del regista o da dettagli della sceneggiatura. Secondo quanto rivelato da Tarantino, Elle Driver in passato era un agente dell'interpol incaricata di acciuffare proprio Bill e la sua banda, un retroscena che aggiunge un ulteriore strato di complessità alla sua lealtà e al suo passato. Sembra incredibile dato che nel film la cosa non viene mai neanche accennata (è pur vero però, che alcuni atteggiamenti di Budd lasciano intendere qualcosa) ma prima della strage di El Paso, Elle e Budd erano una coppia, un dettaglio sorprendente che rivela un passato sentimentale tra i membri della Deadly Viper Assassination Squad.
Anche il destino di oggetti iconici è a volte rivelato in modo sottile. Nella sceneggiatura originale, la Pussy Wagon della Sposa viene distrutta da Yuki Yubari. Durante la conversazione con Esteban, la Sposa si riferisce vagamente all'accaduto pronunciando la frase: "My Pussy Wagon died on me", un modo conciso per liquidare l'argomento e spiegare l'assenza del veicolo.
La continuità narrativa è un aspetto cruciale. In un flashback del volume 1, si vede Sofie Fatale chiaccherare al cellulare con un'irritante nonchalance all'interno della chiesetta di El Paso durante il violento pestaggio della Sposa. Questa scena viene spesso indicata come un errore, dal momento che la donna durante il capitolo "Massacre At Two Pines" del volume 2, non fa il suo ingresso nella chiesetta di El Paso insieme alla DiVAS. In realtà, questo particolare non credo possa essere considerato una svista dal momento che Sofie, nonostante facesse parte della banda di Bill, non era certo una delle vipere mortali. Il suo ingresso insieme a un gruppo di sicari pronti a far fuoco sarebbe stato solo d'intralcio e avrebbe potuto mettere in pericolo la sua stessa vita, una spiegazione logica che giustifica la discrepanza apparente.
Il Ruolo del Maestro Wu Ping e le Dinamiche Sul Set
Il rapporto tra Quentin Tarantino e i suoi collaboratori, specialmente quelli di grande calibro come il coreografo di arti marziali Yuen Wu Ping, è spesso oggetto di aneddoti. Nel suo libro "Kill Bill Diary", l'attore non si lascia sfuggire l'opportunità di lanciare qualche frecciatina contro il Maestro Wu Ping, che secondo Carradine si sarebbe distinto non solo per la sua professionalità ma anche per i suoi modi di fare arroganti e spesso sgarbati. Quella che segue è la traduzione di un paragrafo tratto dal libro, nel quale l'attore si sfoga con Deedee (una produttrice) e Vivica A. Fox: "Deedee non faceva che difendere Yuen Wu Ping a spada tratta e non mancava di riferirsi a lui usando sempre e solo l'appellativo di "maestro". Io sì che posso affermare con certezza di aver conosciuto dei veri maestri nella mia vita. Non stà seduto sulla cima di una montagna a dispensare perle di saggezza e a bere te, e si comporta in una maniera un po' troppo arrogante per i miei gusti. Tratta i collaboratori come suoi sottoposti e tutti gli altri come esseri appartenenti a una specie inferiore. In base a quello che ho potuto sperimentare di persona, Wu Ping è un vero maestro solo nella tecnica del "non guardarti mai in faccia". Non appena qualcuno gli si avvicinava in modo amichevole, lui iniziava subito a fissare un punto lontano. Chissà, forse era così. Anche tutti i suoi collaboratori avranno avuto i suoi stessi problemi con l'inglese (forse anche di più) ma erano sempre gentili e sorridenti", un resoconto che offre uno spaccato interessante sulle tensioni e le personalità sul set.
Riferimenti Musicali e Teorie dei Fan
La musica è un elemento imprescindibile nel cinema di Tarantino, e i suoi film sono spesso intrisi di riferimenti a generi e artisti diversi. Rufus rivela di aver suonato insieme a Archie Bell & the Drells, ai Drifters, ai Coasters (il loro pezzo "Down In Mexico" fa parte della ost di Death Proof), ai Kool & the Gang (il loro pezzo "Jungle Boogie" fa parte della ost di Pulp Fiction) e ai Bar-Kays. (Rufus: "I was a Drell. I was a Drifter. I was a Coaster. I was part of The Gang. I was a Bar-Kay…), un elenco impressionante che sottolinea la sua lunga e variegata carriera musicale. Rufus suggerisce anche di suonare "Love Me Tender", l'intramontabile classico di Elvis Presley, un tocco di nostalgia che aggiunge al suo fascino.
Talvolta, i fan elaborano teorie complesse che collegano i personaggi dei diversi film di Tarantino. Secondo molti, dietro a Rufus in realtà si celerebbe niente meno che Jules Winnfield, l'indimenticabile partner di Vincent Vega in Pulp Fiction. In base a questa affascinante interpretazione, Jules una volta smessi i panni del gangster avrebbe intrapreso la retta via diventando, quindi, un musicista. Anche se questa intuizione potrebbe essere considerata perfettamente in linea con il modo che il regista ha di intrecciare i personaggi di vari film tra di loro, credo che purtroppo in questo caso non si possa creare alcun legame tra Rufus e Jules, mantenendo un sano scetticismo di fronte a teorie non supportate da prove concrete.
Dettagli di Produzione e Merchandising
Ogni oggetto di scena è studiato per contribuire all'estetica generale del film, e a volte anche le imperfezioni diventano scelte artistiche. Il rolex Daytona della Sposa, inquadrato in primo piano durante il flashback del test di gravidanza, è a detta degli esperti, nient'altro che una misera imitazione (nel quadrante del Rolex originale i tre quadrantini svolgono la funzione di cronografo mentre in quello della Sposa riportano data e giorno della settimana). La scelta di utilizzare una copia tanto sfacciata può sicuramente essere interpretata come l'ennesimo omaggio ai film dal budget limitato, un riferimento alle produzioni a basso costo che tanto hanno ispirato Tarantino.
Il successo di "Kill Bill Vol. 2" si è tradotto anche in una vasta gamma di prodotti correlati. Nel 2004, la Neca realizzò una serie di action figures ispirate ai personaggi del volume 2, permettendo ai fan di portare a casa un pezzo del loro film preferito.
Le Spade e il loro Simbolismo
Le spade di "Kill Bill" sono veri e propri personaggi a sé stanti, ricche di dettagli e significati simbolici. Sulla saya (fodero laccato in legno di magnolia) della spada della Sposa è stato intagliato in alto un trifoglio (foglia araldica di tre lobi) e al centro la testa di una leonessa (che chiaramente simboleggia la protagonista), un design che riflette la forza e la determinazione del personaggio.
Il simbolo di Hattori Hanzo inciso sulla lama della spada della Sposa raffigura un Leone Buddhista (divinità della religione shinto giapponese derivante dal buddhismo), noto in Occidente con l'appellativo di Cane di Fo per la forte somiglianza al cane pechinese. Il cane di Fo (o Foo Dog) è una figura benevola che porta salute, prosperità e ricchezza e che simboleggia spirito forte e protezione, un elemento che conferisce un'aura mistica e potente all'arma.

Legami Personali e Contributi degli Attori
Le relazioni che si sviluppano sul set spesso influenzano l'atmosfera e la chimica del film. Durante le riprese, David Carradine instaurò una forte amicizia con Tarantino, Lawrence Bender, Daryl Hannah, Vivica A. Fox e soprattutto con Michael Madsen con il quale nacque un vero e proprio legame fraterno, creando un ambiente di lavoro coeso e collaborativo.
L'art director David Wasco arredò l'hacienda dove alloggia Bill pensando a un luogo dove David Carradine avrebbe desiderato abitare. Secondo quanto detto dall'attore, Wasco avrebbe azzeccato in pieno il suo stile fatta eccezione forse dei colori troppo vivaci delle mura esterne, dimostrando una notevole sintonia tra il designer e l'interprete del personaggio. Tra l'altro, all'interno dell'hacienda di Bill furono sistemati i seguenti oggetti personali di David Carradine: il porta katana che sorregge la spada di Bill, una chitarra, una cintura con a lato due pistole nelle rispettive fondine (appoggiata su un tavolino in giardino, si vede da lontano durante il confronto finale), alcune sculture realizzate da Carradine, un portasigari di cuoio, il silent flute, dettagli che rendono l'ambiente del personaggio ancora più autentico e personalizzato.
La Scena Post-Crediti e i Suoi Enigmi
Anche le scene post-crediti, un marchio di fabbrica in molti film, hanno trovato spazio in "Kill Bill". Alla fine dei titoli di coda, viene mostrata una breve scena che vede Uma Thurman impegnata a staccare l'occhio di un Crazy 88, un frammento che lascia intuire ulteriori vendette o scene tagliate, alimentando la leggenda e la discussione tra i fan.
"Kill Bill Vol. 2" si conferma così non solo come un capitolo conclusivo dell'epopea della Sposa, ma come un'opera densa di riferimenti, retroscena e dettagli che ne arricchiscono costantemente la percezione, invitando a più visioni e a un'analisi approfondita del suo ricco substrato culturale e produttivo.